Home » Notizie » Lavori pubblici » Contratti pubblici: ecco i dati dell’ANAC

Contratti-pubblici-dati-anac

Contratti pubblici: ecco i dati dell’ANAC

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Aumento degli affidamenti diretti, impatto del PNRR e analisi della spesa regionale: tutti i dati della relazione ANAC al Parlamento

Gli affidamenti diretti rappresentano il 49,6% degli appalti totali con un valore complessivo di importo pari o superiore a 40.000 euro, per entrambi i settori ordinari e speciali.

E’ quanto emerge dai dati sul mercato dei contratti pubblici durante il 2023 resi noti dall’ANAC (Autorità Nazionale e Anticorruzione) nella relazione annuale al Parlamento.

Per organizzare in modo corretto tutta la documentazione di un’opera pubblica,  è indispensabile l’uso di software per la gestione dei lavori pubblici che possano rendere più snello tutto il processo di approvazione ed esecuzione dei progetti.

Contratti pubblici 2023: 283 miliardi di valore complessivo

Nel 2023 il mercato dei contratti pubblici in Italia ha registrato un valore complessivo di 283,4 miliardi di euro per appalti superiori a 40.000 euro, distribuiti su più di 267.000 gare.

Questo dato, che comprende sia i settori ordinari che quelli speciali, rappresenta un indicatore significativo delle dinamiche economiche del paese.

Nel dettaglio, il settore degli appalti ordinari ha visto 242.457 gare per un valore di oltre 208 miliardi di euro mentre il settore speciale, che include infrastrutture critiche come energia, acqua e trasporti, ha registrato 24.946 gare per un valore di circa 75,2 miliardi di euro.

Incremento degli affidamenti diretti, il 78% dei lavori è assegnato tramite procedure non concorrenziali

Significativo l’aumento degli affidamenti diretti, che hanno rappresentato il 49,6% del totale degli appalti. Se si somma questa percentuale a quella delle procedure negoziate senza previa pubblicazione di bando (28,5%), si osserva che il 78,1% degli appalti è stato assegnato tramite procedure non pienamente concorrenziali. Questo significa che su 267.403 gare, 208.954 sono state aggiudicate con modalità semplificate.

Crescita degli appalti e PNRR

Analizzando il periodo 2019-2023, emerge una significativa crescita degli appalti pubblici, soprattutto negli ultimi 2 anni. Questa crescita è stata alimentata dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha previsto investimenti complessivi per quasi 300 miliardi di euro. Nonostante un lieve calo del 3,3% nel 2023 rispetto al 2022, dovuto a un eccezionale appalto di oltre 19 miliardi di euro del 2022, il trend rimane positivo. È importante sottolineare che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta una delle iniziative più significative degli ultimi anni, non solo per l’imponente flusso di risorse che ha iniettato nel settore, ma anche per la sua visione di un futuro sostenibile e tecnologicamente avanzato.

La sfida è imponente: si tratta di realizzare investimenti ingenti in pochissimo tempo, ecco perché è necessario per le PA e per i professionisti impegnati avvalersi di strumenti digitali per i progetti del PNRR che possano rendere tutto più agevole e conforme alle disposizioni di legge.

Modalità di scelta del contraente

Nel 2023 il 17,4% delle procedure è stato assegnato tramite procedura aperta, il 28,5% tramite procedura negoziata senza pubblicazione del bando, e il 49,6% tramite affidamento diretto. L’affidamento diretto ha visto un aumento del 31% rispetto all’anno precedente, mentre le procedure ristrette sono cresciute del 10,7%. In calo invece le procedure negoziate previa pubblicazione del bando (-20,5%) e le procedure aperte (-10,1%).

Al livello di numerosità, si registra un significativo incremento degli affidamenti diretti e delle procedure negoziate previa pubblicazione del bando, che aumentano, rispettivamente, del 23,8% e del 14,1%, mentre si rileva una flessione delle procedure ristrette e delle procedure negoziate senza previa pubblicazione del bando, che diminuiscono rispettivamente del 11,5% e del 3,2%.

Per quanto riguarda il tipo di procedura scelta per espletare le gare, nel 65,5% dei casi totali sono state utilizzate le piattaforme telematiche di negoziazione. Le procedure espletate in modalità tradizionale o “cartacea” rappresentano ancora il 20,8% del totale.

Digitalizzazione in corsa: solo il 20% con metodo tradizionale

Le piattaforme telematiche di negoziazione sono state utilizzate nel 65,5% delle gare, mentre il 20,8% delle procedure si è svolto ancora in modalità tradizionale o cartacea.

Distribuzione regionale della spesa

Il report dell’ANAC sulla distribuzione della spesa regione per regione ha evidenziato alcune tendenze interessanti:

  • forniture – la Lombardia ha registrato la spesa più alta (5,2%), seguita dal Lazio (3,4%) e dalla Liguria (2%);
  • servizi –  il Lazio ha avuto la spesa maggiore (4,9%), seguito dalla Lombardia (4,5%) e dall’Emilia Romagna (2,5%);
  • lavori – il Lazio ha primeggiato con il 5,4% della spesa totale, seguito dalla Campania (3,4%) e dalla Lombardia (3,2%).

Infine i dati del 2023 riflettono un mercato dei contratti pubblici in evoluzione, con un crescente ricorso a procedure semplificate e una distribuzione della spesa che rispecchia le priorità regionali e settoriali. La spinta del PNRR continua a essere un fattore cruciale nella crescita degli appalti, contribuendo a modellare il panorama degli investimenti pubblici in Italia.

 

usBIM.LLPP

 

usBIM.LLPP

 

0 commenti

Lascia un Commento

Cosa ne pensi?
Lascia un commento sull'articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *