Decreti Ristori ter e quater: le note di Confindustria

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Da Confindustria la sintesi delle misure contenute nei decreti Ristori ter e quater di interesse per le imprese

Con la recente pubblicazione dei “DL Ristori-ter” e “DL Ristori -quater” il Governo ha voluto provvedere ulteriormente ai ristori delle attività economiche e dei settori più colpiti dalla pandemia da Covid-19, in continuità con i precedenti decreti legge.

Al riguardo Confindustria ha diffuso una nota con:

  • le sintesi dei due provvedimenti che, essendo  collegati ai precedenti, sono confluiti nel primo decreto Ristori tramite un emendamento governativo, così da proseguire l’esame parlamentare in modo congiunto;
  • un interessante schema riepilogativo delle varie scadenze fiscali relative al termine di versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP e alla sospensione dei versamenti tributari e contributivi in scadenza nel mese di dicembre 2020.

DL Ristori-ter

Il decreto Ristori-ter prevede un ulteriore stanziamento di risorse, pari a 1,95 miliardi di euro per l’anno 2020, destinato a incrementare gli indennizzi per le attività economiche più esposte, nonché a finanziare ulteriori misure di carattere emergenziale.

In particolare, sono previsti:

  • l’incremento di 1,45 miliardi di euro, per il 2020, e di 220,1 milioni, per il 2021, della dotazione del fondo previsto dal decreto “Ristori bis” per compensare le attività economiche che operano nelle Regioni che passano a una fascia di rischio “arancione” o “rossa”;
  • l’inclusione delle attività di commercio al dettaglio di calzature e accessori nell’allegato 2 al decreto “Ristori-bis”, cioè tra quelle attività che sono destinatarie del contributo a fondo perduto in quanto operanti nelle “zone rosse”;
  • l’aumento di 100 milioni di euro per il 2020 della dotazione del Fondo per le emergenze nazionali, per l’acquisto e la distribuzione di farmaci per la cura dei pazienti COVID-19;
  • l’istituzione di un fondo, con una dotazione di 400 milioni di euro per il 2020, a disposizione dei comuni per l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare.

DL Ristori-quater

Il decreto Ristori-quater interviene con uno stanziamento aggiuntivo di risorse, pari a 8 miliardi, e prevede numerosi interventi in materia fiscale.

In particolare, viene ridisegnato il calendario delle scadenze fiscali delle prossime settimane, per sostenere le piccole e medie imprese e i settori più colpiti.

Il provvedimento interviene anche con misure di sostegno per alcune categorie di lavoratori e prevede un’estensione della platea di soggetti destinatari del contributo a fondo perduto di cui al DL Ristori.

Inoltre, per il sostegno all’export e all’internazionalizzazione, si incrementano le disponibilità del fondo rotativo e del fondo per la promozione integrata per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato alle imprese esportatrici.

Vengono infine stanziate ulteriori risorse per i ristori delle perdite subite dal settore delle fiere e dei congressi e vengono incrementati anche alcuni fondi per il sostegno della cultura e del turismo.

Misure fiscali

In particolare, il decreto Ristori-quater prevedeva che per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, in scadenza il 30 novembre 2020, fosse prorogato al 10 dicembre 2020.

La proroga è estesa al 30 aprile 2021 per le imprese con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel 2019, che abbiano registrato un calo del 33% nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tale proroga, inoltre, riguarda, a prescindere dai requisiti di ricavi e compensi e perdite di fatturato, i soggetti esercenti le attività riconducibili ai codici Ateco indicati negli Allegati 1 e 2 del DL Ristori-bis, aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle “zone rosse”, nonché per gli esercenti attività di gestione di ristoranti nelle “zone arancioni”.

Si prevede la sospensione dei versamenti di contributi previdenziali e assistenziali, di ritenute alla fonte e di versamenti IVA di dicembre per tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019, che abbiano registrato un calo del 33% del fatturato a novembre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Sono sospesi i versamenti anche per chi ha aperto l’attività dopo il 30 novembre 2019.

È prevista per l’anno 2021 l’istituzione di un fondo perequativo delle misure fiscali e di ristoro, concesse con i provvedimenti emergenziali adottati nell’ambito della emergenza COVID-19, da destinare ai soggetti che con i medesimi provvedimenti abbiano beneficiato di sospensione fiscali e contributive e che registrino una significativa perdita di fatturato.

 

Clicca qui per scaricare la nota di Confindustria

 

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