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Come progettare nuovi edifici con la direttiva “case green”

Tempo di lettura stimato: 8 minuti

Emissioni zero dal 2028, prestazioni energetiche con GWP, impianti solari dal 2026, punti di ricarica per la mobilità sostenibile

La direttiva “case green” prevede che entro il 2028 i paesi membri si diano dei piani nazionali di ristrutturazione.

L’obiettivo è ridurre, attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio europeo e il miglioramento dell’efficienza energetica, progressivamente le emissioni di CO2 del parco immobiliare europeo e raggiungere l’obiettivo della totale decarbonizzazione entro il 2050.

Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo finale dell’Unione Europea e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra associate all’energia, mentre il 75% degli edifici risulta essere inefficiente nel risparmio energetico. Allo stato di fatto il 35% degli edifici dell’UE ha più di 50 anni e quasi il 75% del parco immobiliare è inefficiente dal punto di vista energetico. Il tasso medio annuo di rinnovamento energetico è solo dell’1% circa, un range estremamente basso.

I macro-obiettivi sono noti: complessivamente, il 55% della riduzione dei consumi energetici deve essere ottenuto tramite la ristrutturazione degli edifici con le prestazioni inferiori.

L’attenzione è ovviamente concentrata sul tema della riqualificazione dell’esistente. Ma quali sono i “target” che la direttiva europea per la prestazione energetica degli edifici fissa per gli edifici di nuova costruzione?

Ecco cosa prevede in dettaglio la norma europea.

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Edifici di nuova costruzione a emissione zero dal 2028

L’articolo 7 della direttiva “case green” stabilisce che tutti gli Stati membri dovranno provvedere affinché gli edifici di nuova costruzione siano a emissioni zero.

Un edificio a emissioni zero è una costruzione che

  • non genera emissioni in loco di carbonio da combustibili fossili.
  • laddove economicamente e tecnicamente fattibile, offre la capacità di reagire ai segnali esterni e di adattare il proprio consumo, generazione o stoccaggio di energia.

Gli Stati dovranno fissare una soglia massima per la domanda di energia di un edificio a emissioni zero, che dovrà essere inferiore di almeno il 10 % alla soglia relativa al consumo totale di energia primaria stabilita a livello di Stato membro per gli edifici a energia quasi zero al 28 maggio 2024.

Esistono diverse possibilità per coprire il fabbisogno energetico di un edificio a zero emissioni: energia da rinnovabili generata in loco o nelle vicinanze con impianti solari termici, geotermici o fotovoltaici, pompe di calore, energia idroelettrica e biomassa, rinnovabili fornite dalle comunità dell’energia rinnovabile, teleriscaldamento e teleraffrescamento efficienti ed energia da altre fonti prive di carbonio.

Dovranno essere a emissioni zero:

  • dal 2028 tutti gli edifici pubblici di nuova costruzione;
  • dal 2030 anche le nuove costruzioni residenziali private.

Sarà gradualmente vietata l’installazione di caldaie a combustibili fossili (dal 2025 stop agli incentivi, dal 2040 alla produzione e commercializzazione) nelle nuove costruzioni, a favore di sistemi più efficienti come le pompe di calore.

Inoltre, gli edifici di nuova costruzione oltre a rispettare il target di emissioni zero dovranno rispettare la qualità ottimale degli ambienti interni (qualità dell’aria, comfort termico, illuminazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici) con lo scopo di evitare eventuali effetti negativi.

Ogni singolo Stato potrà decidere di fissare o meno le disposizioni previste per le seguenti categorie:

  • edifici di proprietà delle forze armate, destinati a scopi per la difesa nazionale;
  • luoghi di culto;
  • fabbricati temporanei;
  • edifici residenziali usati meno di 4 mesi all’anno;
  • fabbricati indipendenti con una superfice minore a 50m2.

Sistemi di automazione e controllo

I nuovi edifici dovranno essere dotati di dispositivi autoregolanti che controllino separatamente la temperatura in ogni vano o, quando giustificato, in una determinata zona riscaldata o raffreddata dell’unità immobiliare e, se del caso, di bilanciamento idronico.

L’installazione di tali dispositivi autoregolanti e, se del caso, del bilanciamento idronico negli edifici esistenti è richiesta al momento della sostituzione dei generatori di calore o di freddo, laddove tecnicamente ed economicamente fattibile.

Dal 29 maggio 2026, tutti gli edifici residenziali nuovi dovranno essere attrezzati con:

  • una funzionalità di monitoraggio elettronico continuo, che misura l’efficienza dei sistemi e informa i proprietari o gli amministratori in caso di variazione significativa e qualora occorra procedere alla manutenzione dei sistemi;
  • funzionalità di regolazione efficaci ai fini della generazione, della distribuzione, dello stoccaggio e del consumo ottimali
    dell’energia e, se del caso, del bilanciamento idronico;
  • la capacità di reagire a segnali esterni e di adeguare il consumo di energia.

