Consumo involontario di riscaldamento: cos’è e come si calcola con la UNI 10200
Il consumo involontario di riscaldamento è la quota di energia termica utile riferita alle dispersioni dell’impianto termico e non all'azione del singolo utente
Nei sistemi di riscaldamento centralizzato all’interno di condomini o edifici residenziali il consumo involontario rappresenta una componente significativa delle spese energetiche complessive.
Questo consumo è denominato involontario per la sua indipendenza dal comportamento specifico di ciascuna unità immobiliare e deriva principalmente dalle dispersioni di calore nell’impianto.
Questa tipologia di spesa viene, spesso, identificata come costo fisso poiché rimane sostanzialmente invariata, indipendentemente dalla quantità effettiva di energia utilizzata da ciascun condòmino.
In molti condomini, soprattutto quelli caratterizzati da un utilizzo discontinuo o saltuario, la ripartizione delle spese può risultare complessa. Per suddividere in modo equo le spese tra i condomini, considerando le peculiarità dell’edificio e l’effettivo utilizzo dell’impianto, puoi usare gratuitamente per 30 giorni il software contabilizzazione calore.
Indice
Cos’è il consumo involontario?
La UNI 10200 delinea 2 categorie di consumo energetico:
- consumo volontario: rappresenta l’energia termica estratta dal sistema di riscaldamento da parte dell’utente, in risposta alle sue azioni di regolazione. Questo tipo di consumo avviene quando l’utente attiva i dispositivi di controllo del riscaldamento, come le valvole termostatiche o il termostato dell’ambiente, per ottenere il livello desiderato di calore all’interno della propria unità immobiliare. Il calore prelevato in modo volontario è direttamente misurabile tramite dispositivi di contabilizzazione specifici, come i termocontabilizzatori o i contatori di calore, che registrano l’energia termica utilizzata per il riscaldamento;
- consumo involontario: rappresenta l’energia termica che non è stata estratta intenzionalmente dall’utente, ma che si disperde dalle reti di distribuzione dell’impianto di riscaldamento centralizzato, del raffrescamento e dell’acqua calda sanitaria. Questo tipo di consumo non è direttamente misurabile mediante dispositivi di contabilizzazione, poiché non è influenzato dalle azioni degli utenti. Le perdite energetiche involontarie derivano dalla conduzione termica delle tubazioni, delle colonne montanti e dei componenti dell’impianto, che provocano dispersioni di calore all’interno dell’edificio. La quantità di calore prelevato in modo involontario è determinata analiticamente, utilizzando parametri specifici e le regole stabilite dalla normativa di riferimento.
La UNI 10200 indica anche quale è il metodo di ripartizione dei consumi e come vanno suddivisi i costi per la quota involontaria e per la quota volontaria. I consumi volontari sono misurati dai contabilizzatori; i consumi involontari possono essere misurati con la tabella millesimale del riscaldamento.
Fino al 2020 la norma tecnica UNI 10200:2018 era il punto di riferimento per la ripartizione delle spese.
Il D.Lgs. 73/2020 ha rimosso i riferimenti legislativi alla UNI 10200 prevedendo che almeno il 50% del costo complessivo del servizio (riscaldamento, raffrescamento e ACS centralizzati) venga attribuito ai consumi effettivi volontari di ciascun utente, mentre il restante può essere suddiviso secondo criteri concordati dall’assemblea (millesimi, superficie, potenza degli impianti).
Pertanto, non è più obbligatorio utilizzare i millesimi di riscaldamento calcolati secondo la UNI 10200. Il condominio può, a propria discrezione, decidere di adottarla oppure di utilizzare altri criteri di ripartizione della quota fissa involontaria (millesimi di proprietà, superficie, potenza, ecc.), purché tali criteri siano esplicitati e trasparenti.
Anche se la norma UNI 10200 non è più di applicazione cogente, essa continua a rappresentare la regola dell’arte.
