Lavori pubblici

Principio DNSH e tecnologie dell’energia oceanica

Produzione di energia oceanica: ecco i nuovi elementi di rispetto dei criteri DNSH per la costruzione e la gestione degli impianti

Il principio DNSH (Do No Significant Harm) è un requisito fondamentale per accedere ai fondi del PNRR.

Esso stabilisce che tutte le misure di intervento e i progetti devono essere conformi al principio di non arrecare un danno significativo all’ambiente.

Le amministrazioni titolari dovranno adottare specifici strumenti di autovalutazione nei principali atti programmatici.

Inoltre, sarà necessario dimostrare che le misure previste dal DNSH siano state effettivamente osservate, sia in sede di monitoraggio e rendicontazione dei risultati degli interventi, sia in sede di verifica e controllo della spesa.

La “Guida operativa per il rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente” fornita dalla Ragioneria dello Stato offre per ogni specifico ambito apposite schede tecniche con una sintesi delle informazioni operative e normative che identificano i requisiti tassonomici, ossia i vincoli DNSH, oltre agli adempimenti da assolvere e alla tipologia di documentazione che può essere utile raccogliere per documentare il rispetto dei requisiti relativi alle diverse attività trattate dalle misure finanziate dal PNRR.

Tra le nuove schede proposte dalla “Guida operativa” approfondiamo in questo articolo la “Scheda 32 – Produzione di energia elettrica mediante tecnologie dell’energia oceanica”.

Per gestire agevolmente le pratiche di verifica e controllo di realizzazione di un’opera pubblica, puoi utilizzare una piattaforma cloud che ti permette di organizzare in un unico fascicolo digitale tutta la documentazione necessaria.

 

 

 

DNSH: scheda 32 sull’energia oceanica

La scheda in esame ha l’obiettivo di descrivere i criteri utili per garantire che gli interventi di costruzione e gestione degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti oceaniche rispettino il principio DNSH.

In particolare, le attività economiche legate alla produzione di energia elettrica mediante tecnologie dell’energia oceanica rientrano nei codici NACE D35.11 (Produzione di energia elettrica) e F42.22 (Costruzione di opere per pubblica utilità per l’elettricità e le telecomunicazioni) secondo la classificazione statistica delle attività economiche definita dal Regolamento (CE) n. 1893/2006.

Gli investimenti in questa area devono contribuire sostanzialmente a questo obiettivo, rientrando nel regime del contributo sostanziale (Regime 1), classificato tra le attività low carbon. È importante sottolineare che queste attività hanno un regime 1 che però all’occorrenza può essere applicato anche alle misure previste all’interno del regime 2.

Energia oceanica e principio guida

La realizzazione di tali interventi contribuisce  a sostenere la transizione verso un’economia a emissioni nette pari a zero, evitando tecnologie non sostenibili a lungo termine; pertanto devono garantire il rispetto delle migliori pratiche disponibili senza nuocere alle risorse marine e alla biodiversità, anche prestando attenzione alle sostanze e ai materiali impiegati, ed evitando i potenziali impatti negativi sull’economia circolare legati all’utilizzo di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Vincoli DNSH: mitigazione del cambiamento climatico

La produzione di energia elettrica mediante tecnologie dell’energia oceanica è considerata un’attività abilitante per la mitigazione dei cambiamenti climatici ai sensi dell’articolo 10 del Regolamento della Tassonomia (Regolamento (UE) 2020/852).

La produzione di energia elettrica mediante tecnologie dell’energia oceanica è un’attività che contribuisce, quindi, in maniera  sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici e, pertanto, non ci sono criticità rilevabili nella realizzazione dell’intervento: bisogna esclusivamente verificare che l’impianto venga progettato nel pieno rispetto delle corrette e migliori pratiche, al fine di garantire l’efficienza dei sistemi.

Vincoli DNSH: adattamento ai cambiamenti climatici

Gli interventi devono includere un’analisi dei rischi climatici attuali e futuri seguendo determinati criteri stabiliti all’interno dell’appendice 1 (criteri DNSH generici per l’adattamento ai cambiamenti climatici).

Inoltre, per progetti sotto i 10 milioni di euro, si può fare riferimento ai Criteri DNSH generici per l’adattamento ai cambiamenti climatici, mentre per gli investimenti superiori a 10 milioni di euro, è necessaria una valutazione dettagliata della vulnerabilità e del rischio climatico, secondo le metodologie descritte negli Orientamenti tecnici per infrastrutture a prova di clima nel periodo 2021-2027 (2021/C373/01).

I rischi climatici fisici che possono influenzare l’attività sono stati individuati tra quelli elencati nella sezione II dell’appendice A, attraverso una dettagliata valutazione del rischio climatico e della vulnerabilità, adottando la seguente procedura:

  • analisi dell’attività per determinare quali rischi climatici fisici potrebbero impattare sul ciclo di vita previsto dell’attività economica;
  • se l’attività risulta esposta a uno o più rischi climatici, viene eseguita una valutazione del rischio climatico e della vulnerabilità per comprendere l’importanza di questi rischi sull’attività economica;
  • si esaminano le soluzioni di adattamento che potrebbero mitigare i rischi climatici fisici identificati.

