dehor-e-permessi-di-costruire

Dehor: se c’è l’uso stabile nel tempo serve il permesso di costruire

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Per il Tar Toscana un dehor con uso stabile nel tempo deve essere autorizzato da permesso di costruire, anche se c’è concessione permanente del suolo pubblico

Con la sentenza n. 1583/2020 il Tar Toscana ribadisce che un dehor (spazio coperto esterno, occasionalmente chiuso, funzionale a bar e ristoranti) se risulta caratterizzato da un uso non stagionale, ma permanente negli anni, deve essere autorizzato sempre dal permesso di costruire.

Il caso

Un Comune ordinava la demolizione di un dehor a servizio di un’attività di ristorazione dopo che la Polizia municipale ne aveva accertato la consistenza, le caratteristiche e l’uso continuativo nel tempo.

Il manufatto in questione insisteva su suolo pubblico dato in concessione permanente ed era costituito da:

  • una struttura in ferro di forma rettangolare di circa 54 m² con altezza pari a circa 2,40 m;
  • copertura a padiglione in pvc;
  • pedana in muratura di circa 20 cm di spessore.

Il dehor era stato autorizzato in origine per un periodo provvisorio di non più di 6 mesi mai rinnovato né il proprietario aveva prodotto successivamente titoli edilizi idonei a legittimarne la conservazione.

Il ristoratore decideva quindi di fare ricorso al Tar con la giustificazione che il dehor costituiva opera precaria su area pubblica data in concessione permanente, autorizzata anche dal nulla-osta della Capitaneria di Porto.

La sentenza del Tar Toscana

Per i giudici del Tar il dehor in questione non può essere qualificato come struttura precaria priva di rilevanza urbanistica e, quindi, necessita di un permesso di costruire;

infatti, per consolidata giurisprudenza:

gazebo ed i dehors non precari, ma funzionali a soddisfare esigenze permanenti del pubblico esercizio, vanno considerati alla stregua di manufatti che alterano lo stato dei luoghi ed incrementano il carico urbanistico, a nulla rilevando la precarietà del manufatto, la rimovibilità della struttura e l’assenza di opere murarie, dovendo invece valutarsi l’utilizzo per fini contingenti, per soddisfare esigenze durature nel tempo, per attività non stagionale

I giudici chiariscono che l’insistenza del manufatto su suolo pubblico dato in concessione permanente e il nulla-osta della Capitaneria di Porto non sono condizioni sufficienti per cui il manufatto non debba essere autorizzato dal permesso di costruire.

Il ricorso, quindi, non è accolto.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questo articolo di BibLus-net: “Dehor chiuso su suolo pubblico in concessione: è nuova costruzione!

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Toscana

 

praticus-ta
praticus-ta

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *