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Home » Approfondimenti » Opere edili, lavori privati e condominiali » Decreto sicurezza piscine: cosa cambia per impianti, prese di aspirazione e rischio “effetto ventosa”

Decreto sicurezza piscine: cosa cambia per impianti, prese di aspirazione e rischio “effetto ventosa”

Piscine pubbliche e ad uso collettivo: la legge 142/2026 introduce specifiche prescrizioni per prevenire i rischi di intrappolamento causati dalle prese di aspirazione. Cosa cambia per gestori, progettisti e manutentori. Le indicazioni della UNI EN 13451-3:2025

Tempo di lettura stimato: 10 minutidi Redazione BibLus / 3 Settembre 2026/0 Commenti/in Opere edili, lavori privati e condominiali /di
Decreto sicurezza piscine

Con la Legge 142/2026, che ha convertito il D.L. 108/2026 “disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità”, è stato introdotto uno specifico obbligo per impedire che il sistema di ricircolo dell’acqua e, in particolare, le prese di aspirazione possano generare fenomeni vorticosi capaci di provocare il cosiddetto “effetto ventosa” sul corpo del bagnante.

La disposizione interessa le piscine pubbliche e le piscine private destinate ad un’utenza pubblica, comprese quelle ad uso collettivo.

Parallelamente, sul piano tecnico, un riferimento di particolare importanza è rappresentato dalla UNI EN 13451-3:2025, dedicata ai requisiti complementari di sicurezza e ai metodi di prova per i componenti di immissione e aspirazione e per le attrezzature ricreative con acqua o aria installate nelle piscine per uso pubblico.

La legge e la norma UNI non coincidono e non devono essere confuse.

La prima stabilisce un obbligo giuridico di sicurezza; la seconda fornisce criteri tecnici utili per progettare, verificare e documentare un sistema in grado di ridurre il rischio di intrappolamento.

Progettare o adeguare una piscina ai nuovi requisiti di sicurezza significa trasformare prescrizioni normative e criteri tecnici in calcoli, verifiche e soluzioni progettuali concrete.

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Indice

  • Sicurezza delle piscine: cosa cambia con il D.L 108/2026?
  • A quali piscine si applica l’obbligo delle misure di sicurezza?
  • Cosa deve verificare il gestore della piscina?
  • Cuffie, minori e cartellonistica: sono nuovi obblighi?
  • Effetto ventosa in piscina: cos’è e perché è pericoloso
  • UNI EN 13451-3:2025, cosa prevede
  • Piscine esistenti: serve un controllo dell’impianto “as built”
  • Come verificare una piscina esistente
  • La relazione tecnica sulla sicurezza delle aspirazioni
  • Manutenzione: la sicurezza deve rimanere invariata nel tempo
  • Nuove piscine: il rischio va eliminato già in fase di progetto
  • Mancato rispetto delle regole: chiusura immediata della piscina
  • Fondo per l’adeguamento delle piscine pubbliche
  • Sicurezza piscine: checklist per il tecnico
  • Le 5 cose da ricordare
  • FAQ – Domande frequenti

Sicurezza delle piscine: cosa cambia con il D.L 108/2026?

La legge 4 agosto 2026, n. 142 non è una legge quadro dedicata esclusivamente alla sicurezza degli impianti natatori.

Si tratta della legge di conversione del D.L. 108/2026. Nel corso dell’iter parlamentare è stato inserito nel decreto il nuovo articolo 4-bis, “Misure per la sicurezza nelle piscine”.

La disposizione è entrata in vigore l’8 agosto 2026 e interviene specificamente sul rischio connesso al sistema di ricircolo dell’acqua e alle prese di aspirazione.

La novità principale è l’introduzione di un obbligo espresso, a livello legislativo nazionale, relativo al rischio generato dai sistemi di aspirazione.

Il principio è chiaro: il sistema deve essere configurato in modo tale da impedire fenomeni vorticosi e di aspirazione capaci di creare un effetto ventosa su qualsiasi parte del corpo del bagnante.

Non si tratta quindi soltanto di verificare che la pompa funzioni correttamente o che la griglia sia integra. Occorre valutare il comportamento dell’intero sistema idraulico.

