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Tecniche di consolidamento dei muri di contenimento

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Come preservare la stabilità degli edifici e prevenire cedimenti o crolli con il consolidamento dei muri di contenimento. Ecco tecniche ed esempi

I muri di contenimento hanno un ruolo fondamentale nella stabilizzazione del terreno circostante, garantendo la sicurezza delle costruzioni e prevenendo il verificarsi di cedimenti o crolli.

Tali strutture sono soggette nel tempo a diversi tipi di deterioramento, che possono mettere a rischio la sicurezza delle aree circostanti.

La progettazione di interventi di consolidamento dei muti di contenimento richiede, pertanto, un approccio multidisciplinare che consenta di tener conto di diversi fattori, tra cui le caratteristiche progettuali e costruttive, le condizioni di conservazione e manutenzione e lo stato del terreno interessato. Per non commettere errori nella progettazione e consolidamento dei muri di sostegno, ti suggerisco di utilizzare il software per il calcolo dei muri di sostegno che non solo ti consente di progettare e fare calcoli su qualsiasi muro di consolidamento ma ti permette anche di calcolare e verificare eventuali cedimenti.

Scopriamo cosa sono i muri di contenimento e come consolidarli in maniera efficace.

Cosa sono i muri di contenimento?

I muri di contenimento, noti anche come muri di sostegno, sono strutture progettate con l’obiettivo primario di assicurare la stabilità e la sicurezza dell’area circostante, prevenendo potenziali crolli, smottamenti e frane del terreno.

Queste strutture possono essere realizzate con una varietà di materiali, a seconda delle specifiche funzioni richieste, del contesto ambientale e delle caratteristiche del terreno circostante. Tra i materiali più comunemente impiegati troviamo il cemento, la pietra e il legno.

I muri di sostegno si suddividono principalmente in due tipologie:

  • i muri a gravità;
  • i muri a mensola.

I primi ottengono la loro resistenza principalmente dal peso proprio e dalla massa, e possono essere realizzati in calcestruzzo semplice o in muratura, spesso utilizzando pietrame. La loro forma può variare a seconda delle necessità, assumendo configurazioni rettangolari, trapezoidali o a parallelogramma.

Diversamente, i muri a mensola presentano strutture più slanciate e dipendono dalla forma e dalla presenza di fondamenta ampie per la loro resistenza. Di solito, richiedono l’impiego di calcestruzzo armato per contrastare le spinte laterali del terreno e sono ideali per situazioni che richiedono maggiore flessibilità progettuale e adattabilità.

I muri di contenimento dunque sono strutture progettate per resistere e contrastare queste spinte, consentendo di superare l’angolo di attrito naturale tra il muro e il terreno circostante. Assicurati, quindi, di utilizzare un software per il calcolo dei muri di sostegno per determinare la spinta del terreno, la capacità portante della fondazione, sia in termini superficiali che profondi e definire le armature necessarie per garantire la stabilità della struttura.

Esempio muro gravità gradoni

Esempio muro gravità gradoni – software GeoMurus

Per maggiori dettagli, leggi l’approfondimento sul muro di contenimento: definizione e tipologie

Problemi comuni nei muri di contenimento

Nei muri di contenimento, si riscontrano frequentemente una serie di problematiche che possono compromettere la stabilità e l’integrità strutturale delle opere.

Tra i problemi più comuni, vi sono le lesioni strutturali, che possono manifestarsi sotto forma di crepe, fessurazioni o distorsioni della superficie del muro. Queste lesioni possono essere causate da vari fattori, tra cui l’erosione del terreno, i cambiamenti climatici, il carico eccessivo o mal distribuito sul muro, nonché difetti di progettazione o esecuzione.

Un altro problema ricorrente è rappresentato dalle condizioni di degrado dei materiali costituenti il muro di contenimento. Ad esempio, nei muri costruiti utilizzando malte o calcestruzzi di bassa qualità, si possono verificare fenomeni di deterioramento nel tempo a causa dell’azione degli agenti atmosferici, dell’umidità o dell’attività biologica. Questo deterioramento può compromettere la resistenza e la durabilità della struttura nel suo complesso.

Inoltre, nei muri di contenimento costruiti su terreni instabili o in presenza di acque sotterranee, si possono verificare problemi legati alla stabilità del terreno di fondazione. Movimenti del terreno, erosione o sollevamenti possono causare danni alla base del muro, compromettendo la sua capacità di sostenere il carico e di resistere alle pressioni laterali esercitate dal terreno circostante.

Affrontare questi problemi richiede un approccio multidisciplinare che tenga conto delle specifiche caratteristiche del sito, delle condizioni del terreno, nonché delle normative e delle pratiche di ingegneria civile applicabili. Solo attraverso un’analisi approfondita e un intervento mirato è possibile garantire la sicurezza e la stabilità dei muri di contenimento nel tempo.

