Home » Notizie » Acustica » Nuovi CAM edilizia 2002: entrata in vigore, obblighi e novità

Nuovi CAM 2022: struttura, ambito, applicazione

Nuovi CAM edilizia 2002: entrata in vigore, obblighi e novità

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

CAM 2022: struttura, ambito di applicazione, obbligatorietà, quando applicare i CAM 2017 e quando i CAM 2022, esempio pratico PDF

Il DM 23 giugno 2022, n. 256 detta i nuovi “Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi, per l’affidamento dei lavori per interventi edilizi e per l’affidamento congiunto di progettazione e lavori per interventi edilizi” e sostituisce il precedente decreto dell’11 ottobre 2017Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici”.

I criteri ambientali minimi sono requisiti volti a individuare, nelle varie fasi del ciclo di vita dell’opera, la migliore soluzione progettuale, il prodotto o il servizio sotto il profilo ambientale.

I criteri ambientali 2022 fanno riferimento alle procedure di affidamento di servizi di progettazione, lavori e progettazione più lavori e sono in vigore dal 4 dicembre 2022.

L’articolo 57 del dlgs 36/2023 sancisce l’obbligatorietà delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM. Il rispetto dei CAM edilizia è fondamentale per la buona riuscita di un appalto, oltre che obbligatorio; pertanto, al fine di evitare di incorrere in sanzioni, dettate da dubbi o negligenze nell’interpretazione della norma, che potrebbero addirittura comportare l’esclusione dall’appalto, ti consiglio un software per capitolati speciali aggiornato alle ultime novità tecniche e normative e corredato di modelli precompilati, quali la relazione CAM che rientra tra le clausole contrattuali con l’obiettivo di descrivere e motivare le scelte progettuali che garantiscono la conformità ai singoli criteri.

Quando utilizzare i CAM 2017 e quando utilizzare i CAM 2022?

A seguito dell’entrata in vigore dei nuovi CAM in data 4 dicembre 2022, sono stati definitivamente abrogati i CAM edilizia di cui al dm 11 ottobre 2017. Ciò ha comportato non poche perplessità sulla portata applicativa dei nuovi CAM alle procedure avviate prima della data suddetta.

Appare opportuno procedere come segue:

  • per le nuove procedure di affidamento, avviate successivamente al 4 dicembre 2022: nuovi CAM 2022 (dm 23 giugno 2022);
  • nel caso di progetto esecutivo approvato e lavori affidati prima del 4 dicembre 2022 : vecchi CAM 2017 (dm 11 ottobre 2017);
  • nel caso di progetto esecutivo approvato prima del 4 dicembre 2022 e affidamento dei lavori successivo al 4 dicembre 2022: nuovi CAM 2022 esclusivamente per l’affidamento dei lavori.

Si precisa che le indicazioni sopra enunciate non sono tassative: è responsabilità della stazione appaltante definire le procedure da seguire.

Criteri ambientali minimi 2022: ambito di applicazione, obiettivi e struttura

L’ambito di applicazione dei nuovi CAM edilizia riguarda tutti gli interventi edilizi di lavori disciplinati dall’art. 3 dlgs 50/2016:

  • attività di costruzione, demolizione, recupero, ristrutturazione urbanistica ed edilizia, sostituzione, restauro, manutenzione di opere (comma nn);
  • manutenzione ordinaria (comma oo-quater);
  • manutenzione straordinaria (comma oo-quinquies).

I nuovi criteri ambientali minimi 2022, inoltre, sono applicabili anche agli edifici ricadenti nella disciplina del codice dei bene culturali e del paesaggio.

L’edilizia rappresenta uno dei settori a maggior impatto ambientale; pertanto, i criteri ambientali minimi fissati dal decreto, attraverso l’analisi del ciclo di vita dell’opera, mirano ad orientare i processi verso un’economia circolare.

L’innovazione apportata dai CAM riguarda la valutazione del ciclo di vita degli edifici (LCA) a monte delle scelte progettuali e dei materiali.

I nuovi CAM edilizia, infatti, spingono all’utilizzo di metodologie di valutazione Life Cycle Assessment (LCA) finalizzate ad ottimizzare le soluzioni progettuali per la sostenibilità, scegliendo le soluzioni più vantaggiose dopo aver confrontato diverse strategie.

Il tema della sostenibilità, non riguarda soltanto accorgimenti progettuali e tecnologie di efficientamento energetico, ma tocca vari aspetti della sfera ambientale, economica e sociale di un prodotto o edificio.

