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Come fare una cila

Come fare una CILA? Il workflow operativo

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Come fare una CILA? Quali documenti presentare? Chi deve presentarla? Quali step seguire? Ecco la guida con il workflow operativo

La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) è un documento fondamentale per chiunque voglia effettuare lavori edili. In questo articolo esploreremo come fare una CILA, chi deve presentarla e quali documenti sono necessari. Proviamo, inoltre, a tracciare un workflow (diagramma di flusso) che mostra i passi fondamentali.

Ti ricordo che scegliere correttamente il titolo abilitativo per un intervento è un’operazione fondamentale che può pregiudicare la riuscita dell’intero intervento: procedere in maniera errata può condurre a illeciti amministrativi o abusi edilizi. Per essere certo di procedere correttamente, ti consiglio di utilizzare sempre software per pratiche edilizie aggiornati e affidabili.

La CILA è un documento che deve essere presentato all’ufficio tecnico del comune in cui si trova il lotto o l’edificio su cui si intende effettuare i lavori. La CILA è necessaria per tutti i lavori edili che non richiedono il permesso di costruire o SCIA, come ad esempio la ristrutturazione di interni o la realizzazione di piccole opere edili.

Inoltre, la CILA deve essere asseverata da un tecnico abilitato, che attesta la conformità del progetto alle normative locali e nazionali.

Quali sono gli step per la CILA, il workflow

Prima di introdurre gli step operativi, ti rimando all’articolo CILA: cos’è e quando serve, dove potrai conoscere tutte le informazioni a carattere generale e scaricare anche il modello editabile.

Entrando nello specifico, gli step che devi seguire per presentare una CILA possono essere così schematizzati:

  • conferimento incarico;
  • verifica dello stato legittimo;
    • rilievo;
    • indagini;
    • digitalizzazione;
    • analisi;
  • analisi delle esigenze della committenza;
  • progettazione;
  • nomina delle figure tecniche (D.L. / impresa / CSE / CSP);
  • istanza autorizzazioni/atti di assenso;
  • inizio lavori.

Di seguito ti fornisco un workflow con i diversi step e i documenti da produrre, che può farti da guida nella presentazione della CILA.

 

 

Workflow presentazione CILA

Workflow presentazione CILA

Puoi scaricare il DPF del Workflow “Step per la presentazione della CILA”, da utilizzare come guida per la presentazione della tua CILA.

Quali documenti servono per presentare la CILA?

Per presentare una CILA è fondamentale consultare i regolamenti edilizi e gli strumenti messi a disposizione dal Comune in cui ricade l’intervento.

In linea generale, i documenti da presentare per una CILA sono:

  • modello CILA (puoi scaricarlo da questo articolo);
  • titoli di proprietà;
  • eventuale delibera di condominio/assensi vari;
  • relazione tecnica asseverata dal tecnico;
  • relazione Legge 10 (relazione sulle prestazioni energetiche);
  • elaborati grafici (piante, prospetti e sezioni dello stato di fatto e della condizione di progetto, inquadramento planimetrico, inquadramento catastale, inquadramento nei piani urbanistici, progetto impianti, ecc.);
  • stima dei rifiuti prodotti;
  • Durc dell’impresa;
  • progetto degli impianti (se necessario).

Nella relazione il tecnico abilitato attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell’edificio.

Chi deve presentare la CILA in comune?

La CILA può essere presentata dal proprietario, comproprietario, usufruttuario dell’immobile su cui verrà eseguito l’intervento (più in generale, chiunque sia titolare di un “diritto reale” sull’immobile), oppure dall’inquilino che utilizza l’immobile in base ad un contratto di affitto con il consenso del proprietario.

Tuttavia è prassi che la CILA sia presentata dal tecnico che assevera la pratica.

La CILA può essere presentata via PEC o attraverso piattaforme telematiche messe a disposizione dall’ente.

Quali lavori posso fare con la CILA

Secondo il D.P.R. 380/2001 (testo unico per l’edilizia), gli interventi che devono essere assentiti con CILA rivestono carattere residuale.

In pratica, tutti gli interventi che rientrano in edilizia libera (art. 6) e non richiedono:

  • permesso di costruire (art. 10);
  • SCIA (art. 22);

possono essere realizzati con CILA, fatte salve le prescrizioni legate a:

  • strumenti urbanistici;
  • regolamenti edilizi;

e nel rispetto delle normative di settore:

  • antisismiche;
  • di sicurezza;
  • antincendio;
  • igienico-sanitarie;
  • efficienza energetica;
  • tutela dal rischio idrogeologico;
  • codice dei beni culturali e del paesaggio.

Nello specifico, puoi realizzare con CILA, come puoi desumere dall’analisi del D.Lgs. 222/2016 (che effettua una ricognizione degli interventi edilizi e dei titoli abilitativi):

  • interventi di manutenzione straordinaria leggera: opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso;  ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio;
  • interventi di restauro e risanamento conservativo (leggero): interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere  che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli
    elementi estranei all’organismo edilizio;
  • eliminazione delle barriere architettoniche (pesanti). Elementi costitutivi della fattispecie che:
    • comportino la realizzazione di ascensori esterni
    • di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio
  • attività di ricerca nel sottosuolo (in aree interne al centro edificato);
  • opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi. Elementi costitutivi della fattispecie desunti dalla legge;
  • movimenti di terra non inerenti all’attività agricola non strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali;
  • serre mobili stagionali (con strutture in muratura) funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;
  • realizzazione di pertinenze  minori che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, non qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume inferiore al 20% del volume dell’edificio principale.

Come gestire il workflow operativo di una CILA: il video

Ti illustro brevemente come gestire l’intero workflow di presentazione della CILA e tutta la documentazione richiesta (relazione tecnica, elaborati grafici, ecc.), con un BIM management system online.

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