Decreto Ristori: tutti i finanziamenti a fondo perduto per le attività chiuse

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Il decreto prevede una serie di finanziamenti a fondo perduto per le attività che sono state chiuse a causa dell’emergenza: esclusi i professionisti

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 28 ottobre il cosiddetto decreto “Ristori”, dl n. 137/2020, con il quale il Governo intende risarcire, principalmente attraverso una serie di finanziamenti a fondo perduto, tutte le attività chiuse in questi mesi a causa dell’emergenza Covid-19.

Di seguito analizzeremo i principali contenuti del decreto, pubblicando anche la tabella delle attività ammesse ai finanziamenti a fondo perduto.

I contenuti del decreto Ristori

Il decreto interviene con uno stanziamento di 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte per far fronte all’emergenza, nonché finalizzati al sostegno dei lavoratori in esse impiegati.

Contributi a fondo perduto

Le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni riceveranno contributi a fondo perduto con la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle Entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” (dl n. 34/2020).

La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10% del calo del fatturato).

Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l’erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza.

L’importo del beneficio varierà dal 100% al 400% di quanto previsto in precedenza, in funzione del settore di attività dell’esercizio (vedi tabella/allegato 1 in calce all’articolo).

Non possono accedere al contributo i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020 e quelli che hanno cessato la partita IVA alla data del 25 ottobre 2020.

Per maggiori dettagli sui contributi del decreto Rilancio, consultare l’articolo di BibLus.

Proroga della cassa integrazione

Con un intervento da 1,6 miliardi complessivi, il decreto ristori dispone ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID-19, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche.

È prevista un’aliquota contributiva addizionale differenziata sulla base della riduzione di fatturato.

La Cassa è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

Esonero dal versamento dei contributi previdenziali

Viene riconosciuto con il decreto Ristori un esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro (con esclusione del settore agricolo) che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza COVID, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021.

L’esonero è determinato in base alla perdita di fatturato ed è pari:

  • al 50% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • al 100% dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

Credito d’imposta sugli affitti

Il credito d’imposta sugli affitti viene esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre ed allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato del 50%.

Il relativo credito è cedibile al proprietario dell’immobile locato.

Per maggiori dettagli sul credito d’imposta sugli affitti, consultare l’articolo di BibLus.

Cancellazione della seconda rata IMU

La seconda rata dell’IMU 2020 relativa agli immobili e alle pertinenze in cui si svolgono le loro attività, è cancellata per le categorie interessate dalle restrizioni.

Fondi di sostegno per alcuni dei settori più colpiti

È stanziato, con il decreto ristori, complessivamente 1 miliardo per il sostegno nei confronti di alcuni settori colpiti:

  • 400 milioni per agenzie di viaggio e tour operator;
  • 100 milioni per editoria, fiere e congressi;
  • 100 milioni di euro per il sostegno al settore alberghiero e termale;
  • 400 milioni di euro per il sostegno all’export e alle fiere internazionali.

Ulteriori finanziamenti riguardano i lavoratori dello sport, dell’agricoltura, dello spettacolo e del turismo.

Reddito di emergenza

A tutti coloro che ne avevano già diritto e a chi nel mese di settembre ha avuto un valore del reddito familiare inferiore all’importo del beneficio, verranno erogate due mensilità del Reddito di emergenza.

Giustizia

Il decreto prevede anche specifiche misure per il settore giustizia. Tra l’altro, si introducono disposizioni:

  • per l’utilizzo di collegamenti da remoto per l’espletamento di specifiche attività legate alle indagini preliminari e, in ambito sia civile che penale, alle udienze;
  • per la semplificazione del deposito di atti, documenti e istanze.

Salute e sicurezza

È previsto dal decreto Ristori un insieme di interventi per rafforzare ulteriormente la risposta sanitaria del nostro Paese nei confronti dell’emergenza Coronavirus. Tra questi:

  • lo stanziamento dei fondi necessari per la somministrazione di 2 milioni di tamponi rapidi presso i medici di famiglia;
  • l’istituzione presso il Ministero della salute del Servizio nazionale di risposta telefonica per la sorveglianza sanitaria e le attività di contact tracing.

La tabella delle attività ammesse ai finanziamenti a fondo perduto

Le attività oggetto dei finanziamenti a fondo perduto sono contenute nell’Allegato 1 e sono le seguenti.

Immagine che mostra l'Allegato 1 del decreto Ristori con la tabella delle attività ammesse ai finanziamenti a fondo perduto

Allegato 1 – decreto Ristori

La percentuale indica di quanto deve essere aumentato il contributo a fondo perduto che l’attività aveva già percepito ai sensi della legge Rilancio.

Se ad esempio una palestra (Ateco 931300) aveva già ricevuto 8.000 euro, con il nuovo decreto ne riceverà 16.000 (200 % in più).

 

Clicca qui per scaricare il decreto Ristori

 

compensus

 

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