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Direttiva case green: caldaie a gas, stop agli incentivi dal 2025

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Dal 2025 blocco degli incentivi, dal 2040 divieto di utilizzo di caldaie a combustibili fossili. Le indicazioni della direttiva EPBD e le linee guida della Commissione

A partire dal 2025 non sarà più possibile beneficiare degli incentivi per l’acquisto e l’installazione di caldaie a gas e dal 2040 ci sarà il bando definitivo.

È una delle principali novità introdotte dalla Direttiva case green, approvata dal Parlamento europeo il 12 marzo 2024 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale Europea l’8 maggio 2024.

Come è evidente, la transizione energetica in atto renderà sempre più centrale, anche in edilizia, il ricorso alle fonti rinnovabili (in primis del fotovoltaico) e richiederà edifici sempre più performanti e sostenibili. Per questo, ti consigliamo per la tua attività:

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Caldaie a gas: dal 2025 stop senza compromessi agli incentivi

L’obiettivo della decarbonizzazione del riscaldamento sarà innanzitutto perseguito con l’interruzione degli incentivi per le caldaie autonome a partire dal 2025.

Più precisamente, l’articolo 17 della direttiva stabilisce che dal primo gennaio 2025 non saranno più ammessi incentivi finanziari per l’installazione di caldaie alimentate da combustibili fossili.

Nella prima bozza di linea guida all’applicazione della direttiva case green, preparata dai tecnici della Commissione europea in attuazione della direttiva Case green, sono forniti chiarimenti importanti.

Nel documento si precisa, infatti, che una caldaia a gas è considerata come alimentata da combustibili fossili in base al mix di combustibili presenti in rete al momento dell’installazione. Pertanto:

  • se la rete locale trasporta in modo prevalente gas naturale, l’installazione di caldaie non sarà incentivata;
  • se la rete locale trasporta prevalentemente combustibili rinnovabili, l’installazione di caldaie può ricevere incentivi finanziari (serve, cioè, che materialmente nell’appartamento dove è installata la caldaia agevolata arrivi almeno il 51% di combustibile rinnovabile, come il biometano, per avere i bonus fiscali).

Su questo bisogna sottolineare che il mondo dei produttori aveva proposto che gli incentivi restassero in vita per gli apparecchi abilitati a funzionare con gas verdi, indipendentemente dal combustibile effettivamente utilizzato.

Sarà ancora possibile fornire incentivi finanziari per l’installazione di impianti di riscaldamento ibridi con una quota considerevole di energie rinnovabili, come la combinazione di una caldaia con un impianto solare termico o con una pompa di calore.

Caldaie a gas: stop all’installazione dal 2040

A differenza delle previsioni iniziali della Direttiva, che fissavano al 2035 la fine della produzione e vendita delle caldaie alimentate a combustibile fossile, l’obbligo è ora fissato al 2040.

È importante precisare che questa restrizione non colpirà chi già possiede una caldaia a gas, ma riguarderà coloro che intendono acquistare un nuovo sistema di riscaldamento per le nuove costruzioni o per gli immobili in ristrutturazione.

Quindi, detenere una caldaia a gas rimarrà legale, ma la produzione e la commercializzazione di nuovi modelli saranno vietate a partire dal 2040.

Esistono diverse possibilità previste – proposte dalla Direttiva case green – per coprire il fabbisogno energetico di un edificio a zero emissioni: energia da rinnovabili generata in loco o nelle vicinanze con impianti solari termici, geotermici o fotovoltaici, pompe di calore, energia idroelettrica e biomassa, rinnovabili fornite dalle comunità dell’energia rinnovabile.

Particolare enfasi è dedicata a sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento efficienti ed energia da altre fonti prive di carbonio, basati sulla distribuzione di energia termica in forma di vapore, acqua calda o liquidi refrigerati da una fonte centrale o decentralizzata di produzione verso una pluralità di edifici o siti tramite una rete.

Case green: obiettivo decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento

L’obiettivo è la riduzione progressiva del consumo di energia degli edifici residenziali: 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Entro il 2050 il parco residenziale dovrà essere a zero emissioni. I paesi dovranno garantire con piani nazionali che almeno il 55% della riduzione del consumo medio di energia primaria sia ottenuto attraverso la ristrutturazione degli edifici con le peggiori prestazioni, quelli più energivori.

Nella Direttiva Case green si legge che 2/3 dell’energia consumata per riscaldare e raffrescare gli edifici provengono ancora da combustibili fossili.

Una delle leve sui cui gli stati dovranno agire per raggiungere gli ambiziosi obiettivi delle Direttiva Case green, quindi, è la decarbonizzazione del riscaldamento e del raffrescamento degli edifici.

Anche la produzione di acqua calda per uso domestico rientra tra le principali fonti di consumo energetico per gli edifici ad alte prestazioni. Nella maggior parte dei casi, tale calore non è recuperato. La raccolta del calore dagli scarichi di acqua calda per uso domestico negli edifici dovrà costituire un modo per risparmiare energia semplice ed efficiente in termini di costi.

Prioritaria è anche la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili negli edifici e di intensificare gli sforzi per elettrificare il loro consumo energetico, attraverso l’installazione di pompe di calore, impianti solari, batterie e infrastrutture di ricarica.

Direttiva case green o Regolamento Ecodesign?

La bozza di revisione del Regolamento Ecodesign 813/2013/UE non risulta coerente con la Direttiva case green perché introduce per le caldaie a gas un indice di rendimento stagionale (seasonal space efficiency) pari al 115%.

La bozza di revisione non prevede, pertanto, un divieto diretto ma nuovi requisiti minimi irraggiungibili per le caldaie a gas in commercio, che sarebbero sostanzialmente fuori dal mercato a partire dal 1° settembre 2029.

È importante precisare che l’istruttoria e le trattative sulla revisione del Regolamento Ecodesign sono ancora in corso e i parametri indicati nella bozza potrebbero essere soggetti a modifica. In ogni caso, anche in caso di approvazione del regolamento nella versione attuale, il divieto riguarderebbe solo le nuove caldaie e non quelle già installate.

 

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