Inoltre la valutazione del rischio climatico e della vulnerabilità è proporzionata alla portata e alla durata prevista dell’attività, con le seguenti specifiche:

  • per attività con una durata inferiore a 10 anni, la valutazione utilizza almeno proiezioni climatiche su scala ridotta;
  • per tutte le altre attività, la valutazione si basa su proiezioni climatiche avanzate con la massima risoluzione disponibile, in linea con gli scenari futuri previsti, includendo almeno proiezioni climatiche di 10-30 anni per grandi investimenti.

Tuttavia, le proiezioni climatiche e la valutazione degli impatti si fondano sulle migliori pratiche e linee guida disponibili, tenendo conto delle più recenti conoscenze scientifiche per l’analisi della vulnerabilità e del rischio, in conformità con i rapporti del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, le pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione paritaria e i modelli più aggiornati, open source o a pagamento. Per le attività esistenti e nuove che utilizzano beni fisici esistenti, l’operatore economico implementa soluzioni fisiche e non fisiche (“soluzioni di adattamento”) per un massimo di 5 anni, che riducono i principali rischi climatici fisici individuati. Un piano di adattamento viene sviluppato per l’implementazione di tali soluzioni.

Per le nuove attività e quelle esistenti che utilizzano beni fisici di nuova costruzione, l’operatore economico integra le soluzioni di adattamento che mitigano i principali rischi climatici fisici.

I rischi climatici fisici individuati che influenzano l’attività vengono considerati nella fase di progettazione e costruzione, e le soluzioni di adattamento vengono implementate prima dell’avvio delle operazioni. Queste soluzioni non devono compromettere gli sforzi di adattamento o ridurre la resilienza ai rischi climatici fisici per altre persone, la natura, il patrimonio culturale, i beni e altre attività economiche. Inoltre, devono essere coerenti con i piani e le strategie di adattamento locali, settoriali, regionali o nazionali, e considerare l’uso di soluzioni basate sulla natura o infrastrutture blu o verdi, quando possibile.

Tabella di classificazione pericolo al clima

La tabella riporta in modo non esaustivo l’elenco dei pericoli legati al clima più diffusi ed è importate tener conto nella valutazione del rischio climatico e della vulnerabilità. Per ulteriore chiarezza riportiamo la tabella presente all’interno delle nuove regole DNSH.

Temperatura Venti Acque Massa solida
Cronici Cambiamento della temperatura (aria, acque dolci, acque marine) Cambiamento del regime dei venti Cambiamento del regime e del tipo di precipitazioni (pioggia, grandine, neve/ghiaccio) Erosione costiera
Stress termico Variabilità idrologica o delle precipitazioni Degradazione del suolo
Variabilità della temperatura Acidificazione degli oceani Soliflusso
Scongelamento del permafrost Intrusione salina
Innalzamento del livello del mare
Stress idrico
Acuti Ondata di calore Ciclone, uragano, tifone Siccità Valanga
Ondata di freddo/gelata Tempesta (comprese quelle di neve, polvere o sabbia) Forti precipitazioni (pioggia, grandine, neve/ghiaccio) Frana
Incendio di incolto Tromba d’aria Inondazione (costiera, fluviale, pluviale, di falda) Subsidenza
Collasso di laghi glaciali

Vincoli DNSH: uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine

Per non pregiudicare il conseguimento di un buon stato ecologico, deve essere garantito che gli impianti per la produzione di energia elettrica mediante tecnologie dell’energia oceanica non determinino l’introduzione di energia, sotto qualsiasi forma, nei pressi di aree marine/costiere, comprese le fonti sonore sottomarine, che abbiano effetti negativi sull’ambiente marino.

Lo scopo è quello di garantire che gli impianti non abbiano impatti negativi sulla biodiversità, che deve essere mantenuta, nel rispetto dei requisiti del quadro normativo Europeo, in particolare la Direttiva 2008/56/CE “quadro sulla strategia per la protezione dell’ambiente marino” mediante tecnologie dell’energia oceanica.

Vincoli DNSH: economia circolare

Per ridurre il rischio di creare componenti difficilmente recuperabili o riciclabili alla fine del loro ciclo di vita, è essenziale utilizzare apparecchiature e componenti di elevata durabilità, riciclabilità e facili da disassemblare e riqualificare.

Vincoli DNSH: prevenzione e riduzione dell’inquinamento

Durante la progettazione e la realizzazione dell’intervento bisogna tener conto della tossicità delle vernici antivegetative e dei biocidi. A tal riguardo, è opportuno implementa qualsiasi misura necessaria per ridurre al minimo tali rischi.

Vincoli DNSH: protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi

Inoltre, le normative comunitaria, nazionale e regionale pongono l’accento sulla conservazione e protezione degli ecosistemi. Gli investimenti legati alla produzione di elettricità da energia elettrica mediante tecnologie dell’energia oceanica devono essere realizzati nel rispetto delle Direttive 92/43/CEE  e 2009/147/CE e sulla protezione e la gestione dei siti Natura 2000.

Come compilare velocemente le schede DNSH

Con il software per relazioni, documenti e capitolati per i lavori pubblici hai a disposizione tutte le schede DNSH e le checklist di verifica e controllo per ciascun settore di intervento che ti aiuteranno nella corretta attuazione dell’intervento stesso.

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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