Le linee guide ENEA, pubblicate nel marzo 2021, consigliano l’utilizzo della metodologia di calcolo fornita dalla norma per eseguire una ripartizione davvero basata sui consumi effettivi e il ricorso, soprattutto in caso di contabilizzazione indiretta, alle prescrizioni normate.
Ripartizione del consumo involontario di riscaldamento con la UNI 10200
La norma UNI 10200 fa dipendere la spesa totale per il servizio di riscaldamento da:
- una quota di consumo, legata al prelievo di calore volontario dell’appartamento ed è sostanzialmente determinata dal livello di temperatura mantenuto nell’appartamento dal singolo condomino;
- una quota fissa per “potenza termica impegnata”, legata al consumo involontario e quindi alle dispersioni dell’impianto.
La norma UNI 10200 prevede l’elaborazione di una tabella millesimale di fabbisogno per ripartire la spesa per il consumo involontario (espressa in millesimi di fabbisogno calore e calcolati secondo le specifiche tecniche UNI/TS 11300 – parte 1 e 2).
I millesimi di fabbisogno vanno rapportati ai fabbisogni ideali delle singole unità immobiliari in base:
- alla modalità di valutazione A2 (asset rating): valutazione basata sulle condizioni standard nello stato originale; nel modello finalizzato al calcolo dei millesimi si considerano eventuali interventi di miglioramento energetico eseguiti su parti comuni di edifici condominiali;
- alla modalità di valutazione A3 (tailored rating): valutazione basata sulle condizioni di utilizzo reale dell’edificio ovvero in condizioni di diagnosi energetica; l modello considera tutti gli interventi di miglioramento eseguiti, compresi quelli relativi alle singole unità immobiliari.
La tabella di fabbisogno devono essere approvati con la maggioranza degli intervenuti e almeno 500 millesimi (articolo 26, comma 5 della legge 10/1991).
Come viene calcolato il consumo involontario?
Nel contesto della contabilizzazione indiretta dell’energia termica (che coinvolge l’utilizzo di ripartitori installati su tutti i radiatori delle diverse unità immobiliari nel condominio), il calcolo del consumo involontario totale (indicato come Qinv) non può essere effettuato per differenza, come avviene nella contabilizzazione diretta (dove sono presenti contatori di calore all’ingresso di ciascuna unità immobiliare).
Invece, il consumo involontario totale deve essere stimato in anticipo come una frazione dell’energia termica totale prodotta dalla centrale termica e immessa nella rete.
Questa stima può essere rappresentata dalla seguente relazione:
Qinv = Qtot · finv
dove:
- Qtot è il consumo energetico totale in kilowattora [kWh];
- finv è il coefficiente che indica la frazione del consumo totale da attribuire alla componente involontaria.
La frazione del consumo involontario nell’impianto termico non è più un valore fisso, ma dipende dal grado di utilizzo dell’edificio, misurato attraverso il cosiddetto fattore d’uso (fuso). Quanto minore è il grado di utilizzo, tanto maggiore sarà l’incidenza della componente involontaria nei consumi complessivi.
Il fattore d’uso dell’edificio è definito come il rapporto tra il consumo totale effettivo registrato durante la stagione di riferimento (Qtot) e il fabbisogno teorico all’ingresso del sistema di distribuzione (Qdis,in), calcolato in condizioni standard di utilizzo dell’edificio:
fuso = Qtot / Qdis,in
Il calcolo del fattore d’uso deve essere eseguito annualmente per valutare in modo accurato la componente finv e tenerla in considerazione nella ripartizione delle spese.
Il volare del fattore d’uso definisce 2 possibili scenari:
- edifici normalmente utilizzati (pieno utilizzo);
- edifici a utilizzazione discontinua o saltuaria.
Quando il fattore d’uso supera 0,8 (fuso > 0,8) ci troviamo in edifici con un utilizzo regolare e continuo.
