Classi di reazione al fuoco dei materiali
La reazione al fuoco è una misura antincendio passiva di grande importanza. Le norme sulla classificazione dei materiali e la guida INAIL
Il Codice di prevenzione incendi ha introdotto nuove modalità di valutazione del rischio di incendio e nuove strategie antincendio.
Tra queste figura per prima la reazione al fuoco, una delle misure antincendio di protezione da perseguire per garantire un adeguato livello di sicurezza in condizione di incendio ed in particolare nella fase di prima propagazione dell’incendio (pre-flashover).
Il capitolo S1 del D.M. 3 agosto 2015 introduce così la strategia antincendio “Reazione al Fuoco”:
la reazione al fuoco è una misura antincendio passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell’incendio, con l’obiettivo di limitare l’innesco dei materiali e la propagazione dell’incendio. Essa si riferisce al comportamento al fuoco dei materiali nelle effettive condizioni d’uso finali, con particolare riguardo al grado di partecipazione all’incendio che essi manifestano in condizioni standardizzate di prova. Tali requisiti sono applicati agli ambiti dell’attività ove si intenda limitare la partecipazione dei materiali alla combustione e ridurre la propagazione dell’incendio.
La reazione al fuoco di un materiale permette, in relazione all’effettuazione di specifici test, di capire “se il materiale è in grado di ritardare lo sviluppo dell’incendio”, scongiurandone o almeno rallentandone la propagazione.
In base alla loro reazione al fuoco, alcuni materiali possono essere installati lungo i percorsi d’esodo, mentre altri possono essere installati unicamente negli ambienti interni. Il comportamento al fuoco, nelle reali condizioni di applicazione, dei prodotti da costruzione viene testato in laboratori autorizzati, determinando la classe di reazione al fuoco.
Scopriamo tutti i dettagli.
Indice
A cosa serve la classificazione di reazione al fuoco?
La classe di reazione si riferisce all’impiego del materiale e alla sua posa in opera. Ogni prodotto può avere una diversa classe a seconda del suo impiego.
Utilizzare prodotti da costruzioni con una idonea classe di reazione al fuoco significa:
- ridurre la velocità di propagazione dell’incendio;
- limitare la propagazione dell’incendio;
- favorire l’aumento del tempo di esodo.
La classificazione di reazione al fuoco termina con l’emissione di un certificato da parte di un laboratorio autorizzato ai sensi del D.M. 26/03/1985. Si tratta di una fase propedeutica alla emissione dell’atto di omologazione. La reazione al fuoco ha lo scopo di valutare il grado di partecipazione all’incendio di un materiale o prodotto, nelle sue reali condizioni di impiego. All’esito di prove standard di laboratorio, ai materiali è attribuita una classe di reazione al fuoco che, in maniera sintetica, ne esprime la qualità nei confronti della reazione al fuoco.
Il D.M. 26/06/1984 ha stabilito per primo norme, criteri e procedure per la classificazione di reazione al fuoco e l’omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi.
I materiali sono assegnati alle classi: 0, 1, 2, 3, 4, 5. Il comportamento di un materiale combustibile al fuoco è tanto migliore quanto più bassa è la classe:
- classe 0: materiali incombustibili;
- classe 1: materiali combustibili non infiammabili;
- classe 2: materiali combustibili difficilmente infiammabili;
- classe 3 materiali combustibili infiammabili;
- classe 4 materiali combustibili facilmente infiammabili;
- classe 5: materiali combustibili estremamente infiammabili.
I materiali e prodotti da costruzione, per essere ritenuti idonei e quindi utilizzabili nell’ambito di attività soggette alle disposizioni di prevenzione incendi, devono essere omologati, secondo la procedura indicata dallo stesso D.M. 26 Giugno 1984. La procedura di omologazione consiste in:
- una prima fase di “prova”, da svolgersi presso la struttura preposta del Dipartimento dei Vigili del fuoco oppure presso uno dei laboratori autorizzati dal Ministero dell’interno, ed a seguito della quale viene rilasciato il “certificato di prova”;
- nel rilascio da parte del Ministero dell’Interno stesso dell’atto di approvazione (approvazione di tipo o omologazione).
L’omologazione ha una validità di 5 anni ed è rinnovabile.
Il D.M. 10/03/2005 ha stabilito, in accordo con le decisioni della Commissione europea, nuove classi di reazione al fuoco per i prodotti da costruzione da impiegarsi nelle opere per le quali è prescritto il requisito della sicurezza in caso d’incendio.
