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Costo della manodopera ribassabile? Nuovo chiarimento del MIT

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I costi della manodopera devono essere inclusi nell’importo soggetto a ribasso? O devono essere comunque esclusi, a norma della previsione del Codice? Ecco il chiarimento del MIT

Con il parere n. 2505 del 17 aprile 2024 il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti torna sulla spinosa questione del costo della manodopera e il ribasso dell’offerta di gara negli appalti pubblici.

Come oramai è noto a tutti, la normativa stabilisce che i costi della manodopera possono essere ridotti, ma questa scelta deve essere debitamente giustificata.

Nell’offerta economica, l’operatore deve indicare i costi della manodopera e gli oneri aziendali per l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro eccetto che nelle forniture senza posa in opera e nei servizi di natura intellettuale.

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Costo della manodopera: la normativa vigente

Prima di addentrarci nel vivo della questione è necessario chiarire nuovamente il relativo articolo del codice degli appalti. In particolare, l’articolo 41, comma 14, del D.Lgs. 36/2023 stabilisce che la stazione appaltante o l’ente concedente nei contratti di lavori e servizi, per determinare l’importo posto a base di gara, deve individuare nei documenti di gara i costi della manodopera secondo quanto previsto dal comma 13, dove quest’ultimo indica i seguenti parametri:

  • determinazione del costo del lavoro: il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, annualmente, stabilisce il costo del lavoro mediante apposite tabelle. Queste tabelle si basano sui valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale tra sindacati e datori di lavoro più rappresentativi, nonché sulle normative previdenziali e assistenziali, sui diversi settori merceologici e sulle diverse aree territoriali;
  • mancanza di contratto collettivo applicabile: se non esiste un contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro viene determinato in base al contratto collettivo del settore merceologico più simile a quello considerato;
  • determinazione del costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni: per i contratti relativi a lavori, il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni viene determinato utilizzando i prezzi correnti alla data dell’approvazione del progetto. Questi prezzi sono riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, o adottati dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti, che possono essere autorizzati a non seguire i prezzari regionali in base alla natura e all’oggetto dell’appalto;
  • prezzari regionali: i criteri di formazione e aggiornamento dei prezzari regionali sono definiti nell’allegato I.14. Questo allegato è abrogato all’entrata in vigore di un regolamento corrispondente, adottato con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, previo parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), nonché previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
  • mancanza di prezzari aggiornati: se i prezzari regionali non sono aggiornati, il costo viene determinato facendo riferimento ai listini ufficiali o ai listini delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura locali, oppure, in mancanza di questi, ai prezzi correnti di mercato nel luogo in cui si svolgono gli interventi.

Inoltre, i costi della manodopera, insieme a quelli della sicurezza, devono essere scorporati dall’importo soggetto al ribasso, ma l’operatore economico ha la possibilità di dimostrare che il ribasso complessivo deriva da una migliore organizzazione aziendale.

Costo della manodopera: il quesito

Nei contratti di lavori e servizi, per determinare l’importo posto a base di gara, la stazione appaltante o l’ente concedente individua nei documenti di gara i costi della manodopera secondo quanto previsto dal comma 13. Il nuovo Codice, quindi, letteralmente, esclude dall’assoggettabilità a ribasso non più solo i costi della sicurezza, ma anche i costi della manodopera.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione, nel parere 528/2023 del 15 novembre, aveva indicato che, nonostante la formulazione letterale dell’articolo 41, comma 14, sembrasse suggerire lo scorporo dei costi della manodopera dall’importo soggetto al ribasso, una lettura più approfondita delle disposizioni del Codice suggeriva che la manodopera dovesse essere inclusa nell’importo a base di gara.

In sede applicativa erano insorti dubbi sulle modalità di declinazione del dettato normativo e, in particolare, sul seguente profilo: i costi della manodopera devono essere inclusi nell’importo soggetto a ribasso? O devono essere comunque esclusi, a norma della previsione del Codice?

Costo della manodopera ecco la risposta del MIT

Il MIT con il parere in esame chiarisce che la Stazione Appaltante è tenuta ad indicare i costi della manodopera così come indicato nel bando di gara e se i costi sono inferiori, l’operatore è tenuto a giustificare tale differenza e se quest’ultimi saranno accettati si procederà all’aggiudicazione e la stazione appaltante pagherà quanto offerto dall’operatore. È importante sottolineare che l’operatore non può giustificare ribassi riducendo i trattamenti minimi previsti dal CCNL indicato nel bando di gara, ma deve dimostrare che il ribasso è dovuto a una più efficiente organizzazione aziendale.

Costo della manodopera esempio

Per maggiore chiarezza riportiamo l’esempio del MIT.

Importo a base di gara euro 100, di cui manodopera 30 (nel presente esempio si prescinde da IVA e costi/oneri sicurezza, riferendosi solo ai costi della manodopera a fini esemplificativi). Il concorrente dovrà formulare un “ribasso complessivo” a norma dell’art. 41, c. 14 del Codice dei contratti pubblici, ma a sua volta, dovrà indicare, come proprio costo, i costi della manodopera. Es:
ribasso del 10% (quindi richiesti euro 90), di cui manodopera 20.

La stazione appaltante, prima dell’aggiudicazione, dovrà confrontare i costi parametrici dalla stessa indicati (30) e i costi del concorrente (20). Ove i costi parametrici siano superiori a quelli indicati dal concorrente (come nell’esempio qui fornito), lo stesso concorrete dovrà essere chiamato a giustificare gli stessi. Se i giustificativi saranno accolti, vi sarà aggiudicazione. In sede di esecuzione si pagherà quanto offerto dal concorrente (90 euro di cui 20 manodopera).

 

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