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Decreto CER pubblicato il nuovo decreto del MASE

Decreto CER: incentivi per le Comunità Energetiche Rinnovabili

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Pubblicato il decreto MASE per promuovere Comunità Energetiche e Autoconsumo: entro un mese le regole per accedere ai contributi

Dopo l’approvazione della Commissione Europea a novembre, il MASE ha pubblicato il decreto CER (dm 414/2023) per promuovere la nascita e lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili e dei sistemi di autoconsumo collettivo. Il decreto prevede incentivi per 5,7 miliardi, dei quali 2,2 finanziati con il PNRR.

Aggiornamento
Sono state approvate anche le Regole operative che disciplinano le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi. L’invio della richiesta di accesso al contributo in conto capitale del PNRR può essere effettuata a partire dall’8 aprile 2024. Lo sportello è chiuso improrogabilmente il 31 marzo 2025

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Gli incentivi previsti dal Decreto CER sulle comunità energetiche

Il decreto, in vigore dal 24 gennaio, ha l’obiettivo di incentivare la diffusione di forme di produzione e autoconsumo collettivo di energia da fonti rinnovabili.

Il decreto offre due strade per promuovere lo sviluppo delle CER in Italia:

  • un contributo a fondo perduto del 40%, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti
  • tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale

Il GSE fornirà documenti, guide informative e canali di supporto dedicati sul suo sito istituzionale (www.gse.it) per assistere gli utenti nella costituzione delle CER. In collaborazione con il MASE, verrà lanciata una campagna informativa per sensibilizzare i consumatori sui vantaggi del nuovo meccanismo.

Attualmente, sono già disponibili sul sito del GSE delle FAQ per orientare cittadini, piccole e medie imprese, enti e cooperative.

Prossimamente sarà attivo un simulatore online per la valutazione energetica ed economica delle iniziative, mentre già ora è consultabile la mappa interattiva delle cabine primarie sul territorio nazionale.

La rivoluzione energetica è ora più vicina che mai, e il decreto del MASE rappresenta un passo decisivo verso un futuro più sostenibile e resiliente.

Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabile (CER)

Le Comunità Energetiche Rinnovabile sono sistemi realizzati dai clienti, finalizzati dall’art. 31 della legge 199/2021, basati sulla condivisione di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

In pratica sono costituite da gruppi di persone che scelgono di autoprodurre energia elettrica da fonti rinnovabili, con i conseguenti benefici ambientali, economici e sociali ricadenti sui membri della comunità. Dette comunità servono a raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2030 e rafforzare ulteriormente il percorso di sicurezza energetica dell’Italia valorizzando il territorio.

Approfondimento BibLus sui CER con FAQ MASE

Approfondimento BibLus sull’autoconsumo collettivo

Chi può costituire una CER

Le comunità energetiche rinnovabile sono composte da un gruppo di soggetti che si uniscono insieme per creare una rete locale che avrà l’obiettivo di creare e condividere l’energia prodotta da fonti rinnovabili e rendersi indipendenti dal punto di vista energetico. Chi sceglie di creare una comunità, dovrà individuare un’area dove realizzare l’impianto con altri utenti connessi alla stessa cabina primaria.

Possono costituire comunità energetiche rinnovabile i seguenti soggetti:

  • cittadini;
  • imprese;
  • associazioni;
  • enti locali;
  • condomini;
  • terzo settore;
  • cooperative;
  • enti religiosi;
  • piccole imprese;
  • medie imprese;

E’ importante sottolineare che le comunità energetiche hanno uno scopo primario: ossia di fornire dei benefici ambientali sociali ed economici. In parole povere, esse vengono considerate come un trampolino di lancio verso l’auto sostenibilità ambientale e l’efficientamento energetico.

L’obiettivo è quello di non realizzare profitti finanziari; l’impianto non deve essere necessariamente di proprietà dei membri che ne usufruiscono, ma può essere messo a disposizione da uno dei membri o da un soggetto terzo.

Chi può beneficiare del finanziamento a fondo perduto CER

Possono beneficiare del contributo a fondo perduto i territori dei Comuni sotto i 5.000 abitanti, fino al 40% dei costi ammissibili in relazione all’investimento effettuato, mentre la tariffa incentivante, invece, varrà per tutti i Comuni.

L’intervento rientra nella misura del PNRR e riguarderà sia la realizzazione di nuovi impianti che il potenziamento di impianti già esistenti: la misura è finanziata con 2,2 miliardi di euro e punta a realizzare una potenza complessiva di almeno 2 GW e una produzione indicativa di almeno 2.500 GW ogni anno.

Chi otterrà il contributo a fondo perduto, potrà chiedere di cumularlo con l’incentivo in tariffa.

Soggetti beneficiari e requisiti per l’accesso

Sono ammesse al beneficio tutte le configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile riportate nel piano “CACER” (configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile).

