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Costo manodopera e affidamento diretto parere del MIT

Il costo della manodopera va indicato anche negli affidamenti diretti

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Il MIT precisa che l’obbligo di indicare il costo della manodopera va rispettato indipendentemente dalle modalità di affidamento dei lavori

Con il Parere n. 2398 del 26 gennaio 2024, l’Organo di Consulenza del MIT chiarisce i dubbi, nati dalla formulazione del nuovo Codice Appalti (D.lgs. 36/2023), sull’obbligo negli affidamenti diretti di indicare il costo della manodopera.

 

BIM Codice Appalti

 

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Costi della manodopera e affidamenti diretti: il quesito

Secondo quanto previsto dal comma 14 dell’art. 41 nei contratti di lavori e servizi, per determinare l’importo a base di gara, la stazione appaltante o l’ente concedente individua nei documenti di gara i costi della manodopera.

Si chiede se la previsione è limitata alle procedure di gara in senso stretto (aperte, ristrette e negoziate) e quindi siano esclusi gli affidamenti diretti di cui all’art. 50, comma 1 lett a) e b) del codice dei contratti. Per cui l’offerente è tenuto ad indicare i propri costi della manodopera ai sensi dell’art 108 comma 9 (l’esclusione riguarda solo forniture senza posa in opera e servizi intellettuali), ma senza una preventiva stima da parte della stazione appaltante all’interno della richiesta di offerta per affidamento diretto.

Il chiarimento del MIT: l’indicazione del costo della manodopera è sempre obbligatorio

L’art.41 trova applicazione anche negli affidamenti diretti, in quanto la norma esprime un principio generale – quale la tutela dei lavoratori – che deve essere comunque rispettato. Ciò posto, è necessario che siano previste modalità idonee che tengano conto del fatto che negli affidamenti diretti non viene effettuata una procedura di gara.

I costi della manodopera e della sicurezza sono scorporati dall’importo assoggettato al ribasso. Resta ferma la possibilità per l’operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo dell’importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale.

Ricordiamo che l’art. 41  (livelli e contenuti della progettazione) stabilisce che la progettazione nel contesto dei lavori pubblici è un processo articolato che prevede 2 livelli successivi di approfondimento tecnico: il progetto di fattibilità tecnico-economico e il progetto esecutivo.

Questa distinzione è volta a garantire diversi obiettivi fondamentali, tra cui:

  • soddisfazione dei bisogni della comunità: la progettazione deve rispondere in modo efficace alle esigenze della collettività;
  • conformità normativa: è essenziale rispettare le norme ambientali, urbanistiche, di tutela dei beni culturali e paesaggistici, oltre alle normative sulla salute e sicurezza delle costruzioni;
  • qualità architettonica e funzionale: il progetto deve garantire elevati standard di qualità architettonica e funzionale, rispettando i tempi e i costi previsti;
  • rispetto dei vincoli: è importante considerare e rispettare tutti i vincoli esistenti, inclusi quelli idrogeologici, sismici, archeologici e forestali;
  • sostenibilità: la progettazione deve mirare all’efficientamento energetico, alla riduzione dell’uso di risorse non rinnovabili e alla promozione della sostenibilità economica, territoriale, ambientale e sociale;
  • utilizzo di strumenti digitali: si incoraggia l’uso progressivo di metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per razionalizzare le attività di progettazione e verifica;
  • accessibilità e adattabilità: il progetto deve tener conto delle disposizioni vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche;
  • compatibilità geologica e geomorfologica: è fondamentale garantire che l’opera sia compatibile con il contesto geologico e geomorfologico in cui viene realizzata.

Per garantire il rispetto di tali obiettivi, è necessario seguire i contenuti e le prescrizioni definiti nell’allegato I.7, che stabilisce i requisiti minimi per la progettazione e il contenuto dei documenti di indirizzo. Inoltre, sono previste procedure specifiche per la verifica preventiva dell’interesse archeologico.

Nell’art. 41 vengono definiti i criteri per la determinazione dei costi del lavoro e dei prodotti utilizzati nei contratti di lavori e servizi, nonché delle prestazioni professionali necessarie per la progettazione.

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