La frazione finv in questo caso viene impostata al valore di pieno utilizzo (f*inv), che può essere determinato in due modi:
- in modo analitico, calcolando il rapporto tra le perdite totali della distribuzione (Qdis,ls) e il fabbisogno all’ingresso del sistema di distribuzione (Qdis,in): f*inv = Qdis,ls / Qdis,in
- in modo semplificato, utilizzando i valori tabulati presenti nella normativa.
La correzione del fattore finv in base al fattore d’uso segue una relazione lineare, ipotizzando che esista una dipendenza tra di essi. L’equazione è la seguente:
finv = 1- [(1 – f*inv) / 0,8] · fuso
dove:
f*inv rappresenta la frazione del consumo involontario a piena utilizzazione (può essere ricavata da una tabella o da un calcolo analitico).
L’andamento della frazione finv in relazione al fattore d’uso è graficamente illustrato nella figura seguente. In particolare, si nota che l’incidenza della componente involontaria tende ad aumentare quando il fattore d’uso diminuisce.

Andamento della frazione del consumo involontario in relazione al fattore d’uso
Principi e assunzioni della ripartizione delle spese
La ripartizione delle spese relative ai servizi di climatizzazione invernale (H), estiva (C) e ACS (W) si basa sui seguenti punti fondamentali:
- composizione del consumo
- composizione della spesa
- valorizzazione del consumo
- criteri di ripartizione
Ognuno di questi punti è relativo al singolo servizio e, nella versione base del calcolo (senza casi particolari), si riferisce ad un singolo edificio. Di seguito il servizio generico sarà indicato con il pedice X.
Essendo il metodo di calcolo mirato al singolo servizio è necessario suddividere i consumi generali e le spese generali sostenuteper servizio. Questa ripartizione per servizio è agevolata da impianti di contabilizzazione progettati in quest’ottica (ad esempio presenza di contatori per servizio in centrale termica, contatori per servizio di edificio, ecc.).
Lo stesso vale per impianti complessi che forniscono energia termica a un gruppo di fabbricati.
La figura seguente schematizza i punti fondamentali per un servizio generico:

Composizione del consumo totale di energia termica utile dell’edificio
Composizione del consumo totale di energia termica utile dell’edificio
Per ogni servizio, il consumo totaleQX,tot (o energia termica utile) in uscita dalla centrale termica è composta dal contributo fornito dal sottosistema di generazione (QX,gen,out) e dal contributo dell’eventuale impianto solare termico (QX,sol,out).
Il consumo totale per servizio si scompone, a sua volta, in due componenti distinte: consumo volontario (QX,vol) dovuto ai prelievi delle singole unità immobiliari, e il consumo involontario (QX,inv) dovuto alle dispersioni della rete di distribuzione.
Composizione della spesa totale
La spesa per ogni servizio è composta da una spesa energetica (SX,e) dovuta all’acquisto dei vettori energetici,e da una spesa gestionale (SX,g) dovuta alla conduzione e manutenzione e alle spese per la gestione della ripartizione.
La spesa energetica (SX,e) è a sua volta suddivisa in spesa totale per prelievo volontario (SX,vol) e spesa totale per prelievo involontario (SX,inv).
La somma delle spese per consumi involontari e delle spese gestionali viene detta spesa per potenza termica impegnata (SX,p).
Valorizzazione dell’energia termica utile
Per determinare il valore di spesa dei vari consumi di dettaglio detti in precedenza (volontario, involontario) si utilizza il costo unitario per servizio cX calcolato come rapporto tra spesa energetica per servizio (SX,tot) e consumo energetico per servizio (QX,tot).
Criteri di ripartizione per le unità immobiliari
Il metodo di ripartizione della spesa complessiva per servizio sulle unità immobiliari, previsto dalla UNI 10200, differisce in base alla tipologia di spesa.
La spesa totale relativa ai consumi volontari (SX,vol) viene ripartita tra le unità immobiliari in base ai consumi volontari, misurati in maniera diretta o indiretta attraverso dispositivi di contabilizzazione.