Icona

Download Gratuito Legge 142/2026 – Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità

A quali piscine si applica l’obbligo delle misure di sicurezza?

L’obbligo riguarda:

  • piscine pubbliche;
  • piscine private destinate ad un’utenza pubblica;
  • piscine ad uso collettivo.

Il campo di applicazione può quindi comprendere, in funzione delle caratteristiche della struttura e delle modalità di utilizzo:

  • impianti sportivi;
  • alberghi;
  • villaggi turistici;
  • campeggi;
  • agriturismi;
  • centri benessere;
  • strutture ricettive;
  • strutture destinate ad utenti, clienti, ospiti o associati.

La piscina domestica privata destinata esclusivamente all’uso familiare non rientra invece nella formulazione utilizzata dalla nuova disposizione.

Cosa deve verificare il gestore della piscina?

Per valutare la sicurezza di una piscina occorre considerare almeno:

  • numero e posizione delle prese di aspirazione;
  • portata delle pompe;
  • superficie libera delle griglie;
  • velocità dell’acqua;
  • geometria dei pozzetti;
  • configurazione delle tubazioni;
  • presenza e posizione delle valvole;
  • comportamento del sistema in caso di ostruzione;
  • rischio di intrappolamento del corpo;
  • rischio di intrappolamento dei capelli;
  • presenza di dispositivi aggiuntivi di sicurezza.

La semplice presenza di una griglia dichiarata conforme non consente, da sola, di affermare che l’intero impianto sia sicuro.

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Cuffie, minori e cartellonistica: sono nuovi obblighi?

Su questo punto è necessario evitare equivoci. Nel dibattito parlamentare collegato al provvedimento sono state richiamate anche ulteriori misure, tra cui:

  • utilizzo della cuffia;
  • accompagnamento dei minori;
  • cartellonistica;
  • ricorso a sistemi SVRS.

Questi elementi non devono però essere automaticamente confusi con il contenuto precettivo dell’articolo 4-bis.

La disposizione legislativa riguarda direttamente soprattutto:

  • sicurezza del sistema di ricircolo;
  • prese di aspirazione;
  • prevenzione dell’effetto ventosa;
  • chiusura dell’impianto in caso di violazione;
  • fondo per gli adeguamenti delle piscine pubbliche.

Gli atti parlamentari di indirizzo non equivalgono automaticamente a prescrizioni tecniche contenute nella legge.

Effetto ventosa in piscina: cos’è e perché è pericoloso

Il cosiddetto effetto ventosa può verificarsi quando il corpo di una persona o una sua parte occlude completamente o parzialmente una presa collegata alla pompa di aspirazione.

Se la pompa continua a funzionare mentre il passaggio dell’acqua viene drasticamente ridotto, nel circuito può generarsi una depressione.

La differenza di pressione può trattenere il bagnante contro la griglia e impedirgli di liberarsi autonomamente.

Il rischio non è legato esclusivamente alla potenza della pompa.

Dipende dall’interazione tra diversi fattori:

portata della pompa + superficie libera della griglia + geometria della presa + pozzetto + tubazioni + valvole + numero delle aspirazioni.

È quindi necessario adottare un approccio di tipo sistemico.

UNI EN 13451-3:2025, cosa prevede

Il riferimento tecnico per adempiere ai nuovi obblighi di sicurezza per la prevenzione dell’effetto ventosa è la norma UNI EN 13451-3:2025 “Attrezzature per piscine – Parte 3: Requisiti complementari di sicurezza e metodi di prova per i componenti di immissione e aspirazione e per le attrezzature ricreative acquatiche con acqua/aria installati in piscine per uso pubblico“, che contiene indicazioni su:

  • componenti di immissione dell’acqua;
  • componenti di aspirazione;
  • dispositivi per l’immissione di aria;
  • attrezzature ricreative acquatiche;
  • sistemi che utilizzano acqua o aria per produrre effetti ricreativi.

La norma completa i requisiti generali della UNI EN 13451-1. Tra i componenti interessati possono rientrare:

  • griglie di aspirazione;
  • prese a parete;
  • prese a pavimento;
  • scarichi;
  • pozzetti;
  • skimmer;
  • bocchette di mandata;
  • sistemi di idromassaggio;
  • nuoto controcorrente;
  • geyser;
  • sedute a bolle;
  • cascate;
  • giochi d’acqua.