La classificazione di reazione al fuoco di tutti i prodotti da costruzione è effettuato ai sensi della norma armonizzata UNI EN 13501-1:2012 “Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione – Parte 1: Classificazione in base ai risultati delle prove di reazione al fuoco”.
Il D.M. 14/10/2022 ha introdotto significative modifiche al codice di prevenzione incendi (D.M. 3/08/2015), al D.M. 26/06/1984 e al D.M. 10/03/2005.

Classificazione di reazione al fuoco dei materiali dopo il D.M. 14/10/2022
Il D.M. 14/10/2022 ha introdotto importanti modifiche in tema di classificazione della reazione al fuoco e di omologazione dei materiali nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.
Si inizia a parlare di “Euroclassi“, ossia di un sistema unico di classificazione europeo per i prodotti da costruzione (Regolamento UE 2016/364).
Il decreto stabilisce che dal 28 ottobre 2023 è obbligatorio per i costruttori utilizzare esclusivamente prodotti da costruzione che siano stati classificati in base alle Euroclassi di reazione al fuoco.
Per i materiali delle facciate è in vigore, dal mese di dicembre 2022, l’obbligo di installare prodotti classificati esclusivamente secondo le euroclassi di reazione al fuoco.
Questi prodotti possono essere classificati utilizzando esclusivamente le classi europee secondo la norma UNI EN 13501-1. La norma descrive il processo di classificazione di reazione al fuoco per tutti i prodotti da costruzione, ad eccezione dei cavi di alimentazione, controllo e comunicazione.
Nello specifico il D.M. 14/10/2022 apporta modifiche ai:
- D.M.26/06/1984 “Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi“;
- D.M. 10/03/2005, “Classi di reazione al fuoco i prodotti da costruzione da impiegarsi nelle opere per le quali è prescritto il requisito della sicurezza in caso d’incendio“;
- D.M. 3/08/2015 “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi“.
Queste modifiche hanno determinato un aggiornamento essenziale del sistema di classificazione nazionale dei materiali da costruzione, in linea con le norme dell’Unione Europea e consentono l’applicazione dei metodi di prova e di classificazione del sistema europeo anche a prodotti da costruzione non soggetti alle procedure per la marcatura CE, in mancanza di specifiche tecniche o nell’applicazione volontaria delle procedure nazionali.
Questo per conformare le opere in cui vengono utilizzati tali prodotti al requisito di base “Sicurezza in caso d’incendio” del regolamento (UE) n. 305/2011.
Il decreto ha inoltre rivisto le categorie e le tipologie di materiali e manufatti soggetti alle norme italiane di reazione al fuoco, tenendo conto delle moderne tipologie di produzione e dei materiali innovativi.
Per quanto riguarda la reazione al fuoco, il decreto ha introdotto nuove definizioni e criteri, includendo le prestazioni dei prodotti da costruzione legate ai rischi derivanti dai fumi emessi in caso d’incendio.
Euroclassi: cosa sono
Le Euroclassi fanno riferimento alla sicurezza antincendio dei prodotti da costruzione e hanno lo scopo principale di creare una piattaforma comune che consente di confrontare le proprietà antincendio dei materiali da costruzione. Nello specifico, è fondamentale assicurare che l’edificio mantenga la sua capacità portante per un determinato intervallo temporale, limitando la diffusione del fumo e delle fiamme. È essenziale controllare la propagazione dell’incendio agli edifici vicini, garantendo al contempo la possibilità di evacuazione o soccorso agli occupanti. In questo contesto è di vitale importanza considerare la sicurezza delle squadre di soccorso.
Le Euroclassi sono state introdotte dalla Commissione Europea 2000/147/CEE dell’8 febbraio 2000 contenente la classificazione della reazione all’azione dell’incendio dei prodotti da costruzione; ricordiamo, inoltre, che nel febbraio 2002 sono state pubblicate le norme europee sulla reazione al fuoco (EN ISO 1716, EN ISO 1182, EN ISO 9239-1, EN ISO 11925-2, EN 13823) e il relativo sistema di classificazione (EN 13501-1).
Per quanto riguarda il contesto italiano, i criteri di classificazione stabiliti a livello europeo sono stati implementati attraverso il D.M. 10/03/2005.
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Euroclassi e prodotti da costruzione muniti di marcatura CE
Per i prodotti da costruzione muniti di marchiatura CE, la classe di reazione al fuoco viene riportata nel momento in cui un prodotto da costruzione rispetti determinate caratteristiche. In particolare quando:
- un prodotto da costruzione rientra nell’ambito di applicazione di una norma armonizzata o è conforme a una valutazione tecnica europea rilasciata per il prodotto in questione;
- rientra nell’ambito di applicazione di una norma armonizzata o è conforme a una valutazione tecnica europea rilasciata per il prodotto in questione;
- nel redigere la dichiarazione di prestazione, il fabbricante si assume la responsabilità della conformità del prodotto da costruzione a tale prestazione dichiarata. Salvo oggettive indicazioni contrarie, gli Stati membri presumono che la dichiarazione di prestazione redatta dal fabbricante sia precisa e affidabile.