Edifici solar-ready

Gli Stati membri provvedono affinché tutti i nuovi edifici siano progettati in modo da ottimizzare il loro potenziale di produzione di energia solare sulla base dell’irraggiamento solare del sito, consentendo l’installazione successiva di tecnologie solari efficienti sotto il profilo dei costi.

Gli Stati membri dovranno garantire che i nuovi edifici siano “solar-ready”, ovvero idonei a ospitare impianti fotovoltaici o solari termici sui tetti. L’installazione di impianti di energia solare diventerà la norma per i nuovi edifici.

Gli Stati membri saranno tenuti ad installare impianti solari secondo il seguente calendario:

  • entro il 31 dicembre 2026, su tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali con una superficie utile superiore a 250 m²;
  • entro il 31 dicembre 2029, su tutti i nuovi edifici residenziali e su tutti i nuovi parcheggi coperti adiacenti fisicamente agli edifici.

Smart readiness

Un indicatore di predisposizione degli edifici all’intelligenza (SRI) potrà misurare la capacità degli edifici di usare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e i sistemi elettronici per adeguarne il funzionamento alle esigenze degli occupanti e alla rete e migliorare l’efficienza energetica e la prestazione complessiva degli edifici.

Ogni edificio dovrà essere dotato di gemello digitale dell’edificio, ovvero una simulazione interattiva e dinamica che riflette in tempo reale lo stato e il comportamento di un edificio fisico. Integrando dati in tempo reale di sensori, contatori intelligenti e altre fonti, un gemello digitale dell’edificio fornisce una visione olistica delle prestazioni dell’edificio, compresi il consumo energetico, la temperatura, l’umidità, i livelli di occupazione e altro ancora, e può essere utilizzato per monitorare e gestire il consumo energetico dell’edificio.

Mobilità sostenibile

Gli edifici non residenziali con più di cinque posti auto – di nuova costruzione o sottoposti ad una ristrutturazione importante – dovranno garantire:

  • l’installazione di almeno un punto di ricarica per ogni cinque posti auto;
  • l’installazione di pre-cablaggio per almeno il 50% dei posti auto e condotti, cioè condotti per cavi elettrici, per i restanti posti auto, per consentire l’installazione in un secondo momento di punti di ricarica per veicoli elettrici, cicli assistiti elettricamente e altri tipi di veicoli di categoria L;
  • spazi per il parcheggio delle biciclette che rappresentano almeno il 15% della capacità media o il 10% della capacità totale degli utenti degli edifici non residenziali, tenendo conto dello spazio richiesto anche per le biciclette di dimensioni maggiori rispetto alle biciclette standard.

Tutti gli edifici non residenziali con più di venti posti auto devono garantire entro il 1° gennaio 2027 l’installazione di almeno un punto di ricarica per ogni dieci posti auto.

Nel caso di edifici di proprietà o occupati da enti pubblici, gli Stati membri devono garantire il pre-cablaggio per almeno uno su due posti auto entro il 1° gennaio 2033.

Gli edifici residenziali con più di tre posti auto – di nuova costruzione o sottoposti ad una ristrutturazione importante – devono garantire:

  • l’installazione di pre-cablaggio per almeno il 50% dei posti auto e condotti, cioè condotti per cavi elettrici, per i restanti posti auto per consentire l’installazione, in un secondo momento, di punti di ricarica per veicoli elettrici, cicli assistiti elettricamente e altri tipi di veicoli di categoria L;
  • l’installazione di almeno un punto di ricarica per i nuovi edifici residenziali;
  • almeno due spazi per il parcheggio delle biciclette per ogni unità abitativa.

Prestazioni durante il ciclo di vita utile: cos’è il GWP e come si calcola

Da questa dichiarazione di principio deriva la necessità di tener conto delle emissioni degli edifici e delle prestazioni degli edifici durante il ciclo di vita utile.

Le emissioni di gas a effetto serra rilasciate durante l’intero ciclo di vita di un edificio riguardano, ad esempio, la produzione e il trasporto di prodotti da costruzione, le attività nel cantiere, il
consumo di energia nell’edificio e la sostituzione dei prodotti da costruzione, come pure le attività di demolizione, trasporto e gestione dei rifiuti e il loro riutilizzo, riciclaggio e smaltimento finale.

Gli edifici, in quanto depositari di risorse decennali, costituiscono un’importante banca di materiali e le variabili nella progettazione e la scelta dei materiali hanno un impatto considerevole sulle emissioni nell’intero ciclo di vita degli edifici nuovi e di quelli ristrutturati.

