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Home » Documenti » Pubblicazioni » Appalti pubblici e società di capitali in Italia: analisi 2014-2023 Senato della Repubblica

Appalti pubblici e società di capitali in Italia: analisi 2014-2023 Senato della Repubblica

24 Agosto 2026

Nel file zip si trovano 2 file:

  • "Appalti pubblici e società di capitali in Italia: un’analisi descrittiva" - Senato della Repubblica

Il dossier del Senato analizza struttura, caratteristiche e performance delle società di capitali che hanno partecipato alle procedure aperte di appalto tra il 2014 e il 2023. Approfondisce dimensione delle imprese, concentrazione del mercato, continuità nelle aggiudicazioni ed effetti economici associati alla prima vittoria.

  • "Chi ha vinto la gara? Appalti pubblici e società di capitali in Italia: il procurement 2014-2023 visto da vicino" - Senato della Repubblica

Il Focus sintetizza i principali risultati dell’analisi del Senato sul procurement pubblico 2014-2023, evidenziando l’identikit delle imprese partecipanti, il peso delle costruzioni, la persistenza nelle aggiudicazioni e le dinamiche di crescita successive alla prima gara vinta.

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Download Gratuito Appalti pubblici e società di capitali in Italia: analisi 2014-2023 Senato della Repubblica

 

Sintesi redazionale

Il mercato degli appalti pubblici italiano cresce, si digitalizza e continua a rappresentare una leva economica fondamentale per le imprese. Ma quali aziende riescono effettivamente a entrare nel procurement pubblico? E chi vince tende a vincere ancora?

A rispondere sono il Documento di analisi n. 38 “Appalti pubblici e società di capitali in Italia: un’analisi descrittiva” e il relativo Focus “Chi ha vinto la gara?”, pubblicati nel luglio 2026 dall’Ufficio Valutazione Impatto del Senato.

Lo studio integra gli open data ANAC con i dati di bilancio AIDA, analizzando le società di capitali coinvolte nelle procedure aperte tra il 2014 e il 2023, con particolare attenzione ai contratti sopra i 40.000 euro.

Appalti pubblici: nel 2025 il mercato vale 309,7 miliardi

Il primo dato riguarda le dimensioni del procurement. Nel 2023 il valore degli appalti considerati aveva raggiunto circa 283,4 miliardi di euro, il 36,4% in più rispetto al 2021 e il 65,9% rispetto al 2019.

Nel 2025 il mercato complessivo è arrivato a 309,7 miliardi di euro, di cui circa 20,8 miliardi relativi ad appalti finanziati con risorse PNRR. Rispetto al 2024, le procedure sono aumentate del 7,6% e il loro importo complessivo del 13,9%.

In termini numerici, affidamenti diretti e procedure negoziate senza previa pubblicazione rappresentano il 76,2%; sotto il profilo economico, invece, sono procedure aperte e ristrette ad assorbire la quota maggiore degli importi affidati.

Digitalizzazione degli appalti e qualificazione delle stazioni appaltanti

Il dossier inserisce questi dati nel nuovo assetto introdotto dal D.Lgs. 36/2023.

Tra gli elementi evidenziati figurano la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dei contratti e l’ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale centrato sulla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP), operativa dal 1° gennaio 2024.

Parallelamente, la qualificazione ha ridotto drasticamente il numero dei soggetti abilitati: dalle circa 26.500 amministrazioni registrate a 4.353 stazioni appaltanti qualificate, secondo il dato riportato al 30 aprile 2024.

Per il Senato, questi cambiamenti non incidono soltanto sulla velocità delle procedure: possono modificare anche la distribuzione delle opportunità tra imprese e l’equilibrio tra concorrenza, semplificazione e controllo.

Chi partecipa alle gare pubbliche?

L’identikit che emerge è piuttosto netto: le imprese presenti nel procurement sono mediamente più grandi, più longeve e più strutturate rispetto alle altre società di capitali.

L’attivo totale mediano è di circa 1,934 milioni di euro, contro 492.000 euro delle non partecipanti. Il valore aggiunto mediano raggiunge 550.000 euro contro 129.000 euro, mentre l’età mediana è rispettivamente di 22 e 15 anni.

Anche la produttività del lavoro è superiore: circa 63.000 euro per addetto, contro 46.000 euro.

La dimensione conta anche nell’accesso al mercato: la frequenza di partecipazione cresce al crescere della struttura aziendale.

Costruzioni al centro del procurement

Per il settore dell’edilizia il dato è particolarmente significativo.

Nel grafico sulla composizione settoriale, le Costruzioni rappresentano il 41,5% delle imprese partecipanti, davanti a manifattura, commercio e attività professionali e scientifiche.

Il comparto risulta quindi uno dei più direttamente esposti alla domanda pubblica.

Chi vince una gara continua a vincere?

Non necessariamente.

Il 33,4% delle imprese aggiudicatarie riesce a ottenere almeno un altro contratto nell’anno successivo; dopo due anni la percentuale è del 30,9%.

La persistenza cresce però con dimensione aziendale e importo della gara. Per gli appalti superiori a 5 milioni di euro, arriva al 73% dopo un anno e al 73,4% dopo due.

Nonostante ciò, l’indice di concentrazione HHI mostra, soprattutto dal 2015, un mercato complessivamente molto frammentato e non stabilmente dominato da pochi operatori.

Vincere un appalto può diventare un fattore di crescita
L’altro risultato interessante riguarda ciò che accade dopo la prima aggiudicazione.

L’analisi descrittiva rileva incrementi di valore aggiunto, occupazione e produttività, soprattutto tra piccole e medie imprese. Gli effetti sulla redditività appaiono invece più contenuti.

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Download Gratuito Appalti pubblici e società di capitali in Italia: analisi 2014-2023 Senato della Repubblica

Approfondimenti

Per approfondire il tema, leggi i documenti relativi agli appalti pubblici e società di capitali in Italia. Ti ricordo, inoltre, che digitalizzare gli appalti significa organizzare meglio dati, documenti e responsabilità. Con il software gestione informativa digitale delle costruzioni puoi gestire la documentazione e i processi informativi dell’appalto in un unico ambiente digitale condiviso, organizzando Capitolati Informativi, OGI, PGI, elaborati e modelli BIM e facilitando la collaborazione tra PA, imprese e professionisti.

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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/notizie/chi-vince-gli-appalti-pubblici-i-dati-del-senato-sulle-imprese-italiane/
ApprofondimentiLa digitalizzazione degli appalti pubblici nel nuovo Codice Appalti

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