Cos’è e come si misura l’isolamento acustico di facciata?
L’isolamento acustico di facciata esprime il grado di isolamento garantito dall’involucro dell’edificio. Scopri come si misura e qual è la norma di riferimento
Come senz’altro saprai, tanto la progettazione di una nuova costruzione quanto l’intervento su un edificio esistente affronta, tra le altre cose, anche la sfida del comfort acustico, indispensabile per il corretto svolgimento delle attività umane. In questo campo ha un ruolo fondamentale l’isolamento acustico della facciata e il suo calcolo tanto previsionale quanto, appunto, su edificio esistente.
La normativa di riferimento è molto precisa riguardo a questo parametro e sulla progettazione acustica in generale, per questa ragione ti consiglio l’uso dello specifico software per l’isolamento acustico. Ora, siamo pronti a vedere insieme cos’è e come si calcola l’isolamento acustico di facciata e qual è la normativa di riferimento.
Indice
- Cosa si intende per facciata in campo acustico?
- Che cos’è l’isolamento acustico normalizzato di facciata e come si misura?
- Qual è la normativa vigente?
- Gli approfondimenti di BibLus sull'isolamento acustico
- Guide e contributi sull'isolamento acustico
- Isolamento acustico degli edifici: le sentenze di riferimento
Cosa si intende per facciata in campo acustico?
Prima di approfondire insieme l’isolamento acustico di facciata, è necessario chiarire cosa si intende, in campo acustico e in particolare secondo la UNI EN ISO 12354-3, con questo termine. Infatti, se è vero che istintivamente quando parliamo di facciata pensiamo subito ai prospetti degli edifici, è vero anche che in campo acustico questo termine abbraccia una superficie maggiore includendo l’intero involucro edilizio e dunque tutti gli elementi costruttivi che circoscrivono ambienti abitativi in cui permangono gli utenti.
Per essere più chiari quando in acustica viene menzionato il termine facciata, esso include:
- pareti verticali;
- coperture inclinate;
- coperture orizzontali.
Viene da sé che parlare di isolamento acustico di facciata vuol dire parlare di isolamento acustico dell’intero involucro edilizio.

Facciata in campo acustico
Quali sono e come si trasmettono i rumori attraverso la facciata?
La facciata in acustica è estremamente importante perché garantisce l’isolamento degli spazi interni dai rumori esterni, contribuendo a raggiungere così un più o meno elevato comfort ambientale.
L’isolamento acustico è oggi più che mai un tema estremamente sensibile, gli utenti infatti richiedono un elevato isolamento dai rumori esterni proprio per preservare quel comfort ambientale necessario per il corretto svolgimento delle attività umane. Tra i principali rumori colpevoli di inquinamento acustico troviamo:
- rumore del traffico: veicolare, aereo o marittimo;
- rumore da sorgenti fisse: attività produttive, commerciali o ricreative;
- rumori da eventi temporanei: concerti o manifestazioni;
- rumore antropico: generato dal vociare delle persone.
Ma come si trasmettono questi rumori attraverso l’involucro edilizio? I rumori altro non sono che onde sonore che incidono sulla facciata e che si trasmettono nell’ambiente abitativo attraverso tutti i componenti che costituiscono la partizione: pareti, serramenti, cassonetti delle tapparelle, bocchette di aerazione, ecc. Proprio in base alla “strada” che le onde sonore intraprendono per arrivare negli spazi interni distinguiamo le seguenti vie di trasmissione:
- via diretta, attraverso serramenti e involucri verticali;
- via indiretta, attraverso solai;
- attraverso ponti acustici, cioè attraverso discontinuità o anomalie dell’involucro edilizio.
Che cos’è l’isolamento acustico normalizzato di facciata e come si misura?
L’isolamento acustico normalizzato di facciata, indicato con Dls,2m,nT esprime il grado di isolamento garantito dalle chiusure esterne di un edificio mentre l’indice di isolamento acustico di facciata (Dls,2m,nT,w) indica la capacità che gli elementi di un involucro hanno di abbattere i rumori aerei provenienti dall’esterno.
