Direttiva “case green”: guida completa a tutte le novità
Inizia l'era "case green": obblighi, scadenze, costi. Dal 2025 stop agli incentivi per le caldaie a gas, nel 2026 il piano di ristrutturazione
La direttiva (UE) 2024/1275 “Case Green” (EPBD – Energy Performance of Building Directive) è la norma europea sulla prestazione energetica nell’edilizia.
La direttiva, che fa parte del pacchetto di riforme Fit for 55, contiene le misure per ridurre progressivamente le emissioni di CO2 del parco immobiliare europeo e raggiungere l’obiettivo della totale decarbonizzazione entro il 2050 attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio europeo e il miglioramento dell’efficienza energetica.
Pubblicata l’8 maggio 2024 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, il testo è entrato in vigore il 28 maggio 2024; i singoli Stati membri avranno due anni per recepirne i contenuti. Alcune misure, però, dovranno essere adottate già nei prossimi mesi.
In questo articolo, trovi un resoconto dettagliato della direttiva, un’infografica delle scadenze e a margine i testi ufficiali in PDF e un’agile sezione di FAQ che sintetizza le novità del provvedimento.
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Direttiva Case green: ultime news
Regolamento UE per il calcolo nazionale del potenziale di riscaldamento globale nel corso del ciclo di vita (GWP)
Il 4 maggio 2026 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il Regolamento delegato (UE) 2026/52, che modifica l’allegato III della direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia.
Il provvedimento introduce il quadro comune europeo per il calcolo del GWP – Global Warming Potential degli edifici di nuova costruzione, ossia il potenziale di riscaldamento globale calcolato lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio. In pratica, porta nell’APE un indicatore di “carbonio lungo il ciclo di vita”, non limitato ai consumi energetici in esercizio. Il regolamento è stato pubblicato nella GUUE il 4 maggio 2026 ed entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione; è obbligatorio e direttamente applicabile negli Stati membri.
Raccomandazioni UE su finanziamenti e sportelli unici
La Commissione Europea ha pubblicato il 10 marzo 2026 due documenti fondamentali:
- raccomandazione (UE) 2026/537 sulla mobilitazione degli investimenti privati nell’efficienza energetica.
- raccomandazione (UE) 2026/536 recante orientamenti pratici sui servizi degli “sportelli unici” (One-Stop Shops) per l’efficienza energetica.
Regolamento UE sui livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di prestazione energetica
La Commissione UE, con Regolamento delegato (UE) 2025/1511 pubblicato il 6 novembre 2025, ha introdotto il quadro metodologico comparativo che gli Stati membri devono usare per calcolare i livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici nuovi ed esistenti e degli elementi edilizi.
Direttiva Case Green: recepimento nel 2026 a rischio
Il recepimento della Direttiva Case Green resta ancora fuori dai piani legislativi nazionali.
Il disegno di legge di delega per il recepimento delle direttive europee, approvato martedì 22 luglio 2025 n.135 dal Consiglio dei Ministri, include l’attuazione di importanti atti dell’UE su temi strategici come l’economia circolare, la cybersicurezza, la protezione dell’ambiente e la modernizzazione industriale.
Tuttavia, tra le numerose norme recepite, non compare ancora alcun riferimento alla Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici EPBD – Energy Performance of Buildings Directive, nota come Direttiva Case Green, approvata dal Parlamento europeo il 24 aprile 2024.
Case Green: le linee guida per l’applicazione della direttiva EPBD
Per accompagnare il processo di recepimento della Direttiva Case Green, la Commissione Europea ha pubblicato il 30 giugno 2025 una serie di documenti operativi che forniscono indicazioni pratiche per l’attuazione delle nuove misure.
Il pacchetto pubblicato dalla Direzione Generale per l’Energia include:
- il regolamento delegato per il calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi:
- fornisce un metodo aggiornato per definire requisiti di prestazione energetica efficaci sotto il profilo economico, considerando le specificità climatiche e tipologiche del patrimonio edilizio di ciascun Paese;
- il regolamento di esecuzione per la trasmissione dei dati all’Osservatorio UE del parco immobiliare:
- modelli comuni per garantire la qualità e la comparabilità dei dati tra Stati membri, migliorando il monitoraggio dei progressi in ambito edilizio;
- il documento di orientamento tecnico (con 13 allegati tematici):
- offre chiarimenti interpretativi e indicazioni operative sulle principali novità della direttiva rifusa, rispondendo alle esigenze tecniche espresse dai governi nazionali.
Tra i documenti tecnici allegati al pacchetto (attualmente in lingua inglese), si segnalano:
- standard minimi per gli edifici non residenziali e percorsi di riqualificazione per il residenziale;
- incentivi finanziari, competenze e barriere di mercato (articolo 17) e sportelli unic;
- certificati di prestazione energetica (articoli 19-21, allegato V) e sistemi di controllo indipendenti;
- passaporto di ristrutturazione e certificati di prestazione energetica;
- banche dati energetiche, sportelli unici e incentivi finanziari;
- scambi di dati;
- edifici a zero emissioni e obblighi sull’energia solare;
- mobilità sostenibile, impianti tecnici, caldaie e ispezioni;
- sistemi tecnici per l’edilizia, qualità dell’ambiente interno e ispezioni (articoli 13, 23 e 24);
- calcolo generale comune per il calcolo della prestazione energetica degli edifici;
- potenziale di riscaldamento globale del ciclo di vita dei nuovo edifici.
Le linee guida confermano a partire dal 2025 lo stop agli incentivi fiscali destinati agli impianti alimentati a combustibili fossili e il loro bando a partire dal 2040, individuando diverse strade percorribili e combinabili tra loro:
- Sostituzione, in parte o completamente, di singole caldaie con soluzioni alternative quali:
– pompe di calore,
– impianti solari termici o
– teleriscaldamento efficiente. - Sostituzione dei combustibili fossili bruciati nelle caldaie con combustibili rinnovabili come i biocarburanti, bioliquidi, combustibili da biomassa e combustibili rinnovabili di origine non biologica.
In particolare, il biometano può essere utilizzato senza modifiche alle apparecchiature dell’utente finale impiegando la stessa infrastruttura di condutture e di stoccaggio.