L’obiettivo è quello di ridurre il più possibile l’impatto degli edifici usando le risorse in modo efficiente e circolare, dalla fase di composizione fino all’utilizzo, gestione e smaltimento o riciclo contenendo le emissioni di carbonio attraverso infrastrutture verdi e materiali da costruzione organici (come i biomateriali ed il legno di origine sostenibile).

I CAM sono strutturati in 3 “macro-categorie”, a seconda della fase di affidamento:

  1. criteri per l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi – selezione dei candidati, clausole contrattuali, specifiche tecniche, criteri premianti;
  2. criteri per l’affidamento dei lavori per interventi edilizi – clausole contrattuali, criteri premianti;
  3. criteri per l’affidamento congiunto di progettazione e lavori per interventi edilizi – specifiche tecniche progettuali, clausole contrattuali (per l’affidamento di lavori), criteri premianti.

Si precisa che, secondo l’articolo 57 del dlgs 36/2023, le specifiche tecniche e le clausole contrattuali devono essere inserite nella documentazione progettuale e di gara, e pertanto sono obbligatorie!

Per comprendere meglio la struttura dei CAM si riporta di seguito uno schema esemplificativo:

criteri ambientali minimi 2022 - struttura

criteri ambientali minimi 2022 - struttura

criteri ambientali minimi 2022 - struttura

Obbligatorietà CAM edilizia 2022 dal 4 dicembre

Le clausole contrattuali fungono da garanzia per il rispetto dei criteri ambientali. L’aggiudicatario, difatti, deve elaborare una relazione (relazione CAM) attestante il soddisfacimento delle indicazioni riportate nei singoli criteri, contenente:

  • le scelte progettuali;
  • gli elaborati progettuali nei quali si evince il soddisfacimento dei CAM;
  • i requisiti di materiali e prodotti da costruzione, in conformità alle indicazioni delle specifiche tecniche;
  • i mezzi di prova impiegati.

Le specifiche tecniche investono diversi contesti del processo edilizio ed indicano la modalità concreta di adempimento alle prescrizioni ambientali; in particolare, riguardano:

  • il livello territoriale-urbanistico – con lo scopo di garantire un livello minimo di qualità ambientale urbana riducendo la pressione ambientale degli interventi sul paesaggio, sulla morfologia, sugli ecosistemi e sul microclima urbano;
  • gli edifici –  tra i molteplici obiettivi la riduzione dei consumi energetici, l’archiviazione della documentazione tecnica riguardante l’edificio nella sua rappresentazione BIM, il piano di disassemblaggio e demolizione selettiva;
  • i prodotti da costruzione – si riportano i contenuti minimi percentuali di materia recuperata, riciclata, sottoprodotti, per i singoli prodotti da costruzione (calcestruzzo, acciaio, laterizi, prodotti legnosi, isolanti termici e acustici, tramezzature, pavimentazioni, serramenti, tubazioni, pitture e vernici).

Inoltre, le specifiche tecniche progettuali degli edifici, pongono un’attenzione particolare alla fase di gestione e al relativo piano di manutenzione.

Al riguardo, i nuovi criteri prevedono la verifica dei livelli prestazionali (qualitativi e quantitativi) in riferimento alle prestazioni ambientali (per esempio la verifica della prestazione tecnica relativa all’isolamento o all’impermeabilizzazione).

Il documento deve, anche, essere corredato di un programma di monitoraggio e controllo della qualità dell’aria interna all’edificio. Non solo, vige l’obbligo di archiviazione della documentazione tecnica riguardante l’edificio, nella sua rappresentazione BIM, ovvero in grado di garantire adeguata interoperabilità in linea con i formati digitali IFC (Industry Foundation Classes) necessari allo scambio dei dati e delle informazioni relative alla rappresentazione digitale del fabbricato. I documenti da archiviare sono:

  • relazione generale;
  • relazioni specialistiche;
  • elaborati grafici;
  • elaborati grafici dell’edificio “come costruito” e relativa documentazione fotografica, inerenti sia alla parte architettonica che agli impianti tecnologici;
  • piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti (suddiviso in manuale d’uso, manuale di manutenzione e programma di manutenzione);
  • piano di gestione e irrigazione delle aree verdi;
  • piano di fine vita contenente l’elenco di tutti i materiali, componenti edilizi e degli elementi prefabbricati che possono essere in seguito riutilizzati o riciclati.

È opportuno indicare anche il livello di dettaglio (LOD) del modello BIM rispetto ai gradi proposti (A-B-C-D-E-F-G) dalla norma UNI 11337-4, e rispetto alle componenti tipologiche relative al patrimonio informativo Architettonico, Strutturale ed Impiantistico.

