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DEF 2024

DEF 2024: novità e prospettive per l’edilizia

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Il Superbonus pesa sul debito pubblico. Si punta alla revisione dei crediti di imposta, al taglio del cuneo fiscale e alla proroga del PNRR.

Il Governo ha approvato il DEF 2024, il documento che definisce le politiche economiche, le relative direttive di spesa e la manovra finanziaria con cui intende realizzarle.

Si tratta di un “DEF light” in quanto riporta solo un andamento tendenziale, un profilo programmatico in linea con il 2023 e un quadro a politiche invariate.

Per una programmazione più chiara si attendono le nuove regole di programmazione economica dell’Unione Europea che introducono il Piano fiscale-strutturale. La tempistica stabilita nelle norme transitorie prevede che il Piano sia approvato entro il 20 settembre prossimo.

Queste le parole del ministro Giorgetti in conferenza stampa.

 

DEF 2024: previsioni di crescita al ribasso

Le previsioni per la crescita economica sono viste al ribasso rispetto alla Nadef e risentono di una situazione internazionale ancora molto instabile e complessa.

PILDeficit /PILDebito / PIL
202414,3137,8
20251,23,7138,9
20261,13139,8
20270,92,2139,6

 

Il debito pubblico toccherà i 3.000 miliardi di euro a partire dall’anno prossimo: dai 2.981 miliardi di euro attesi per quest’anno il passivo totale della Pa salirebbe a 3.110 miliardi nel 2025, a 3.224 miliardi nel 2026 e a 3.306 miliardi nel 2027, anno in cui inizierebbe una traiettoria discendente del rapporto debito/Pil.

Il Governo lavora per concordare con la Commissione europea l’estensione a sette anni dell’aggiustamento di finanza pubblica.

Blocco del superbonus e revisione della disciplina dei crediti di imposta

Il rapporto debito/Pil “in moderata crescita fino al 2026», quando raggiungerebbe il 139,8%, è «sostanzialmente in linea con quanto previsto nella Nadef 2023”.

Su di esso incidono pesantemente “le minori entrate legate alle ingenti compensazioni d’imposta previste per via dei vari incentivi fiscali introdotti negli ultimi anni” che, aggravando il fabbisogno di cassa, “peggiorano il profilo del debito”.

Sempre nella nota inviata alle Camere si legge che “nell’immediato, il Governo intende continuare nell’adozione di misure volte a intervenire sul profilo del deficit, migliorandolo ulteriormente anche attraverso una revisione della disciplina dei crediti d’imposta al fine di ricondurlo al di sotto del 3 per cento del Pil entro il 2026″.

Il Ministro Giorgetti ha parlato nuovamente di “effetto devastante” del Superbonus sui conto pubblici. Bisognerà superare, secondo il ministro, gli attuali sistemi dei crediti d’imposta e trovare altri strumenti “più controllabili come i contributi”. Non si escludono ulteriori interventi, anche sul piano dei controlli.

In base a quanto emerso dall’ultimo report dell’ENEA, il Superbonus al mese di marzo 2024 è costato 122,2 miliardi circa, con un aumento di 8 miliardi rispetto al mese precedente.

Report conclusivo delle Entrate sul Superbonus; compensati 41,7 mld di crediti ne restano oltre 177 da smaltire

A rincarare la dose è l’Agenzia delle Entrate che ha registrato, dopo l’approvazione del D.L. 39/2024, un’altra ondata di piena nella spesa causata dalla corsa per certificare sconti e cessioni in fattura da bonus edilizi 2023. La stima è di 30 miliardi aggiuntivi rispetto ai dati che già comunicati a febbraio.

Sulla base dei dati forniti nel report conclusivo, risulta che l’ammontare dei crediti relativi ai bonus edilizi oggetto di cessione e sconto in fattura, rilevati a partire dal 15 ottobre 2020 al 4 aprile 2024, è pari complessivamente a circa 219 miliardi di euro, di cui 160,3 miliardi per il super-ecobonus e super-sismabonus e 58,7 miliardi per gli altri bonus previsti.

Il 2023 è stato l’anno record con 90 miliardi di valori comunicati. Le frodi rilevate sul Superbonus sono state per 6,6 miliardi mentre per gli altri bonus 9,9 miliardi.

Di tale importo sono stati fruiti dai cessionari, in compensazione tramite modello F24, un totale di 41,8 miliardi, di cui sono stati compensati 20,8 miliardi nell’anno 2023.

Priorità al rifinanziamento del taglio del cuneo

Il documento trasmesso alle Camere riporta una stima delle cosiddette “politiche invariate per il prossimo triennio, all’interno delle quali sarà data priorità al rifinanziamento del taglio del cuneo fiscale sul lavoro”.

Tale misura, fondamentale per stimolare l’economia e sostenere l’occupazione, è vista come un pilastro per il mantenimento della vitalità economica e sarà replicata senza esitazione nel 2025.

La pressione fiscale si riduce nel 2024 al 42,1% (dal 42,5% del 2023, ndr) per risalire nel 2025 al 42,4% e attestarsi su un livello lievemente inferiore nel biennio finale dell’arco previsivo.

PNRR oltre il 2026

Oltre che dal taglio del cuneo fiscale, la crescita prevista è sostenuta dal PNRR.

Il Governo, consapevole dell’importanza di questo strumento, sta considerando seriamente l’opportunità di estenderne l’attuazione oltre il limite temporale del 2026 manifestando l’intenzione di richiedere una proroga all’Europa, in modo da garantire una pianificazione più accurata e mitigare le pressioni sui prezzi.

Decidere con largo anticipo consentirebbe di mantenere la stabilità e la coerenza nell’attuazione del PNRR, evitando incertezze e consentendo una gestione più efficace delle risorse.

Un efficace impiego delle risorse PNRR passa anche per una gestione efficiente dei progetti e delle procedure attraverso piattaforme in cloud per il fascicolo digitale dei lavori pubblici.

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Cos’è il DEF

Il DEF (Documento di Economia e Finanza) viene redatto dal Governo con cadenza annuale e rappresenta il principale strumento di programmazione economico-finanziaria italiana pubblica nel medio termine. 

Il Def contiene da un lato la situazione economica e finanziaria del paese e dall’altro gli obiettivi fissati dal governo.

Il ciclo del bilancio

Il ciclo di bilancio rappresenta una serie di atti che portano alla fase conclusiva del bilancio dello Stato.

Le fasi in cui si articola il ciclo di bilancio sono 2:

  1. fase prima programmatica
  2. fase attuativa.

La fase programmatica si apre entro il 10 aprile di ogni anno con la presentazione DEF da parte del governo al parlamento.

Entro il 30 aprile poi l’esecutivo invia al Consiglio dell’Unione europea e alla commissione il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma.

All’inizio dell’estate le istituzioni europee esprimono le loro raccomandazioni. È sulla base di queste ultime e di eventuali variazioni economiche che, entro il 27 settembre, il governo presenta la NADEF (Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza).

Inizia così la fase attuativa, tramite la quale vengono adottate le norme per realizzare concretamente gli obiettivi fissati nella fase precedente. Entro il 20 ottobre il governo presenta al parlamento il disegno di legge di bilancio, contenente la manovra triennale di finanza pubblica.

La legge di bilancio deve essere approvata entro il 31 dicembre.

Entro il 31 gennaio il governo deve infine presentare gli eventuali disegni di legge collegati alla manovra.

ciclo di bilancio

ciclo di bilancio

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