Superbonus

Cumulabilità bonus edilizi con i contributi regionali fino al 2026

I bonus per l’efficienza energetica potranno essere cumulati con i contributi regionali fino al 2026: lo stabilisce il decreto Milleproroghe

I bonus casa potranno essere cumulabili con i contributi regionali che incentivano l’efficienza energetica fino al 2026. È una delle novità introdotte dalla Camera dei Deputati nell’iter di conversione del D.L. 215/2023 (il decreto “Milleproroghe”).

L’articolo 3, comma 12-ter del provvedimento amplia la possibilità di cumulare il bonus ristrutturazione e l’ecobonus con i contributi regionali o delle province autonome di Trento e Bolzano. In particolare, il comma in esame estende tale facoltà non solo ai contributi erogati negli anni 2023 e 2024, come previsto dalla normativa precedente, ma anche a quelli concessi nei successivi anni 2025 e 2026.

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Cumulabilità bonus casa e contributi regionali: proroga al 2026

La disposizione, inserita dalla Camera dei Deputati, aggiorna l’articolo 7, comma 1, del D.L. 34/2023 (disposizioni in materia di agevolazioni fiscali per interventi di risparmio energetico), convertito, con modificazioni, dalla legge 56/2023.

Gli interventi di risparmio energetico ammessi al beneficio fiscale includono:

  • recupero del patrimonio edilizio e riqualificazione energetica degli edifici, come definito dall’articolo 16-bis del TUIR;
  • interventi di efficienza energetica, come previsti dalla legge finanziaria 2007 (legge n. 296 del 2006);
  • interventi rientranti nell’ecobonus, come definito dal decreto-legge n. 63 del 2013.

La proroga si applica per la parte di spese per le quali sia concesso un altro contributo a condizione che l’agevolazione fiscale non superi il 100 per cento della spesa ammissibile all’agevolazione o al contributo.

È importante sottolineare che, per gli interventi diversi da quelli che danno diritto al Superbonus, rimangono applicabili le agevolazioni già previste dalla legislazione vigente in materia di riqualificazione energetica.

L’Agenzia delle Entrate specifica che, per gli interventi non rientranti nel Superbonus, restano applicabili le detrazioni già previste per interventi quali:

  • riqualificazione energetica rientrante nell’ecobonus, con detrazione che va dal 50% all’85% delle spese sostenute, da ripartire in 10 quote annuali;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici, con detrazione del 50% delle spese sostenute, anch’essa da ripartire in 10 quote annuali;
  • installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, con detrazione del 50% delle spese sostenute, anch’essa ripartita in 10 quote annuali.

L’Enea aveva precedentemente chiarito che le detrazioni fiscali del 55% (poi elevate al 65%) per interventi di riqualificazione energetica risultavano compatibili con gli incentivi locali a partire dal 2013, previo accertamento della cumulabilità con l’ecobonus e calcolate sulla parte di spesa non coperta da altri contributi.

Limiti alla cumulabilità dei Bonus casa con i contributi regionali

Più nel dettaglio il testo prevede che:

si considera ammessa ad agevolazione fiscale anche la parte di spesa a fronte della quale sia concesso altro contributo dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, a condizione che tale contributo sia cumulabile, ai sensi delle disposizioni che lo regolano, con le agevolazioni fiscali.

Si dovrà fare attenzione, quindi, all’eventuale limite alla cumulabilità previsto nella legge regionale che disciplina l’accesso al contributo stesso.

È, inoltre, previsto un tetto massimo anche agli importi che possono rientrare nelle agevolazioni.

Il decreto Bollette stabiliva, infatti, che:

In ogni caso la somma dell’agevolazione fiscale e del contributo non deve eccedere il 100 per cento della spesa ammissibile all’agevolazione o al contributo.

Art 3, comma 12-ter (Disposizioni in materia di agevolazioni fiscali per interventi di risparmio energetico)

La norma, inserita dalla Camera dei deputati, con riferimento ai contributi istituiti alla data di entrata in vigore del decreto legge n. 34 del 2023, estende alle erogazioni dei predetti contributi negli anni 2025 e 2026 la previsione che ai fini della determinazione dell’ammontare delle agevolazioni fiscali per interventi di risparmio energetico previste dall’articolo 16-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dall’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dall’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, sia considerata ammessa ad agevolazione fiscale anche la parte di spesa a fronte della quale sia concesso altro contributo dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, a condizione che tale contributo sia cumulabile, ai sensi delle disposizioni che lo regolano, con le agevolazioni fiscali.
In ogni caso la somma dell’agevolazione fiscale e del contributo non deve eccedere il 100% della spesa ammissibile all’agevolazione o al contributo.
La RT non considera la norma.
Al riguardo, considerato che la norma si riferisce a contributi già istituiti alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 34 del 2023 ma che verranno erogati negli anni 2025 e 2026, si osserva che la cumulabilità risulta applicabile a contributi previsti da norme già vigenti ma la cui manifestazione per cassa (erogazione) avverrà negli anni 2025 e 2026. Andrebbe dunque assicurato che per tali anni d’imposta non risultino scontati sui saldi di finanza pubblica effetti di maggiori entrate tributarie per la mancata ammissibilità ad agevolazioni fiscale della parte di spesa a fronte della quale sia stato concesso altro contributo dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano.

 

 

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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