In attesa della documentazione in italiano, puoi consultare i documenti qui.
Case green, obiettivi 2030 a portata di mano per l’Italia: lo studio dei Geometri
Grazie agli interventi di efficientamento energetico realizzati tra il 2020 e il 2024 – principalmente con Superbonus e altri bonus edilizi – l’Italia ha già raggiunto una riduzione dei consumi del 9,1% rispetto al target del 16% previsto per il 2030. Manca quindi solo il 6,9% per centrare gli obiettivi fissati dalla Direttiva Case Green.
È quanto emerge dall’indagine “La via italiana alla Direttiva Case Green” realizzato dal Centro Studi di Fondazione Geometri Italiani in collaborazione con Centro Studi Sintesi – CGIA di Mestre e Smart Land, che per la prima volta quantifica con rigore metodologico potenzialità e impatti dell’adozione nazionale della Direttiva EPBD IV.
Basato sui dati ufficiali ENEA, ISTAT e ISPRA, rappresenta il primo studio quantitativo completo sugli impatti della Direttiva EPBD IV in Italia.
Quali sono gli obiettivi della direttiva “case green”
Le politiche energetiche degli stati membri dovranno perseguire l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Già dal 1° gennaio 2030 tutti i nuovi edifici dovranno garantire emissioni zero in loco.
Ogni Stato membro dovrà adottare un piano nazionale di ristrutturazione che preveda la riduzione progressiva del consumo di energia degli edifici residenziali e non; ogni paese potrà stabilire autonomamente su quali edifici concentrarsi.
Complessivamente, il 55% della riduzione dei consumi energetici deve essere ottenuto tramite la ristrutturazione degli edifici con le prestazioni inferiori.
Entro il 2030, le ristrutturazioni dovranno coinvolgere il 15% degli immobili non residenziali e, entro il 2033, il 26% degli edifici di classe energetica più bassa.
Il 43% degli immobili meno efficienti dovrà essere riqualificato dal punto di vista energetico.
Quanto serve per raggiungere gli obiettivi 2023 della Direttiva Case Green?
- 84,8 miliardi di euro di investimenti (ca. 14,1 miliardi/anno)
- 3 milioni di abitazioni da ristrutturare (ca. 505.000/anno)
- Costo medio per intervento: ca. 28.000 euro
Qual è la situazione del patrimonio edilizio nazionale?
- il patrimonio costruito è responsabile del 42% dei consumi finali di energia nazionale (46.359 Ktep nel 2022) e del 18,8% delle emissioni nazionali di gas serra (73,5 Mt CO2 eq./anno)
- oltre il 52% del patrimonio residenziale (18,5 milioni di abitazioni) è in classe energetica F o G, di cui 13,5 milioni stabilmente occupate.
- il 68% delle abitazioni utilizza ancora combustibili fossili per il riscaldamento.
- Il 9% delle famiglie italiane vive in condizioni di povertà energetica – il dato più alto degli ultimi dieci anni.
- 24 milioni di abitazioni (68,3% del totale) sono state costruite prima del 1980.
- il 17,9% delle famiglie ha una spesa energetica elevata rispetto al reddito, il 9,9% delle famiglie ha difficoltà a riscaldare l’abitazione, il 17% vive in abitazioni con problemi di insalubrità e il 20,1% di persone a rischio povertà.
Quale sarà l’impatto economico della Direttiva Case Green?
L’impatto economico sarà significativo: gli investimenti genereranno un effetto moltiplicatore di 280 miliardi di euro complessivi, così suddivisi:
- Impatto diretto settore costruzioni: ca. 133,76 miliardi
- Impatto indiretto: ca. 44,70 miliardi
- Impatto indotto: ca. 101,70 miliardi
- Valore aggiunto generato: 102,6 miliardi (ca. 17,1 miliardi/anno)
- 1.300.000 unità di lavoro attivate complessivamente, delle quali circa 800.000 occupate direttamente nel settore costruzioni e circa 480.000 nell’indotto e nei settori collegati (una media di ca. 219.000 posti di lavoro/anno, un contributo fondamentale per l’economia nazionale).
Quali azioni intraprendere per attuare la Direttiva Case Green?
- Sostenibilità economica degli interventi
– Incentivi calibrati per fasce ISEE con particolare attenzione alle famiglie vulnerabili
– Sostegno prioritario alle prime case ed esclusione locazioni turistiche
– Creazione di fondi di garanzia e prodotti finanziari dedicati
– Maggiori incentivi per abitazioni in classe G con riqualificazione global - Rimozione degli ostacoli
– Semplificazione normativa per contesti condominiali complessi
– Rafforzamento misure per sanare irregolarità edilizie
– Garanzia di certezza e stabilità normativa per tutta la durata della Direttiva - Innovazione e abitazioni smart
– Incentivi mirati per sistemi smart e soluzioni digitali
– Promozione dei “gemelli digitali” degli edifici
– Formazione specializzata per professionisti del settore - Ruolo di tecnici e professionisti
– Assistenza tecnica specializzata attraverso sportelli dedicati
– Creazione di esperti indipendenti certificati
– Garanzia di competenze adeguate alle certificazioni e qualificazioni
Le linee di indirizzo UE per i piani di ristrutturazione
Per aiutare i Paesi Ue, la Commissione europea ha pubblicato il 28 maggio 2025 due modelli guida:
- un template con annotazioni di Piano Nazionale di Ristrutturazione utile alla compilazione del proprio NBRP;
- un foglio di calcolo per la raccolta dei dati finalizzati alla decarbonizzazione.
Elaborati in stretta collaborazione con i paesi dell’UE, i due modelli sono concepiti per semplificare il processo di pianificazione e garantire che siano affrontati tutti gli elementi obbligatori del NBRP di cui all’allegato II della direttiva Prestazione energetica nell’edilizia.
La Provincia di Bolzano applica la Direttiva Case green (27/03/2025)
La provincia di Bolzano è tra le prime istituzioni locali in Europa ad essersi adeguata alla Direttiva case green.
