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Distanza degli alberi dal confine: normativa e regole da rispettare

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

A che distanza dal confine si possono piantare gli alberi? Scopri le regole e le eccezioni previste dalla normativa in base al tipo di pianta

La posizione degli alberi, nel rispetto delle distanze legali stabilite dal codice civile, ha un impatto significativo sulla sicurezza delle costruzioni, sulle relazioni tra vicini e sull’aspetto del paesaggio circostante.

Per evitare controversie e garantire la conformità normativa, è consigliabile utilizzare il software avanzato di progettazione edilizia che ti permette di pianificare con precisione e armonia gli spazi esterni. Questo strumento ti consente di ottenere planimetrie dettagliate e di inserire nel progetto modelli di alberi, arbusti, erbe, cespugli e piante per facilitarti la loro integrazione nel contesto circostante.

Scopriamo quali sono le regole da rispettare secondo la normativa in vigore.

Normativa e regolamenti sulla distanza degli alberi dal confine

La principale fonte normativa che regola le distanze minime legali è il codice civile. Il codice stabilisce le regole da seguire se si desidera piantare alberi o siepi vicino al confine tra due terreni di proprietà diversa, allo scopo di prevenire che le radici invadano il terreno del vicino e assicurare che gli alberi non ostacolino la luce o la vista.

Nello specifico, l’articolo 892 fa riferimento alla distanza dal confine di diverse piante tra cui:

  • alberi;
  • arbusti;
  • viti;
  • siepi;
  • piante da frutto.

Le disposizioni del codice civile possono subire variazioni se i regolamenti comunali prevedono distanze diverse.

L’articolo 892 del codice civile, infatti, afferma che:

Chi vuol piantare alberi presso il confine deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, dagli usi locali. Se gli uni e gli altri non dispongono, devono essere osservate le seguenti distanze dal confine: […]

Pertanto, è consigliabile consultare l’ente amministrativo locale per verificare l’eventuale esistenza di norme specifiche in merito.

Distanza legale alberi dal confine

In assenza di regolamenti comunali specifici, le distanze da rispettare secondo l’articolo 892 del codice civile sono le seguenti:

  • 3 metri per gli alberi di alto fusto: un albero è considerato di alto fusto se il suo tronco, semplice o con rami, supera i 3 metri di altezza. Questa categoria include noci, castagni, querce, pini, cipressi, olmi, pioppi, platani e altre specie simili;
  • 1,5 metri per gli alberi non di alto fusto: un albero è considerato non di alto fusto se il tronco e i rami principali non superano i 3 metri;
  • 0,5 metri per viti, siepi, arbusti e alberi da frutto con un’altezza non superiore a 2,5 metri.

Secondo quanto stabilito dall’art. 893 del codice civile, quando si tratta di alberi nei boschi, lungo confini con terreni non boschivi o lungo strade e canali, vengono seguite le regole stabilite dai regolamenti o usi locali. Se non ci sono leggi o regolamenti locali specifici, si applicano anche in questo caso le distanze stabilite dall’articolo 892.

Distanze alberi dal confine: art. 892 codice civile

Distanze alberi dal confine: art. 892 codice civile

Distanza siepi dal confine

Per quanto riguarda le siepi, la distanza da rispettare è di mezzo metro. Tuttavia, ci sono alcune eccezioni:

  • la distanza deve essere di un metro per le siepi di ontano, castagno o altre piante simili che vengono potate regolarmente vicino alla base;
  • la distanza deve essere di due metri per le siepi di robinia.

Nel caso di una siepe tra due proprietà si considera di proprietà condivisa e viene mantenuta con le spese divise tra i proprietari, a meno che non ci sia un confine chiaro tra i due terreni o altre prove che dimostrino il contrario. Se solo uno dei due terreni è recintato, si presume che la siepe appartenga al proprietario del terreno recintato, ovvero al proprietario del terreno dal cui lato si trova la siepe rispetto al confine tra i due terreni (art. 898 codice civile).

Come si misura la distanza dal confine di alberi e siepi

Il codice civile stabilisce come misurare la distanza dagli alberi dal confine del vicino come segue:

  • si va dalla linea di confine fino alla base esterna del tronco dell’albero al momento della piantagione;
  • si parte dalla linea di confine e si arriva al punto esatto in cui è stata fatta la semina.

Art. 892 – codice civile

La distanza si misura dalla linea del confine alla base esterna del tronco dell’albero nel tempo della piantagione, o dalla linea stessa al luogo dove fu fatta la semina.

A quale distanza dal confine si possono piantare alberi nel caso di muro divisorio?

In presenza di un muro divisorio sul confine tra due proprietà, non è necessario rispettare le distanze precedentemente menzionate per piantare alberi o piante.

Questo è valido sia se il muro è di proprietà esclusiva di uno dei confinanti, sia se si tratta di un muro condiviso tra i due.

L’unica condizione è che le piante siano mantenute ad un’altezza inferiore alla cima del muro.

Art. 892 – codice civile

[….] Le distanze anzidette non si devono osservare se sul confine esiste un muro divisorio, proprio o comune, purché le piante siano tenute ad altezza che non ecceda la sommità del muro.

Cosa succede se non si rispetta la distanza minima degli alberi dal confine?

Se il vicino pianta alberi o siepi troppo vicino al confine senza rispettare la distanza stabilita, può essere richiesta la loro rimozione (art. 894 codice civile).

