Sorveglianza sanitaria e proroga invio dati al 31 luglio 2022

Sorveglianza sanitaria: c’è più tempo per l’invio dei dati

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L’emergenza Covid fa slittare al 31 luglio 2022 l’invio della comunicazione INAIL dei dati sulla sorveglianza sanitaria

In seguito all’emergenza pandemica dovuta al Covid-19, e in considerazione del conseguente carico di lavoro da parte dei medici competenti, c’è stata una proroga dei termini per l’invio dei dati sulla sorveglianza sanitaria da parte del medico competente.

A renderlo noto è l’INAIL, con l’avviso pubblicato il 22 febbraio 2022 a seguito dell’emanazione della circolare del 16 febbraio del Ministero della Salute.

Questo quanto si legge nel comunicato:

In relazione alla difficoltà della situazione legata alla gestione dell’emergenza Covid-19, al fine di consentire ai medici competenti una migliore gestione dell’inoltro dei dati relativi alla sorveglianza sanitaria, si comunica che con circolare del 16 febbraio 2022 il Ministero della Salute ha prorogato al 31 luglio 2022 il termine per l’invio alle Aziende sanitarie locali competenti delle informazioni riguardanti i dati collettivi aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria nell’anno 2021 (obbligo previsto dall’art. 40 del d.lgs. 81/2008 e s.m. – Allegato 3B).

La scadenza ordinaria per l’invio dell’allegato 3B relativo ai lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria nel 2021 è fissata al 31 marzo 2022, ma come rappresentato dall’INAIL, tale termine slitta al 31 luglio 2022 per l’anno in corso.

Circolare 16 febbraio 2022

Con la circolare del 16 febbraio 2022 il Ministero della Salute, dopo la sospensione per i dati del 2020, ha disposto la proroga dell’invio dei dati relativi alla sorveglianza sanitaria, al fine di consentire ai medici competenti una migliore gestione dell’inoltro dei relativi dati.

Le aziende dovranno presentare all’INAIL, tramite il medico competente, la comunicazione dei dati inerenti alla sorveglianza sanitaria 2021 entro il 31 luglio 2022, in luogo del 31 marzo 2022.

I medici competenti potranno, quindi, contare su un termine di trasmissione più lungo,  quattro mesi di tempo in più, per l’invio dell’allegato 3B, utilizzato per la comunicazione delle informazioni relative ai lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria nel corso del 2021.

Sorveglianza sanitaria, cos’è

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per la sicurezza sul luogo di lavoro: è, infatti, uno degli obblighi previsti in materia di sicurezza sul lavoro e disposto dal dlgs n. 81/2008.

Tutte le aziende, piccole o grandi che siano, hanno l’obbligo di tutelare la salute dei lavoratori e, in base alla tipologia di attività svolta, devono organizzare una corretta gestione di tutte le misure volte a evitare infortuni; tra gli obblighi potrebbe esserci l’organizzazione della sorveglianza sanitaria obbligatoria.

Il servizio di sorveglianza sanitaria obbligatoria deve essere organizzato in caso di:

  • rischio chimico, ad esempio per chi lavora all’interno di laboratori in cui si maneggiano sostanze che possono essere nocive per il lavoratore;
  • rischio legato a rumori e vibrazioni (martelli pneumatici, mansioni in cui si sviluppano rumori particolarmente elevati e in grado di danneggiare l’apparato uditivo);
  • movimentazione manuale dei carichi, ad esempio magazzini, la sorveglianza deve essere attuata sia nel caso in cui la movimentazione avvenga senza uso di macchinari, sia nel caso in cui siano previste attrezzature specifiche (piccole gru oppure muletti);
  • lavori a contatto con agenti fisici potenzialmente dannosi (amianto, piombo, radiazioni di diversa natura, ad esempio raggi ultravioletti);
  • mansioni da svolgere in alta quota;
  • lavori notturni;
  • lavori che prevedono la presenza davanti a video-terminali per oltre 20 ore settimanali;
  • attività su impianti ad alta tensione;
  • quando sul luogo di lavoro vi è il rischio legato alla presenza di agenti cancerogeni, mutageni e rischio agenti biologici;
  • lavori in spazi confinati, sono considerati tali quelli che si svolgono in ambienti molto ristretti, ad esempio all’interno di scavi, nei sotterranei, in cisterne, vasche, serbatoi, reti fognarie.

In particolare, l’art. 40, comma 1, del testo unico sulla sicurezza prevede che:

Entro il primo trimestre dell’anno successivo all’anno di riferimento il medico competente trasmette, esclusivamente per via telematica, ai servizi competenti per territorio le informazioni, elaborate evidenziando le differenze di genere, relative ai dati collettivi aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo il modello in ALLEGATO 3B.

Ricade, quindi, sul medico competente l’obbligo di inviare con cadenza annuale, entro il primo trimestre dell’anno successivo rispetto a quello di riferimento, la comunicazione con i risultati della sorveglianza sanitaria attuata nell’anno precedente. Si tratta di dati sanitari e di rischio relativi ai lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, secondo quanto previsto dal suddetto articolo 40.

L’ottemperanza di tale obbligo deve avvenire mediante l’invio all’INAIL, tramite l’ASL, del modulo 3B.

L’invio dell’allegato 3B, come sottolineato nella circolare, riveste una notevole importanza per il monitoraggio della sorveglianza sanitaria a cui sono sottoposti i lavoratori.

Modalità

La comunicazione dei dati dovrà essere effettuata esclusivamente per via telematica, tramite l’utilizzo della piattaforma informatica Inail “Comunicazione medico competente”, disponibile sul portale Inail.

Sanzioni

In caso di non corretta gestione della sorveglianza sanitaria, ci sono sanzioni sia a carico del datore di lavoro che del medico competente.

Per il datore di lavoro si ha:

  • l’arresto da 2 a 4 mesi o l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro in caso di mancata nomina del medico competente;
  • l’ammenda da 2.000 a 4.000 euro, per non aver sottoposto i lavoratori a sorveglianza sanitaria;
  • una sanzione a partire da 500 fino a 1.800 euro per non aver comunicato in tempo al medico competente il termine del rapporto di lavoro.

Per il medico competente è previsto, invece:

  • la sanzione amministrativa da 200 a 800 euro, per la mancata elaborazione e conservazione delle schede sanitarie;
  • l’arresto fino a 2 mesi o multa da 300 a 1.200 euro, per negligenze relative allo svolgimento dell’attività di sorveglianza sanitaria;
  • la sanzione da 1.000 a 4.000 euro, per mancata regolarità e periodicità delle visite mediche, mancata risposta alla richiesta di visita da parte di un lavoratore o mancata comunicazione delle informazioni alle autorità competenti.

 

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