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Condensa interstiziale

Condensa interstiziale: cos’è e come evitarne la formazione

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Scopri quando si forma la condensa interstiziale e quali accorgimenti adottare in fase di progettazione per evitarla

La formazione di condensa ed umidità è una delle problematiche più ricorrenti nelle abitazioni, che colpisce solai, coperture e pareti dell’involucro esterno.

La diffusione di interventi di riqualificazione energetica inoltre, come quello riguardante il cappotto termico esterno, può condurre a tale problematica perché isolare termicamente un edificio significa ridurre la circolazione dell’aria, con conseguente formazione di condensa interstiziale.

In quest’articolo andremo ad analizzare il fenomeno, le cause e le modalità di formazione e cercheremo di capire come evitare la problematica a monte con l’ausilio di un software per la verifica della condensa.

Che cos’è la condensa interstiziale?

La formazione di condensa interstiziale è un fenomeno che si verifica quando si forma umidità all’interno di una parete, un solaio o una copertura, fra gli strati dei diversi materiali che li compongono.

Questo problema si verifica soprattutto d’inverno, quando è maggiore la differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno dell’abitazione.

La condensa interstiziale è un problema da non sottovalutare: se non viene trattata adeguatamente può creare danni significativi all’abitazione, perché non solo va a danneggiare i materiali di cui si compone l’involucro, inficiando il loro comportamento meccanico, ma può portare alla formazione di muffe ed efflorescenze, che sono antiestetiche, rovinano la finitura interna e sono causa di seri problemi di salute.

Come si forma la condensa interstiziale?

Il fenomeno della condensa interstiziale si verifica quando il vapore acqueo contenuto nell’aria passa dallo stato gassoso allo stato liquido.

Nell’aria è presente una certa percentuale di vapore, quando questa percentuale è massima, con umidità relativa (rapporto tra la massa di vapore presente nell’umidità di volume d’aria ad una data temperatura e la massa di vapore necessaria per rendere satura l’aria alla stessa temperatura) al 100%, si raggiunge il punto di rugiada, l’aria diventa satura ed il vapore acqueo in eccesso si condensa e si separa sotto forma di acqua.

Questa trasformazione è influenzata dalla temperatura, in presenza di condizioni climatiche in cui l’ambiente esterno presenta una temperatura più rigida di quello interno, l’aria calda, che assorbe maggiore quantità di vapore acqueo rispetto a quella fredda, presenta una pressione di vapore più alta e di conseguenza tende a spostarsi verso l’esterno dove la pressione è minore.

Il vapore che fluisce dall’interno all’esterno attraverso la stratigrafia dell’involucro, si trasforma in condensa quanto nell’interfaccia tra uno strato e l’altro le superfici presentano una temperatura pari o inferiore a quella di rugiada.

La formazione di condensa tra gli strati in realtà è influenzata anche dalla permeabilità al vapore di ciascuno di essi, ovvero la capacità del materiale di farsi attraversare dal vapore acqueo.

Qual è la differenza tra condensa interstiziale e condensa superficiale?

La condensa interstiziale, come abbiamo visto, si verifica tra gli strati dell’involucro esterno quando vi sono marcate differenze tra l’aria interna e l’aria esterna, cosa che accade soprattutto d’inverno, al contrario la condensa superficiale si forma sulle superfici e non all’interno dello spessore.

Questa si verifica quando in ambienti interni con alte percentuali di umidità relativa dell’aria, un certo punto della superficie interna presenta un valore di temperatura uguale o minore di quella di rugiada.

Tale situazione si ha in presenza di ponti termici, punti in cui si verifica una discontinuità dei materiali non ben isolati o in cui gli infissi non sono stati posati ed isolati adeguatamente.

Se la condensa superficiale è però ben visibile ad occhio nudo, non si può dire lo stesso di quella interstiziale che, sviluppandosi all’interno di una parete o di un solaio, è spesso invisibile.

Come evitare la formazione di condensa?

La formazione di condensa è un problema molto ricorrente all’interno delle comuni abitazioni e spesso poco evidente, tanto che a volte per trovarne le cause è necessario ricorrere a costose analisi strumentali.

Esistono una serie di consigli tecnici che ti permettono di evitare la formazione di condensa interstiziale, come:

  1. creare e mantenere all’interno dell’abitazione un buon ricircolo d’aria, da realizzare con sistemi di ventilazione meccanica controllata VMC. Questi sistemi sono costituiti da ventilatori con recupero di energia che introducono aria negli ambienti mantenendo all’interno la temperatura costante, evitando così sbalzi climatici e perdite di efficienza termica;
  2. inserire il più vicino possibile all’interno dell’involucro edilizio i materiali che hanno valori elevati di resistenza al vapore, capaci di frenarne ed impedirne la diffusione;
  3. posizionare i materiali più isolanti, con elevata resistenza termica, il più possibile verso l’esterno.

Queste tecniche devono essere alla base della fase di progettazione e devono essere corredate da opportune verifiche termo-igrometriche per tutti gli edifici di nuova realizzazione o da riqualificare.

I fenomeni di condensazione interstiziale vengono studiati e calcolati sulla base della norma UNI EN ISO 13788 e con un metodo semplificato, chiamato “metodo di Glaser”.

Il metodo di Glaser permette di verificare se in una struttura, in determinate condizioni termo-igrometriche interne ed esterne, si verifica la condensazione del vapore acqueo e se tale formazione va ad alterare le condizioni della struttura o rispetta i valori di condensa massima ammissibile prescritta dalla norma sopracitata.

In effetti la UNI EN ISO 13788 stabilisce che:

  • la condensa non deve mai superare i 500 g/m2;
  • tutta la condensa deve rievaporare nell’arco dell’anno.

L’output del metodo consiste nel diagramma di Glaser che rappresenta negli assi cartesiani la resistenza al vapore (ascisse) e la pressione del vapore (ordinate) confrontando l’andamento della pressione di vapore e della pressione di saturazione.

Esempio di verifica della condensa su un solaio

Esempio di verifica della condensa su un solaio

Per verificare il rischio condensa più rapidamente ti consiglio di utilizzare un software per la verifica della condensa che fornisce l’andamento delle pressioni (relative e di saturazione) nei vari mesi dell’anno, effettuando la verifica igrometrica secondo la UNI EN ISO 13788.

 

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