BIM e CAM: criterio premiante

Oltre ai CAM obbligatori, di cui abbiamo parlato pocanzi, il documento individua anche i criteri premianti.

Nel caso in cui la stazione appaltante utilizzi, nella scelta dell’operatore economico, il miglior rapporto qualità prezzo, può introdurre nella documentazione di gara, uno o più criteri premianti che assegnano un punteggio maggiore alla soluzione tecnica che offre prestazioni ambientali migliori rispetto a quelle indicate nelle specifiche tecniche.

Tra i criteri premianti particolare rilievo riveste la Progettazione BIM.

Difatti, per i bandi di gara in cui si richiede la progettazione BIM, è attribuito un punteggio premiante all’operatore economico che si impegna a implementare la base dati BIM con le informazioni ambientali relative alle specifiche tecniche.

Secondo questa indicazione, esplorando il modello BIM dell’edificio sarà possibile verificare il soddisfacimento dei requisiti previsti dai CAM edilizia, per esempio confrontando il contenuto di materia riciclata e/o recuperata associato al singolo prodotto da costruzione con il valore indicato nelle specifiche tecniche.

Come elaborare una relazione di verifica di ottemperanza ai nuovi CAM edilizia 2022

Il nuovo Decreto 23 giugno 2022, n. 256 prevede l’archiviazione della documentazione tecnica riguardante l’edificio, nella sua rappresentazione BIM, in formato aperto IFC openBIM.

I nuovi CAM 2022 prevedono che sia garantita adeguata interoperabilità in linea con i formati digitali IFC (Industry Foundation Classes) necessari allo scambio dei dati e delle informazioni relative alla rappresentazione digitale del fabbricato.

Per redigere la relazione di verifica di ottemperanza ai nuovi CAM edilizia ti suggerisco di utilizzare il software piano di manutenzione che consente di archiviare la documentazione tecnica su un modello IFC in modo molto semplice, aggregando tutte le informazioni di anomalie, controlli ed interventi programmati ai singoli oggetti del modello IFC.

La produzione dell’archiviazione di dati e documenti viene automaticamente redatta dal software che rende le informazioni fruibili in modo strutturato al gestore dell’opera e nella sua rappresentazione BIM in formato aperto IFC, così come la normativa richiede.

I nuovi criteri ambientali minimi prevedono nuovi obblighi per il progettista e per il direttore incaricati di redigere il piano di manutenzione. Nello specifico devono:

  • redigere e aggiornare il piano di manutenzione generale (con i nuovi piani per qualità dell’aria, aree verdi e fine vita dell’opera);
  • consegnare la documentazione tecnica riguardante l’edificio archiviata e coordinata con il modello BIM in formato IFC.

Con il software piano di manutenzione, grazie alle sue nuove funzionalità in cloud, il progettista e il direttore possono assolvere a questi obblighi per l’archiviazione di documenti utili alla manutenzione e rendere tutta la documentazione richiesta dai criteri ambientali minimi accessibile al gestore dell’edificio.

Criteri ambientali minimi, l’elenco completo

Puoi trovare in un articolo dedicato maggiori informazioni e l’elenco completo di tutti i criteri ambientali minimi obbligatori per le opere pubbliche e in alcuni casi anche nei lavori privati.

Relazione CAM, PDF da scaricare

La relazione CAM rientra tra le clausole contrattuali obbligatorie secondo il codice dei contratti pubblici e si pone l’obiettivo di:

  • descrivere e motivare le scelte progettuali che garantiscono la conformità ai singoli CAM e le relative modalità di applicazione;
  • verificare la conformità al criterio attraverso informazioni, metodi e documenti;
  • indicare gli elaborati progettuali (elaborati grafici, schemi, tabelle di calcolo, elenchi, ecc.) nei quali sia evidenziato lo stato ante operam, gli interventi previsti, i conseguenti risultati raggiungibili e lo stato post operam che attesti il rispetto dei CAM;
  • specificare i requisiti dei materiali e prodotti da costruzione conformi alle indicazioni dei CAM;
  • indicare i mezzi di prova che l’esecutore dei lavori presenta alla direzione dei lavori.

Di seguito ti propongo un estratto della relazione CAM che puoi trovare all’interno della banca dati del software per capitolati speciali.

Relazione CAM

Relazione CAM – PriMus-C

 

Di seguito puoi scaricare l’estratto PDF di relazione CAM.

 

primus-c
primus-c

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *