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Proroga ravvedimento operoso CFP architetti

CFP architetti: arriva la proroga per il “ravvedimento operoso”

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CFP architetti: c’è tempo fino al 31 dicembre 2023. Estesa a tutti gli Ordini provinciali la proroga di 6 mesi per il triennio formativo 2020-2022

Il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori ha stabilito, con la circolare n. 60/2023 del 15 giugno 2023, la proroga per il “ravvedimento operoso” in materia di CFP per gli architetti.

A seguito dell’alluvione che ha interessato la regione dell’Emilia Romagna è stata chiesta dall’Ordine regionale, ed accolta, una proroga della scadenza vista la situazione emergenziale che si è venuta a creare.

Pertanto, come spiegato dal CNAPPC, avendo difficoltà a differenziare le proroghe per i singoli Ordini si è deciso per un’estensione a tutti gli Ordini provinciali della scadenza del ravvedimento operoso per il triennio formativo 2020-2022, che viene stabilita al 31 dicembre 2023. Ti ricordo che l’inosservanza dell’obbligo formativo costituisce illecito disciplinare ai sensi dell’art. 7 comma 1 del dpr n. 137/2012 e che, inoltre, dal 20 maggio vige l’obbligo da parte della Pubblica Amministrazione e dei “clienti forti” di corrispondere al professionista un equo compenso. Al fine di evitare potenziali controversie legali è fondamentale determinare correttamente i compensi professionali; per questo ti suggerisco di utilizzare un software per il calcolo dei corrispettivi professionali, costantemente aggiornato.

Circolare CNAPPC: c’è tempo per il ravvedimento operoso fino dicembre

La nuova scadenza, quindi, per regolarizzare l’obbligo formativo per il triennio 2020-2022 slitta dal 30 giugno 2023 al 31 dicembre 2023. Invece, chiarisce il CNAPPC, resta valido il periodo straordinario di “verifica amministrativa”, previsto dal 1° luglio al 31 dicembre, ambito temporale in cui tutti gli Ordini sono chiamati a collaborare con il Consiglio perché vengano messe in atto tutte le azioni utili a colmare eventuali lacune nei dati sulla Piattaforma di interscambio.

Ricordiamo che c’era stata già una proroga di 6 mesi per l’acquisizione dei CFP relativi al suddetto triennio formativo: con la circolare n. 93/2022 il CNAPPC aveva già predisposto un semestre di proroga in considerazione dell’ampio consenso che il Superbonus ha avuto su tutto il territorio nazionale e della forte richiesta di figure professionali; nonché in considerazione del complicato percorso di trasferimento della gestione dei CFP alla nuova piattaforma del CNAPPC, per l’uso della nuova piattaforma durante il periodo di transizione.

Formazione professionale architetti

Dal 1° gennaio 2014 è entrato in vigore l’articolo 7 della riforma degli ordinamenti professionali (dpr n. 137/2012) che disciplina la formazione continua degli architetti e di tutti i professionisti iscritti agli Ordini.

Il provvedimento introduce, inoltre, il Credito Formativo Professionale (CFP) come unità di misura della formazione continua obbligatoria ed incarica i consigli nazionali di ciascuna professione di definire le modalità di aggiornamento ed erogazione dei crediti formativi per i propri iscritti.

Quanti crediti formativi ogni triennio?

Ai sensi dell’art. 6, comma 3 del Regolamento per l’aggiornamento e sviluppo professionale continuo, l’iscritto architetto ha l’obbligo di acquisire nel triennio formativo (costituisce il riferimento temporale per tutti gli iscritti) 60 CFP di cui 12 CFP derivanti da attività di aggiornamento e sviluppo professionale continuo sui temi della deontologia e delle discipline ordinistiche.

Il 1° gennaio 2020 ha avuto inizio il terzo triennio formativo per gli architetti: il triennio interesserà gli anni 2020-2021-2022.

Quanti crediti formativi deve acquisire, ogni anno?

Il CNAPPC e gli Ordini territoriali raccomandano l’acquisizione da parte dell’iscritto di un numero annuo di CFP non inferiore a 10, dei quali 4 CFP su temi della deontologia e delle discipline ordinistiche, al fine di garantire la continuità nel tempo dell’aggiornamento professionale.

Come acquisire i CFP previsti dal piano formativo?

Gli iscritti all’albo scelgono liberamente, in relazione alle proprie esigenze professionali e nel rispetto del regolamento stesso, le attività di aggiornamento e sviluppo professionale continuo da svolgere ai fini dell’assolvimento dell’obbligo e per curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale.

Gli iscritti sono tenuti alla registrazione presso l’ordine territoriale di appartenenza, attraverso la piattaforma informatica, della propria attività formativa oltre che alla conservazione della documentazione che ne attesti l’entità e l’effettivo svolgimento.

I CFP possono essere ottenuti tramite:

  • la partecipazione ai corsi di formazione, anche tramite formazione a distanza on-line;
  • la partecipazione a master universitari, seminari, convegni, giornate di studio, tavole rotonde, conferenze, workshop, attività di aggiornamento e corsi abilitanti;
  • altre attività ed eventi specificatamente individuati autonomamente dal CNAPPC o in collaborazione con gli Ordini territoriali.

Il periodo dell’attività e di valutazione dell’aggiornamento e sviluppo professionale continuo è triennale e coincide con quello solare. L’obbligo formativo decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di prima iscrizione all’ordine.

Come calcolare la parcella di un architetto

Si rende, quindi, sempre più necessario il processo di aggiornamento costante, anche alla luce delle recenti norme della riforma delle professioni (Equo compenso: la legge è in Gazzetta!). La mancata acquisizione dei crediti formativi professionali triennali minimi comporta l’irrogazione della censura o sospensione dalla professione per alcuni giorni. Ma come calcolare le parcelle professionali di un architetto?

Da quando sono state abolite le tariffe professionali minime e massime ogni architetto è libero di stabilire il compenso dovuto per le sue prestazioni (ricordiamo che dal 2012 vige l’obbligo di inviare un preventivo di massima e uno dettagliato quando si ottiene un incarico, indicando la polizza RC professionale).

In particolare, il compenso di un architetto si ricava attraverso il calcolo della parcella; di seguito i modi più usati per calcolarla:

  • a percentuale
  • a vacazione
  • a discrezione.

Il calcolo dei compensi professionali rappresenta, quindi, da sempre un tema delicato e complesso anche in considerazione degli ultimi aggiornamenti normativi. Per preparare preventivi chiari e professionali e non incorrere in errori affidati ad un software per il calcolo dei compensi professionali, in linea con il dm n. 140/2012.

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