Testo di legge

Il controllo giudiziario dell’operatore economico nel nuovo codice appalti

Operatore economico e il controllo giudiziario del nuovo codice dei contratti pubblici: ecco la risposta dell’ANAC

Nel nuovo panorama normativo delineato dal nuovo codice appalti, sorge la questione se sia consentito invitare a partecipare a una procedura di gara un operatore economico sottoposto a un controllo giudiziario di durata annuale per sospetta infiltrazione mafiosa.

Si può invitare ad una procedura di gara un operatore economico a carico del quale risulta disposto il controllo giudiziario per la durata di un anno in ragione del riscontrato pericolo di infiltrazione mafiosa?

Questo il quesito richiesto da un Istituto superiore della provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

Cos’è il controllo giudiziario?

Il controllo giudiziario di 1 anno è una misura prevista dal Codice Antimafia per contrastare il fenomeno mafioso all’interno di realtà imprenditoriali. Si tratta di una misura di prevenzione patrimoniale meno invasiva rispetto all’amministrazione giudiziaria, finalizzata al recupero dell’impresa raggiunta da un’informazione interdittiva antimafia del Prefetto. Il Tribunale può disporre il controllo giudiziario per un periodo non inferiore a un anno e non superiore a tre anni, nominando un commissario per monitorare l’adempimento delle prescrizioni dettate dall’autorità giudiziaria. Questa misura coinvolge l’azienda destinataria del controllo, l’amministratore giudiziario e il giudice delegato, e presuppone che essi esercitino dei meri poteri di controllo sull’attività dell’impresa.

Controllo giudiziario nuovo codice dei contratti pubblici

La risposta a tale interrogativo è positiva. Secondo quanto stabilito nel nuovo Codice Appalti, la causa di esclusione che coinvolge un operatore economico soggetto a controllo giudiziario non si applica nel caso in cui vi sia un provvedimento di ammissione a tale controllo. Dunque, il chiarimento fornito dall’ANAC comunica che è possibile invitare l’operatore economico a carico del quale risulta disposto un controllo giudiziario. Secondo l’ANAC, l’operatore economico interessato dal controllo giudiziario può partecipare alle gare d’appalto, a condizione che mantenga i requisiti necessari per partecipare alla gara stessa e per l’intera durata della procedura e  dell’esecuzione del contratto d’appalto.

L’operatore economico interessato dalla misura giudiziaria  può partecipare alle gare d’appalto, fermo tuttavia il necessario mantenimento, in capo allo stesso, dei requisiti generali e speciali di partecipazione alla gara, per tutta la durata della procedura stessa e fino alla completa esecuzione del contratto d’appalto, senza soluzione di continuità. La causa di esclusione, infatti, non opera se l’impresa sia stata ammessa al controllo giudiziario.

Questo quanto affermato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione e riportate sul portale ufficiale.

Tuttavia, se sei una pubblica Amministrazione e vuoi eseguire tutti gli adempimenti previsti dal nuovo codice degli appalti pubblici e redigere correttamente tutti i documenti richiesti per istruire una gara BIM è importante affidarsi ad un unico interlocutore che possa accompagnare la stazione appaltante assicurando il successo di questa importante transizione digitale.

Controllo giudiziario e nuovo codice dei contratti pubblici

La normativa all’art. 94, comma 2, del D.Lgs. 36/2023 stabilisce che è altresì causa di esclusione, oltre a quelle elencate nell’art.94 comma 1:

  • sussistenza ragioni di decadenza di sospensione o di divieto previsti dall’art.67 del codice delle Leggi antimafia e delle misure di prevenzioni che prevede che per le persone alle quali sia stata applicata un provvedimento definitivo o una delle misure di prevenzione non possono ottenere:
    • licenze o autorizzazioni di polizia e di commercio;
    • concessioni di acque pubbliche e diritti ad esse inerenti nonché concessioni di beni demaniali allorché siano richieste per l’esercizio di attività imprenditoriali;
    • concessioni di costruzione e gestione di opere riguardanti la pubblica amministrazione e concessioni di servizi pubblici;
    • iscrizioni negli elenchi di appaltatori o di fornitori di opere, beni e servizi riguardanti la pubblica amministrazione, nei registri della camera di commercio per l’esercizio del commercio all’ingrosso e nei registri di commissionari astatori presso i mercati annonari all’ingrosso;
    • attestazioni di qualificazione per eseguire lavori pubblici;
    • altre iscrizioni o provvedimenti a contenuto autorizzatorio, concessorio, o abilitativo per lo svolgimento di attività imprenditoriali, comunque denominati;
    • contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee, per lo svolgimento di attività imprenditoriali;
    • licenze per detenzione e porto d’armi, fabbricazione, deposito, vendita e trasporto di materie esplodenti;
  • sussistenza di un tentativo di infiltrazione mafiosa ai sensi dell’art. 84 comma 4 del D.Lgs. 59/2011.

