Lavori pubblici

Il dialogo competitivo nel nuovo codice appalti

Cos’è e come funziona il dialogo competitivo in ambito di appalti pubblici? Scopri tutti i dettagli nel nostro approfondimento

Il dialogo competitivo è una delle 5 procedure di scelta del contraente previste dal nuovo codice appalti (le altre procedure sono: aperta e ristretta (procedure ordinarie), competitiva con negoziazione e partenariato per l’innovazione).

Questo approfondimento è dedicato alle norme sul dialogo competitivo, all’ambito di applicazione e alle corrette modalità di svolgimento.

Che cos’è il dialogo competitivo

Il dialogo competitivo, come abbiamo appena detto, è una procedura di scelta del contraente. È previsto anche dalla Direttiva n. 2004/18/CE e rappresenta una valida soluzione per le stazioni appaltanti che vogliono conciliare l’esperienza e la capacità innovativa dei soggetti economici con l’esigenza di realizzare opere pubbliche più o meno complesse o anche prestazioni di servizi pubblici. Si tratta, quindi, di una procedura in cui qualsiasi operatore economico può chiedere di partecipare e nella quale la stazione appaltante avvia un dialogo con i candidati ammessi alla procedura stessa per trovare la soluzione che soddisfi le necessità precedentemente individuate ed esplicitate nel bando. Non è una procedura ordinaria, ma può essere scelta solo in determinate occasioni, vediamo quali.

Quando si può ricorrere al dialogo competitivo?

Secondo l’art. 70 D.Lgs. 36/2023 le stazioni appaltanti utilizzano il dialogo competitivo:

  • per l’aggiudicazione di contratti di lavori, forniture o servizi in presenza di una o più delle seguenti condizioni:
    • quando le esigenze della stazione appaltante perseguite con l’appalto non possono essere soddisfatte con le altre procedure;
    • quando le esigenze della stazione appaltante implicano soluzioni o progetti innovativi;
    • quando l’appalto non può essere aggiudicato senza preventive negoziazioni a causa di circostanze particolari in relazione alla natura, complessità o impostazione finanziaria e giuridica dell’oggetto dell’appalto o a causa dei rischi a esso connessi;
    • quando le specifiche tecniche non possono essere stabilite con sufficiente precisione dalla stazione appaltante con riferimento a una norma, una valutazione tecnica europea, una specifica tecnica comune o un riferimento tecnico;
  • per l’aggiudicazione di contratti di lavori, forniture o servizi per i quali, in esito a una procedura aperta o ristretta, sono state presentate soltanto offerte inammissibili.

Le stazioni appaltanti, applicando i criteri o le regole obiettive e non discriminatorie indicate nel bando di gara o nell’invito a confermare l’interesse, possono limitare il numero di candidati, che soddisfano i criteri di selezione, da invitare a presentare un’offerta, a negoziare o a partecipare al dialogo, nel rispetto del principio di concorrenza e del numero minimo di candidati da invitare indicato nel bando di gara o nell’invito a confermare l’interesse. In ogni caso, il numero minimo di candidati non può essere inferiore 3. La stazione appaltante non può ammettere alla
stessa procedura altri operatori economici che non abbiano chiesto di partecipare o candidati che non abbiano le capacità richieste.

Secondo l’art. 1 Allegato I.3 al Codice, il dialogo competitivo deve concludersi entro 7 mesi.

Come si svolge il dialogo competitivo?

Il dialogo competitivo è trattato nell’art. 74 del codice appalti. La procedura ha inizio con un bando di gara che viene pubblicato dalla stazione appaltante (o avviso di indizione di gara) a cui qualsiasi operatore economico può chiedere di partecipare. Il termine minimo per la ricezione delle domande di partecipazione è di 30 giorni dalla data di trasmissione dei bandi di gara.

Le stazioni appaltanti indicano nel bando di gara:

  • le esigenze che intendono perseguire;
  • i requisiti da soddisfare;
  • il criterio di aggiudicazione scelto;
  • la durata indicativa della procedura;
  • eventuali premi o pagamenti per i partecipanti al dialogo.

L’appalto è aggiudicato solo sulla base del criterio dell’OEPV, l’offerta con il miglior rapporto qualità/prezzo, conformemente all’articolo 108.

