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Conflitto di interessi nella pubblica amministrazione

Conflitto di interessi nella P.A.: cosa implica e come affrontarlo

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Sotto la lente dell’Autorità un caso di conflitto di interessi nell’Amministrazione Pubblica. Le norme che prevedono l’obbligo di astensione

Nell’ambito dell’Amministrazione Pubblica, le questioni legate al conflitto di interessi costituiscono un tema molto sentito, suscitando interrogativi su trasparenza e imparzialità nelle decisioni amministrative.

Recentemente, il sindaco di un Comune ha sollevato un caso di possibile conflitto di interessi che coinvolge il Responsabile dell’Ufficio del Servizio Urbanistica e Territorio dello stesso ente.

La questione è stata presentata all’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) che alla richiesta di parere da parte del Comune ha risposto con Atto del Presidente del 6 marzo 2024 – fasc. 801.2024.

Con l’arrivo del cloud e del BIM nel mondo delle costruzioni, gli operatori del settore delle costruzioni nel pubblico sono chiamati ad affrontare nuove sfide rispetto all’organizzazione del lavoro e alla gestione della enorme mole di dati e documenti. Diventa pertanto sempre più importante affidarsi ad efficaci strumenti di BIM document management.

Il funzionario comunale a monte di un’ordinanza di demolizione, citato in giudizio dal destinatario, può continuare ad occuparsi di quella pratica?

Il caso specifico riguarda un funzionario incaricato dell’emanazione di provvedimenti sulla vigilanza edilizia ed urbanistica, il quale è stato citato personalmente in giudizio con una richiesta di risarcimento danni da parte del destinatario di un ordine di demolizione. La domanda chiave è se tale situazione configuri effettivamente un conflitto di interessi per il funzionario che ha applicato quell’ordine, nel caso debba continuare a formulare decisioni in merito, e quali siano, appunto, le implicazioni per l’attività amministrativa futura.

Per l’ANAC la citazione in giudizio crea conflitto d’interessi e quindi il funzionario deve astenersi

L’analisi della normativa vigente rivela che il legislatore ha stabilito chiaramente gli obblighi di astensione per i dipendenti pubblici in presenza di conflitti di interessi. L’art. 6-bis della Legge 241/1990, introdotto dalla Legge 190/2012, sancisce che i responsabili dei procedimenti e i titolari degli uffici competenti devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale.

È fondamentale considerare che l’astensione è un principio cruciale per garantire l’imparzialità nell’azione amministrativa. La violazione di tali norme può non solo compromettere l’integrità dell’Amministrazione, ma anche comportare responsabilità disciplinari per i dipendenti pubblici coinvolti.

Nel caso specifico, la citazione in giudizio del funzionario responsabile sembra integrare un chiaro conflitto di interessi, richiedendo quindi un obbligo di astensione. La giurisprudenza ha già confermato questa interpretazione, annullando provvedimenti adottati da funzionari in situazioni simili.

Tuttavia, è importante osservare che l’astensione non dovrebbe essere negata anche solo in presenza di un potenziale conflitto di interessi. L’obiettivo è preservare l’imparzialità e l’efficienza dell’Amministrazione, evitando qualsiasi rischio di interferenza esterna.

In conclusione, affrontare efficacemente le questioni legate al conflitto di interessi richiede un’attenta valutazione delle normative vigenti e una chiara comprensione dei principi fondamentali che regolano l’azione amministrativa. Solo attraverso un approccio trasparente e responsabile sarà possibile garantire la correttezza e l’affidabilità delle decisioni pubbliche.

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