Parere ANAC su caso affidamento diretto al di sopra del limite

L’Anac bacchetta: affidamento diretto al di sopra del limite

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Il parere dell’Anac in un caso di impropria applicazione del decreto Semplificazioni, con affidamento diretto al di sopra del limite

Progetto a base d’asta inadeguato e contributi statali per la messa in sicurezza del territorio contro il rischio idrogeologico destinati, invece, a lavori di modesta entità (come la realizzazione di cunette in alcune strade di campagna e il rifacimento del piazzale del cimitero): questo quanto evidenziato dall’Anac nella delibera n. 95/2022, al termine di un’istruttoria.

In particolare, l’Autorità sottolinea un’impropria applicazione del decreto Semplificazioni che consente alle stazioni appaltanti di ricorrere all’affidamento diretto per servizi e forniture, compresi i servizi di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione, per un importo inferiore a 75.000 euro.

Il Comune ha, invece, affidato direttamente due incarichi professionali (per la progettazione definitiva ed esecutiva e per la redazione dello studio geologico) per un importo totale di 83.000 euro, quindi al di sopra del limite di legge, suddividendo gli incarichi con due distinte gare di appalto, in modo da mantenere il valore dei medesimi al di sotto della soglia entro la quale è ammesso l’affidamento diretto.

Delibera n. 95/2022

Il parere Anac è reso a seguito di un’istruttoria avviata a causa dell’esposto di una delle ditte interessate all’affidamento dei lavori.

In particolare, l’Autorità si è espressa in merito alle seguenti tematiche:

  • soglia di applicazione affidamento diretto servizi di ingegneria e architettura;
  • adeguatezza e completezza della progettazione definitiva/esecutiva.

Il caso

Il Comune, con determinazioni distinte, avviava una procedura di affidamento diretto per la “progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza per le fasi di progettazione ed esecuzione” e, successivamente, una procedura di affidamento diretto del servizio per la “redazione dello studio geologico ed indagini geologiche”. Il tutto avveniva tramite la piattaforma telematica di negoziazione MEPA, ai sensi dell’art. 1, comma 2, lett a), l. 120/2020, di conversione del dl n. 76/2020 (affidamento diretto per servizi e forniture, ivi compresi i sevizi di ingegneria e architettura e le attività di progettazione per importi inferiori a 75.000,00 euro).

Le criticità rappresentate dall’Anac

Sulla base di quanto espresso, l’Anac evidenzia i due profili di criticità.

In primo luogo si rileva una impropria applicazione dell’art. 1 comma 2 lett. a) della legge n. 120/2020 di conversione del dl n. 76 del 16.07.2020 che consente alle Stazioni Appaltanti di ricorrere all’affidamento diretto “per lavori di importo inferiore a 150.000 euro e per servizi e forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione, di importo inferiore a 75.000 euro”.

Si rappresenta che il Comune in questione ha affidato i due incarichi professionali la cui somma degli importi supera il limite di 75.000 euro fissato dalla norma per gli affidamenti diretti.

Un secondo profilo di criticità è il seguente: l’intervento in oggetto è definito di “messa in sicurezza” e di “mitigazione rischio idrogeologico” ma, sostanzialmente, si tratta di opere di rifacimento del sottofondo e dello strato di usura, con limitate modifiche della sezione trasversale e, pertanto, solo in parte riconducibili a interventi di “messa in sicurezza” e di “mitigazione rischio idrogeologico”.

Inoltre, come sottolineato dall’Anac, emerge la mancanza di un’adeguata progettazione esecutiva. I progetti non risultano pienamente conformi con le norme del codice appalti, sono approssimativi e questo aumenta il rischio di contenziosi con l’impresa esecutrice e determina anche un’incertezza del costo finale dell’intervento.

Parere dell’Anac

Ecco quanto deliberato:

  • il superamento del limite di 75.000,00 euro fissato dall’art. 1 comma 2 lett. a) della legge n. 120/2020 di conversione del dl n. 76 del 16.07.2020 per gli affidamenti diretti consentiti alle Stazioni Appaltanti in materia di servizi di ingegneria e architettura;
  • una corrispondenza solo parziale tra l’oggetto dell’appalto e le effettive lavorazioni da eseguire così come previste negli elaborati di progetto;
  • un grado di approfondimento degli elaborati progettuali non pienamente conforme a quanto previsto dall’art. 23 comma 8 del dlgs 50/2016 in materia di progetti esecutivi.

 

In allegato la delibera dell’Anac.

 

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