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P-F curve

Curva P-F: cos’è e come usarla per migliorare la manutenzione

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

La curva P-F è un grafico che rappresenta il comportamento di un asset prima che raggiunga una condizione di guasto. Scopri perché è importante in manutenzione!

Gli impianti e i macchinari industriali non sono progettati per durare all’infinito, ma possono funzionare sicuramente più a lungo se si adottano le giuste strategie di manutenzione.

In questo articolo ci occuperemo della curva P-F, una rappresentazione grafica che ha l’obiettivo di caratterizzare il comportamento degli asset nel tempo, e che aiuta i professionisti del settore a sviluppare programmi di manutenzione incentrati sull’affidabilità volti a prolungare la vita utile delle apparecchiature.

Prima di cominciare, ti ricordo che per monitorare le condizioni di funzionamento dei tuoi asset e ottenere informazioni sempre aggiornate e affidabili su cui impostare i tuoi piani di manutenzione personalizzati, puoi affidarti alle potenzialità di un Facility Management software.

Cos’è la curva P-F in manutenzione

La curva P-F è un grafico cartesiano che viene utilizzato nel campo del Facility Management per descrivere il comportamento di un asset nel tempo e valutare l’utilizzo massimo che può essere ottenuto dall’apparecchiatura in esame.

Il grafico P-F costituisce una componente essenziale delle strategie di manutenzione basate sull’affidabilità. La Reliability Centered Maintenance, conosciuta semplicemente come RCM, consente ai vari reparti di un sistema produttivo di individuare quali sono gli asset più critici e stabilire per ciascuno di essi il programma di manutenzione più adeguato ed efficace.

Sfruttando le informazioni fornite dalle curve P-F, i responsabili della manutenzione possono acquisire una conoscenza più approfondita di ogni apparecchiatura e identificarne le potenziali cause di guasto. Ciò consente di determinare il momento ottimale per eseguire gli interventi di manutenzione e definire le strategie più appropriate da adottare per massimizzare l’affidabilità degli impianti, minimizzando i costi di gestione.

Come si legge una curva P-F

Il grafico P-F riporta sull’asse delle ascisse la variabile tempo e sull’asse delle ordinate lo stato di salute del bene. La curva rappresentata il comportamento dell’apparecchiatura dall’istante in cui entra in funzione fino al momento in cui raggiunge il suo limite utile e non è più operativa.

Gli elementi essenziali da considerare all’interno del grafico sono sostanzialmente:

  • il punto P, che rappresenta il guasto potenziale e si riferisce alla condizione in cui vengono rilevati i primi segni di deterioramento che porteranno al guasto effettivo dell’asset nell’istante F;
  • il punto F, che rappresenta il guasto funzionale e si riferisce al momento in cui l’apparecchiatura si danneggia effettivamente e non è più in grado di raggiungere standard prestazionali soddisfacenti;
  • l’intervallo P-F, che misura la differenza di tempo che intercorre tra guasto potenziale e guasto funzionale, ovvero, tra il momento in cui il problema inizia a farsi notare (ed è, quindi, tecnicamente rilevabile) e l’istante in cui l’apparecchiatura smette di funzionare in modo definitivo. Tanto più ampio è l’intervallo P-F tanto maggiore è il margine a disposizione per pianificare e mettere in atto gli interventi manutentivi.
Curva P-F

Curva P-F

In che modo è possibile massimizzare l’intervallo P-F

A seconda della tipologia di apparecchiatura e delle sue modalità di guasto, esistono diverse tecniche che possono essere utilizzate per rilevare in anticipo gli eventuali segni di deterioramento e ritardare il più possibile l’interruzione operativa del bene.

Le tecniche più comuni utilizzate per massimizzare l’intervallo tra guasto potenziale e guasto funzionale includono, ad esempio:

  • le ispezioni visive;
  • la termografia;
  • il tracciamento dei parametri di temperatura, pressione, velocità, flusso, ecc.;
  • il monitoraggio della corrosione;
  • il campionamento e l’analisi dei lubrificanti;
  • la rilevazione di emissioni acustiche, come gli ultrasuoni;
  • la misurazione e l’analisi delle vibrazioni.

Queste tecniche sono estremamente complesse e richiedono competenze specifiche per la loro implementazione. Tuttavia, le organizzazioni che sviluppano strategie manutentive basate sull’affidabilità e sull’utilizzo delle curve P-F riescono a ridurre notevolmente i costi di manutenzione e ad ottimizzare, al tempo stesso, la funzionalità e la produttività delle proprie risorse.