Inoltre, l’art. 94 comma 2 evidenzia che la causa di esclusione così come elencato nella normativa riportata, non si applica se l’impresa è stata ammessa al controllo giudiziario. La sospensione automatica degli effetti dell’informazione interdittiva a seguito dell’ammissione al controllo giudiziario ha effetto solo per il futuro, consentendo all’impresa soggetta a tale misura di partecipare ad altre procedure senza carattere retroattivo.

Con questo parere, quindi, l’ANAC ha voluto precisare che gli operatori economici ammessi al controllo giudiziario possono partecipare alle gare pubbliche indette successivamente all’adozione di tale misura, grazie alla sospensione temporanea dei suoi effetti. Pertanto, l’ammissione al controllo giudiziario produce i suoi effetti solo per il futuro, consentendo all’impresa di partecipare a future procedure di gara.

La stazione appaltante ha l’obbligo di controllare se in capo all’operatore economico sussistono cause di esclusione così come definite dall’art. 94 e 95 del D.Lgs. 36/2023. Per non rischiare di essere escluso dalla gara per errori nella individuazione delle cause di esclusione, ti consiglio un software per la corretta gestione delle gare d’appalto in continuo aggiornamento alle nuove normative dettate dal codice. Inoltre, all’interno del software avrai a disposizione uno specifico modello per la dichiarazione sostitutiva delle cause di esclusione.

Per maggiore chiarezza riportiamo l’articolo del codice.