La riduzione al minimo delle emissioni di gas a effetto serra degli edifici lungo l’intera vita utile richiede un uso efficiente delle risorse e la circolarità.

Il primo passo verso una maggiore attenzione alle prestazioni degli edifici durante tutto il ciclo di vita utile e all’economia circolare è l’obbligo di calcolare il potenziale di riscaldamento globale (global warming potential — GWP) nel corso del ciclo di vita dell’edificio.

Il GWP (Global Warming Potential) è un indicatore che quantifica il contributo potenziale al riscaldamento globale di un edificio nell’arco del suo ciclo di vita completo, combinando le emissioni di gas a effetto serra incorporate nei materiali da costruzione con le emissioni dirette e indirette rilasciate nella fase d’uso.

Per il calcolo del GWP nel corso del ciclo di vita degli edifici di nuova costruzione dovrà essere comunicato sotto forma di indicatore numerico per ciascuna fase del ciclo di vita espresso in kgCO2eq/(m²) (di superficie coperta utile), calcolato per un periodo di studio di riferimento di 50 anni.

Gli Stati membri provvedono affinché il GWP nel corso del ciclo di vita sia calcolato e reso noto nell’attestato di prestazione energetica dell’edificio:

  • a decorrere dal 1° gennaio 2028, per tutti gli edifici di nuova costruzione con superficie coperta utile superiore a 1.000 metri quadrati
  • a decorrere dal 1° gennaio 2030, per tutti gli edifici di nuova costruzione.

Calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici

Le norme minime di prestazione energetica sono lo strumento normativo essenziale per incentivare la ristrutturazione degli edifici esistenti su larga scala, ma rappresentano anche i nuovi parametri per la progettazione di nuovi edifici a emissioni zero.

La prestazione energetica degli edifici dovrebbe essere calcolata in base ad una metodologia che potrebbe essere differenziata a livello nazionale e regionale. Tale metodologia dovrebbe comprendere, oltre alle caratteristiche termiche, altri fattori che svolgono un ruolo di crescente importanza, come:

  • l’effetto «isola di calore urbano»;
  • il tipo di impianto di riscaldamento e condizionamento;
  • l’impiego di energia da fonti rinnovabili;
  • i sistemi di automazione e controllo dell’edificio;
  • il recupero del calore dall’aria esausta o dalle acque reflue;
  • il regime di bilanciamento;
  • le soluzioni intelligenti;
  • gli elementi passivi di riscaldamento e raffrescamento;
  • i sistemi di ombreggiamento;
  • la qualità dell’ambiente interno;
  • un’adeguata illuminazione naturale e le caratteristiche architettoniche dell’edificio.

La metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici dovrebbe tener conto della prestazione energetica annuale di un edificio e non essere basata unicamente sul periodo in cui il riscaldamento o il condizionamento d’aria è necessario.

La metodologia dovrebbe rappresentare le condizioni di esercizio effettive, permettere il ricorso all’energia misurata a fini di correttezza e comparabilità e basarsi su intervalli di calcolo mensili, orari o suborari.

La metodologia di calcolo dovrà:

  • riconoscere e considerare i benefici derivanti dalla massimizzazione del consumo di energie rinnovabili in loco, anche per altri usi, quali i punti di ricarica per veicoli elettrici.
  • prevedere livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di prestazione energetica. Il riesame di detto quadro dovrebbe permettere di calcolare le prestazioni in termini sia di energia che di emissioni e dovrebbe tener conto delle esternalità ambientali e sanitarie nonché dell’estensione del sistema per lo scambio di quote di emissione e dei prezzi del carbonio.

Il «livello ottimale in funzione dei costi» è da intendersi come livello di prestazione energetica che comporta il costo più basso durante il ciclo di vita economico stimato, dove:

  1. il costo più basso è determinato tenendo conto:
    i) della categoria e dell’uso dell’edificio interessato:
    ii) dei costi di investimento legati all’energia in base alle previsioni ufficiali;
    iii) dei costi di manutenzione e di funzionamento, compresi i costi energetici, tenendo conto dei costi delle quote di gas a effetto serra;
    iv) delle esternalità ambientali e sanitarie del consumo di energia;
    v) degli utili derivanti dalla produzione di energia in loco, se del caso;
    vi) degli eventuali costi di gestione dei rifiuti; e
  2.  il ciclo di vita economico stimato rimanente di un edificio nel caso in cui siano stabiliti requisiti di prestazione energetica per l’edificio nel suo complesso, oppure al ciclo di vita economico stimato di un elemento edilizio nel caso in cui siano stabiliti requisiti di prestazione energetica per gli elementi edilizi.

 

TerMus

 

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