Euroclassi e prodotti da costruzione sprovvisti di marcatura CE
L’impiego di prodotti da costruzione sprovvisti di marcatura CE nelle attività soggette a controlli di prevenzione incendi è subordinato al rilascio delle certificazioni emesse dal D.M. 26/06/1984.
In particolare, viene applicata per la classificazione e la certificazione dei materiali ai fini diversi dall’omologazione dei seguenti:
- prodotti da costruzione per cui non si applica la procedura ai fini della marcatura CE di cui al regolamento (UE) n. 305/2011;
- materiali già in opera;
- materiali per usi specifici;
- materiali per usi limitati nel tempo;
- materiali di limitata produzione.
Euroclassi: le tabelle
Come già detto, le Euroclassi fanno riferimento alla classificazione della prestazione dei prodotti da costruzione in relazione al fuoco, attribuite in conformità alle tabelle 1,2,3 e 4 riportate all’interno del regolamento dell’Unione Europea 2016/364.
Quando l’impiego prevedibile di un materiale da costruzione può contribuire alla generazione e alla diffusione del fuoco e del fumo all’interno dello spazio originario o oltre di esso, le prestazioni del materiale in termini di reazione al fuoco vengono valutate e classificate in base al sistema di classificazione definiti dalle seguenti tabelle:
- tabella 1 – classi di prestazione dei prodotti da costruzione in relazione alla reazione al fuoco, ad eccezione dei pavimenti, dei prodotti di forma lineare destinati all’isolamento termico di condutture e dei cavi elettrici;
- tabella 2 – classi di prestazione dei pavimenti in relazione al fuoco;
- tabella 3 – classi di prestazione dei prodotti di forma lineare destinati all’isolamento termico di conduzione in relazione alla reazione al fuoco;
- tabella 4 – classi di prestazione dei cavi elettrici in relazione al fuoco.
La classificazione europea della reazione al fuoco dei prodotti da costruzione
La classificazione europea prevede la una complessa definizione di un codice alfanumerico formato dall’accostamento di classi principali (A1, A2, B, C, D, E, F) a classi complementari relative alla produzione di fumo (s1, s2, s3), al gocciolamento (d0, d1, d2), ad elementi lineari (L), a cavi elettrici o di segnalazione (ca) o alla produzione di fumi acidi (a1, a2, a3). Per i cavi le classi principali sono A, B1, B2, C, D, E, F.
Secondo la normativa EN 13501-1, i principali parametri considerati nella valutazione della reazione al fuoco di un materiale includono:
- infiammabilità: la facilità con cui un materiale può iniziare a bruciare in presenza di una sorgente di incendio;
- velocità di combustione: la velocità con cui il materiale brucia una volta che è stato infiammato;
- generazione di fumo: la quantità e la densità di fumo prodotto durante la combustione del materiale;
- produzione di calore: l’entità del calore generato durante la combustione del materiale;
- gocciolamento/incandescenza: la tendenza del materiale a gocciolare o a produrre scintille durante l’incendio.
Le classi di reazione al fuoco dei materiali da costruzione sono definite dalla normativa europea EN 13501-1 e variano in base ai risultati dei test relativi ai suddetti parametri dalla A1 (migliore classe) a F (peggiore classe):
- A1: incombustibile, nessun contributo nell’incendio;
- A2: combustibilità limitata, contributo molto limitato;
- B: combustibile, limitato contributo all’incendio;
- C: combustibile, basso contributo all’incendio;
- D: combustibile, medio contributo all’incendio;
- E: combustibile, elevato contributo all’incendio;
- F: combustibile, estremamente infiammabile.
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Reazione al fuoco dei materiali: la guida Inail
Come riportato nella guida Inail, con riferimento alle prove europee, le caratteristiche di reazione al fuoco sono definite a seconda dei metodi di prova utilizzati che verificano, in funzione del metodo specifico, le seguenti caratteristiche:
- durata dell’incendio;
- perdita di massa;
- aumento della temperatura;
- potere calorifico superiore;
- tendenza a produrre gocce infiammate/accese;
- calore totale rilasciato e la velocità di rilascio;
- tendenza a produrre fumi densi e opachi;
- propagazione della fiamma lungo il campione di prova.
