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Correttivo Codice Appalti

Nuovo correttivo in arrivo per il codice appalti 2023

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Revisione dei prezzi e l’intervento sulle procedure degli appalti gestite dalle concessionarie: questi i principali correttivi al dlgs 36/2023

Quando si parla delle modifiche al nuovo codice degli appalti, è normale che tutti i professionisti del settore reagiscano con interesse. Dobbiamo ricordare che il decreto legislativo 36/2023, comunemente noto come il nuovo codice degli appalti pubblici, è entrato in vigore il 1° aprile dello scorso anno, con piena efficacia a partire dal 1° luglio 2023. Nessuno degli addetti ai lavori, compresa la nostra redazione, è rimasto immune dall’addensarsi dei primi dubbi ed incertezze dovuti ai cambiamenti che questo codice ha introdotto nel mondo dell’edilizia: innovazione, digitalizzazione, Building Information Modeling (BIM), sono solo alcune delle importanti novità legate al nuovo codice che ha mandato in pensione, almeno in parte, il decreto legislativo 50/2016, dopo quasi 7 anni di onorato servizio. Inoltre, anche gli enti appaltanti si sono dovuti adeguare, in particolare attraverso l’obbligo di adottare piattaforme aperte e interoperabili, come il BIM per la progettazione e la realizzazione di nuove opere e per interventi su costruzioni esistenti, quando l’importo a base di gara superi 1 milione di euro.

Codice appalti

Il Codice degli Appalti Pubblici, dalla sua adozione ad oggi, ha avuto una notevole influenza e presa sui valori delle gare d’appalto, secondo i dati forniti dall’ANAC. Qual è stato, quindi, l’effetto del Codice degli Appalti? C’è da dire che l’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti, a partire dal 1° luglio, ha determinato un significativo rallentamento nel mercato degli appalti pubblici. In particolare, si è assistito a un drastico calo dei valori di mercato rispetto al mese di giugno 2023, che aveva invece registrato un aumento delle attività di gara in vista dell’entrata in vigore della riforma introdotta con il Decreto Legislativo 36/2023. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) informa che, in seguito all’entrata in vigore del nuovo Codice, sono state pubblicate le seguenti gare d’appalto.

conteggio appalti giugno 2023

  • appalti per forniture: 27.831– tot. 27.596.393.826,95 euro;
  • appalti per lavori: 13.767 – tot. 21.669.357.082,07 euro;
  • appalti per servizi: 23.786 – tot. 24.313.235.763,87 euro;

conteggio appalti luglio 2023

  • appalti per forniture: 12.146– tot. 6.921.996.165,33 euro;
  • appalti per lavori: 5.606 – tot. 3.196580.965,21 euro;
  • appalti per servizi: 9.035 – tot. 4.985.622.677,34 euro.

Codice appalti 2023: le proposte messe in campo

Il settore delle costruzioni si prepara a un significativo aggiornamento entro la fine dell’anno, rappresentato dal primo vero emendamento organico al Codice degli Appalti. Questo evento è molto atteso nel mondo delle costruzioni, poiché potrebbe portare un cambiamento fondamentale nel settore. Fino ad ora, le modifiche apportate al codice sono consistite principalmente in miglioramenti marginali, ma ora ci si aspetta un cambiamento sistematico che potrebbe rivoluzionare il funzionamento del settore. Una delle proposte che ha suscitato grande interesse è stata avanzata dal Ministro Matteo Salvini, che ha suggerito di spostare la responsabilità dei progetti dalla sfera dei funzionari pubblici a quella della classe politica. Questa proposta potrebbe avere un impatto significativo sul modo in cui vengono gestiti i progetti nel settore delle costruzioni.

Inoltre, il presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori (ANCE) ha evidenziato l’urgenza di chiarire il funzionamento del meccanismo di revisione dei prezzi e di apportare modifiche alle procedure di appalto gestite dalle concessionarie. Questi sono temi critici che richiedono attenzione, poiché il meccanismo di revisione dei prezzi è una delle innovazioni principali introdotte dalla riforma del Codice degli Appalti. Le imprese del settore delle costruzioni attendono da molto tempo un emendamento significativo come questo, sperando che possa finalmente risolvere alcune delle sfide persistenti nonostante gli sforzi compiuti fino ad oggi. In particolare, la revisione dei prezzi è uno dei punti critici che richiedono un’attenzione particolare e un intervento accurato per garantire un settore delle costruzioni più efficiente ed equo.