La procedura per la misurazione sperimentale dell’isolamento acustico di facciata è descritta nella norma UNI EN ISO 16283-3 “Acustica – Misure in opera dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio – Parte 3: Isolamento acustico di facciata” ed, in estrema sintesi, segue questi passaggi:
- selezione di una sorgente di rumore da posizionare all’esterno dell’edificio: è possibile utilizzare diversi tipi di sorgente con caratteristiche spettrali molto diverse come ad esempio il traffico stradale, ferroviario, aereo o un altoparlante che emette rumore rosa. L’altoparlante è utilizzato quando la sorgente reale non ha energia sufficiente per una corretta valutazione o quando è richiesta una maggiore ripetibilità dei risultati;
- posizionamento della sorgente di rumore: la sorgente rumorosa si posiziona all’esterno, con direzione verso il centro della facciata. L’angolo tra la normale alla facciata e l’onda sonora che la colpisce deve essere di 45° ± 5°. La distanza minima, D, tra la facciata e la cassa acustica deve essere di almeno 5 m e la direttività della sorgente deve essere uniforme.

Geometria metodo con altoparlante
- rilevazione del livello di pressione sonora esterno, a 2 metri dalla facciata;
- rilevazione del livello di rumore interno all’ambiente;
- misura della differenza di livelli rilevati secondo la formula:
Dls,2m,nT= L1,2m – L2 + 10log (T/T0)
dove:
| L1,2m | è il livello di pressione sonora esterna misurato a 2 m davanti al centro della facciata [dB]; |
| L2 | è la media spaziale del livello di pressione sonora nell’ambiente ricevente [dB]; |
| T | è il tempo di riverberazione (s); |
| T0=0,5 s | è il tempo di riverbero di riferimento. |
Il valore individuato mediante questa differenza ci indica i decibel (dB) che la partizione è in grado di “eliminare”. Dunque, più il valore individuato sarà alto migliore sarà la prestazione di isolamento acustico della facciata.
Infine, l’indice di valutazione dell’isolamento acustico di facciata, Dls,2m,nT,w viene calcolato secondo la norma UNI EN ISO 717-1.
Mentre in fase di progetto e dunque per i calcoli analitici previsionali si utilizzano i modelli delle UNI EN ISO 12354-3 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti – Isolamento acustico contro il rumore proveniente dall’esterno per via aerea”.
Qual è la normativa vigente?
Abbiamo già accennato alle norme di riferimento per il calcolo dell’isolamento e dell’indice di isolamento acustico di facciata ma allargando il campo all’acustica in edilizia, il testo normativo di riferimento è il D.P.C.M. 5/12/1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”. Per quanto riguarda gli edifici di nuova costruzione, tale norma li classifica in sette diverse categorie, da A a G, in funzione della destinazione d’uso e per ognuna di esse indica un valore minimo di isolamento acustico di facciata espresso mediante il parametro D2m,nT,w così come lo abbiamo analizzato nel paragrafo precedente. Tale parametro può variare da 40 dB per le residenze a 48 dB per le scuole e deve essere garantito in opera, a edificio ultimato.
Se ci troviamo poi a progettare un edificio pubblico si applica anche il cosiddetto “Decreto CAM Edilizia” ovvero il D.M. 11/10/2017 “Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici”. Secondo questo decreto i valori dei requisiti acustici passivi dell’edificio devono corrispondere almeno a quelli della classe II ai sensi della norma UNI 11367, mentre per ospedali, case di cura e scuole deve essere soddisfatto il livello di “prestazione superiore”, con valori di D2m,nT,w pari a 43 dB.
Come accennato le norme suddette si applicano senz’altro a edifici di nuova costruzione ma grazie a precisazioni da parte del Ministero dell’Ambiente nonché normative regionali, regolamenti edilizi e linee guida in tema di acustica si ritiene di poter applicare il D.P.C.M. 5/12/1997 e il D.M. 11/10/2017 anche ai progetti relativi ad interventi su edifici esistenti. Si ritiene però opportuno sottolineare la necessità di una particolare attenzione nel caso l’edificio in questione sia soggetto a vincolo storico-architettonico.