La spesa totale per potenza termica impegnata è invece ripartita tra le unità immobiliari in base ai millesimi di fabbisogno o di potenza (mX,j) delle unità immobiliari stesse.
Il tipo di millesimi da utilizzare dipende dal servizio e dal tipo di impianto.
| Servizio | Tipo millesimi | ||
| ACS | sempre Millesimi di fabbisogno | ||
| Impianto con termoregolazione | Impianto senza termoregolazione | ||
| Climatizzazione invernale | Millesimi fabbisogno | Sistema di emissione a Radiatori o piastre radianti | Altro sistema di emissione |
| Millesimi di potenza | Millesimi di fabbisogno o millesimi di potenza (potenza di progetto) | ||
| Climatizzazione estiva | Millesimi fabbisogno | Millesimi potenza | |
Per quanto riguarda il servizio di ventilazione si usano i millesimi di portata, per il riscaldamento e raffrescamento aeraulico (trattamenti aria) si usano i millesimi di fabbisogno se esiste la regolazione, altrimenti i millesimi di portata.
Millesimi di potenza termica installata della singola unità immobiliare
I millesimi di potenza termica installata della singola unità immobiliare sono dati dalla seguente formula:
mX,j = (FX,j / SjFX,j) × 1000
dove:
FX,j è la potenza termica totale installata della singola unità immobiliare, [W].
La potenza termica totale installata della singola unità immobiliare è data dalla seguente formula:
FX,j = SiFcs,tot,j,j
dove:
Fcs,tot,j,j è la potenza termica emessa dal singolo corpo scaldante calcolata come indicato dalla UNI 10200 in appendice C.
Millesimi di fabbisogno di energia termica utile della singola unità immobiliare
I millesimi di fabbisogno di energia termica utile della singola unità immobiliare sono dati da:
mX,j = (QX,sys,out,j / SjQX,sys,out,j) × 1000
dove:
QX,sys,out,j è il fabbisogno ideale della singola unità immobiliare calcolata come indicato dalla UNI 10200 in appendice D.
Millesimi di portata della singola unità immobiliare
I millesimi di portata della singola unità immobiliare sono dati dalla seguente formula:
mX,j = (qve,mn,eff,j / Sjqve,mn,eff,j) × 1000
dove:
qve,mn,eff,j è la portata effettiva della singola unità immobiliare calcolata come indicato dalla UNI 10200 in appendice D.
Procedura di ripartizione della spesa totale
La procedura di ripartizione della spesa totale è finalizzata alla determinazione delle quote di spesa da attribuire ai singoli utenti.
I risultati della ripartizione devono essere riportati dal professionista in uno specifico documento contenente il prospetto a consuntivo di ripartizione delle spese da rilasciare agli utenti.
Per permettere agli utenti di confrontare la differenza di ripartizione secondo la UNI 10200 rispetto al metodo precedente, il responsabile dell’impianto deve fornire agli utenti un prospetto previsionale della spesa totale per i servizi presenti nel condominio.
Tale prospetto deve essere basato su dati energetici calcolati secondo la UNI/TS 11300 (parti 1, 2 e 4). Tali dati sono utilizzati, oltre che per il calcolo dei millesimi e per il prospetto previsionale, anche per prospetto consuntivo: per la ripartizione dei dati gestionali e, nei casi in cui l’impianto di contabilizzazione installato non consenta di misurare con precisione tutti i consumi necessari (presenza di ripartitori, unità immobiliari non contabilizzati, ecc.), per il calcolo delle quote delle utenze. I dati energetici vanno calcolati utilizzando modalità di valutazione differenti in base al loro scopo: per il calcolo dei millesimi la modalità di valutazione da utilizzare è A2 (condizioni standard), invece, per il prospetto previsionale o consuntivo vanno calcolati in modalità di valutazione A3 (condizioni effettive di utilizzo).
