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Anonimato nei concorsi di progettazione

Anonimato nei concorsi di progettazione: i chiarimenti dell’ANAC

I commissari possono conoscere i nomi dei concorrenti; l’anonimato deve essere garantito al momento della valutazione dei progetti anonimi

Bisogna garantire l’anonimato dei concorrenti nei concorsi di progettazione fino al momento della proclamazione dei vincitori? In merito ad alcune criticità circa il rispetto del principio dell’anonimato nei concorsi di progettazione (previsto dall’art. 155 del Codice appalti, dlgs n. 50/2016) interviene l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con la delibera n. 358/2023.

L’ANAC ha precisato che i membri della commissione giudicatrice possono conoscere i nominativi dei partecipanti già al momento dell’accettazione dell’incarico per poter dichiarare fin da subito eventuali incompatibilità; l’anonimato va assolutamente garantito, invece, in fase di valutazione dei progetti, in alcun modo riconducibili agli autori.

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Delibera ANAC n. 358/2023: precisazioni circa il principio dell’anonimato nei concorsi di progettazione

Con la delibera in esame l’ANAC risponde alla richiesta di parere avanzata da parte di un Comune che gestisce i concorsi con una piattaforma web in grado di garantire l’anonimato per l’intero iter concorsuale, fino al momento della proclamazione dei vincitori.

Il dubbio espresso dall’amministrazione è però il seguente: il totale anonimato sui concorrenti garantito dalla piattaforma non permette ai membri della commissione giudicatrice di conoscere i partecipanti fino al momento della graduatoria finale dei selezionati; di conseguenza vi è l’impossibilità per i commissari di effettuare una dichiarazione di assenza di conflitto di interessi, come richiesto dalla legge al momento dell’accettazione dell’incarico.

In pratica, chiede se sia più corretto comunicare ai commissari fin da subito i nominativi dei partecipanti al concorso di progettazione, fermo restando l’obbligo di rendere impossibile l’associazione del progetto da esaminare con il nome del professionista che lo ha redatto, o mantenere l’anonimato fino alla proclamazione del vincitore.

Anonimato nei concorsi di progettazione ai sensi del Codice appalti (dlgs n. 50/2016)

Ai sensi dell’art. 155 (Commissione giudicatrice per i concorsi di progettazione), comma 4, del Codice appalti (dlgs n. 50/2016) si ha:

4. I membri della commissione giudicatrice esaminano i piani e i progetti presentati dai candidati in forma anonima e unicamente sulla base dei criteri specificati nel bando di concorso. L’anonimato deve essere rispettato sino al parere o alla decisione della commissione giudicatrice. In particolare, la commissione:

  • a) verifica la conformità dei progetti alle prescrizioni del bando;
  • b) esamina i progetti e valuta, collegialmente ciascuno di essi;
  • c) esprime i giudizi su ciascun progetto sulla base dei criteri indicati nel bando, con specifica motivazione;
  • d) assume le decisioni anche a maggioranza;
  • e) redige i verbali delle singole riunioni;
  • f) redige il verbale finale contenente la graduatoria, con motivazione per tutti i concorrenti;
  • g) consegna gli atti dei propri lavori alla stazione appaltante.

Pertanto, i membri della commissione giudicatrice devono esaminare i piani e i progetti presentati dai candidati in forma anonima e unicamente sulla base dei criteri specificati nel bando di concorso; condizione fondamentale è che le proposte non siano in nessun modo identificabili.

Conclusioni ANAC: la regola dell’anonimato deve essere garantita al momento della valutazione degli elaborati progettuali

Alla luce di quanto espresso l’ANAC conclude che, analogamente a quanto avviene nei concorsi pubblici, la regola dell’anonimato nei concorsi di progettazione stabilita dal Codice dei contratti deve essere rigorosamente rispettato al momento della valutazione degli elaborati progettuali, fermo restando l’impossibilità di collegare gli stessi (concorrenti) agli elaborati progettuali da esaminare; al contrario, la conoscenza dell’elenco dei concorrenti è consentita ai commissari in fase di accettazione dell’incarico in quanto risulta essere un’informazione fondamentale per verificare un’eventuale sussistenza di conflitto d’interesse.

Non contravviene al principio dell’anonimato il fatto che la commissione giudicatrice conosca l’identità dei partecipanti al momento dell’accettazione dell’incarico ma serve ad evidenziare fin da subito possibili conflitti d’interesse. Successivamente, continua l’ANAC, la commissione procederà con la valutazione delle proposte progettuali tramite la piattaforma, garantendo che non vi sia alcun collegamento tra i partecipanti e le loro proposte durante questo processo.

Anonimato nei concorsi di progettazione e nuova disciplina (dlgs n. 36/2023)

La decisione avanzata dall’ANAC è in linea con quanto previsto dal nuovo Codice appalti (dlgs 36/2023); in particolare, secondo le previsioni contenute nell’Articolo 46. – Concorsi di progettazione, si ha:

1. Ai concorsi di progettazione si applica la disciplina del Capo II della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014 e, per i settori speciali, la disciplina del Capo II della direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014.
2. Il concorso di progettazione relativo al settore dei lavori pubblici si svolge di regola in una sola fase e ha ad oggetto progetti o piani con livello di approfondimento corrispondente al progetto di fattibilità tecnica ed economica. Con adeguata motivazione, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono bandire un concorso in due fasi. Nella prima fase sono selezionate le proposte ideative. Nella seconda fase è elaborato un progetto di fattibilità tecnica ed economica delle proposte selezionate. Qualora il concorso di progettazione riguardi un intervento da affidare in concessione, la proposta ideativa contiene anche la redazione di uno studio economico finanziario per la sua costruzione e gestione. 
3. Con il pagamento del premio le stazioni appaltanti e gli enti concedenti acquistano la proprietà del progetto vincitore. Il bando del concorso può prevedere che il progetto esecutivo sia affidato con procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando o, nei settori speciali, senza indizione di gara al vincitore o ai vincitori del concorso di progettazione, se in possesso dei requisiti previsti dal bando. In tali casi, nel computo della soglia di rilevanza europea, è calcolato il valore complessivo dei premi e pagamenti, compreso il valore stimato al netto dell’IVA dell’appalto pubblico di servizi che potrebbe essere successivamente aggiudicato con la procedura di cui al comma 2.
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai concorsi di idee finalizzati all’acquisizione di una proposta ideativa da remunerare con il riconoscimento di un congruo premio. A tali concorsi possono partecipare, oltre ai soggetti ammessi ai concorsi di progettazione, anche i lavoratori subordinati abilitati all’esercizio della professione e iscritti all’ordine professionale secondo l’ordinamento nazionale di appartenenza, con esclusione dei dipendenti della stazione appaltante o dell’ente concedente che bandisce il concorso. L’idea o le idee premiate sono acquisite in proprietà dalla stazione appaltante o ente concedente, previa eventuale definizione degli assetti tecnici, e possono essere poste a base di un concorso di progettazione o di un appalto di servizi di progettazione, a cui possono partecipare i premiati qualora in possesso dei relativi requisiti soggettivi.

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice appalti, il vecchio Codice appalti è abrogato gradualmente al 1° luglio 2023, con un regime transitorio piuttosto complesso. Per esser certo di applicare la procedura corretta in linea con la normativa vigente, ti consiglio di affidarti a specifici ed aggiornati software lavori pubblici che supportano le pubbliche amministrazioni per gestire al meglio i lavori pubblici ed evitare di incorrere in eventuali illeciti amministrativi.

 

 

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