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Confinamento amianto: procedura e vantaggi

Il confinamento amianto è una tecnica di bonifica che consiste nel sovrapporre un’altra copertura sopra quella in cemento-amianto. Scopri procedura e vantaggi

Il confinamento amianto è un tipo di intervento che consiste nel posizionare una nuova copertura sopra quella in eternit. Questo è possibile quando le lastre di amianto non sono ancora troppo deteriorate e che sono, quindi, in grado di reggere fisicamente un’altra copertura.

Le operazioni di bonifica dall’amianto sono complesse in quanto richiedono il rispetto di numerose normative specifiche del settore. É necessario, a tal proposito, elaborare un piano di lavoro prima di iniziare le operazioni per garantire la sicurezza dei lavoratori ed evitare possibili sanzioni.

Per la corretta elaborazione del piano da sottoporre agli organi di vigilanza, puoi usare il software per la redazione del piano di lavoro amianto che consente di rispondere ai contenuti minimi previsti dalla normativa. Inoltre, puoi personalizzare il piano di lavoro amianto con la descrizione dettagliata delle caratteristiche delle lavorazioni, l’inserimento delle immagini dei luoghi di intervento e l’indicazione di tutte le specificità del progetto con riferimento alla natura dei lavori e al tipo di bonifica (rimozione, incapsulamento, confinamento).

Cosa si intende per confinamento amianto

Il confinamento amianto è una delle tre tecniche di bonifica dell’amianto previste dalla normativa per ridurre il rischio di esposizione alle fibre di asbeto.

Questa tecnica consiste nell’installazione di una barriera a tenuta o di una sovracopertura per mezzo di lastre isolanti che separano il materiale contenente amianto dalle altre aree dell’edificio.

Si tratta di un’operazione che può essere effettuata previa esecuzione di una procedura di incapsulamento, altrimenti il rilascio delle fibre prosegue all’interno del confinamento.

L’incapsulamento consente, infatti, di ricoprire i materiali di amianto con una pellicola penetrante e impermeabile che non permette il rilascio delle fibre killer. Si impedisce in questo modo che i materiali di amianto continuino a rilasciare fibre tossiche all’interno del confinamento.

Confinamento amianto: normativa di riferimento

La normativa italiana relativa al confinamento amianto è regolata dal:

  • D.M. 06/09/1994;
  • D.M. 20/08/1999.

Questi decreti hanno definito le linee guida per la bonifica amianto attraverso il confinamento, stabilendo i requisiti per la sicurezza ambientale e la protezione della salute umana.

Il D.M. 1994, emanato in attuazione dell’articolo 6 della Legge 257/92, ha introdotto una serie di norme chiave per la bonifica amianto. Tra queste, figura la definizione delle tre tipologie di bonifica amianto, ovvero la rimozione totale, l’incapsulamento e il confinamento. Inoltre, il decreto stabilisce i criteri per scegliere la tipologia di bonifica più adatta, nonché la predisposizione di un piano di manutenzione e controllo per garantire la sicurezza durante e dopo l’intervento. Infine, il decreto regola i limiti di esposizione previsti per i lavoratori coinvolti.

Il D.M. 1999, invece, si concentra sulla composizione e le caratteristiche delle vernici e dei materiali incapsulanti utilizzati nella tecnica di confinamento. Questo decreto è importante perché stabilisce le condizioni per l’efficacia del confinamento, che deve essere associato all’incapsulamento per garantire la sicurezza ambientale e la protezione della salute umana.

Perché è importante bonificare le aree a rischio amianto

L’importanza della bonifica dell’amianto risiede nella pericolosità delle fibre di questo minerale, che possono facilmente disperdersi nell’ambiente ed essere inalate, data la loro forma sottile e dimensioni microscopiche che aumentano il rischio di dispersione.

Queste fibre possono causare gravi processi infiammatori che possono progredire in malattie gravi e spesso fatali, come il cancro. I tumori causati dall’amianto non coinvolgono solo l’apparato respiratorio ma anche altri organi. Secondo l’OMS, infatti, tutti i tipi di amianto sono pericolosi e non esistono approcci sicuri al rischio amianto.

L’unica tecnica di bonifica che elimina completamente il rischio di malattie è la rimozione e lo smaltimento in discarica dell’amianto, che evita qualsiasi forma di esposizione, anche in situazioni di emergenza come terremoti o alluvioni e indipendentemente da piani di manutenzione.

Il confinamento e l’incapsulamento dell’amianto richiedono invece una costante manutenzione e controllo delle fibre rilasciate

L’ONA (osservatorio nazionale amianto) raccomanda la rimozione dell’amianto nonostante ci siano pro e contro, poiché ogni caso richiede una specifica valutazione. Durante la rimozione, infatti, è essenziale considerare la sicurezza degli operatori e i rischi legati al trasporto dell’amianto per garantire un intervento sicuro ed efficace.

Confinamento amianto: procedura

La bonifica amianto è un’operazione delicata che richiede una valutazione attenta delle condizioni e del rischio associato all’amianto presente sul sito.

Prima di iniziare, è necessario effettuare un sopralluogo dettagliato per identificare le strutture in amianto e valutare la loro pericolosità. Se le strutture in amianto sono integre e non presentano danni significativi, la bonifica non è obbligatoria per legge.