È in vigore dal 21 marzo 2025 il Regolamento di esecuzione in materia di prestazione energetica nell’edilizia, in attuazione della direttiva (UE) 2024/1275, e di bonus energia.
Direttiva “case green”: le scadenze
Prima di addentrarci nel merito, ti proponiamo una tabella sinottica e un’agile infografica con le principali date spartiacque previste dalla direttiva europea EPBD con tutte le tappe e il calendario degli obblighi e degli adempimenti. Puoi anche stamparla in PDF.
| Data / scadenza | Tema | Obbligo / misura prevista | Ambito / soglie |
| 31 dic 2024 | BACS – automazione e controllo | Obbligo di sistemi di automazione e controllo per impianti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione | Edifici non residenziali con potenza nominale utile > 290 kW |
| 1 gen 2025 | Stop incentivi caldaie fossili | Fine degli incentivi fiscali per acquisto e installazione di generatori alimentati da combustibili fossili | Eccezioni per sistemi ibridi e a idrogeno |
| 31 dic 2025 | Piano nazionale di ristrutturazione | Presentazione del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici alla Commissione europea | Stati membri UE |
| 29 mag 2026 | Nuovo APE e passaporto di ristrutturazione | Nuovo attestato di prestazione energetica conforme all’Allegato V; introduzione del passaporto di ristrutturazione | Edifici soggetti a certificazione / ristrutturazione |
| 31 dic 2026 | Impianti solari – 1ª fase | Installazione di impianti solari | Tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali con superficie coperta utile > 250 m² |
| 1 gen 2027 | GWP – valori limite | Pubblicazione e notifica alla Commissione della tabella di marcia per introdurre valori limite del GWP totale cumulativo | Edifici di nuova costruzione; obiettivi a partire dal 2030 |
| 31 dic 2027 | Impianti solari – 2ª fase | Installazione di impianti solari | Edifici pubblici esistenti con superficie coperta utile > 2.000 m²; edifici non residenziali esistenti > 500 m² se sottoposti a ristrutturazione importante |
| 1 gen 2028 | Edifici pubblici ZEmB | I nuovi edifici pubblici devono essere a emissioni zero | Nuovi edifici pubblici |
| 1 gen 2028 | Calcolo GWP | Obbligo di calcolo del GWP durante il ciclo di vita | Nuovi edifici con superficie coperta utile > 1.000 m² |
| 31 dic 2028 | Impianti solari – 3ª fase | Installazione di impianti solari | Edifici pubblici con superficie coperta utile > 750 m² |
| 31 dic 2029 | Impianti solari – 4ª fase | Installazione di impianti solari | Tutti i nuovi edifici residenziali e tutti i nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici |
| 1 gen 2030 | Nuovi edifici ZEmB | Tutti i nuovi edifici devono essere a emissioni zero | Tutti gli edifici di nuova costruzione |
| 1 gen 2030 | Calcolo GWP | Obbligo di calcolo del GWP | Tutti gli edifici di nuova costruzione |
| 2030 | Prestazioni edifici residenziali | Riduzione del consumo medio di energia primaria | Intero parco immobiliare residenziale: almeno -16% rispetto al 2020 |
| 2030 | Edifici non residenziali | Riqualificazione degli edifici meno performanti secondo la traiettoria nazionale | Il 16% degli edifici non residenziali deve rientrare nella soglia massima prevista |
| 2030 | BACS – automazione e controllo | Obbligo di sistemi di automazione e controllo | Edifici non residenziali con impianti di potenza nominale utile > 70 kW |
| 31 dic 2030 | Impianti solari – 5ª fase | Installazione di impianti solari | Tutti gli edifici pubblici con superficie coperta utile > 250 m² |
| 1 gen 2033 | Edifici non residenziali | Riqualificazione secondo la soglia massima prevista dalla traiettoria | Il 26% degli edifici non residenziali deve rientrare nella soglia massima |
| 2035 | Prestazioni edifici residenziali | Riduzione del consumo medio di energia primaria | Intero parco immobiliare residenziale: almeno -20/22% rispetto al 2020 |
| 2040 | Phase out caldaie a gas | Eliminazione graduale dei combustibili fossili nel riscaldamento e raffrescamento | Obiettivo: eliminazione completa delle caldaie a combustibili fossili entro il 2040 |
| 2050 | Neutralità climatica | Decarbonizzazione del parco immobiliare europeo | Tutti gli edifici esistenti a zero emissioni |
Cosa sono le “case green”?
Iniziamo da un concetto base: cosa si intende “per case green”?
Possiamo definire “case green” gli edifici:
- a emissioni zero o quasi zero con una domanda molto bassa di energia, zero emissioni in loco di carbonio da combustibili fossili e un quantitativo pari a zero, o molto basso, di emissioni operative di gas a effetto serra;
- il cui consumo totale annuo di energia primaria sia coperto da energia da fonti rinnovabili generata in loco o nelle vicinanze, fornita da una comunità di energia rinnovabile, proveniente da un sistema efficiente di teleriscaldamento e teleraffrescamento o da energia da fonti prive di carbonio;
- progettati in modo da ottimizzare il loro potenziale di produzione di energia solare sulla base dell’irraggiamento solare del sito, consentendo l’installazione successiva di tecnologie solari efficienti sotto il profilo dei costi.
La direttiva “case green” definisce “a emissioni zero” un edificio ad altissima prestazione energetica con un fabbisogno di energia pari a zero o molto basso, che produce zero emissioni in loco di carbonio da combustibili fossili e un quantitativo pari a zero, o molto basso, di emissioni operative di gas a effetto serra.
Un edificio “a energia quasi zero” è un edificio ad altissima prestazione energetica, nel quale il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo è coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o l’energia da fonti rinnovabili prodotta nelle vicinanze.
Gli obiettivi della direttiva “case green”
La direttiva EPBD rappresenta una svolta significativa per le politiche energetiche comunitarie e statali. L’obiettivo della direttiva è stimolare la riqualificazione energetica di edifici privati e pubblici in tutta Europa, al fine di ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2 del parco immobiliare dei 27 Stati membri.