Come consolidare un muro di contenimento

Le strategie di intervento disponibili per affrontare i problemi legati ai dissesti nei muri di contenimento sono diverse e dipendono dalle specifiche condizioni del sito. Inizialmente, è fondamentale condurre un’attenta analisi per identificare le cause sottostanti dei dissesti, al fine di adottare misure mirate volte a neutralizzarle e ripristinare gli equilibri originari.

La fase di diagnosi riveste un’importanza fondamentale: senza di essa, si rischia di compiere interventi inefficaci, costosi e potenzialmente dannosi. È pertanto essenziale condurre un’analisi dettagliata della geologia del terreno e delle condizioni circostanti, elaborando un progetto di consolidamento su misura.

Per comprendere l’evoluzione dei dissesti nelle opere di contenimento del terrapieno e garantire la sicurezza dei luoghi nel tempo, è cruciale adottare un approccio diagnostico completo. Questo coinvolge diverse procedure coordinate:

  • analisi dinamica delle lesioni: si utilizza il crepemetro, considerato affidabile anche in condizioni ambientali difficili, per valutare le lesioni nel tempo;
  • pacometria: si valuta la presenza di armature nei getti di calcestruzzo per comprendere la struttura del muro di contenimento;
  • termografia: integrata con misurazioni igrometriche, si valuta la presenza di umidità nei manufatti e sotto la pavimentazione del piazzale;
  • sclerometria: utilizzata per valutare la qualità del calcestruzzo nei getti. Nonostante sia considerato un metodo obsoleto, viene ancora impiegato per la sua semplicità, rapidità, economicità e non invasività.

Tecniche di consolidamento dei muri di contenimento

Le azioni di consolidamento dei muri di consolidamento possono comprendere:

  • l’installazione di tiranti per stabilizzare la struttura;
  • la realizzazione di una palificata retrostante;
  • l’ottimizzazione del sistema di drenaggio delle acque.

Nei casi più critici, in cui si siano verificati crolli parziali, potrebbe essere necessaria la ricostruzione del muro utilizzando la stessa tecnica originale o mediante l’impiego di contromuri in cemento armato.

In ogni caso, è imprescindibile adottare un approccio metodologico e scientifico, basato su una valutazione approfondita delle condizioni del sito, al fine di garantire interventi efficaci e duraturi per la sicurezza delle strutture coinvolte.

Esempio di consolidamento muri di contenimento: micropali

Tra le soluzioni più efficaci per il consolidamento di muri di contenimento vi è l’utilizzo dei micropali. Questi elementi, realizzati in acciaio e installati tramite apposite attrezzature, sono in grado di migliorare la stabilità delle strutture e prevenire il verificarsi di cedimenti o crolli. Numerosi sono i casi in cui i micropali hanno dimostrato la loro efficacia nel garantire la sicurezza delle costruzioni.

Rispetto alle metodologie tradizionali di consolidamento, l’utilizzo dei micropali offre diversi vantaggi. Innanzitutto, i tempi di esecuzione sono notevolmente ridotti, consentendo di avviare i lavori di manutenzione in tempi più brevi. Inoltre, non si generano grandi quantità di materiali di risulta, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale dei lavori. Infine, l’assenza di vibrazioni dannose per le strutture circostanti garantisce la sicurezza delle abitazioni e degli edifici adiacenti.

L’esecuzione dei micropali per il consolidamento dei muri di contenimento segue una precisa metodologia. Dall’analisi preliminare alla fase di fissaggio finale mediante inghisaggio con resine epossidiche, ogni fase del processo è attentamente pianificata e monitorata per garantire risultati ottimali. Le attrezzature e le tecniche utilizzate durante l’installazione dei micropali sono sviluppate per garantire la massima precisione e affidabilità.

Per la progettazione di micropali di fondazione, ritorna ancora una volta utile il software per i muri di sostegno che ti consente di progettare e verificare muri di contenimento utilizzando pali e micropali di fondazione, oltre che contrafforti, mensole di marciapiede e/o di contrappeso, tiranti (attivi o passivi), sperone (o dente).

Il seguente video ti spiega tutte le funzionalità.

Muro di contenimento: sentenze di riferimento

Di seguito ti riporto alcune sentenze che chiariscono degli aspetti relativi ai muri di contenimento.

Consolidamento muro di contenimento costruito sul confine

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 12204/2022 fornisce chiarimenti nel caso in cui relativamente ad un muro di confine tra proprietà a dislivello: a chi spetti l’onere della manutenzione.

Nel caso in esame, un condominio si era fatto carico delle spese di consolidamento del muro di confine con una proprietà ad un livello inferiore, ma successivamente aveva chiesto il rimborso al vicino, che negava di essere il proprietario del muro.

Dopo un iter giudiziario, la Corte d’appello aveva parzialmente ribaltato la sentenza di primo grado, riconoscendo la comunione del muro tra i due confinanti. La Cassazione ha confermato questa decisione, sottolineando che, in mancanza di prova contraria, quando il muro svolge una funzione utile ad entrambi i fondi confinanti, esso appartiene per metà a ciascuno dei proprietari, che devono contribuire equamente alla sua manutenzione.

Altre sentenze

Ecco ulteriori sentenze sul tema:

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