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Nominati 29 commissari straordinari per 57 grandi opere infrastrutturali strategiche

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Il Governo ha nominato 29 commissari straordinari per gestire 57 opere infrastrutturali strategiche per il Paese

Il Governo, a seguito del parere positivo espresso dalle commissioni competenti di Camera e Senato, ha firmato i DPCM con cui approva l’elenco delle 57 opere infrastrutturali ritenute strategiche per il Paese e i nominativi dei 29 commissari straordinari che dovranno gestirle.

Tali opere pubbliche erano da tempo bloccate a causa di ritardi legati alle fasi progettuali ed esecutive e alla complessità delle procedure amministrative.

Si tratta di opere infrastrutturali per un valore complessivo di 82,7 miliardi di euro (21,6 miliardi al Nord, 24,8 miliardi al Centro e 36,3 miliardi al Sud) finanziate, a legislazione vigente, per circa 33 miliardi di euro.

Il finanziamento sarà completato con ulteriori risorse nazionali ed europee, compreso il Next Generation EU.

Al riguardo ricordiamo che l’art. 9 della legge Semplificazioni (dl 76/2020) ha previsto una serie di disposizioni finalizzate alla revisione, all’ampliamento e alla proroga della disciplina dei commissari straordinari previsti dall’art. 4 dello Sblocca cantieri (dl 32/2019).

Le infrastrutture commissariate

I cantieri commissariati riguardano opere e infrastrutture considerate prioritarie per il loro impatto sul tessuto socio-economico nazionale e locale, che potenzieranno e agevoleranno i collegamenti da Nord a Sud del Paese, inclusi quelli con le aree interne.

A essere commissariate saranno:

  • 14 infrastrutture stradali;
  • 16 opere ferroviarie;
  • 12 caserme;
  • una metropolitana (la Metro C di Roma);
  • 11 infrastrutture idriche;
  • 3 porti.

Diverso è lo stato di attuazione delle infrastrutture. Per alcune opere il commissariamento consentirà di avviare la progettazione, per altre l’avvio in tempi rapidi dei cantieri.

Quelle che vengono “sbloccate” sono opere caratterizzate da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socioeconomico a livello nazionale, regionale o locale.

Alcune delle opere erano in parte già pianificate nel documento “Italia veloce”, allegato al Documento di Economia e Finanza 2020 e trovano corrispondenza anche nella proposta del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Tra le opere ferroviarie principali oggetto del commissariamento si segnalano: le linee AV/AC Brescia-Verona-Padova, Napoli-Bari, Palermo-Catania-Messina; il potenziamento delle linee Orte-Falconara e Roma-Pescara; la chiusura dell’anello ferroviario di Roma; il potenziamento con caratteristiche di AV della direttrice Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia.

Tra le opere stradali principali rientrano: la SS Ionica 106; la E 78 Grosseto-Fano; la SS 4 Salaria e la SS 20 del Colle di Tenda; la SS 16 Adriatica; la SS 89 Garganica.

I presidi di pubblica sicurezza verranno realizzati a Palermo, Catania, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, Bologna, Genova e Milano.

Gli altri interventi riguardano l’Acquedotto del Peschiera e numerose dighe in Sardegna, i porti di Genova, Livorno e Palermo.

Le ricadute economico occupazionali

Sulla base dei cronoprogrammi disponibili, nel corso del 2021 si prevede l’apertura di 20 cantieri, cui se ne aggiungeranno 50 nel 2022 e ulteriori 37 nel 2023.

La realizzazione delle opere commissariate avrà una ricaduta significativa sui livelli occupazionali: secondo una valutazione condotta da RFI e Anas, l’impatto occupazionale delle sole opere ferroviarie e stradali è valutabile in oltre 68.000 unità di lavoro medie annue nei prossimi dieci anni, con un profilo crescente fino al 2025, anno in cui si stima un impatto diretto sull’occupazione di oltre 100.000 unità di lavoro.

Il compito dei commissari straordinari

Con la nomina dei commissari, alcuni dei quali sono già al lavoro da tempo, sarà possibile accorciare i tempi di realizzazione di importanti interventi infrastrutturali attesi da anni in diverse aree del Paese, soprattutto nel Mezzogiorno.

I Commissari sono figure di alta professionalità tecnico-amministrativa, immediatamente operative, scelte per assicurare la migliore interlocuzione con le stazioni appaltanti di ANAS e RFI e con le varie amministrazioni pubbliche coinvolte.

Solo in un caso, come previsto da una delibera Cipe, è stato nominato commissario straordinario il Presidente della Regione Siciliana.

Per accelerare la realizzazione di tali interventi, a dicembre 2020 è stato firmato con le organizzazioni sindacali un Protocollo d’intesa che prevede l’ottimizzazione dei turni di lavoro su 24 ore.

I Commissari straordinari, cui spetta ogni decisione per l’avvio o per la prosecuzione dei lavori, provvedono all’eventuale rielaborazione e approvazione dei progetti non ancora appaltati, insieme ai Provveditorati interregionali alle opere pubbliche e mediante specifici protocolli per l’applicazione delle migliori pratiche.

È previsto che l’approvazione dei progetti da parte dei Commissari, d’intesa con i Presidenti delle regioni territorialmente competenti, sostituisca a effetto di legge ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta occorrenti per l’avvio o la prosecuzione dei lavori, salvo che per quelli relativi alla tutela ambientale e dei beni culturali e paesaggistici, per i quali è definita una specifica disciplina.

Per l’esecuzione degli interventi, i Commissari straordinari possono assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e operano in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto di una serie di principi e di disposizioni, tra cui quelli relativi all’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e concessioni, alla sostenibilità energetica e ambientale, al conflitto di interesse. Inoltre, un ulteriore limite è quello relativo alle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e del subappalto.

I commissari straordinari, la legge Semplificazioni e lo Sblocca cantieri

La legge Semplificazioni e la legge Sblocca cantieri disciplinano la procedura per l’individuazione degli interventi ritenuti prioritari, da effettuarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Viene inoltre superato il concetto di opera prioritaria della normativa previgente per introdurre invece criteri più compositi di individuazione delle opere.

Si tratta di interventi caratterizzati da:

  • un elevato grado di complessità progettuale;
  • una particolare difficoltà esecutiva o attuativa;
  • una complessità delle procedure tecnico – amministrative;
  • un rilevante impatto sul tessuto socio – economico a livello nazionale, regionale o locale.

Così come previsto dalla legge Sblocca cantieri essi avranno poteri speciali e nuovi strumenti normativi per accelerare i cantieri.

 

In allegato le slide del Ministero delle Infrastrutture con l’elenco delle opere strategiche ed i costi stimati degli interventi.

Clicca qui per scaricare le slide riepilogative del Ministero

 

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