Per le prove italiane, le caratteristiche di reazione al fuoco sono definite a seconda dei metodi di prova utilizzati e in funzione del metodo specifico prevedono sempre un lavaggio e/o precondizionamento caratteristico, non previsto invece dalle norme europee. I metodi di prova servono a verificare le seguenti caratteristiche:
- durata dell’incendio;
- perdita di massa;
- aumento della temperatura;
- velocità di propagazione della fiamma;
- estensione della zona danneggiata;
- tendenza a produrre gocce infiammate/accese;
- tempo di post combustione per i prodotti imbottiti,
- tempo di post incandescenza sul provino.
I metodi di prova italiani sono così definiti:
- classe 0: prova di non combustibilità, identifica i prodotti che non contribuiscono all’incendio (o che lo fanno in maniera non significativa), indipendentemente dalle loro condizioni finali di utilizzo. Questo tipo di prova è pertinente alle classi A1, A2, A1fl, A2fl, A1lL e A2L (UNI ISO 1182);
- classi 1, 2, 3, 4 e 5:
- a) prova della piccola fiamma su entrambe le facce: UNI 8456
- b) prova della piccola fiamma su una faccia: UNI 8457
- c) prova della fiamma d’innesco con calore radiante: UNI 9174
- d) prodotti vernicianti ignifughi applicati su materiali legnosi: UNI 9796
Per classificare un materiale (UNI 9177), la prova della fiamma d’innesco con calore radiante deve essere abbinata alla prova della piccola fiamma su entrambe le facce o alla prova della piccola fiamma su una faccia. La UNI 9796 richiama le norme UNI 8457 e UNI 9174 come metodi di prova.
CLASSI 1.IM, 2.IM e 3.IM: prova della piccola fiamma su mobili imbottiti (UNI 9175).
Per rientrare nelle classi E, F un prodotto deve essere sottoposto a prova di accendibilità per 15 s di esposizione. Per rientrare nelle classi B, C o D un prodotto deve essere sottoposto prova di accendibilità per 30 s di esposizione. I prodotti che superano questa prova devono essere sottoposti a prova su un singolo elemento incendiato. Per rientrare nella classi A1 e A2 (prodotti omogenei) un prodotto deve essere sottoposto a prova di conformità alla prova di non combustibilità e alla prova del potere calorifico.
Per rientrare nella classe A1 ciascun componente sostanziale di un prodotto non omogeneo deve essere sottoposto a prova non combustibilità e prova del potere calorifico separatamente.
Per rientrare nella classe A2 tutti i prodotti devono essere sottoposti alla prova su un singolo elemento incendiato.
Classe di reazione al fuoco dei materiali isolanti
Per quanto riguarda i materiali isolanti, è fondamentale valutare il loro comportamento in caso di esposizione diretta alla fiamma. Questa valutazione è nota come prestazione di reazione al fuoco e viene suddivisa in diverse classi in base al metodo di prova impiegato.
È importante distinguere tra materiali isolanti che hanno ottenuto la marcatura CE e quelli che non la possiedono. Per i materiali con marcatura CE, la prestazione di reazione al fuoco è definita attraverso il sistema delle Euroclassi (UNI EN 13501-01), che combina diversi test armonizzati (come UNI EN 11925-2 ed UNI EN 13823).
Questo sistema classifica i prodotti isolanti in 7 classi:
- la classe F, assegnata ai prodotti per i quali la reazione al fuoco non è determinata. Questa classe può includere materiali che, pur avendo una buona reazione al fuoco, sono accoppiati o rivestiti con materiali combustibili;
- le classi E, D, C, B sx e dx, attribuite a prodotti con elevato contenuto organico, suddivise in base al metodo di prova utilizzato;
- la classe A (A1 – A2), attribuita a prodotti di natura inorganica, che comprende una serie di test integrati per valutare la reazione al fuoco.
Per alcune classi, come dalla A2 alla D, viene valutata la produzione di fumo, mentre dalla A2 alla E si valuta la produzione di gocce e particelle infuocate. Le normative UNI EN 13xxx e 14xxx consentono anche la valutazione della reazione al fuoco dei sistemi contenenti isolanti termici nelle condizioni reali di utilizzo.
Ad esempio, per l’applicazione di isolamento termico esterno mediante sistema a cappotto, gli European Technical Assessments (ETA) prevedono il test dell’intero sistema applicato su un campione di parete.
Leggi l’approfondimento su “Prevenzione incendi attività commerciali“

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/classi-di-reazione-al-fuoco-dei-materiali/