Ancora una volta per essere certi di rispettare i requisiti acustici passivi come da D.P.C.M. 5/12/1997 e di effettuare la giusta progettazione degli edifici in base alle categorie indicate nella norma UNI 11367, il mio consiglio è quello di provare gratuitamente il software per l’isolamento acustico. L’implementazione di questo software nel tuo workflow ti permetterà inoltre di:
- controllare completamente gli indici di valutazione;
- elaborare relazioni tecniche e certificazioni acustiche previsionali;
- calcolare automaticamente gli schemi acustici equivalenti;
- integrare dinamicamente progettazione architettonica, energetica ed acustica.
Se vuoi approfondire l’isolamento acustico di facciata ti consiglio di guardare il video tutorial di seguito su “Come richiedere la verifica dell’isolamento acustico di facciata” con SuoNus.

Gli approfondimenti di BibLus sull'isolamento acustico
- DPCM 5/12/1997: i requisiti acustici passivi degli edifici
- Isolamento acustico: concetti di base, norme di riferimento e materiali
- Calcolo dell'isolamento acustico: guida con esempio pratico
- Relazione acustica previsionale (RAP): quando è obbligatoria, come si fa
- Certificazione acustica: cos’è e quando è richiesta
- Isolamento acustico della parete confinante: tecniche e materiali
- Isolamento acustico del pavimento: tipologie e vantaggi
- Isolamento acustico del solaio: come e perché farlo?
- Cos’è e come si misura l’isolamento acustico di facciata?
- Isolamento acustico finestre: caratteristiche e progettazione
- Isolamento acustico soffitto: come aumentare il comfort abitativo
- Tempo di riverberazione: cos'è e come si misura
- Materiali fonoassorbenti: quali scegliere per l'isolamento acustico
- Isolamento acustico serramenti, nuova norma UNI 11296:2024
- Previsione delle prestazioni acustiche: le norme UNI 11175:2024
- Requisiti acustici passivi degli edifici: la UNI 11367:2023
Guide e contributi sull'isolamento acustico
Linee guida per l’attività dell’ingegnere in materia di Acustica Forense (CNI, 2026)
Le linee guida del Consiglio Nazionale degli Ingegneri dedicate all’attività dell’ingegnere in materia di acustica forense - approvate con Circolare CNI 438/2026- nascono con l’obiettivo di fornire un riferimento operativo e metodologico ai professionisti chiamati a svolgere consulenze tecniche in ambito giudiziario e stragiudiziale, sia come CTU, Consulenti Tecnici d’Ufficio, sia come CTP, Consulenti Tecnici di Parte.
Le Linee guida raccordano norme civilistiche, legislazione sull’inquinamento acustico, D.P.C.M. 5/12/1997, normativa UNI, CAM edilizia, prassi ministeriali e giurisprudenza e si concentrano su due grandi ambiti di contenzioso: le immissioni acustiche e i requisiti acustici passivi degli edifici.
Sintesi redazionale e approfondimento sulle linee guida CNI per l'Acustica Forense
La guida di BibLus
La redazione di BibLus ha raccolto in una guida i focus sull'isolamento acustico degli edifici.
Isolamento acustico degli edifici: le sentenze di riferimento
Solai non isolati acusticamente: progettista e direttore dei lavori sono sempre responsabili?
Cassazione - 17135/2026
La Cassazione (Sez. III Civile, n. 17135/2026) ha chiarito come vadano ripartite le responsabilità quando i solai di una nuova costruzione non garantiscono l’isolamento acustico richiesto. Nel caso esaminato, era già stato accertato in primo grado che i solai interpiano non rispettavano i requisiti acustici previsti dalla legge n. 447/1995 e dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997; successivamente l’impresa costruttrice, condannata in quel giudizio, ha chiesto di rivalersi sul progettista e sul direttore dei lavori.