La procedura di ripartizione delle spese si basa sui seguenti principi:
- i consumi di energia termica utile delle utenze ed i contributi di energia termica utile dei generatori devono essere determinati con dispositivi atti alla contabilizzazione del calore;
- qualora i vettori energetici o i generatori siano asserviti a più servizi, i valori misurati devono essere ripartiti tra i differenti servizi utilizzando dispositivi atti alla contabilizzazione;
- in assenza parziale o totale di dispositivi di contabilizzazione, sia lato generazione che lato utenza, nel caso di contabilizzazione indiretta e nel caso di formulazione del prospetto previsionale, occorre ricorrere a dati teorici, calcolati secondo la UNI/TS 11300 (parti 1, 2 e 4).
I risultati della ripartizione delle spese, se ottenuti con dispositivi che non sono in grado di misurare direttamente l’energia effettivamente assorbita dalle singole unità immobiliari, ma forniscono un certo numero di unità di ripartizione o scatti (contabilizzazione indiretta), non devono differire in modo significativo da quelli che potrebbero essere ottenuti con contatori di calore (contabilizzazione diretta).

La procedura operativa per la ripartizione della spesa avviene per ogni edificio e per ogni servizio secondo i seguenti punti:
| Procedura di ripartizione della spesa totale per i servizi (UNI 10200) | |
| Passaggio | Descrizione |
| Calcoli preliminari | |
| 1 | Calcolo del consumo totale (Qx,tot) |
| 2 | Calcolo della spesa energetica totale (Sx,e) |
| 3 | Calcolo del costo unitario dell’energia termica utile (cx) |
| 4 | Calcolo della spesa gestionale totale (SX,g) |
| Contabilizzazione diretta | |
| 5 | Calcolo dei consumi volontari delle singole unità immobiliari (QX,vol,j) |
| 6 | Calcolo del consumo volontario totale (QX,vol) |
| 7 | Calcolo del consumo involontario totale (QX,inv) |
| 8 | Calcolo dei consumi involontari delle singole unità immobiliari (QX,inv,j) |
| Contabilizzazione indiretta | |
| 5 | Calcolo del consumo involontario totale (QX,inv) |
| 6 | Calcolo del consumo volontario totale (QX,vol) |
| 7 | Calcolo dei consumi volontari delle singole unità immobiliari (QX,vol,j) |
| 8 | Calcolo dei consumi involontari delle singole unità immobiliari (QX,inv,j) |
| Calcoli finali | |
| 9 | Calcolo delle spese delle singole unità immobiliari (sX,tot,j) – Calcolo della spesa per consumo volontario (sX,vol,j) – Calcolo della spesa per consumo involontario (sX,inv,j) – Calcolo della spesa gestionale (sX,g,j) |
Calcolo del consumo totale
La determinazione del consumo totale (l’energia termica utile in uscita dalla generazione) dipende dal tipo di impianto. Se non esistono contatore dedicati al servizio, che permetterebbero di leggere direttamente il valore, è necessario sommare l’energia termica utile fornita dal sottosistema di generazione e l’energia termica utile fornita dall’eventuale impianto solare termico.
QX,tot = QX,gen,out,eff + QX,sol,out,eff[kWh]
Per determinare l’energia termica utile fornita dal sottosistema di generazione è possibile leggere il valore del contatore di calore oppure, in assenza, calcolare il valore utilizzando il consumo di combustibile, il PCI (nel caso di generatore a combustione)e il rendimento (oppure COP o EER nel caso si tratti di dispositivi differenti da generatore a combustibile).
Anche per quanto riguarda la determinazione dell’energia termica utile fornita dall’impianto solare termico è necessario leggere il valore sul relativo contatore di calore. Se il contatore di calore non è presente e se la contabilizzazione lato utenza è diretta si segue una strada differente per il calcolo dell’intero QX,tot: si stima il consumo involontario totale (usando i dati forniti dalla UNI/TS 11300) e si somma al consumo totale misurato lato utenza.