Le fasi del dialogo competitivo

Possiamo riassumere la procedura del dialogo competitivo in 6 fasi:

  1. bando di gara a cui qualsiasi operatore economico può chiedere di partecipare: la stazione appaltante esplicita esigenze e necessità da soddisfare;
  2. accertamento dell’idoneità dei candidati e selezione;
  3. consultazione con gli operatori economici selezionati;
  4. dialogo competitivo con i candidati selezionati e individuazione della soluzione migliore tra quelle proposte;
  5. invito e formulazione delle offerte finali che verranno valutate e scelte (OEPV) secondo criteri stabiliti;
  6. aggiudicazione.

Prima dell’avvio del dialogo le stazioni appaltanti possono organizzare una consultazione con gli operatori economici selezionati sulla base della documentazione posta a base di gara e sulle modalità di svolgimento del dialogo. Nei 30 giorni successivi alla conclusione della consultazione i partecipanti selezionati possono recedere dal dialogo.

Dialogo competitivo nel nuovo codice appalti

Il dialogo competitivo riguarda tutti gli aspetti dell’appalto ed è finalizzato all’individuazione e alla definizione dei mezzi più idonei a soddisfare le necessità della stazione appaltante. Ove previsto nel bando di gara o nel documento descrittivo e in applicazione del criterio di aggiudicazione ivi previsto, il dialogo competitivo può svolgersi in fasi successive per ridurre il numero di soluzioni emerse durante la fase del dialogo.

Il dialogo competitivo prosegue finché la stazione appaltante non individua la soluzione migliore che possa soddisfare le proprie esigenze. Una volta ultimato il dialogo e informati i partecipanti rimanenti, la stazione appaltante invita ciascuno di loro a presentare l’offerta finale sulla base della soluzione o delle soluzioni presentate e specificate nella fase del dialogo. L’offerta contiene tutti gli elementi richiesti e necessari per l’esecuzione del progetto. Le offerte presentate possono essere, su richiesta della stazione appaltante, chiarite, precisate e perfezionate. I chiarimenti, le precisazioni e il completamento delle informazioni non possono avere l’effetto di modificare gli aspetti essenziali dell’offerta o dell’appalto, compresi i requisiti e le esigenze indicati nel bando di gara, nell’avviso di indizione di gara o nel documento descrittivo, qualora le variazioni rischino di falsare la concorrenza o di avere un effetto discriminatorio.

Le stazioni appaltanti valutano le offerte ricevute sulla base dei criteri di aggiudicazione fissati nel bando di gara, nell’avviso di indizione di gara o nel documento descrittivo. La stazione appaltante può condurre ulteriori negoziazioni con l’operatore economico che risulta aver presentato l’offerta con il miglior rapporto qualità/prezzo per confermare gli impegni finanziari o altri contenuti dell’offerta attraverso il completamento delle clausole del contratto, a condizione che da ciò non consegua la modifica sostanziale di elementi fondamentali dell’offerta o dell’appalto pubblico, comprese le esigenze e i requisiti definiti nel bando di gara o nel documento descrittivo, e che non si rischi di falsare la concorrenza o creare discriminazioni.

Dialogo competitivo e project financing: le differenze

Il dialogo competitivo per molti aspetti risulta essere sovrapponibile al project financing, ma vediamo quali sono le differenze. La finanza di progetto è una forma innovativa per realizzare e gestire opere e servizi e si basa sull’uso di risorse private e sull’affidamento a soggetti privati della parte iniziale del progetto, ma anche della successiva fase di gestione. La peculiarità della procedura risiede nel fatto che i capitali privati investiti sono remunerati per mezzo di proventi che conseguono alla gestione dell’opera o del servizio pubblico in un lasso di tempo precedentemente stabilito.

Si tratta, possiamo dire, di una particolare forma di concessione. Le assonanze tra il dialogo competitivo e la finanza di progetto nascono proprio dalla negoziazione tra pubblico e privato e della fattiva collaborazione tra loro per individuare la migliore soluzione possibile.

Si differenziano per il fatto che nella finanza di progetto ad iniziativa privata non sono interessati tutti i concorrenti, ma solo il proponente è interpellato per modificare/migliorare la sua proposta. Manca, quindi, la fase peculiare del dialogo competitivo secondo la quale si ha un confronto parallelo tra gli operatori economici privati.

Come abbiamo visto, il nuovo codice appalti pone sfide inedite nella gestione dei lavori pubblici ai tecnici, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni. La digitalizzazione dei contratti pubblici, in particolare, richiede:

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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