I giudici hanno sottolineato che non è sufficiente il solo difetto di isolamento acustico per affermare la responsabilità professionale: chi agisce contro i tecnici deve dimostrare con precisione quale errore concreto sia stato commesso e come questo abbia causato il vizio. Nel processo l’impresa sostenne che progettista e direttore lavori avevano consentito la posa di solai non idonei; il Tribunale l’aveva accolta, la Corte d’Appello invece aveva escluso la loro responsabilità, ritenendo che i professionisti avessero fatto legittimo affidamento sulle schede tecniche del produttore, che inizialmente non prescrivevano l’uso del tappetino fonoassorbente.
La Cassazione ha confermato la sentenza d’appello: il ricorso dell’impresa è stato giudicato inammissibile per difetto di specificità, perché non indicava quali parti del progetto, del capitolato o delle prescrizioni tecniche imponessero una diversa condotta dei professionisti né quale fosse l’inadempimento concreto loro addebitabile. La Corte ha inoltre precisato che la decisione d’appello non si limitava a valorizzare una diligenza formale, ma si basava su valutazioni di fatto (consulenza tecnica e contenuto delle schede tecniche). Poiché questa motivazione autonoma reggeva al controllo di legittimità, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato l’impresa al pagamento delle spese processuali.
Leggi qui per una trattazione più approfondita dell'ordinanza della Corte di Cassazione
Movida rumorosa: il Comune può ignorare le proteste dei residenti?
Il Tar di Napoli (sentenza n. 6556/2025) ha affrontato il problema dell’inquinamento acustico causato dalla movida nelle aree urbane, sottolineando la responsabilità del Comune nel tutelare la salute e il diritto al riposo dei residenti. L’aumento del turismo e delle attività notturne ha reso questo fenomeno sempre più rilevante, con rumori e schiamazzi che disturbano la vita quotidiana degli abitanti.
In un caso specifico, i residenti di un centro storico hanno chiesto al Comune misure urgenti per contenere il rumore derivante dalla movida, ma di fronte all’assenza di risposte hanno fatto ricorso al Tar. I cittadini hanno denunciato l’inerzia dell’amministrazione, considerandola un illecito omissivo e hanno chiesto che venga riconosciuto il silenzio-rifiuto del Comune, con l’obbligo di adottare provvedimenti per riportare il rumore entro i limiti di legge, anche attraverso ordinanze o la revoca di licenze.
Il Comune ha ammesso la complessità della situazione e ha giustificato il ritardo per la necessità di coordinamento con le autorità di pubblica sicurezza, mentre la Prefettura ha escluso la sua competenza, rimandando la regolazione acustica ai Comuni.
Il Tar ha confermato la propria competenza, riconoscendo il diritto dei residenti a un ambiente salubre e tranquillo. Ha ribadito che il silenzio dell’amministrazione equivale a un rifiuto implicito e che il Comune deve necessariamente intervenire, secondo le norme sulla tutela acustica, adottando regolamenti, controlli e, se necessario, ordinanze urgenti. In particolare, il potere d’intervento spetta ai sindaci come misura ordinaria per fronteggiare il disturbo acustico.
Dato che il Comune non ha ancora concluso l’istruttoria e persiste nell’inerzia, il Tar ha accolto il ricorso, dichiarando illegittimo il silenzio e ordinando l’adozione di un provvedimento motivato entro 30 giorni, prevedendo la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriori ritardi.
Leggi qui per una trattazione più approfondita della sentenza del Tar Campania
Altre sentenze sull'acustica in archivio
Ti riporto di seguito alcune sentenze relative all'isolamento acustico degli edifici, trattate in articoli dedicati di BibLus:
- "Isolamento acustico pareti interne: no nella stessa unità immobiliare";
- "Insufficiente isolamento acustico: può costituire grave difetto d’opera?";
- "Isolamento acustico inadeguato: può essere considerato un grave difetto costruttivo?";
- "Inquinamento acustico da impianto di riscaldamento rumoroso, è previsto il risarcimento danni?";
- "Mancato isolamento acustico terrazzo: chi paga?";
- "Isolamento acustico, aggiornata la norma UNI 11296"

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/cose-e-come-si-misura-lisolamento-acustico-di-facciata/