Inoltre, il proprietario del terreno confinante può agire in tribunale per ottenere un risarcimento nel caso in cui le piante o le loro radici abbiano causato danni al terreno.

Il proprietario deve avviare un’azione legale entro cinque anni, rivolgendosi direttamente al proprietario (o ai co-proprietari) del terreno confinante, indipendentemente da chi ha effettivamente piantato le piante. Solo il proprietario del terreno può essere obbligato a rispettare le distanze legali.

Distanza alberi già esistenti dal confine

Nel contesto delle piante già presenti, la questione diventa più intricata poiché è necessario distinguere tra i casi in cui si ha acquisito il diritto di mantenere la pianta a una distanza inferiore a quella legalmente prescritta e quelli in cui tale diritto non è ancora stato ottenuto.

Tale diritto, considerato una servitù, può essere acquisito:

  • per contratto;
  • per destinazione del padre di famiglia (ad esempio, dopo la divisione del terreno oppure la vendita del terreno confinante da parte del proprietario dell’albero);
  • per usucapione.

Nello specifico, il diritto di mantenere alberi a una distanza non legale può essere acquisito per usucapione con il decorso del termine ventennale, che ha inizio dalla piantumazione o dalla semina dell’albero. Se, dopo l’acquisizione di tale diritto, l’albero muore o viene estirpato, si presentano due casi:

  • se l’albero non fa parte di un filare, la sua sostituzione può avvenire solo rispettando le distanze legali, poiché la servitù che consentiva il mantenimento a una distanza non legale è decaduta;
  • se l’albero fa parte di un filare, la sostituzione può avvenire mantenendo la distanza non legale (art. 895 codice civile).

La mancanza di un titolo di acquisto della servitù comporta l’esigibilità dell’estirpazione degli alberi piantati a una distanza non legale, poiché si tratta di una facoltà che deriva dal diritto di proprietà ed è quindi imprescrittibile.

Si possono ripiantare alberi a una distanza non legale?

L’articolo 895 del codice civile stabilisce che se si è ottenuto il permesso di tenere degli alberi a una distanza inferiore a quella stabilita dalla legge, e uno di questi alberi muore, viene tagliato o abbattuto, non è possibile sostituirlo a meno che non si rispetti la distanza legale.

Tuttavia, questa regola non si applica quando gli alberi fanno parte di una fila lungo il confine tra due proprietà.

Cosa succede se i rami o i frutti vanno oltre i confini?

Se i rami degli alberi del vicino si protendono sul proprio terreno, è possibile richiedere al vicino di tagliare i rami e, allo stesso modo, è consentito tagliare le radici degli alberi che si infiltrano nel proprio terreno a meno che ci siano eventuali regolamenti o leggi locali in materia.

Se non esistono disposizioni locali specifiche, i frutti naturalmente caduti dai rami degli alberi sul terreno del vicino appartengono al proprietario del terreno su cui sono caduti.

Al contrario, se secondo le regole locali i frutti appartengono al proprietario dell’albero, egli ha il diritto di raccoglierli.

È possibile la comunione degli alberi?

L’articolo 899 del codice civile fa riferimento alla proprietà degli alberi che si trovano in una siepe condivisa e lungo il confine tra due proprietà.

La normativa dispone come segue:

  • gli alberi che crescono all’interno di una siepe comune sono considerati di proprietà condivisa;
  • gli alberi che crescono lungo la linea di confine tra due proprietà sono considerati di proprietà condivisa, a meno che non ci sia un documento legale o altre prove che dimostrino il contrario;
  • gli alberi che fungono da limite tra le proprietà o che si trovano all’interno di una siepe condivisa non possono essere tagliati senza il consenso di entrambi i proprietari o senza un’autorizzazione da parte dell’autorità giudiziaria, che riconosca la necessità o l’opportunità del taglio.

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Alberi 3D - Libreria oggetti BIM

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Distanze legali: sentenze di riferimento

Di seguito si riportano una serie di sentenze che chiariscono e precisano aspetti fondamentali sulle distanze legali da rispettare.

Distanza tra edifici stessa proprietà: occorre rispettarla?

La sentenza n. 5663-2023 del Consiglio di Stato approfondisce il caso in cui la distanza tra fabbricati nella stessa proprietà vada rispettata o meno.

Nel caso in esame, un proprietario ha ampliato un fabbricato senza richiedere il permesso necessario. Successivamente, la richiesta di condono presentata è stata respinta dal Comune, poiché l’edificio risultava troppo vicino ad un’altra struttura.

Il proprietario ha impugnato questa decisione davanti al Tar, sostenendo che le norme sul distacco tra fabbricati si applicano solo quando le proprietà sono di soggetti diversi. Tuttavia, il Tar ha respinto il ricorso, ribadendo che le regole sulle distanze tra edifici devono essere rispettate indipendentemente dalla destinazione dello spazio intermedio e dall’appartenenza dei terreni.

Questo principio è stato confermato anche dalla Corte di Cassazione e dal Consiglio di Stato, sottolineando che queste norme sono volte a tutelare l’interesse pubblico in materia di igiene e sanità. Inoltre, le distanze stabilite hanno carattere imperativo e devono essere osservate indipendentemente dalla proprietà dei terreni o dalla loro destinazione.

Altre sentenze

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