Come utilizzare la curva P-F per migliorare la manutenzione

I team di manutenzione si affidano alle curve P-F per monitorare il deterioramento degli asset e implementare strategie di manutenzione più efficaci. Grazie all’utilizzo di questi grafici è possibile, infatti:

  • pianificare interventi di manutenzione preventiva: la curva P-F consente ai professionisti del settore di programmare le attività di manutenzione prima ancora che si verifichi un guasto. Conoscendo le potenziali modalità di errore e identificando il momento in cui è probabile che l’apparecchiatura smetta di funzionare è possibile procurarsi i pezzi di ricambio e organizzare le risorse necessarie per la risoluzione del problema con largo anticipo. Gli operatori possono, inoltre, determinare quali attività necessiteranno di competenze specialistiche e negoziare preventivamente accordi con appaltatori di terze parti. Nel complesso, questa strategia evita che venga eseguita una manutenzione eccessiva sulle apparecchiature, riduce i costi di gestione, aumenta il tempo di attività delle risorse e ne prolunga la durata;
  • valutare la gravità dei rischi: i dati storici e la conoscenza approfondita del funzionamento di un impianto aiutano le organizzazioni a valutare l’incremento dei livelli di rischio durante l’intero ciclo di vita delle apparecchiature. Studiando l’andamento delle curve P-F i team di manutenzione possono prevedere quando si verificheranno i guasti potenziali e i guasti funzionali e stabilire la gravità dei rischi associati alle differenti problematiche. Ciò consente di scegliere la strategia di manutenzione migliore da seguire per ridurre al minimo i tempi di fermo non programmati e garantire nel tempo la massima sicurezza, efficienza e produttività;
  • massimizzare il ciclo di vita degli asset: utilizzando le informazioni contenute nei grafici P-F, le organizzazioni sono in grado di massimizzare ed estendere la vita funzionale delle proprie risorse, sostituendo i pezzi di ricambio prima che l’impianto raggiunga uno stato di guasto funzionale. Oltre a determinare quando è il momento migliore per sostituire un asset o un suo componente, le curve P-F aiutano ad impostare gli indicatori di controllo necessari per avvisare i tecnici e gli operatori dell’imminenza del guasto e consentire loro di programmare in anticipo gli interventi di riparazione;
  • combinare diverse strategie di manutenzione: nella maggior parte dei casi l’utilizzo di un singolo approccio non è sufficiente a garantire una manutenzione efficace. Le curve P-F consentono alle organizzazioni e ai facility manager di trovare il giusto equilibrio tra diverse strategie e determinare i casi in cui sono necessari approcci di manutenzione predittiva e monitoraggio delle condizioni o, al contrario, quando è opportuno procedere con una manutenzione di tipo correttivo.
Usi della curva P-F in manutenzione

Usi della curva P-F in manutenzione

Quali sono i fattori che influenzano la curva P-F

La curva P-F è parte integrante della manutenzione centrata sull’affidabilità. Esistono, tuttavia, diversi fattori che possono far variare le modalità di guasto identificate e, di conseguenza, modificare l’andamento dell’intervallo P-F. Questi fattori si riferiscono:

  • alla progettazione delle apparecchiature: le diverse tipologie di apparecchiature sono progettate con livelli di sicurezza differenti che possono causare variazioni nelle modalità di guasto (alcune apparecchiature, ad esempio, sono progettate per resistere ai sovraccarichi mentre altre non sono in grado di farlo e questo influisce inevitabilmente sul tipo di manutenzione richiesta);
  • alla frequenza d’uso: l’elevata frequenza dei cicli di avvio/arresto e l’eccessivo utilizzo di un’apparecchiatura possono causare una riduzione dell’intervallo P-F rispetto alle normali condizioni operative del bene;
  • agli errori accidentali: durante l’installazione, il funzionamento e la manutenzione di un’apparecchiatura possono verificarsi errori accidentali che influenzano inevitabilmente l’efficienza, la funzionalità e la durata dell’intero asset o di un suo componente;
  • alle caratteristiche dei pezzi di ricambio: quando si effettuano delle riparazioni spesso si preferisce sostituire i componenti originali con pezzi di ricambio più scadenti ed economici, che possono provocare una riduzione complessiva della qualità dell’asset. Questo si traduce in un incremento delle probabilità di guasto e una variazione dell’intervallo P-F che risulta meno esteso rispetto alle condizioni originariamente preventivate.

Affinché la curva P-F sia efficace, le organizzazioni e i facility manager hanno bisogno di raccogliere e analizzare i dati storici relativi al funzionamento e alle modalità di guasto delle apparecchiature. Per monitorare le condizioni operative dei tuoi asset ti consiglio di utilizzare un Facility Management software, uno strumento potente e affidabile che ti consente di gestire da un’unica piattaforma centralizzata tutte le attività, i processi e le informazioni riguardanti la manutenzione delle risorse.

Prova subito una versione demo per testare le potenzialità di questo strumento!

 

usbim-maint
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