Calcolo della spesa energetica totale
La spesa energetica totale (SX,e)per un singolo servizio è la sommatoria delle spese dovute ai singoli vettori energetici (combustibile, energia elettrica, teleriscaldamento, ecc.) per quel determinato servizio.
Calcolo della spesa gestionale totale
Contribuiscono alla spesa gestionale: le spese per conduzione, manutenzione ed esercizio ordinari dell’impianto termico centralizzato e le spese per la gestione del servizio di contabilizzazione.
La quota per ogni servizio si determina nel modo seguente:
SX,g = (Scm + Scr) × fX,g[€]
dove:
Scm è la spesa totale per conduzione, manutenzione ed esercizio ordinari dell’impianto termico centralizzato
Scm è la spesa totale per la gestione del servizio di contabilizzazione
fX,gè il fattore di ripartizione per servizio ottenuto come rapporto tra fabbisogno ideale teorico di edificio per il servizio e la somma dei fabbisogni ideali teorici di edificio (dati forniti dalla UNI/TS 11300).
Calcolo del costo unitario dell’energia termica utile
Il costo unitario dell’energia termica utile (cX) dalla seguente:
cX= SX,e /QX,tot[€/kWh]
dove SX,e e QX,tot sono i valori calcolati nei passi precedenti.
Calcolo dei consumi volontari delle singole unità immobiliari
Il consumo volontario (che incide sulla cosiddetta “quota a consumo”) della singola unità immobiliare si calcola in maniera differente in base alla tipologia di contabilizzazione adottata (contatore di calore, ripartitore o contatore volumetrico).
Come detto in precedenza, la differenza nella tipologia di contabilizzazione (diretta o indiretta) non deve impattare sui risultati della ripartizione che devono essere sostanzialmente gli stessi.
In caso di contabilizzazione diretta il consumo volontario dell’unità immobiliare corrisponde alla lettura del contatore di calore:
QX,vol,j = LX,2,j – LX,1,j[kWh]
In caso di contabilizzazione indiretta il consumo volontario della singola unità immobiliare si ottiene come segue:
QX,vol,j = QX,vol× (urj / Sjurj) [kWh]
dove:
QX,vol è il consumo volontario totale ottenuto per differenza tra consumo totale e consumo involontario stimato. [kWh]
urjè la somma delle unità di ripartizione dei contatori di calore indiretto presenti nell’unità immobiliare. Se il ripartitore non è programmato il valore delle uri,j letto deve essere moltiplicato per il fattore di valutazione del singolo corpo scaldante (ki,j). [-]
In presenza di contatori volumetrici (ACS) è necessario determinare il consumo volontario della singola unità immobiliare partendo dalle letture del contatore e sfruttando la seguente relazione:
QX,vol,j = (LX,2,j – LX,1,j) × (θw–θc) ×mV×cp[kWh]
dove:
LX,1,j, LX,2,jsono la lettura iniziale e finale [m³]
θw,θcsono rispettivamente la temperatura media della acqua calda sanitaria nel punto in cui se ne misura il volume (valore di default 48°C) e la temperatura media dell’acqua fredda (valore di default 15°C oppure temperatura media dell’aria esterna secondo la UNI10349) [°C]
mV è la massa volumica dell’acqua (1000) [kg/m³]
cp è il calore specifico dell’acqua a pressione costante (1.162 ×10-3) [kWh / kg×°C]
Calcolo del consumo volontario totale
Il metodo di calcolo del consumo volontario totale (QX,vol) si differenzia in base al tipo di contabilizzazione utilizzato (diretto o indiretto)
Nel caso di contabilizzazione diretta non è altro che la somma dei consumi volontari delle singole unità immobiliari determinato in precedenza.
Nel caso di contabilizzazione indiretta si determina per differenza sottraendo al consumo totale (QX,tot) il consumo involontario totale stimato (QX,inv).
