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Decreto siccità e dpr 380-2001: vasche raccolta acque meteoriche

Il decreto siccità aggiorna il D.P.R. 380/2001

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Modifiche al D.P.R. 380/2001: edilizia libera per le vasche di raccolta di acque meteoriche per uso agricolo

Edilizia libera per la realizzazione delle vasche di raccolta delle acque piovane per uso agricolo: questo quanto previsto dal decreto Siccità già in vigore.

Tra le misure contenute nei 14 articoli del provvedimento di particolare rilievo è quella contenuta nell’articolo 6, comma 1 del D.L. che va a modificare l’articolo 6 comma 1 del D.P.R. n. 380/2001, con l’aggiunta della lettera e-sexies.

Prima di entrare nel dettaglio ricordiamo che l’articolo 6 del D.P.R. 380/2001 (rubricato “Attività edilizia libera“) indica le opere che possono essere realizzate in “edilizia libera” e cioè senza necessità di alcuna comunicazione o autorizzazione. E’ utile ricordare che la scelta del titolo abilitativo più appropriato per la realizzazione di un manufatto edilizio potrebbe costituire motivo di errore con gravi conseguenze; è per questo che ti suggerisco un software per la gestione dei titoli abilitativi in edilizia che può rendere il tuo lavoro più veloce, facile da tenere in ordine e consultare agevolmente, ma soprattutto al riparo da possibili errori.

Decreto Siccità e modifiche al D.P.R. 380/2001

Con la pubblicazione in Gazzetta del decreto Siccità viene inserita tra le attività di edilizia libera, e quindi non soggette a permesso di costruire, la realizzazione di vasche di raccolta di acque meteoriche per uso agricolo fino a un volume massimo di 50 metri cubi di acqua per ogni ettaro di terreno coltivato. In particolare, ecco cosa prevede la nuova lettera e-sexies dell’articolo 6, comma 1, del D.P.R. n.380/2001 (Testo Unico Edilizia):

e-sexies) le vasche di raccolta di acque meteoriche per uso agricolo fino a un volume massimo di 50 metri cubi di acqua per ogni ettaro di terreno coltivato.

Il nuovo articolo 6 del D.P.R. n. 380/2001

Ecco il nuovo testo dell’articolo 6 del D.P.R. n. 380/2001:

“1. Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo:

a) gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a);
a-bis) gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw;
b) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
b-bis) gli interventi di realizzazione e installazione di vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti, cosiddette VEPA, dirette ad assolvere a funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, riduzione delle dispersioni termiche, parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche dei balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o di logge rientranti all’interno dell’edificio, purché tali elementi non configurino spazi stabilmente chiusi con conseguente variazione di volumi e di superfici, come definiti dal regolamento edilizio-tipo, che possano generare nuova volumetria o comportare il mutamento della destinazione d’uso dell’immobile anche da superficie accessoria a superficie utile. Tali strutture devono favorire una naturale microaerazione che consenta la circolazione di un costante flusso di arieggiamento a garanzia della salubrità dei vani interni domestici ed avere caratteristiche tecnico-costruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro apparente e da non modificare le preesistenti linee architettoniche;
c) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
d) i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
e) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola.
e-bis) le opere stagionali e quelle dirette a soddisfare obiettive esigenze, contingenti e temporanee, purché destinate ad essere immediatamente rimosse al cessare della temporanea necessità e, comunque, entro un termine non superiore a centottanta giorni comprensivo dei tempi di allestimento e smontaggio del manufatto, previa comunicazione di avvio dei lavori all’amministrazione comunale;
e-ter) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
e-quater) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, come definiti alla voce 32 dell’allegato A al regolamento edilizio-tipo, adottato con intesa sancita in sede di Conferenza unificata 20 ottobre 2016, n. 125/CU, ai sensi dell’articolo 4, comma 1-sexies, del presente testo unico, o degli impianti di cui all’articolo 87 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, posti su strutture e manufatti fuori terra diversi dagli edifici o collocati a terra in adiacenza, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
e-quinquies) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.
e-sexies) le vasche di raccolta di acque meteoriche per uso agricolo fino a un volume massimo di 50 metri cubi di acqua per ogni ettaro di terreno coltivato.

2. Abrogato

3. Abrograto

4. Abrogato

5. Riguardo agli interventi di cui al presente articolo, l’interessato provvede, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale ai sensi dell’articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80.

6. Le regioni a statuto ordinario:

a) possono estendere la disciplina di cui al presente articolo.a interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dal comma.1, esclusi gli interventi di cui all’articolo 10, comma.1 soggetti a permesso di costruire e gli interventi di cui all’articolo 23, soggetti a segnalazione certificata di inizio attività in alternativa al permesso di costruire;
b) disciplinano con legge le modalità per l’effettuazione dei controlli.
c) lettera non più prevista

7. Abrogato

8. Abrogato”

In allegato il testo aggiornato del D.P.R. n. 380/2001.

Se hai dubbi su quale sia il titolo abilitativo da individuare correttamente in funzione dell’intervento da realizzare, e non incorrere in errori che potrebbero vanificare il tuo lungo lavoro, puoi avvalerti del software titoli abilitativi edilizia, semplice e completo per compilare, gestire e archiviare i modelli unificati e standardizzati.

 

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