Accedono all’incentivo gli impianti a fonti rinnovabili, inclusi i potenziamenti, inseriti all’interno delle configurazioni di cui al comma 1 e che rispettano i seguenti requisiti:

  1. la potenza nominale massima, o dell’intervento di potenziamento, risulta non superiore a 1 MW;
  2. l’avvio lavori per la realizzazione degli impianti è successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto;
  3. le configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile sono realizzate nel rispetto delle condizioni previste dall’articolo 31 del decreto legislativo n. 199 del 2021;
  4. le CER devono essere regolarmente costituite alla data di presentazione della domanda;
  5. gli impianti di produzione e i punti di prelievo facenti parte delle CACER sono connessi alla rete di distribuzione tramite punti di connessione facenti parte dell’area sottesa alla medesima cabina primaria, fermo restando quanto disposto per le isole minori dall’articolo 32, comma 3, lettera e) del decreto legislativo n. 199 del 2021;
  6. possesso dei requisiti prestazionali e di tutela ambientale necessari anche per rispettare il principio del “Do No Significant Harm” (DNSH) e i requisiti costruttivi declinati nelle regole operative di cui all’articolo 8 del presente decreto);
  7. gli aiuti al funzionamento concessi ai sensi del presente decreto non possono superare i 20 milioni di EURO per impresa per progetto.

Tariffe incentivanti e periodo di diritto

La richiesta di accesso deve essere trasmessa esclusivamente per via telematica, accedendo al Portale informatico del GSE, tramite l’area clienti (https://areaclienti.gse.it/), utilizzando le credenziali (User ID e password) fornite dal GSE in fase di registrazione oppure tramite SPID, e poi adoperando l’applicazione “Sistemi di Produzione e Consumo – SPC” presente all’interno del Portale e seguendo le istruzioni per l’invio delle richieste di accesso al servizio per l’autoconsumo diffuso riportate nell’apposito Manuale Utente denominato “Guida all’utilizzo dell’applicazione SPC”, accessibile anche dal menù presente all’interno dell’applicazione.

È possibile presentare le proprie domande fino al 31 dicembre 2024 e fino alla data in cui è raggiunto un contingente finanziario pari a 300 MW. Una novità importante riguarda la tariffa incentivante, in quanto è stato previsto un periodo di diritto con decorrenza dalla data di entrata in esercizio dell’impianto pari fino ai 20 anni.

Inoltre, la domanda di accesso alle tariffe incentivanti dovrà essere presentata entro 120 giorni successivi alla data di entrata in esercizio degli impianti esclusivamente tramite il sito www.gse.it. La domanda deve essere corredata dalla documentazione prevista per la verifica del rispetto dei requisiti di accesso di cui all’articolo 3, sulla base di quanto stabilito dalle regole operative di cui all’articolo 11 e la mancata comunicazione comporta la decadenza dell’incentivo.

5 passaggi per accedere all’incentivo in tariffa

Ogni cittadino, impresa, ente, ecc. che vorrà accedere all’incentivo, dovrà seguire i seguenti 5 passaggi:

  1. individuare un’area dove realizzare l’impianto e altri utenti con cui associarsi connessi alla stessa cabina primaria;
  2. creare una CER con uno statuto o un atto costitutivo, che abbia come oggetto sociale prevalente i benefici ambientali, economici e sociali;
  3. verificare facoltativamente con il GSE (gestore servizi energetici) se il progetto può essere ammesso all’incentivo;
  4. ottenere l’autorizzazione a installare e connettere l’impianto alla rete per renderlo operativo;
  5. richiedere l’incentivo al GSE.

Contributi PNRR per CER: interventi ammissibili

Il provvedimento prevede le seguenti spese:

  • realizzazione di impianti a fonti rinnovabili (a titolo di esempio: componenti, inverter, strutture per il montaggio, componentistica elettrica, etc.;
  • fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo;
  • acquisto e installazione macchinari, impianti e attrezzature hardware e software, comprese le spese per la loro installazione e messa in esercizio;
  • opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento;
  • connessione alla rete elettrica nazionale;
  • studi di perfettibilità e spese necessarie per attività preliminari, ivi incluse le spese necessarie alla costituzione delle configurazioni;
  • progettazioni, indagini geologiche e geotecniche il cui onere è a carico del progettista per la definizione progettuale dell’opera;
  • direzioni lavori, sicurezza;
  • collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo essenziali all’attuazione del progetto.

È importante sottolineare che le ultime 4 voci sono finanziabili in misura non superiore al 10% dell’importo ammesso a finanziamento.

Le spese di cui sopra citate sono ammissibili nel limite del costo di investimento massimo di riferimento pari a:

  • 1.500 € k.W, per impianti fino a 20 kW;
  • 1.200 € k.W, per impianti di potenza superiore a 20 kW e fino a 200 kW;
  • 1.100 € k.W per potenza superiore a 200 k W e fino a 600 kW;
  • 1.050 € k.W, per impianti di potenza superiore a 600 kW e fino a 1.000 kW.

Modalità di accesso ai contributi in conto capitale CER

L’invio della richiesta di accesso al contributo in conto capitale del PNRR deve essere effettuata dal Soggetto beneficiario a partire dall’8 aprile 2024.

Lo sportello sarà chiuso improrogabilmente il 31 marzo 2025, fatto salvo il preventivo esaurimento delle risorse disponibili pari a 2.200.000.000 euro di cui verrà fornita evidenza tramite appositi contatori e data notizia tramite pubblicazione sul sito del GSE.

Ti allego il decreto CER.

 

Leggi anche:

Comunità energetiche: le regole operative per chiedere i contributi CER

Comunità energetiche rinnovabili: tutte le FAQ del GSE

Comunità energetiche: cosa sono e come funzionano

Autoconsumo collettivo: cos’è e come funziona

 

 

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