Calcolo del consumo involontario totale
Come per il consumo volontario totale il metodo di calcolo per il consumo involontario totale (QX,inv) si differenzia in base al tipo di contabilizzazione (diretta o indiretta).
Nel caso di contabilizzazione diretta si ottiene per differenza, sottraendo dal consumo totale (QX,tot) il consumo volontario totale (QX,vol).
Nel caso di contabilizzazione indiretta viene stimato come segue:
QX,inv = QX,tot×fX,inv[kWh]
dove fX,inv è la frazione del consumo totale da attribuire alla componente involontaria.
Questa frazione può essere determinata come segue:
- metodo semplificato: utilizzo di valori tabellati riguardanti diverse tipologie di edifici
- metodo analitico: come rapporto tra perdite di distribuzione totali e fabbisogno in ingresso alla distribuzione (entrambi i valori determinati tramite dati energetici ottenuto dalla UNI/TS 11300)
- metodo semplificato corretto: utilizzo dei valori tabellati ma corretti tramite dati energetici UNI/TS 11300 nel caso in cui ci siano perdite di distribuzione significative o presenza di distribuzione esterna
Inoltre, la frazione fX,invdeve essere corretta nel caso di edifici a occupazione discontinua o saltuario. Un edificio risulta a occupazione discontinua se il fattore d’uso fX,uso, calcolato come rapporto tra il consumo totale effettivo (QX,tot) e il fabbisogno in ingresso alla distribuzione, è inferiore a 0.8.
La tabella seguente mostra i valori tabellati per fX,invutilizzabili per il metodo semplificato.
| Tipologie di impianto | f*H,inv,tab | |||
| A1) | B1) | C1) | ||
| Impianto a distribuzione verticale a colonne | Edificio ad un piano | 0,23 | 0,25 | 0,30 |
| Edificio a due piani | 0,22 | 0,24 | 0,28 | |
| Edificio a tre piani | 0,21 | 0,23 | 0,265 | |
| Edificio a quattro piani ed oltre | 0,20 | 0,22 | 0,25 | |
| Impianto a distribuzione orizzontale con collettori complanari o monotubo2) 5) | 0,10 | |||
| Impianto con satelliti di utenza4) con valvole a due vie modulanti e Dt elevato2) 5) | 0,10 | |||
| Impianto con satelliti di utenza4) con valvole a tre vie e regolazione on-off2) 5) | 0,25 | |||
| Impianto con satelliti di utenza4) con valvole a due vie modulanti e Dt elevato; produzione di acqua calda sanitaria con scambiatori collegati alla medesima rete3) 5) | 0,35 | |||
| Impianto con satelliti di utenza4) con valvole a tre vie e regolazione on-off; produzione di acqua calda sanitaria con scambiatori collegati alla medesima rete3) 5) | 0,50 | |||
| 1) Stato dell’isolamento della distribuzione orizzontale corrente a soffitto del piano cantinato: A = eseguito con cura e protetto da uno strato di gesso, plastica o alluminio; B = eseguito con materiali vari (mussola di cotone, coppelle) non fissato stabilmente con strato protettivo; C = isolamento inesistente o gravemente deteriorato. 2) Temperatura del fluido preregolata in funzione del clima, rete per distribuzione di solo riscaldamento, rete acqua calda sanitaria indipendente. 3) Temperatura del fluido a punto fisso per la produzione di acqua calda sanitaria con scambiatori locali. 4) Satelliti di utenza: moduli di derivazione di zona contenenti generalmente gli organi di regolazione e contabilizzazione. 5) In questi impianti dovrebbero essere presenti dei contatori di zona. In tale caso il consumo involontario di energia termica utile deve essere calcolato sottraendo all’energia prodotta dal generatore i consumi delle utenze (formula 58). In presenza dei contatori di zona ed in mancanza di un contatore dell’energia utile prodotta dal generatore, quest’ultima deve essere calcolata moltiplicando il consumo di combustibile per il rendimento di generazione medio stagionale, da determinarsi in sede di progetto dell’impianto di contabilizzazione. | ||||
Calcolo dei consumi involontari delle singole unità immobiliari
Il calcolo del consumo involontario delle singole unità immobiliari è ottenuto ripartendo tramite i millesimi il consumo involontario totale:
QX,inv,j = QX,inv× (mXj / 1000) [kWh]
Calcolo delle spese delle singole unità immobiliari
Le spesa della singola unità immobiliare è la somma delle spese delle singole componenti di spesa relative all’unità immobiliare stessa. Ogni componente è determinata a partire dai dati di consumo o di spesa già determinati nei passi precedenti.