La legge 142/2026 e la norma tecnica operano su due livelli differenti. La legge impone il risultato; la UNI fornisce strumenti tecnici per raggiungerlo e documentarlo.

AspettoLegge 142/2026 – art. 4-bisUNI EN 13451-3:2025
NaturaNorma legislativaNorma tecnica
ObbligatorietàSì, per il relativo campo di applicazioneGeneralmente volontaria
ObiettivoImpedire fenomeni di aspirazione con effetto ventosaDefinire requisiti di sicurezza e metodi di verifica
Parametri tecniciNon stabilisce dettagli dimensionali puntualiIndica valori, criteri tecnici e metodi di prova
AspirazioniImpone il raggiungimento del risultato di sicurezzaDefinisce criteri progettuali per le prese di aspirazione
GriglieNon impone uno specifico modello o una determinata configurazionePrevede requisiti dimensionali, prestazionali e di sicurezza
Intrappolamento dei capelliNon disciplinato nel dettaglioPrevede specifici criteri e metodi di prova
Prese multipleNon disciplina nel dettaglio le configurazioniPrevede criteri di distanza, ridondanza e funzionamento in caso di ostruzione
Sanzione / conseguenzePuò comportare la chiusura dell’impianto fino all’adempimento degli obblighiNon prevede autonomamente sanzioni
Funzione praticaStabilisce cosa deve essere garantitoFornisce criteri tecnici utili a definire come raggiungere e verificare il risultato

L’articolo 4-bis non rende formalmente obbligatoria l’applicazione integrale della UNI EN 13451-3:2025.

La norma tecnica assume tuttavia un’importanza significativa perché offre criteri specifici e verificabili proprio sul rischio che la legge intende evitare.

Per un progettista o un tecnico incaricato di verificare una piscina, il riferimento alla UNI può costituire quindi un elemento particolarmente qualificato per motivare:

  • criteri di dimensionamento;
  • configurazione delle prese;
  • calcolo delle velocità;
  • verifica dell’ostruzione;
  • scelta delle griglie;
  • configurazione dei pozzetti;
  • valutazione del rischio di intrappolamento.

Una soluzione diversa dai criteri previsti dalla norma può essere tecnicamente possibile, ma richiede una dimostrazione adeguata della sicurezza raggiunta.

Velocità nelle prese di aspirazione: il parametro da controllare

Uno dei parametri centrali della UNI EN 13451-3 è la velocità dell’acqua attraverso le aperture della presa.

Per le prese collegate ai circuiti di aspirazione il riferimento generale è pari a:

v ≤ 0,5 m/s

La velocità può essere espressa attraverso la relazione:

v = Q / A

dove:

  • v = velocità dell’acqua;
  • Q = portata;
  • A = superficie libera effettiva.

Il punto fondamentale è proprio la superficie libera.

Non deve essere considerata la semplice dimensione esterna della griglia, ma la superficie effettivamente disponibile per il passaggio dell’acqua.

Esempio
Una griglia di grandi dimensioni esterne potrebbe avere, a causa della sua conformazione, una superficie realmente aperta molto inferiore.

Se la portata resta invariata, la riduzione della superficie libera determina un incremento della velocità.

Per questo motivo la verifica deve basarsi sui dati tecnici reali del componente.

Presa singola: quando diventa pericolosa

Le configurazioni con una sola presa di aspirazione richiedono particolare attenzione.

Il corpo di un bagnante non deve poter occludere completamente la superficie aspirante e creare una condizione di depressione pericolosa.

La UNI utilizza, per determinate verifiche, una sagoma rappresentativa del torso adulto di circa:

65,5 × 36 cm

La geometria della presa deve evitare che la sagoma possa chiudere una parte eccessiva della superficie disponibile.

Tra le configurazioni considerate dalla norma rientrano anche prese singole di grandi dimensioni, con superficie particolarmente estesa.

Il principio da rispettare è sempre lo stesso: anche in presenza del corpo del bagnante deve restare disponibile una superficie sufficiente affinché l’acqua continui a fluire senza generare una depressione pericolosa.

Prese multiple: perché due aspirazioni non bastano sempre

L’impiego di più prese può ridurre sensibilmente il rischio di intrappolamento.

Ma due bocchette semplicemente affiancate non costituiscono necessariamente una configurazione sicura.

Occorre verificare:

  • distanza tra le prese;
  • collegamento idraulico;
  • portata complessiva;
  • comportamento con una presa ostruita;
  • velocità nelle prese rimaste libere.

Tra i criteri tecnici di riferimento vi è una distanza minima di 2 metri tra i punti più vicini dei perimetri delle prese.

In caso di completa ostruzione di una presa, le altre devono essere in grado di gestire l’intera portata.

Nella condizione di ostruzione, la velocità nelle prese rimaste operative non dovrebbe superare:

0,8 m/s

Il problema delle valvole

La verifica non deve limitarsi alla disposizione fisica delle bocchette.

Occorre analizzare anche le valvole.

Una piscina può avere due o più aspirazioni ma, se il sistema consente di escluderne alcune, può verificarsi una situazione nella quale una sola presa resta collegata alla pompa.

Una configurazione apparentemente sicura può quindi diventare critica semplicemente modificando la posizione di una valvola.

Per questo motivo il tecnico deve verificare tutte le configurazioni operative realisticamente possibili.

Griglia conforme: è sufficiente?

No. La conformità del componente non coincide automaticamente con la sicurezza dell’intero impianto.

Una griglia idonea può risultare installata:

  • su un pozzetto non adeguato;
  • con una pompa sovradimensionata;
  • su una tubazione modificata;
  • in una configurazione con valvole errate;
  • in un sistema nel quale può diventare l’unica aspirazione attiva.

La sicurezza deve essere valutata sull’insieme:

griglia + pozzetto + tubazione + pompa + valvole + prese collegate.

Pozzetto di aspirazione: perché deve essere verificato

Il pozzetto situato dietro la griglia influisce direttamente sulla distribuzione del flusso.

Una geometria non corretta può generare:

  • velocità non uniformi;
  • concentrazione dell’aspirazione;
  • vortici;
  • condizioni locali più gravose.

Nel caso di sistemi prefabbricati deve essere valutata la combinazione prevista tra griglia e pozzetto.

Nel caso di pozzetti realizzati in opera occorre invece verificare la compatibilità tra geometria esistente e caratteristiche del componente installato.

Intrappolamento dei capelli: un rischio diverso dall’effetto ventosa

Il rischio di aspirazione non riguarda esclusivamente il corpo.

I capelli possono essere trascinati attraverso le aperture della griglia e aggrovigliarsi all’interno del sistema.

Il fenomeno può impedire al bagnante di allontanarsi dalla presa anche quando non si verifica una vera e propria chiusura a ventosa.

La UNI EN 13451-3 prevede specifiche verifiche relative al rischio di hair entrapment, soprattutto per le aspirazioni installate sulle pareti e sul fondo.

Skimmer e aspirazioni per la pulizia

Gli skimmer presentano un comportamento differente rispetto alle prese sommerse.

Devono essere adeguatamente ventilati verso l’atmosfera, così da evitare la formazione di una depressione analoga a quella che può verificarsi in una presa completamente sommersa.

Attenzione anche alle prese dedicate agli apparecchi di pulizia.

Tali collegamenti non devono essere considerati una sostituzione delle normali prese di aspirazione di sicurezza e non dovrebbero essere lasciati aperti e accessibili durante l’utilizzo della piscina.

SVRS: cos’è e quando può essere utile

Gli SVRS – Safety Vacuum Release Systems sono dispositivi progettati per riconoscere una condizione anomala di depressione nel circuito.

In caso di evento potenzialmente pericoloso possono:

  • interrompere l’aspirazione;
  • introdurre aria;
  • rilasciare il vuoto;
  • determinare l’arresto del sistema.

Gli SVRS possono rappresentare una protezione supplementare.

Ma non devono essere considerati una soluzione capace di compensare automaticamente qualsiasi configurazione idraulica non sicura.

Attenzione
SVRS ≠ conformità automatica.