Nei diversi negoziati tra il Consiglio dell’Unione Europea, il Parlamento Europeo e la Commissione Europea, la direttiva case green ha subito una serie di modifiche che contemplano obiettivi intermedi meno stringenti, termini più estesi e un quadro normativo meno restrittivo rispetto alla versione precedentemente approvata dal Parlamento Europeo a marzo.
Il compromesso sui target della direttiva EPBD prevede la possibilità per i Paesi membri di richiedere deroghe sugli edifici alla Commissione europea.
Gli obiettivi medi saranno definiti in base al patrimonio edilizio, al sistema nazionale di classificazione energetica e alle strategie di ristrutturazione adottate da ciascun Paese.
Per il perseguimento di questi obiettivi, la direttiva europea definisce:
- il quadro comune generale di una nuova metodologia per il calcolo della prestazione energetica integrata degli edifici e delle unità immobiliari;
- l’applicazione di nuovi requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici.
Allo stato di fatto il 35% degli edifici dell’UE hanno più di 50 anni e quasi il 75% del parco immobiliare è inefficiente dal punto di vista energetico. Il tasso medio annuo di rinnovamento energetico è solo dell’1% circa, un range estremamente basso.
Leggi gli approfondimento
I macro-obiettivi e i piani nazionali di ristrutturazione
Le politiche energetiche degli stati membri dovranno perseguire l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Già dal 1° gennaio 2030 tutti i nuovi edifici dovranno garantire emissioni zero in loco.
Ogni Stato membro dovrà adottare un piano nazionale di ristrutturazione che preveda la riduzione progressiva del consumo di energia degli edifici residenziali e non; ogni paese potrà stabilire autonomamente su quali edifici concentrarsi.
Complessivamente, il 55% della riduzione dei consumi energetici deve essere ottenuto tramite la ristrutturazione degli edifici con le prestazioni inferiori.
Entro il 2030, le ristrutturazioni dovranno coinvolgere il 15% degli immobili non residenziali e, entro il 2033, il 26% degli edifici di classe energetica più bassa.
Il 43% degli immobili meno efficienti dovrà essere riqualificato dal punto di vista energetico.
In Italia, secondo i dati Istat, vi sono circa 12 milioni di edifici residenziali. Pertanto, sarà prioritario intervenire sui circa 5 milioni di edifici con le prestazioni più scadenti, ognuno dei quali composto da una o più unità immobiliari.
Leggi l’approfondimento “Il piano nazionale di ristrutturazione secondo la direttiva “case green”
Edifici di nuova costruzione a zero emissioni e calcolo del GWP
Dovranno essere a emissioni zero:
- dal 2028 tutti gli edifici pubblici di nuova costruzione;
- dal 2030 anche le nuove costruzioni residenziali private.
La Direttiva case green riconosce che agli edifici sono imputabili emissioni di gas a effetto serra prima, durante e dopo la vita utile.
Gli Stati membri provvedono affinché il GWP – il potenziale di riscaldamento globale (global warming potential) nel corso del ciclo di vita di un edificio – sia calcolato conformemente all’allegato III e reso noto nell’attestato di prestazione energetica dell’edificio:
- a decorrere dal 1° gennaio 2028, per tutti gli edifici di nuova costruzione con superficie coperta utile superiore a 1.000 m2
- a decorrere dal 1° gennaio 2030, per tutti gli edifici di nuova costruzione.
Entro il 1° gennaio 2027 gli Stati membri pubblicano e notificano alla Commissione una tabella di marcia che specifica l’introduzione di valori limite del GWP totale cumulativo nel corso del ciclo di vita di tutti gli edifici di nuova costruzione e fissano obiettivi per gli edifici di nuova costruzione a partire dal 2030, tenendo conto di una progressiva tendenza al ribasso, e valori limite massimi, dettagliati per zone climatiche e tipologie di edifici differenti.
Leggi l’approfondimento “Come progettare nuovi edifici con la direttiva “case green”

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Edifici residenziali e traiettoria nazionale
La direttiva “case green” richiede ad ogni Stato membro dell’Unione Europea di impegnarsi nell’implementazione di un nuovo piano di riqualificazione degli edifici, adottando misure mirate a garantire una riduzione dell’energia primaria media utilizzata dagli edifici residenziali.
Più nello specifico, entro il 29 maggio 2026, ciascuno Stato membro:
- stabilisce una traiettoria nazionale per la ristrutturazione progressiva del parco immobiliare residenziale, espressa come un calo del consumo medio di energia primaria in kWh/(m² a) dell’intero parco immobiliare residenziale durante il periodo 2020-2050
- individua il numero di edifici residenziali e unità immobiliari residenziali o la superficie coperta da ristrutturare ogni anno, compreso il numero o la superficie coperta del 43% degli edifici residenziali con le prestazioni peggiori e delle unità immobiliari residenziali.
Gli Stati membri provvedono affinché il consumo medio di energia primaria in kWh/ (m² a) dell’intero parco immobiliare residenziale:
- diminuisca di almeno del 16% entro il 2030;
- diminuisca di almeno il 20-22% entro il 2035.
Entro il 2040 e successivamente ogni 5 anni, il consumo medio di energia primaria dovrà essere equivalente o inferiore al valore determinato a livello nazionale (derivato da un progressivo calo del consumo medio di energia primaria dal 2030 al 2050 in linea con la trasformazione del parco immobiliare residenziale in un parco immobiliare a emissioni zero).
Come anticipato prima, gli Stati membri provvedono affinché almeno il 55% del calo del consumo medio di energia primaria sia conseguito mediante la ristrutturazione del 43% degli edifici residenziali con le prestazioni peggiori.

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Edifici non residenziali
Gli Stati membri stabiliscono norme minime di prestazione energetica per gli edifici non residenziali che garantiscono che tali edifici non superino la soglia massima di prestazione energetica basata sul consumo di energia primaria o finale (espressa in kWh/ m² anno).
Le soglie massime di prestazione energetica vanno stabilite partendo dalla situazione immobiliare (parco immobiliare) non residenziale esistente al 1°gennaio 2020, utilizzando le informazioni disponibili e, se necessario, campionamenti statistici.