Art.94 D.Lgs. 36/2023

Articolo 94 nuovo codice appalti – Cause di esclusione automatica

Comma 1.
È causa di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto la condanna con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile per uno dei seguenti reati:
-delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 416, 416-bis del codice penale oppure delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis oppure al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché per i delitti, consumati o tentati, previsti dall’articolo 74 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, dall’articolo 291-quater del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 e dall’articolo 452-quaterdieces del codice penale, in quanto riconducibili alla partecipazione a un’organizzazione criminale, quale definita all’articolo 2 della decisione quadro 2008/841/GAI del Consiglio dell’Unione europea, del 24 ottobre 2008;
-delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322, 322-bis, 346-bis, 353, 353-bis, 354, 355 e 356 del codice penale nonché all’articolo 2635 del codice civile;
-false comunicazioni sociali di cui agli articoli 2621 e 2622 del codice civile;
-frode ai sensi dell’articolo 1 della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee, del 26 luglio 1995;
-delitti, consumati o tentati, commessi con finalità di terrorismo, anche internazionale, e di eversione dell’ordine costituzionale reati terroristici o reati connessi alle attività terroristiche;
-delitti di cui agli articoli 648-bis, 648-ter e 648-ter.1 del codice penale, riciclaggio di proventi di attività criminose o finanziamento del terrorismo, quali definiti all’articolo 1 del decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109;
-sfruttamento del lavoro minorile e altre forme di tratta di esseri umani definite con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 24;
-ogni altro delitto da cui derivi, quale pena accessoria, l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione.
Comma 2.
È altresì causa di esclusione la sussistenza, con riferimento ai soggetti indicati al comma 3, di ragioni di decadenza, di sospensione o di divieto previste dall’articolo 67 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 84, comma 4, del medesimo codice. Resta fermo quanto previsto dagli articoli 88, comma 4-bis, e 92, commi 2 e 3, del codice di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011, con riferimento rispettivamente alle comunicazioni antimafia e alle informazioni antimafia. La causa di esclusione di cui all’articolo 84, comma 4, del codice di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011 non opera se, entro la data dell’aggiudicazione, l’impresa sia stata ammessa al controllo giudiziario ai sensi dell’articolo 34-bis del medesimo codice. In nessun caso l’aggiudicazione può subire dilazioni in ragione della pendenza del procedimento suindicato.
Comma 3.
L’esclusione di cui ai commi 1 e 2 è disposta se la sentenza o il decreto oppure la misura interdittiva ivi indicati sono stati emessi nei confronti:
– dell’operatore economico ai sensi e nei termini di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
– del titolare o del direttore tecnico, se si tratta di impresa individuale;
– di un socio amministratore o del direttore tecnico, se si tratta di società in nome collettivo;
– dei soci accomandatari o del direttore tecnico, se si tratta di società in accomandita semplice;
– dei membri del consiglio di amministrazione cui sia stata conferita la legale rappresentanza, ivi compresi gli institori e i procuratori generali;
– dei componenti degli organi con poteri di direzione o di vigilanza o dei soggetti muniti di poteri di rappresentanza, di direzione o di controllo;
– del direttore tecnico o del socio unico;
– dell’amministratore di fatto nelle ipotesi di cui alle lettere precedenti.
Comma 4.
Nel caso in cui il socio sia una persona giuridica l’esclusione va disposta se la sentenza o il decreto ovvero la misura interdittiva sono stati emessi nei confronti degli amministratori di quest’ultima.
Comma 5.
Sono altresì esclusi:
l’operatore economico destinatario della sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, o di altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione, compresi i provvedimenti interdittivi di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
l’operatore economico che non abbia presentato la certificazione di cui all’articolo 17 della legge 12 marzo 1999, n. 68, ovvero non abbia presentato dichiarazione sostitutiva della sussistenza del medesimo requisito;
in relazione alle procedure afferenti agli investimenti pubblici finanziati, in tutto o in parte, con le risorse previste dal regolamento (UE) n. 240/2021 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 febbraio 2021 e dal regolamento (UE) n. 241/2021 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, gli operatori economici tenuti alla redazione del rapporto sulla situazione del personale, ai sensi dell’articolo 46 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, che non abbiano prodotto, al momento della presentazione della domanda di partecipazione o dell’offerta, copia dell’ultimo rapporto redatto, con attestazione della sua conformità a quello trasmesso alle rappresentanze sindacali aziendali e alla consigliera e al consigliere regionale di parità ai sensi del comma 2 del citato articolo 46, oppure, in caso di inosservanza dei termini previsti dal comma 1 del medesimo articolo 46, con attestazione della sua contestuale trasmissione alle rappresentanze sindacali aziendali e alla consigliera e al consigliere regionale di parità;
l’operatore economico che sia stato sottoposto a liquidazione giudiziale o si trovi in stato di liquidazione coatta o di concordato preventivo o nei cui confronti sia in corso un procedimento per l’accesso a una di tali procedure, fermo restando quanto previsto dall’articolo 95 del codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, dall’articolo 186-bis, comma 5, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e dall’articolo 124 del presente codice. L’esclusione non opera se, entro la data dell’aggiudicazione, sono stati adottati i provvedimenti di cui all’articolo 186-bis, comma 4, del regio decreto n. 267 del 1942 e all’articolo 95, commi 3 e 4, del codice di cui al decreto legislativo n. 14 del 2019, a meno che non intervengano ulteriori circostanze escludenti relative alle procedure concorsuali;
l’operatore economico iscritto nel casellario informatico tenuto dall’ANAC per aver presentato false dichiarazioni o falsa documentazione nelle procedure di gara e negli affidamenti di subappalti; la causa di esclusione perdura fino a quando opera l’iscrizione nel casellario informatico;
l’operatore economico iscritto nel casellario informatico tenuto dall’ANAC per aver presentato false dichiarazioni o falsa documentazione ai fini del rilascio dell’attestazione di qualificazione, per il periodo durante il quale perdura l’iscrizione.
Comma 6.
È inoltre escluso l’operatore economico che ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, degli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti. Costituiscono gravi violazioni definitivamente accertate quelle indicate nell’allegato II.10. Il presente comma non si applica quando l’operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o sanzioni, oppure quando il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l’estinzione, il pagamento o l’impegno si siano perfezionati anteriormente alla scadenza del termine di presentazione dell’offerta.
Comma 7.
L’esclusione non è disposta e il divieto di aggiudicare non si applica quando il reato è stato depenalizzato oppure quando è intervenuta la riabilitazione oppure, nei casi di condanna ad una pena accessoria perpetua, quando questa è stata dichiarata estinta ai sensi dell’articolo 179, settimo comma, del codice penale, oppure quando il reato è stato dichiarato estinto dopo la condanna oppure in caso di revoca della condanna medesima.

Infine, ti allego il parere dell’ANAC

 

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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