La sicurezza primaria deve essere ottenuta attraverso:

  • corretta geometria delle prese;
  • superficie libera adeguata;
  • ridondanza;
  • velocità controllate;
  • configurazione corretta del circuito.

Attrezzature ricreative: attenzione a idromassaggi e giochi d’acqua

La UNI EN 13451-3 non riguarda soltanto il normale circuito di filtrazione della piscina.

La norma comprende anche attrezzature ricreative nelle quali acqua o aria vengono movimentate per creare effetti specifici.

Tra queste:

  • idromassaggi;
  • nuoto controcorrente;
  • geyser;
  • sedute a bolle;
  • cannoni d’acqua;
  • cascate;
  • giochi acquatici.

La verifica di sicurezza di una struttura complessa non dovrebbe quindi fermarsi alle classiche griglie di fondo.

Occorre censire tutti i circuiti che possono creare aspirazione, depressione o getti ad elevata energia.

Bocchette di mandata: quali velocità

La UNI EN 13451-3 interviene anche sulle bocchette attraverso le quali l’acqua viene immessa in vasca.

Tra i valori tecnici di riferimento:

15 m/s come valore massimo generale per l’immissione d’acqua;

2 m/s per determinate immissioni verticali dal fondo in zone con profondità inferiore a 700 mm.

Per le ordinarie bocchette del circuito di trattamento dell’acqua le velocità sono generalmente molto inferiori e possono attestarsi intorno a 4 m/s, mentre valori maggiori possono essere associati ad attrazioni specifiche.

Anche la mandata deve quindi essere progettata in modo da non costituire un pericolo per gli utenti.

Piscine esistenti: serve un controllo dell’impianto “as built”

Uno dei problemi più rilevanti riguarda gli impianti esistenti. Nel corso degli anni possono essere state apportate modifiche a:

  • pompe;
  • tubazioni;
  • valvole;
  • griglie;
  • pozzetti;
  • sistemi di filtrazione.

Il progetto originario potrebbe quindi non rappresentare più fedelmente l’impianto reale.

Una verifica seria deve essere eseguita sull’impianto as built, ossia sulla configurazione effettivamente presente.

Esempi di criticità frequenti

Una piscina può essere apparentemente corretta ma presentare:

  • una nuova pompa con portata superiore all’originaria;
  • due aspirazioni troppo ravvicinate;
  • una valvola che consente di isolare una presa;
  • griglie sostituite senza verificarne la superficie libera;
  • un pozzetto incompatibile con la nuova griglia;
  • aspirazioni non più documentate.

La verifica visiva, da sola, non è sufficiente.

Come verificare una piscina esistente

Per una piscina già in esercizio il tecnico dovrebbe procedere attraverso un’analisi strutturata.

1. Rilievo delle prese

Occorre individuare:

  • numero;
  • posizione;
  • dimensioni;
  • tipologia;
  • distanza reciproca.

2. Identificazione dei circuiti

Bisogna verificare quali prese sono collegate:

  • alla stessa pompa;
  • allo stesso collettore;
  • a circuiti differenti.

3. Verifica delle pompe

Occorre ricostruire:

  • modello;
  • potenza;
  • curva caratteristica;
  • portata reale di esercizio.

4. Calcolo delle velocità

La portata deve essere rapportata alla superficie libera delle griglie.

5. Verifica dell’ostruzione

Nei sistemi multipli occorre simulare la condizione nella quale una presa venga completamente bloccata.

6. Controllo delle valvole

Devono essere analizzate tutte le possibili configurazioni operative.

7. Verifica dei pozzetti

Dimensioni e geometria devono essere compatibili con le griglie installate.

8. Controllo dei fissaggi

Griglie, viti e dispositivi di ancoraggio devono risultare integri e correttamente installati.

9. Valutazione del rischio capelli

Occorre verificare la documentazione tecnica disponibile e la configurazione delle prese.

10. Dispositivi aggiuntivi

Devono essere censiti eventuali:

  • SVRS;
  • sistemi di arresto;
  • dispositivi di rilascio della depressione.

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La relazione tecnica sulla sicurezza delle aspirazioni

Per documentare il rispetto delle condizioni di sicurezza è opportuno predisporre una relazione tecnica specifica.

