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DDL Bilancio 2024 e sblocco dei crediti fiscali

Crediti incagliati superbonus: scende in campo l’INPS

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Crediti incagliati superbonus con contributi INPS, ecco il rilancio perfetto

Colpo di scena al 90° minuto della partita tra Superbonus/cessione del credito vs i vari Governi: potrebbe, infatti, esserci una possibilità per il Superbonus nella prossima legge di bilancio 2024!

Nel primo tempo il Superbonus ha ottenuto un vantaggio significativo con un goal spettacolare servito dal cross dell’art. 121 nei confronti delle “cessioni illimitate”. Tuttavia, con il fischio del secondo tempo, il Governo è riuscito a rimontare grazie all’azione D.L. 13/2022 e del D.L. 11/2023 che ha riportato la partita in parità.

Tecnici del settore, professionisti e tutti gli addetti al lavoro incoraggiano il D.L. 34/2020 alla rimonta, sperando di portare a casa la vittoria per la partita cruciale della maxi-detrazione. E proprio quando sembrava che non ci fossero stati né vincitori né vinti, al 90° minuto, grazie anche ad un cambio tattico del mister della squadra Superbonus, ecco che entra in campo l’art. 23 della prossima legge di Bilancio 2024, che porta con sé la nuova possibilità di riaprire le sorti dei crediti incagliati. 

L’incontro che stanno giocando oggi i tecnici e committenti è certamente un po’ diverso da quello di una classica partita di calcio: professionisti e committenti incalzano il Superbonus, affinché l’articolo 23 della prossima legge di Bilancio possa avere il nulla osta in Parlamento, con il conseguente sblocco dei crediti incagliati. 

Superbonus e legge di Bilancio 2024

La Legge di Bilancio 2024 potrebbe riaprire le sorti per tutto il settore edilizio. In particolare, l’art. 23, comma 10, del disegno di legge in esame introduce “misure per combattere l’evasione e semplificare le procedure di compensazione dei crediti” attualmente in fase di discussione al Senato.

In particolare, tale articolo stabilisce che i contributi INPS potranno essere compensati tramite crediti fiscali, senza alcuna distinzione tra i vari tipi di crediti, inclusi quelli derivanti dal Superbonus e dagli altri bonus edilizi. Considerando la costante evoluzione della maxi-detrazione, soprattutto alla luce delle possibili modifiche previste nella prossima legge di Bilancio, è consigliabile essere sempre aggiornati con una linea guida sulla gestione dei bonus edilizi in grado di assisterti nell’elaborazione di tutta la documentazione necessaria, sempre conforme alle direttive vigenti, garantendo un processo di invio della pratica senza intoppi e in tutta tranquillità. 

Art. 23 DDL Bilancio 2024

Nell’articolo 23, comma 10 della prossima legge di Bilancio, si prevede una modifica dell’articolo 17 (versamento unitario e compensazione) del D.Lgs. 241/1997, il quale fa riferimento alle norme per semplificare gli obblighi dei contribuenti in materia di dichiarazione dei redditi e d’imposta sul valore aggiunto, nonché la modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni. Questa modifica introduce un nuovo comma che amplia la possibilità di compensare i crediti fiscali, compresi quelli derivanti da Superbonus o altri bonus edilizi, indipendentemente dall’importo, accumulati come contributi verso l’INPS. Tale compensazione potrà essere effettuata sia dai datori di lavoro che dai professionisti iscritti alla gestione separata.

Si riporta, in particolare, l’art. 17 D.Lgs. 241/1997, che sarà modificato nel momento in cui la prossima legge di Bilancio verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale: in blu le parte invariate, in rosso le parti aggiunte dalla bozza di legge 2024. 

art.17 D.Lgs. 241/1997art.17 D.Lgs. 241/1997 modificato dall’art 23 DDL Bilancio 2024

1. I contribuenti titolari di partita IVA eseguono versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti all’INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tale compensazione deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva.

2. Il versamento unitario e la compensazione riguardano i crediti e i debiti relativi:

  1. alle imposte sui redditi e alle ritenute alla fonte riscosse mediante versamento diretto ai sensi dell’articolo 3, primo comma,
    del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.602;
  2. all’imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi degli articoli 27 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
    n. 633, e quella dovuta dai soggetti di cui all’articolo 74;
  3. alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto;
  4. all’imposta prevista dall’articolo 3, comma 143, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
  5. ai contributi previdenziali dovuti da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali, comprese le quote associative;
  6. ai contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dai datori di lavoro e dai committenti di prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
  7. ai premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dovuti ai sensi del testo unico approvato
    con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124:
  8. agli interessi previsti in caso di pagamento rateale ai sensi dell’articolo 20.