Ciascuno Stato membro stabilisce:
- una soglia massima di prestazione energetica affinché il 16% del parco immobiliare nazionale non residenziale superi tale soglia (soglia del 16%).
- una soglia massima di prestazione energetica del affinché il 26% del parco immobiliare non residenziale nazionale superi tale soglia (soglia del 26%).
Le norme minime di prestazione energetica garantiscono almeno che tutti gli edifici non residenziali siano al di sotto:
- della soglia del 16% entro il 2030;
- della soglia del 26% entro il 2033.
Gli edifici non residenziali dovranno avere prestazioni energetiche in funzione dei parametri appena visti e sarà anche possibile collegare queste soglie a una specifica classe di prestazione energetica, a condizione che si rispettino i criteri sopraindicati.

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Edifici solar-ready
Gli Stati membri dovranno garantire che i nuovi edifici siano “solar-ready”, ovvero idonei a ospitare impianti fotovoltaici o solari termici sui tetti. L’installazione di impianti di energia solare diventerà la norma per i nuovi edifici.
Per gli edifici pubblici e non residenziali esistenti l’energia solare dovrà essere installata gradualmente, a partire dal 2027, laddove ciò sia tecnicamente, economicamente e funzionalmente fattibile. Tali disposizioni entreranno in vigore in momenti diversi a seconda della tipologia e delle dimensioni dell’edificio.
Gli Stati membri saranno tenuti ad installare impianti solari secondo il seguente calendario:
- entro il 31 dicembre 2026, su tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali con una superficie utile superiore a 250 m²,
- entro il 31 dicembre 2027, su tutti gli edifici pubblici esistenti con una superficie utile superiore a 2000 m²;
- entro il 31 dicembre 2028, su tutti gli edifici pubblici esistenti con una superficie utile superiore a 750 m²;
- entro il 31 dicembre 2030, su tutti gli edifici pubblici esistenti con una superficie utile superiore a 250 m²;
- entro il 2027, su tutti gli edifici non residenziali esistenti con una superficie utile superiore a 500 m² in cui l’edificio subisce un intervento che richiede un permesso amministrativo rilevante;
- entro il 31 dicembre 2029, su tutti i nuovi edifici residenziali e su tutti i nuovi parcheggi coperti adiacenti fisicamente agli edifici.
Leggi anche l’approfondimento “Energia solare negli edifici: cosa prevede la direttiva case green”

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Stop alla caldaie a combustibili fossili
Anche sull’impiego delle caldaie alimentate da combustibili fossili, la direttiva propone una strategia graduale invitando gli Stati membri a formulare misure specifiche per facilitare questa transizione nel settore del riscaldamento e del raffreddamento.
A partire dal 1° gennaio 2025, dovranno essere sospesi i sussidi per l’installazione di caldaie autonome che funzionano con combustibili fossili.
Agli Stati membri spetta elaborare piani dettagliati per l’eliminazione graduale dell’uso dei combustibili fossili nel settore del riscaldamento e del raffreddamento, con l’obiettivo finale di eliminare completamente le caldaie alimentate da tali combustibili entro il 2040.
Deroghe alle “case green”: gli immobili esclusi
Sono esclusi dagli obblighi previsti dalla nuova Direttiva EPBD i seguenti immobili:
- edifici vincolati e protetti;
- immobili storici;
- edifici temporanei;
- chiese;
- abitazioni indipendenti con superficie < 50 m2;
- case vacanza, ovvero le seconde case occupate per meno di 4 mesi/anno;
- prevista anche la possibilità di esentare l’edilizia sociale pubblica, qualora i lavori di riqualificazione farebbero aumentare gli affitti in modo sproporzionato, rispetto al risparmio conseguibili nelle bollette energetiche.

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Massimo sostegno alle ristrutturazioni profonde
All’art. 17, la direttiva “case green” chiede agli Stati membri di incentivare con un maggiore sostegno finanziario, fiscale, amministrativo e tecnico la ristrutturazione profonda e la ristrutturazione profonda per fasi.
Qualora non sia tecnicamente o economicamente fattibile trasformare un edificio in un edificio a zero emissioni, può essere agevolata come una ristrutturazione profonda un intervento che si traduca in una riduzione di almeno il 60 % del consumo di energia primaria.
La ristrutturazione profonda è una ristrutturazione in linea con il principio «l’efficienza energetica al primo posto», che si concentra sugli elementi edilizi essenziali e che trasforma un edificio o un’unità immobiliare:
- entro il 2029, in un edificio a energia quasi zero;
- dal 2030, in un edificio a zero emissioni;
Leggi l’approfondimenti su “Ristrutturazione profonda: cos’è e cosa prevede la direttiva case green”
Smart readiness degli edifici
Ci sarà un nuovo regime comune facoltativo dell’Unione, un indicatore e una metodologia per il calcolo dello per valutare la Smart readiness degli edifici, ovvero la loro predisposizione e capacità a utilizzare le tecnologie intelligenti per adattare il loro funzionamento alle esigenze dell’occupante, in particolare per quanto riguarda la qualità ambientale interna e il comfort termico.
Il lavoro in ambito Ue sullo Smart Readiness Indicator (SRI) – l’indicatore per valutare la predisposizione all’intelligenza degli edifici – è iniziato dal 2017 con la creazione di un consorzio di ricerca e il coinvolgimento di importanti Istituti di ricerca.
Gli ambiti applicativi dell’SRI sono essenzialmente:
- il comfort, ovvero la capacità di modificare le prestazioni dell’edificio in relazione alle esigenze degli occupanti in modo sostanzialmente automatico, assicurando il mantenimento di condizioni microclimatiche interne ideali;
- l’efficienza energetica, ovvero la capacità di gestire in modo automatizzato gli impianti di un edificio mirando al contenimento dei consumi, attraverso il loro costante monitoraggio e la massimizzazione dell’utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili;
- la flessibilità, ovvero la capacità di un edificio di operare in un’ottica di “demand response”, ovvero di adattare la quantità di energia consumata alle reali esigenze, sfruttando al riguardo anche gli input provenienti dalla rete elettrica (per esempio modulandoli sulle diverse fasce orarie);
- l’interoperabilità, ovvero la capacità di mettere a sistema tutti gli impianti di edificio attraverso sistemi BACS avanzati in grado di gestire in modo intelligente il funzionamento complessivo dell’edifico, adattandolo agli input che provengono dall’esterno o dal suo utilizzo (nello specifico, impianti di climatizzazione, illuminazione, automazione, ventilazione, ma anche elettrodomestici e apparecchiature elettroniche connesse, ovvero tutto l’universo dell’IoT);
- la connettività, ovvero l’essere connesso in modo efficace ed efficiente alla rete di comunicazioni e quindi all’esterno, ma anche disporre di una adeguata infrastruttura d’edificio abilitante all’adozione di qualsiasi servizio innovativo.