Tuttavia, se le strutture sono danneggiate e in grado di disperdere fibre di amianto nell’ambiente circostante, è necessario procedere con la bonifica. Per procedere con la bonifica per confinamento, è fondamentale valutare lo stato della matrice compatta dell’amianto e verificare se è integra o meno:

  • se la matrice è integra, può essere installata direttamente la barriera confinante, garantendo il contenimento dell’amianto;
  • se la matrice è compromessa, è necessario procedere con l’incapsulamento, trattando il materiale contenente amianto con prodotti aggrappanti e impermeabilizzanti per impedire il rilascio di fibre di amianto. Solo successivamente, è possibile installare le barriere di copertura, garantendo la sicurezza e l’efficacia della bonifica.

Prima di tale operazione, però, è obbligatoria la presentazione alla ASL di un piano di controllo e manutenzione. A questo si aggiunge anche un’analisi del prodotto, l’allestimento delle opere di sicurezza e la fornitura e posa del nuovo materiale.

 

confinamento amianto procedura

Vantaggi e svantaggi del confinamento dell’amianto

Uno dei principali vantaggi del confinamento amianto è l’opportunità di migliorare l’isolamento termico e acustico dell’edificio. Installando un’intercapedine tra la nuova copertura e quella in amianto, si crea un’efficace barriera che funge da coibentante, aumentando il comfort e l’efficienza energetica dell’edificio.

Altri vantaggi sono:

  • immediatezza: l’intervento può essere eseguito rapidamente, senza dover attendere la disponibilità di materiali sostitutivi;
  • minimizzazione dell’intervento: non è necessario intervenire sulla struttura, rimuovendo gli MCA (Materiali Contenenti Amianto), riducendo il disturbo e il rischio di danni;
  • sostenibilità: non è necessario individuare materiali sostitutivi, riducendo la quantità di rifiuti generati e il consumo di risorse;
  • riduzione del rilascio di fibre cancerogene: riduce notevolmente il rilascio delle fibre cancerogene, proteggendo la salute umana e l’ambiente;
  • resistenza: garantisce un alto livello di resistenza a scosse e urti, assicurando la sicurezza strutturale;
  • costi inferiori: i costi immediati sono nettamente inferiori rispetto alla rimozione, offrendo una soluzione più economica.

Tra gli svantaggi, invece, vi è un aumento del peso da sostenere da parte dell’edificio che può comportare problemi strutturali come crepe e dissesti. Questi danni, a loro volta, possono compromettere l’integrità dell’incapsulamento e della superficie in amianto coperta, rendendo necessari controlli periodici obbligatori.

É importante considerare anche altri svantaggi come:

  • compatibilità con la struttura: non sempre l’installazione di barriere di copertura è compatibile con la struttura da confinare, richiedendo una valutazione attenta delle condizioni strutturali;
  • non è una soluzione definitiva: l’amianto rimane in loco, richiedendo una gestione continua per garantire la sicurezza;
  • manutenzione della barriera: la barriera necessita di costante opera di manutenzione e controllo per mantenere la sua efficacia;
  • rilascio di fibre: senza il preventivo incapsulamento, il rilascio di fibre può avvenire comunque, richiedendo un’attenzione particolare durante l’intervento;
  • possibilità di rimozione successiva: non esclude del tutto la possibilità di dover ricorrere alla rimozione in un secondo momento, se le condizioni strutturali o ambientali cambiano;
  • costi a lungo termine: i costi delle operazioni da effettuare nel lungo periodo, in alcuni casi, potrebbero diventare più alti, richiedendo una pianificazione attenta per garantire la sostenibilità a lungo termine.

Altre tecniche di bonifica

Oltre al confinamento, altre tecniche di bonifica che possono essere attuati, sia nel caso di interventi circoscritti ad aree limitate dell’edificio, sia nel caso di interventi generali, sono:

  • rimozione dei materiali di amianto: consiste nell’eliminare ogni potenziale fonte di esposizione ed ogni necessità di attuare specifiche cautele per le attività che si svolgono nell’edificio. Comporta un rischio estremamente elevato per i lavoratori addetti e per la contaminazione dell’ambiente; produce notevoli quantitativi di rifiuti tossici e nocivi che devono essere correttamente smaltiti. É la procedura che comporta i costi più elevati ed i più lunghi tempi di realizzazione. In genere richiede l’applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell’amianto rimosso;
  • incapsulamento: consiste nel trattamento dell’amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che (a seconda del tipo di prodotto usato) tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l’aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Costi e tempi dell’intervento risultano più contenuti. Non richiede la successiva applicazione di un prodotto sostitutivo e non produce rifiuti tossici. Il rischio per i lavoratori addetti e per l’inquinamento dell’ambiente è generalmente minore rispetto alla rimozione. É il trattamento di elezione per i materiali poco friabili di tipo cementizio. Il principale inconveniente è rappresentato dalla permanenza nell’edificio del materiale di amianto e dalla conseguente necessità di mantenere un programma di controllo e manutenzione.

Confinamento amianto: incentivi

Gli incentivi previsti per detrarre le spese di bonifica e relativo smaltimento sono diversi:

  • bonus ristrutturazione, con spesa detraibile fino a 50% da calcolare su un tetto di spesa pari a 96mila euro e fruibile in 10 rate annuali di pari importo;
  • ecobonus, nel caso in cui la rimozione e sostituzione dell’amianto rientri in un intervento complessivo di miglioramento energetico del condominio o dell’unità abitative;
  • Superbonus, solo se si dimostra che la rimozione e smaltimento sono strettamente collegati ai lavori incentivati (Risposta 672/2021 Agenzia delle entrate);
  • Bandi ISI dell’INAIL;
  • Decreti FER 2.

A tal proposito ti consiglio di leggere l’approfondimento dedicato con tutti i bonus amianto 2024, tutti gli incentivi per rimozione e smaltimento.

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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