La relazione dovrebbe contenere almeno:

Dati generali

  • identificazione della piscina;
  • destinazione d’uso;
  • caratteristiche principali della vasca.

Configurazione idraulica

  • schema del circuito;
  • pompe;
  • tubazioni;
  • valvole;
  • collettori.

Aspirazioni

  • numero;
  • posizione;
  • modello;
  • superficie libera;
  • documentazione del produttore.

Calcoli

  • portate;
  • velocità;
  • condizioni normali;
  • condizioni con presa ostruita.

Verifiche

  • rischio di intrappolamento del corpo;
  • rischio di intrappolamento dei capelli;
  • integrità meccanica;
  • conformazione dei pozzetti.

Documentazione

  • fotografie;
  • planimetrie;
  • schede tecniche;
  • certificazioni disponibili;
  • indicazioni per manutenzione e controlli periodici.

Per gli impianti adeguati dovrebbe essere riportato anche il confronto tra configurazione precedente e configurazione successiva all’intervento.

Manutenzione: la sicurezza deve rimanere invariata nel tempo

Una configurazione corretta al momento della verifica può diventare pericolosa successivamente.

Tra le modifiche più critiche:

  • sostituzione della pompa;
  • variazione della portata;
  • eliminazione di una presa;
  • modifica delle valvole;
  • sostituzione della griglia;
  • danneggiamento dei fissaggi;
  • accumulo di detriti;
  • modifica del pozzetto.

Per questo motivo il piano di manutenzione dovrebbe prevedere controlli specifici sui sistemi di aspirazione.

La sicurezza non è una condizione da verificare una sola volta: deve essere mantenuta nel tempo.

Nuove piscine: il rischio va eliminato già in fase di progetto

Nelle nuove realizzazioni la sicurezza delle aspirazioni deve essere affrontata prima della posa.

Il progettista deve valutare contestualmente:

  • numero delle prese;
  • loro posizione;
  • distanza;
  • superfici libere;
  • portate;
  • diametri;
  • pompe;
  • perdite di carico;
  • pozzetti;
  • valvole.

Il dimensionamento della pompa non può essere separato dalla verifica delle prese.

Il progetto dovrebbe inoltre considerare anche le condizioni anomale ragionevolmente prevedibili, come l’ostruzione completa di una delle aspirazioni.

Mancato rispetto delle regole: chiusura immediata della piscina

Uno degli aspetti più rilevanti della nuova disciplina è la conseguenza prevista in caso di violazione.

Se non sono rispettate le prescrizioni relative alla sicurezza delle aspirazioni, può essere disposta la chiusura immediata dell’impianto fino all’adempimento degli obblighi.

Il tema assume quindi rilevanza non soltanto sotto il profilo progettuale, ma anche sotto quello gestionale.

Il gestore deve poter dimostrare che il sistema è stato verificato e che le condizioni di sicurezza sono mantenute durante l’esercizio.

Fondo per l’adeguamento delle piscine pubbliche

La nuova disciplina prevede inoltre l’istituzione di un fondo con una dotazione di 4,725 milioni di euro per il 2026 destinato agli interventi di adeguamento delle piscine pubbliche.

Occorre distinguere tra:

  • campo di applicazione dell’obbligo, che comprende anche piscine private destinate all’utenza pubblica o collettiva;
  • e destinazione del fondo, riferita alle piscine pubbliche.

L’istituzione del fondo non coincide automaticamente con l’apertura delle procedure per la richiesta delle risorse.

Criteri, modalità, termini e soggetti beneficiari devono essere verificati sulla base degli eventuali provvedimenti attuativi.

Sicurezza piscine: checklist per il tecnico

Prima di dichiarare adeguata una configurazione è opportuno verificare:

ControlloVerifica
Numero delle prese□
Distanza tra le aspirazioni□
Collegamento idraulico□
Portata delle pompe□
Superficie libera delle griglie□
Velocità normale□
Velocità con presa ostruita□
Geometria dei pozzetti□
Integrità delle griglie□
Sistemi di fissaggio□
Valvole e possibili configurazioni□
Rischio intrappolamento corpo□
Rischio intrappolamento capelli□
Aspirazioni per pulizia□
Skimmer e ventilazione□
Eventuali SVRS□
Documentazione tecnica□
Piano di manutenzione□

Le 5 cose da ricordare

1. La legge non impone una specifica griglia.
Impone che il sistema non possa provocare l’effetto ventosa.

2. La sicurezza riguarda l’intero impianto.
Una griglia conforme non rende automaticamente sicura la piscina.

3. Le piscine esistenti devono essere verificate nella configurazione reale.
Il progetto originario potrebbe non corrispondere più all’impianto installato.