Correttivo al nuovo Codice Appalti

Tra i temi più discussi c’è certamente il meccanismo di revisione dei prezzi, che rappresenta una delle principali innovazioni introdotte dalla riforma del Codice degli Appalti, entrata in vigore il 1° luglio scorso. Nonostante le promesse iniziali, ci sono ancora dettagli fondamentali da definire, e le imprese del settore richiedono interventi tempestivi. Il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha confermato l’intenzione del governo di agire entro la fine dell’anno, cercando di evitare l’accumulo di numerosi correttivi, come è accaduto in passato. Le modifiche previste non si limitano al solo Codice degli Appalti. Salvini ha sottolineato l’importanza di riconsiderare anche la legge Bassanini, proponendo di spostare la responsabilità delle decisioni dalla pubblica amministrazione alla classe politica. Questa proposta potrebbe avere un impatto significativo su progetti e cantieri, risolvendo potenzialmente il problema delle lunghe attese causate spesso dalla necessità di autorizzazioni burocratiche.

In sintesi, il “Correttivo al Codice degli Appalti” rappresenta un importante sviluppo nel settore delle costruzioni in Italia. L’annuncio del Ministro Salvini dimostra l’impegno del governo nel migliorare e semplificare le procedure, aprendo nuove prospettive per il futuro del settore. Per quanto riguarda la questione della firma sui progetti, l’idea di suddividerla tra il sindaco e il funzionario potrebbe rappresentare una soluzione per affrontare la sindrome del blocco della firma, che spesso rallenta i progetti e i cantieri:

Questo non vuol dire espropriare la macchina pubblica, perché senza non andiamo da nessuna parte. Però ci sono Comuni assolutamente virtuosi che non mandano avanti i progetti perché non c’è chi firma.

Queste le parole del Ministro Salvini.

Art. 60 dlgs 36/2023: revisione dei prezzi

In estrema sintesi, l’articolo in esame, oggetto di modificazione entro la fine dell’anno, definisce le regole per l’inserimento di clausole di revisione dei prezzi nei documenti di gara per i contratti pubblici. In particolare, nei documenti iniziali per l’appalto è obbligatorio includere delle regole speciali chiamate “clausole di revisione dei prezzi” e tali regole non possono cambiare in modo significativo il contratto o l’accordo principale. Esse vengono applicate solo se ci sono situazioni specifiche oggettive che fanno aumentare o diminuire il costo del lavoro, dei materiali o del servizio di più del 5% del costo totale. In tal caso, queste regole faranno variare il prezzo di contratto dell‘80% dell’aumento o della diminuzione.

Per il calcolo, possiamo utilizzare degli indicatori sintetici che l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha elaborato:

  • per i contratti di costruzione, usiamo gli indicatori di costo per la costruzione,
  • per i contratti di servizi e forniture, usiamo gli indicatori dei prezzi al consumo, dei prezzi di produzione industriale, dei prezzi dei servizi e degli stipendi orari contrattuali.

Questi indicatori di costo e di prezzo sono resi pubblici insieme alle regole che ne hanno determinato il calcolo, sul sito web ufficiale dell’ISTAT, in conformità alle leggi europee e italiane sulla comunicazione e la diffusione delle statistiche ufficiali.

Infine, per coprire i costi aggiuntivi dovuti alla revisione dei prezzi, le stazioni appaltanti possono utilizzare:

  • fino al 50% delle risorse specificamente riservate per le spese impreviste nel budget di ogni progetto, tenendo conto degli impegni contrattuali già presi e di eventuali fondi aggiuntivi disponibili per la stessa stazione appaltante;
  • le somme di denaro risparmiate grazie a ribassi nelle aste, a meno che non ci siano leggi che prevedano un uso diverso di questi fondi;
  • i fondi disponibili da progetti precedenti conclusi dalla stessa stazione appaltante, a condizione che questi progetti siano stati collaudati o certificati come completati, seguendo le regole di bilancio e senza superare i fondi disponibili.

In conclusione, il settore delle costruzioni sta per affrontare un periodo di cambiamenti significativi con il correttivo al Codice degli appalti in arrivo entro la fine dell’anno. Odiernamente le imprese guardano con interesse alle modifiche proposte dal governo e alla possibile accelerazione delle opere pubbliche, per cui se non vuoi rischiare di farti trovare impreparato, ti consiglio di usare un software aggiornato al nuovo codice degli appalti in grado di supportati in tutte le attività: contabilità lavori, direzione lavori, capitolati speciali, gare BIM, corrispettivi professionali, sicurezza cantieri, ecc.

 

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