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Codice appalti 2023: nuovo chiarimento del MIT

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Nuovo chiarimento del MIT riguardo al Codice Appalti 2023 sull’aggiornamento dei contratti di lavoro

Il mondo delle costruzioni si trova di fronte al confronto tra il vecchio codice degli appalti – dlgs 50/2016 ed il nuovo – dlgs n. 36/2023, con il pericolo che tutto ciò divenga un labirinto normativo, soprattutto nella coesistenza di alcune disposizioni. Il MIT con il quesito del 12 luglio 2023, n. 2128 fornisce importanti chiarimenti sull’obbligo di aggiornamento dei capitolati speciali d’appalto e sugli schemi di contratti dei lavori dopo l’entrata in vigore del nuovo codice. Se operi nell’ambito degli appalti pubblici o dell’edilizia, è fondamentale tenerti aggiornato sulle nuove regole e opportunità. Per garantirti il successo in questo passaggio  può essere importante usare uno strumento per capitolati speciali d’appalto e schemi di contratto  in cui trovi i documenti conformi sia al vecchio che al nuovo codice degli appalti dlgs 36/2023.

Aggiornamento capitolati speciali d’appalto: chiarimenti del MIT

La questione affrontata riguardava la necessità di aggiornare i Capitolati Speciali d’Appalto (CSA) e gli schemi di contratti di lavori in un contesto in cui la progettazione dei lavori è stata completata entro il 30 giugno 2023, periodo di validità del “vecchio” dlgs n. 50/2016, ma le offerte per i lavori sono state pubblicate dopo il 1° luglio 2023, data di entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti, il dlgs n. 36/2023.

La risposta fornita dal MIT comunica che si considera l’insieme delle disposizioni degli articoli 225, comma 9, e 226, comma 2 del nuovo codice. 

In particolare, l’articolo 225, comma 9 (disposizioni transitorie e coordinamento) del dlgs 36/2023 stabilisce che il “vecchio” Codice dei Contratti Pubblici (il dlgs 50/2016), continua ad applicarsi alle procedure in corso a partire dalla data in cui il nuovo Codice diventa efficace. Questo si applica alle procedure in corso, cioè quelle in cui è stato assegnato un incarico di progettazione prima del 1 luglio 2023.

Mentre, l’articolo 226, comma 2, (abrogazione e disposizioni finali) del nuovo Codice stabilisce che il dlgs n. 50/2016 si applica esclusivamente alle procedure in corso, che comprendono i bandi o gli avvisi di gara pubblicati prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice.

A tal fine, ricordiamo, così come specificato all’interno del chiarimento che per i procedimenti in corso si intende:

  • le procedure e i contratti per i quali i bandi o avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente siano stati pubblicati prima della data in cui il codice acquista efficacia;
  • in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, in cui le procedure e i contratti in relazione ai quali, alla data in cui il codice acquista efficacia, siano stati già inviati gli avvisi a presentare le offerte.

Possiamo quindi dedurre che, per quanto riguarda i contenuti della progettazione e i livelli di progetto già approvati entro il 30 giugno 2023, continuerà ad applicarsi il vecchio dlgs 50/2016, e ciò che è stato già progettato può rimanere invariato. Tuttavia, per le gare di lavori pubblici, troverà applicazione il nuovo Codice dlgs n. 36/2023, e ciò comporterà l’obbligo di aggiornare i documenti progettuali necessari per l’effettuazione della gara, tra cui i CSA e lo schema di contratto.

In questo periodo transitorio, è fondamentale comprendere le implicazioni e le azioni da intraprendere per adeguarsi correttamente alle nuove regole, per questo ti consiglio di affidarti al leader italiano del BIM per assolvere al meglio a tutte le nuove prescrizioni che devi seguire come Stazione Appaltante. 

Nuovo codice appalti aggiornato 

Per scoprire tutte le principali novità in materia del codice di contratti pubblici, ti consiglio un nostro approfondimento

Ti allego il chiarimento del MIT.

 

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