1.I contribuenti titolari di partita IVA eseguono versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti all’INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tale compensazione deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva.

1-bis. La compensazione dei crediti di qualsiasi importo maturati a titolo di contributi nei confronti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, può essere effettuata: a) dai datori di lavoro non agricoli a partire dal quindicesimo giorno successivo a quello di scadenza del termine mensile per la trasmissione in via telematica dei dati retributivi e delle informazioni necessarie per il calcolo dei contributi da cui il credito emerge o dal quindicesimo giorno successivo alla sua presentazione, se tardiva; dalla data di notifica delle note di rettifica passive b) dai datori di lavoro che versano la contribuzione agricola unificata per la manodopera agricola a decorrere dalla data di scadenza del versamento relativo alla dichiarazione di manodopera agricola da cui il credito emerge; c) dai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali degli artigiani ed esercenti attività commerciali e dai liberi professionisti iscritti alla Gestione separata Inps a decorrere dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi da cui il credito emerge. Resta impregiudicata la verifica sulla correttezza sostanziale del credito compensato. Sono escluse dalle compensazioni le aziende committenti per i compensi assoggettati a contribuzione alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;

1-ter. La compensazione dei crediti di qualsiasi importo per premi ed accessori maturati nei confronti dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro può essere effettuata a condizione che il credito certo, liquido ed esigibile sia registrato negli archivi del predetto Istituto.

2. Il versamento unitario e la compensazione riguardano i crediti e i debiti relativi:

  1. alle imposte sui redditi e alle ritenute alla fonte riscosse mediante versamento diretto ai sensi dell’articolo 3, primo comma,
    del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.602;
  2. all’imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi degli articoli 27 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
    n. 633, e quella dovuta dai soggetti di cui all’articolo 74;
  3. alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto;
  4. all’imposta prevista dall’articolo 3, comma 143, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
  5. ai contributi previdenziali dovuti da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali, comprese le quote associative;
  6. ai contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dai datori di lavoro e dai committenti di prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
  7. ai premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dovuti ai sensi del testo unico approvato
    con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124:
  8. agli interessi previsti in caso di pagamento rateale ai sensi dell’articolo 20.

La modifica riportata nella prossima legge di Bilancio, stabilisce che la compensazione dei crediti di qualsiasi importo maturato a titolo di contributo nei confronti dell’INPS, può essere effettuata, dai seguenti profili:

  • datori di lavoro non agricoli a partire dal quindicesimo giorno successivo a quello di scadenza del termine mensile per la trasmissione in via telematica dei dati retributivi e delle informazioni necessarie per il calcolo dei contributi da cui il credito emerge, o dal quindicesimo giorno successivo alla sua presentazione, se tardiva;
  • datori di lavoro che versano la contribuzione agricola unificata per la manodopera agricola a decorrere dalla data di scadenza del versamento relativo alla dichiarazione di manodopera; 
  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali degli artigiani ed esercenti attività commerciali e dai liberi professionisti iscritti alla Gestione separata INPS a decorrere dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi da cui il credito emerge. 

È importate chiarire che resta impregiudicata la verifica sulla correttezza sostanziale del credito compensato. Sono escluse dalle compensazioni le aziende committenti per i compensi assoggettati a contribuzione alla Gestione separata di cui all’articolo 2 comma 26 legge 335/1995 la quale fa riferimento alla riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare. 

Compensazione dei crediti Superbonus

Come viene riportato nel comma 2 del D.Lgs. 241/1997, il versamento e la compensazione riguardano i crediti ed i debiti relativi a: 

  • imposte sui redditi, addizionali e ritenute alla fonte e imposte riscosse mediante versamento diretto; 
  • IVA;
  • imposte sostitutive  dell’importo sui redditi e dell’IVA; 
  • imposte sulle transizioni finanziarie; 
  • contributi previdenziali ed esistenziali dovuti dai datori di lavoro e dai committenti di prestazione di collaborazione coordinato e collaborativo; 
  • premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. 

È importante ricordare che la bozza di legge di Bilancio 2024 è in esame al Parlamento: rimaniamo in attesa per capire se tale proposta verrà accolta o meno. Nel frattempo se vuoi essere aggiornato in modo costante sulla prossima legge di Bilancio 2024, ti consiglio la lettura di un nostro approfondimento: Legge di Bilancio 2024

 

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