Leggi l’approfondimento “Smart Readiness Indicator (SRI): cos’è e cosa prevede la Direttiva “case green”
Mobilità sostenibile
Gli edifici non residenziali con più di cinque posti auto – di nuova costruzione o sottoposti ad una ristrutturazione importante – dovranno garantire:
- l’installazione di almeno un punto di ricarica per ogni cinque posti auto;
- l’installazione di pre-cablaggio per almeno il 50% dei posti auto e condotti, cioè condotti per cavi elettrici, per i restanti posti auto, per consentire l’installazione in un secondo momento di punti di ricarica per veicoli elettrici, cicli assistiti elettricamente e altri tipi di veicoli di categoria L;
- spazi per il parcheggio delle biciclette che rappresentano almeno il 15% della capacità media o il 10% della capacità totale degli utenti degli edifici non residenziali, tenendo conto dello spazio richiesto anche per le biciclette di dimensioni maggiori rispetto alle biciclette standard.
Tutti gli edifici non residenziali con più di venti posti auto devono garantire entro il 1° gennaio 2027 l’installazione di almeno un punto di ricarica per ogni dieci posti auto.
Nel caso di edifici di proprietà o occupati da enti pubblici, gli Stati membri devono garantire il pre-cablaggio per almeno uno su due posti auto entro il 1° gennaio 2033.
Gli edifici residenziali con più di tre posti auto – di nuova costruzione o sottoposti ad una ristrutturazione importante – devono garantire:
- l’installazione di pre-cablaggio per almeno il 50% dei posti auto e condotti, cioè condotti per cavi elettrici, per i restanti posti auto per consentire l’installazione, in un secondo momento, di punti di ricarica per veicoli elettrici, cicli assistiti elettricamente e altri tipi di veicoli di categoria L;
- l’installazione di almeno un punto di ricarica per i nuovi edifici residenziali;
- almeno due spazi per il parcheggio delle biciclette per ogni unità abitativa.
Gli Stati membri devono inoltre eliminare gli ostacoli all’installazione dei punti di ricarica negli edifici residenziali con posti auto, in particolare la necessità di ottenere il consenso del proprietario o dei comproprietari per un punto di ricarica privato a uso personale: quando sarà pienamente in vigore la direttiva, la richiesta di locatari o comproprietari di essere autorizzati a installare infrastrutture di ricarica in un posto auto potrà essere rifiutata solo per motivi gravi e legittimi.
Direttiva Case green: l’impatto sui conti pubblici, trend e scenari futuri
Nomisma: Italia in corsa verso l’obiettivo Case Green grazie ai Bonus Edilizi (28/02/2025)
L’Italia ha già superato la metà degli obiettivi UE 2030 in materia di transizione ecologica e decarbonizzazione.
La conferma arriva da uno studio pubblicato da Nomisma per ROCKWOOL. Grazie agli incentivi fiscali per l’edilizia (in primis, Superbonus, Ecobonus e Bonus Casa) è stato ottenuto un risparmio energetico dell’8,9%, a fronte dell’obiettivo di riduzione fissato al 16% dall’UE.
Molto resta ancora da fare. Secondo i dati aggiornati a maggio 2024, il 54% delle abitazioni italiane appartiene alle classi energetiche con le performance peggiori (classi F e G). In particolare, nella zona climatica D, la percentuale di abitazioni con le prestazioni peggiori raggiunge il 65%, incidendo sui consumi energetici del settore residenziale che rappresentano il 25% del totale.

Fonte: Nomisma
Per completare il percorso di efficientamento, sarà necessario un investimento di 83,4 miliardi di euro nei prossimi cinque anni che consentirà alle famiglie di ottenere un risparmio medio del 36% sulle bollette energetiche.
Più in dettaglio, gli interventi consentiranno una riduzione annua di 3,2 milioni di tonnellate di CO2, pari al 7% delle emissioni del comparto residenziale con un significativo risparmio sulle spese energetiche:
- fino a 390 euro annui per le abitazioni nelle zone climatiche più calde;
- fino a 1.241 euro annui per quelle nelle aree più fredde.
La riduzione di un ulteriore 7,1% dei consumi energetici entro il 2030 comporta, secondo Nomisma, un costo medio per unità immobiliare di 24.846 euro (15.000 euro per gli appartamenti in condominio a 42.000 euro per le abitazioni unifamiliari).
ENEA: gli immobili da ristrutturare secondo la Direttiva case green
Delineare gli scenari di intervento e di risparmio energetico in ottemperanza alla nuova Direttiva case green è l’obiettivo del corposo volume “La consistenza del parco immobiliare nazionale” pubblicato da ENEA.

Per stimare l’impatto dell’attuazione della nuova direttiva e pianificare le politiche necessarie per il rispetto degli obiettivi, è necessario delineare in maniera più esaustiva possibile superfici e destinazioni d’uso degli immobili esistenti in Italia. ENEA si è avvalso della collaborazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e dei dati presenti sul Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE) per:
- identificare il numero e la superficie degli edifici residenziali e non residenziali presenti in Italia,
- la superficie totale degli edifici di proprietà della pubblica amministrazione,
- la quota di immobili pubblici sottoposti a vincoli che potrebbero essere soggetti a deroghe secondo le Direttive europee,
- la prestazione energetica degli edifici a inizio 2020.
Ecco i dati più interessanti della ricerca.
Secondo il censimento ISTAT del 2011, in Italia sono presenti circa 12 milioni di edifici a uso residenziale ai quali si aggiungono oltre 1,5 milioni di edifici o complessi di edifici a uso non residenziale, per un totale di 13.763.857 edifici o complessi di edifici utilizzati. Includendo anche i fabbricati inutilizzati, il totale degli edifici o complessi di edifici ammonta a 14.515.795. Escludendo invece l’uso produttivo, gli edifici non residenziali utilizzati risultano pari a 1.273.788.
Il 60% del parco edilizio ha più di 45 anni, ovvero costruito prima dell’entrata in vigore della Legge 373/1976, prima legge sul risparmio energetico. Il settore pubblico rappresenta il 5-10% del consumo totale di energia finale nell’Unione Europea. Tuttavia, la Direttiva impone agli Stati membri di ridurre il consumo di energia finale degli enti pubblici e privati.
Dai dati presenti sul SIAPE emerge che:
- gli APE con data di emissione fino al 31 dicembre 2023 sono circa 4,6 milioni, il 13,07% rispetto al totale delle abitazioni;
- il 70,4% degli immobili ricade nelle classi energetiche meno efficienti (E, F e G), mentre a solo l’11% è attribuita una classe superiore alla B (A1-A4). Il valore medio pesato dell’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile è di 185,4 kWh/m2 anno.

Da sottolineare che il campione di immobili certificati censiti nel SIAPE non può comunque essere considerato totalmente rappresentativo dell’intero parco immobiliare a causa della bassa percentuale di immobili dotati di attestato, soprattutto per quanto riguarda il settore terziario e gli APE emessi prima del 2020.
FAQ Case Green
Quando entra in vigore la direttiva europea “case green” ?
La direttiva è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea dell’8 maggio 2024 ed entra in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. Da quel momento i Paesi membri avranno due anni di tempo per recepirla. Ogni Stato dovrà presentare un piano di riduzione dei consumi nel quale dovrà spiegare come intende raggiungere i target fissati dalla direttiva.
Cosa prevede in sintesi la direttiva europea “case green”?
La direttiva europea “case green” prevede che gli Stati membri riducano il consumo di energia degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Il 55% di questa riduzione dovrà essere ottenuta tramite la ristrutturazione del 43% degli immobili con le prestazioni peggiori. Saranno i singoli Paesi a definire nei piani nazionali come intendono raggiungere questo obiettivo. Inoltre, tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a emissioni zero dal 2030.
Per raggiungere questi obiettivi, la direttiva europea “case green” definisce un quadro comune generale della metodologia per il calcolo della prestazione energetica integrata degli edifici e delle unità immobiliari e l’applicazione di requisiti minimi di prestazione energetica di edifici e unità immobiliari di nuova costruzione ed esistenti.
Quante e quali case si dovranno ristrutturare in Italia?
Secondo le stime «le ristrutturazioni dovranno coinvolgere il 15% degli immobili in classe F e G entro il 2030 e il 26% degli edifici di classe energetica più bassa entro il 2033». Questo significa che nel giro di pochi anni sarà necessario riqualificare oltre 500 mila edifici pubblici e circa 5 milioni di edifici privati con le prestazioni più scadenti.
Quanto costeranno le “case green”?
La Commissione europea calcola che entro il 2030 saranno necessari 275 miliardi di euro di investimenti annui per la svolta energetica del parco immobiliare.
È molto difficile fare delle stime precise su quanto dovrà spendere una famiglia per i lavori.
Per una stima più precisa si dovrà attendere il varo del piano nazionale e capire come saranno selezionati gli edifici su cui sarà necessario intervenire per primi. In ogni caso secondo le prime stime la spesa potrebbe oscillare tra un minimo di 20-30 mila euro a famiglia fino a un massimo di 50-60 mila euro per adeguarsi alla nuova normativa.
Leggi anche l’articolo “Case green”: quanto costerà mettere a norma gli edifici”
Case green: cosa cambia per gli edifici pubblici?
A partire dal 2028 tutti i nuovi edifici occupati o di proprietà delle autorità pubbliche dovranno essere a emissioni zero. Inoltre gli Stati membri dovranno ristrutturare il 16% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni entro il 2030 e il 26% entro il 2033, introducendo requisiti minimi di prestazione energetica.
Case green: ci sarà l’obbligo dei pannelli solari?
La direttiva prevede l’obbligo di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici e non residenziali, che sarà progressivo dal 2026 al 2030.
Per tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali con una superficie coperta utile superiore a 250 metri quadri la scadenza è fissata al 31 dicembre 2026.
Da quando scatta il divieto della direttiva “case green” di installare caldaie a gas?
I Paesi Ue avranno tempo fino al 2040 per dire addio alle caldaie a gas, ma già a partire dal 2025 non saranno più ammesse agevolazioni fiscali per gli impianti tradizionali, ma solo per gli ibridi, ovvero quelli che associano alla caldaia a gas una pompa di calore.
I Paesi Ue avranno tempo fino al 2040 per dire addio alle caldaie a gas, ma già a partire dal 2025 non saranno più ammesse agevolazioni fiscali per gli impianti tradizionali, ma solo per gli ibridi, ovvero quelli che associano alla caldaia a gas una pompa di calore.
Cosa succede a chi non adegua la propria casa entro il 2030? Chi non si adegua potrà vendere, ristrutturare o affittare l’immobile?
La direttiva “case green”, nella sua versione definitiva, non prevede sanzioni né obblighi di ristrutturazioni.
Il divieto di vendita o affitto, inizialmente previsto, è stato stralciato già nella versione di dicembre 2023.
Per maggiori approfondimenti sull’argomento, leggi l’articolo “Case green”, sanzioni per chi non si adegua alla direttiva?”
“Bonus case green”: quale relazione con la direttiva europea “case green”?
Non c’è nessuna relazione tra l’agevolazione nota come “bonus case green” e la direttiva europea “case green”.
Il “bonus casa green” è un’agevolazione fiscale per l’acquisto di immobili a basso impatto ambientale che non è stata prorogata dalle ultime leggi di bilancio.
Prevedeva una detrazione fiscale del 50% sull’IVA in dichiarazione dei redditi a partire dall’anno in cui veniva sostenuta la spesa e per i successivi 9 anni.
