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Codice appalti e ribasso indiretto dei costi della manodopera

Codice Appalti e costi manodopera: via libera al ribasso “indiretto”

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Tar Calabria: ammesso il ribasso dei costi della manodopera, ma solo in via indiretta e dimostrando una più efficiente organizzazione aziendale

Con la sentenza dell’8 febbraio 2024, n. 119 del TAR Calabria si aggiunge un nuovo tassello all’interpretazione giurisprudenziale degli articoli 41, comma 14 e 108 del D.Lgs. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici).

Offerta di gara e ribasso dei costi della manodopera. Il caso

Il ricorrente nel caso in questione sostiene che la Commissione di gara avrebbe dovuto escludere l’azienda che ha vinto l’appalto perché ha incluso i costi della manodopera nell’importo soggetto a ribasso, violando le regole dell’appalto pubblico e in particolare l’art. 41, comma 14, D.Lgs. 36/2023.

Secondo lui, la stazione appaltante avrebbe dovuto escludere l’azienda per questa violazione anziché modificare l’offerta. Infatti, inserire i costi della manodopera come importo soggetto a ribasso avrebbe dovuto portare all’esclusione dell’azienda secondo il ricorrente.

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Costi della manodopera: cosa prevede il Codice

  • art. 41, comma 14 – “Nei contratti di lavori e servizi, per determinare l’importo posto a base di gara, la stazione appaltante o l’ente concedente individua nei documenti di gara i costi della manodopera secondo quanto previsto dal comma 13. I costi della manodopera e della sicurezza sono scorporati dall’importo assoggettato al ribasso. Resta ferma la possibilità per l’operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo dell’importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale“;
  • art. 108, comma 9 – “Nell’offerta economica l’operatore indica, a pena di esclusione, i costi della manodopera e gli oneri aziendali per l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro eccetto che nelle forniture senza posa in opera e nei servizi di natura intellettuale“.

Cosa ha stabilito il Tar Calabria con la sentenza dell’8 febbraio 2024, n. 119

Secondo i giudici del Tar:

non si esclude che, per come espressamente previsto dal Legislatore in coerenza con l’orientamento giurisprudenziale formatosi sotto la vigenza della precedente normativa in tema di appalti, ciascun concorrente possa, in via separata rispetto “all’importo assoggettato al ribasso” (ovvero quello sul quale applicare la percentuale di ribasso percentuale), esporre una cifra, a titolo di costi della manodopera, inferiore rispetto a quella che la stazione appaltante ha previsto ex ante nell’ambito del più ampio importo posto a base di gara.

Ciò, tuttavia, potrà avvenire a condizione che tale, per così dire, “indiretto” ribasso dei costi della manodopera risulti coerente con una “più efficiente organizzazione aziendale” che l’operatore dovrà dimostrare in sede di verifica dell’anomalia, doverosamente promossa dalla stazione appaltante.

Entrando nel merito della specifica gara, il Tar afferma che:

in altri termini, ciascun concorrente avrebbe potuto sì ribassare il costo della manodopera, pari ad € 1.011.221,98 – ricompreso nell’ambito del più complessivo l’importo posto a base di gara, pari ad € 9.394.643,31 – ma avrebbe potuto farlo soltanto in via indiretta, ovvero esponendo una cifra inferiore rispetto a quella computata ex ante dall’Autorità di Sistema Portuale e non già inserendo il costo medesimo, in via diretta ed immediata, nel diverso e distinto “importo assoggettato a ribasso”, sul quale applicarsi il Ribasso Percentuale Unico Offerto, da intendersi quale ribasso proposto avuto riguardo a tutte le attività oggetto di appalto: “servizi tecnici e lavori”.

L’art. 41 pone a carico dell’appaltatore la possibilità di condividere o meno il costo della manodopera così come fissato dall’ente appaltante. Qualora l’operatore economico non condivida detto costo (per ragioni di organizzazione), l’art. 41 gli permette di proporre un ribasso che coinvolga anche il costo della manodopera, scorporandolo dalla base di gara ed evidenziandolo, in modo che in sede di verifica dell’anomalia si possano comprendere le giustificazioni alla base di tale riduzione.

Andrà successivamente dimostrato in sede di verifica dell’anomalia dell’offerta (art. 110, comma 1, del Codice dei contratti pubblici) che tale ribasso “indiretto” dei costi della manodopera risulti coerente con una “più efficiente organizzazione aziendale”.

L’offerta economica di ciascun operatore è, quindi, composta:

  • dal ribasso Percentuale Unico Offerto, da applicarsi ai servizi tecnici ed ai lavori ovvero all’importo assoggettato al ribasso, da digitare direttamente sulla piattaforma informativa;
  • dal modello C, da compilare ed allegare in piattaforma, nel quale, per come è evincibile dal relativo schema, ciascun candidato avrebbe dovuto chiaramente distinguere:
    • l’importo soggetto al ribasso (IVA esclusa), sul quale avrebbe voluto applicare la percentuale caricata direttamente on line, e comunque da ribadire nello schema in parola;
    • l’importo dei costi della manodopera impiegata, non inseribili nell’ambito del suddetto importo, per come sopra chiarito.

Per tali considerazioni, il ricorso è stato accolto.

 

PriMus-C

 

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