4. La UNI EN 13451-3:2025 costituisce un riferimento tecnico importante.
Fornisce parametri e metodi per affrontare il rischio di intrappolamento.

5. In caso di violazione può essere prevista la chiusura dell’impianto.
La documentazione tecnica assume quindi un ruolo fondamentale.

FAQ – Domande frequenti

La legge 142/2026 rende obbligatoria la UNI EN 13451-3:2025?

No. L’articolo 4-bis non contiene un richiamo che renda obbligatoria l’applicazione integrale della UNI. La norma tecnica rappresenta però un riferimento particolarmente qualificato per dimostrare la sicurezza delle soluzioni adottate.

Basta installare una griglia anti-vortice?

No. La sicurezza dipende dall’intero sistema: griglia, pozzetto, tubazioni, valvole, pompe, portata e numero delle aspirazioni.

Due prese di aspirazione rendono automaticamente sicura la piscina?

No. Occorre verificare distanza, collegamento idraulico, superficie libera e comportamento dell’impianto nel caso in cui una presa venga completamente ostruita.

Qual è la velocità massima indicata per le aspirazioni?

Il riferimento generale previsto dalla UNI EN 13451-3 per le prese di aspirazione è 0,5 m/s.

Nella verifica di determinate configurazioni multiple, quando una presa risulta ostruita, il valore nelle prese rimaste operative può arrivare fino a 0,8 m/s secondo i criteri previsti dalla norma.

Un SVRS è obbligatorio?

L’articolo 4-bis non introduce un obbligo generalizzato di installazione di SVRS. Tali dispositivi possono rappresentare una protezione supplementare, ma non sostituiscono una corretta progettazione delle aspirazioni.

Le piscine degli hotel sono interessate?

Le piscine private destinate ad un’utenza pubblica o ad uso collettivo rientrano nella formulazione normativa. La concreta applicabilità deve essere valutata in relazione alla destinazione e alle modalità di utilizzo dell’impianto.

Anche gli idromassaggi devono essere controllati?

Sul piano tecnico la UNI EN 13451-3 comprende numerose attrezzature ricreative con acqua e aria. È quindi opportuno includere nella valutazione anche circuiti di idromassaggio, nuoto controcorrente, geyser e altri dispositivi capaci di generare aspirazione.

È sufficiente un sopralluogo visivo?

No. Per verificare l’effettiva sicurezza del sistema devono essere analizzati portate, superfici libere, velocità, collegamenti, valvole e possibili scenari di ostruzione.

Deve essere predisposta una relazione tecnica?

La nuova disposizione non introduce un modello unico di relazione tecnica, ma la predisposizione di una verifica documentata è particolarmente importante per dimostrare le caratteristiche dell’impianto e le valutazioni effettuate.

Cosa accade se il sistema di aspirazione non è sicuro?

In caso di violazione delle prescrizioni introdotte dall’articolo 4-bis è prevista la possibilità di chiusura immediata dell’impianto fino all’adempimento degli obblighi.

La UNI EN 13451-3:2025 è scaricabile a pagamento dal sito UNI

Approfondimenti

Per approfondire il tema, leggi gli articoli su:

  • Come progettare una piscina, la guida completa
  • Normativa piscine: cosa prevede il disegno di legge quadro
  • Permessi per piscina interrata: quali sono necessari?

Progettare o adeguare una piscina ai nuovi requisiti di sicurezza significa trasformare prescrizioni normative e criteri tecnici in calcoli, verifiche e soluzioni progettuali concrete.

Software professionali per la progettazione architettonica e degli impianti ti aiutano a gestire non solo l’inserimento del progetto ma anche portate, reti, componenti e condizioni di esercizio, offrendo un supporto operativo nella definizione di sistemi più sicuri, efficienti e facilmente documentabili.

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