sX,tot,j = sX,vol,j + sX,inv,j + sX,g,j
dove:
sX,vol,jè la spesa per consumo volontario per il servizio X relativa dell’unità immobiliare j, ottenuta moltiplicando il consumo volontarioper il servizio dell’unità immobiliare (QX,vol,j) per il costo unitario del servizio (cX).
sX,inv,jè la spesa per consumo involontario per il servizio X relativa dell’unità immobiliare j, ottenuta moltiplicando il consumo involontario per il servizio dell’unità immobiliare (QX,vol,j) per il costo unitario del servizio (cX).
sX,g,jè la spesa gestionale per il servizio X relativa dell’unità immobiliare j, ottenuta ripartendo la spesa gestionale totale (SX,g) in base ai millesimi dell’unità immobiliare (mX,j).
Casi particolari
L’algoritmo di ripartizione visto nei paragrafi precedenti è una procedura di base che va integrata nel caso in cui esistono i seguenti casi particolari:
- generatori asserviti a più servizi
- vettori energetici asserviti a più servizi
- contatori di calore divisionali asserviti a più servizi
- tubazioni correnti nelle singole unità immobiliari (ad esempio anelli monotubo)
- tubazioni non di pertinenza
- complessi immobiliari composti da più fabbricati
- impianto di ventilazione meccanica
- unità immobiliari prive di contabilizzazione
- assenza totale di contabilizzazione
- locali ad uso collettivo
La UNI 10200 indica le modalità da utilizzare per far fronte ad ognuna delle problematiche indicate.
Chi rinuncia all’uso del riscaldamento centralizzato deve pagare il consumo involontario?
Il condomino ha la possibilità di decidere di non utilizzare l’impianto centralizzato di riscaldamento, a condizione che questa decisione non comporti significativi disfunzionamenti o oneri aggiuntivi per gli altri condomini. Questa disposizione è stabilita nell’articolo 1118 del Codice Civile al quarto comma. L’interpretazione di questa norma suggerisce che i condomini che hanno effettuato il distacco, oltre a continuare a partecipare alle spese di manutenzione e adeguamento dell’impianto, sono tenuti anche a contribuire alle spese per i consumi involontari. Questa misura è finalizzata a evitare che la decisione di distacco da parte di alcuni condomini possa comportare un aumento dei costi per gli altri.
Leggi anche l’articolo “Contabilizzazione del calore: guida alla ripartizione delle spese di riscaldamento in condominio“

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/consumo-involontario-riscaldamento-cose-come-si-calcola/





buona sera vorrei sapere se i consumi involontari determinano l’innalzamento dei millesimi di base dell’appartamento; il 30% va calcolato su detti millesimi oppure i millesimi dell’appartamento mutano in un cifra più alta? grazie e saluti
Ciao! I consumi involontari non determinano un innalzamento dei millesimi. Con il criterio delle quote fisse, i millesimi da adottare per ripartire i consumi involontari (pari al 30% dei consumi totali) vengono stabiliti dall’assemblea condominiale e possono riferirsi a millesimi di potenza, di volume riscaldato, di superficie radiante o altri, sempre approvati dall’assemblea condominiale. Grazie e continua a seguirci!
Molto utile, grazie.