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Codice appalti pubblici. approvate 2 modifiche

Nuovo codice appalti: modificati gli articoli 16 e 73

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Conflitto d’interessi e procedure negoziate negli affidamenti d’appalto: ecco le novità al codice con la legge 170/2023 di conversione del dl 132/2023

Dopo 236 giorni circa dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo codice degli appalti 2023, quest’ultimo subisce una nuova modifica da parte della Legge 170/2023 di conversione con modificazioni del dl 132/2023 (disposizioni urgenti in materia di proroga di termini normativi e versamenti fiscali).

Scorrendo all’interno della Legge di conversione, l’attenzione va subito all’articolo 15-quater, incentrato sulle modifiche al codice dei contratti pubblici. In particolare, l’articolo in esame porta con sé 2 modifiche agli articoli 16 e 73 del codice, che rispettivamente disciplinano i casi di interesse nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione ed esecuzione degli appalti e delle concessioni e la procedura competitiva con negoziazione per l’affidamento di un appalto. Attualmente è obbligatorio seguire correttamente tutte le procedure di gara secondo le disposizioni previste dal codice, ti consiglio di affidarti ad uno specifico software di modulistica, contratti d’appalto e capitolati, per avere documenti di lavoro sempre aggiornati al codice appalti. In prova gratuita per 30 giorni.

Articolo 16 conflitto di interessi

L’articolo 16 del codice ha modificato le regole sui conflitti di interesse, affermando che il conflitto può coinvolgere chiunque partecipi alla procedura di aggiudicazione ed esecuzione, anche se non dipende formalmente dalla stazione appaltante o dall’ente concedente. Il comma 2 cerca di definire in modo preciso il concetto di conflitto, considerando la giurisprudenza nazionale e sottolineando l’importanza delle dichiarazioni di conflitto per evitare conseguenze legali, compresa la responsabilità penale. Il comma 3 stabilisce i doveri del soggetto in conflitto, come la comunicazione alla stazione appaltante e l’astensione dalla partecipazione alla procedura e dall’esecuzione. La norma enfatizza che la minaccia all’imparzialità e all’indipendenza deve essere dimostrata da chi solleva il conflitto, basandosi su presupposti specifici e documentati, e deve riguardare interessi effettivi.

In particolare la Legge 170/2023 di conversione del dl 132/2023 va ad abrogare le seguenti parole presenti all’interno dell’art. 16 comma 1 del codice.

Art.16 comma 1 dlgs 36/2023Art. 15-quater dl 132/2023
Si ha conflitto di interessi quando un soggetto che, a qualsiasi titolo, interviene con compiti funzionali nella procedura di aggiudicazione o nella fase di esecuzione degli appalti o delle concessioni e ne può influenzare, in qualsiasi modo, il risultato, gli esiti e la gestione, ha direttamente o indirettamente un interesse finanziario,
economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia concreta ed effettiva alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di aggiudicazione o nella fase di esecuzione.
Si ha conflitto di interessi quando un soggetto che, a qualsiasi titolo, interviene con compiti funzionali nella procedura di aggiudicazione o nella fase di esecuzione degli appalti o delle concessioni e ne può influenzare, in qualsiasi modo, il risultato, gli esiti e la gestione, ha direttamente o indirettamente un interesse finanziario,
economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia concreta ed effettiva alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di aggiudicazione o nella fase di esecuzione.

Le parole “concreta ed effettiva” vengono adesso soppresse, determinando quindi una qualificazione differente della circostanza in cui si può configurare un conflitto di interessi.

Articolo 73 procedure negoziate

L’articolo 73 del dlgs 36/2023 definisce i criteri generali sulla procedura competitiva con negoziazione. In particolare, la legge di conversione del dl 132/2023 va a modificare l’articolo 73 comma 4, il quale nella sua versione originaria disponeva che il termine massimo per la ricezione delle domande di partecipazione era di 10 giorni, mentre, adesso con la conversione in legge del 132/2023 viene innalzata a 30.

Art. 73 comma 4 dlgs 36/2023Art. 15-quater dl 132/2023
Il termine minimo per la ricezione delle domande di partecipazione è di dieci giorni dalla data di trasmissione del bando di gara ai sensi dell’articolo 84 o, se è utilizzato come mezzo di indizione di una gara un avviso di pre-informazione, dalla data d’invio dell’invito a confermare il proprio interesse.Il termine minimo per la ricezione delle domande di partecipazione è di dieci trenta giorni dalla data di trasmissione del bando di gara ai sensi dell’articolo 84 o, se è utilizzato come mezzo di indizione di una gara un avviso di pre-informazione, dalla data d’invio dell’invito a confermare il proprio interesse.

 

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2 commenti
    • Redazione di BibLus
      Redazione di BibLus dice:

      Buongiorno Matteo,
      grazie per la segnalazione. Ti comunico che abbiamo appena provveduto ad aggiornare il codice in relazione alle modifiche introdotte dalla Legge 170/2023, di conversione con modifica del dl 132/2023. Grazie mille e continua a seguirci!

      Rispondi

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