La Direttiva “case green” prevede sanzioni?
La direttiva al momento non prevede sanzioni particolari per coloro che non adeguano i loro immobili ai nuovi standard entro i tempi stabiliti e non sono previste limitazioni alla vendita o all’affitto delle abitazioni per coloro che non possiedono il “bollino verde” dell’Unione Europea.
Tuttavia, spetta ai singoli governi nazionali decidere quali sanzioni applicare, oltre alla perdita automatica di valore degli immobili non conformi alle normative.
Con la Direttiva “case green” cambierà il sistema dei bonus edilizi?
La direttiva “case green” avrà un forte impatto sui bonus per l’edilizia. Basti pensare all’ecobonus e a tutti gli interventi incentivabili come le agevolazioni per le caldaie, per il cappotto termico, schermature solari, etc. che non saranno più incentivabili dal 2025. La direttiva stabilisce che le risorse dei paesi membri dovranno essere destinate, in via prioritaria, a interventi che garantiscano una soglia minima di risparmi.
Oltre ad ammettere tra le forme di sostegno le detrazioni e i crediti fiscali, nella EPBD si fa riferimento anche a risparmi direttamente nelle fatture dei cittadini, come lo sconto in fattura.
Testi ufficiali, infografiche e documentazione utile sulla Direttiva “case green”
Di seguito trovi il testo ufficiale della direttiva (UE) 2024/1275 del 24 aprile 2024 sulla prestazione energetica nell’edilizia, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea dell’8 maggio 2024 e i successivi regolamenti di attuazione e aggiornamento.
Report e analisi sulla Direttiva Case Green
Twin-transition e direttiva Case green: il nuovo report del Politecnico di Milano
Fiera Milano ha incaricato il Politecnico di Milano di realizzare un Osservatorio per analizzare le ricadute sul mondo delle costruzioni della twin-transition (ecologica e digitale) richiesta dalla direttiva Case green, con l’obiettivo di focalizzare i temi chiave di sviluppo e studiare scenari e trend futuri.
Si tratta di una fase estremamente sfidante per i professionisti del costruito, considerando che sono proprio le riqualificazioni energetiche insieme alle ristrutturazioni edilizie a rappresentare il fattore trainante del settore delle costruzioni e che il 75% del patrimonio edilizio è inefficiente dal punto di vista energetico e più dell’85% degli edifici esistenti nel 2050 sarà probabilmente ancora in uso.
In attesa che vengano definiti i decreti attuativi a livello nazionale della cosiddetta Direttiva Case Green, l’Osservatorio Miba, curato dal Dipartimento di Architettura e Ingegneria delle Costruzioni dell’Ambiente Costruito del Politecnico di Milano, ha costruito 3 ipotetici scenari che prevedono per il periodo 2025-2035 diversi livelli di investimento e risparmio ottenibile:
- Scenario Business-As-Usual: si prospetta un’applicazione blanda dei principi dell’Epbd, che consentirà semplicemente di contrastare la contrazione del mercato che si avrebbe nei prossimi anni in assenza di precisi requisiti normativi a livello Comunitario. In questo scenario si stima un giro di affari totale di circa 84 miliardi di euro l’anno.
- Scenario Policy-Driven: si ipotizza invece che l’evoluzione del mercato sia di fatto guidata da una pronta ed efficace applicazione della Epbd. Per il settore residenziale è possibile stimare che la quota addizionale (sempre rispetto al 2024) di risparmio energetico raggiunga almeno i 40.000 GWh/anno al 2035. Ciò a fronte di un investimento medio sul periodo 2025-2035 in interventi di riqualificazione energetica all’incirca di 10.000 M€/anno. Il totale sull’intero patrimonio edilizio esistente, incluse ristrutturazioni/manutenzioni convenzionali, sarà dunque pari a 95 miliardi di euro l’anno, ovvero il 13% superiore rispetto allo scenario Bau.
- Scenario Ambitious: si sfrutta appieno le opportunità offerte dalla Direttiva e punta a raggiungere un tasso di riqualificazione più ambizioso rispetto a quello minimo richiesto dall’Epbd. In questo caso è possibile stimare un giro di affari totale sul patrimonio edilizio esistente pari a 102 miliardi l’anno, corrispondente ad un incremento di circa il 22% rispetto allo scenario Bau.
Tutti gli approfondimenti sulla Direttiva Case Green
- Direttiva “case green”: guida completa a tutte le novità
- Direttiva EPBD: come cambiano i calcoli energetici
- “Case green”: quanto costerà mettere a norma gli edifici
- Come cambia l’APE con la direttiva “case green”
- Ristrutturazione profonda: cos’è e cosa prevede la direttiva “case green”
- Smart Readiness Indicator (SRI): cos’è e cosa prevede la Direttiva “case green”
- Direttiva “case green”, lo stop definitivo delle caldaie a gas
- “Case green”, sanzioni per chi non si adegua alla direttiva?
- Case green: quanto costerà mettere a norma gli edifici
- Piano nazionale di ristrutturazione: come si applica la direttiva Case Green
- Edifici NZEB: come progettare edifici ad energia quasi zero
- Energia solare negli edifici: cosa prevede la direttiva “case green”
- Caldaie a gas, stop agli incentivi dal 2025
- Case green, sanzioni per chi non si adegua alla direttiva?

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/direttiva-case-green/





Io ho una casa del 37 in pietra e nn tocco nulla ciò che si poteva fare lho fatto infissi persiane e finestre porte impianto a condenzazione caldaia nuova ora nn tocco altro e una casa del 1937 nn si può fare altro
Ciao Antonio. Anzitutto grazie per l’attenzione con cui ci segui.
Beh, diciamo che il percorso verso le case green è solo all’inizio e di tempo ce ne vorrà ancora un pò. Ma ci sembra che quanto da te già realizzato vada nella direzione tracciata dall’Europa. In ogni caso ecco un semplice e pratico strumento che può tornarti utile per verificare immediatamente e gratuitamente la classe energetica del tuo immobile: Software Certificazione Energetica.
A presto e buon lavoro. Continua a seguirci