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Dalle Entrate: i chiarimenti su visto di conformità e asseverazione

Pubblicato da
Francesca Ressa
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Superbonus: obbligo visto di conformità anche nel caso in cui sia utilizzato direttamente come detrazione in dichiarazione

Con la nuova circolare n. 16/E del 29 novembre 2021 arrivano i primi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sull’obbligo del visto di conformità (che attesta il diritto al beneficio) e dell’asseverazione di congruità dei prezzi (che attesta la congruità delle spese), alla luce delle modifiche introdotte dal decreto anti-frodi (dl 157/2021).

Le ultime novità in materia di detrazioni in edilizia

La nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti sui nuovi obblighi (visto di conformità e asseverazione) sia per il Superbonus che per gli altri bonus edilizi.

Ricordiamo che tra le principali novità del decreto anti-frodi si ha che:

  • per il Superbonus è esteso l’obbligo del visto di conformità anche nel caso in cui il bonus sia utilizzato come detrazione in dichiarazione e non più, quindi, solo in caso di opzione per la cessione del credito o dello sconto in fattura;
  • per tutti gli altri bonus, diversi dal Superbonus, la nuova attestazione della verifica di congruità dei prezzi è necessaria solo in caso di cessione del credito o di sconto in fattura e deve riferirsi a lavori che siano almeno iniziati.

Circolare n. 16/E

La circolare n. 16/E del 29 novembre 2021 dell’Agenzia delle Entrate fa il punto delle novità previste dal decreto anti-frodi in merito al visto di conformità nel Superbonus ed alle novità per gli altri bonus.

Superbonus e visto di conformità

Il dl n. 157/2021, intervenendo in modifica al comma 11 dell’articolo 119 del decreto Rilancio, ha esteso l’obbligo del visto di conformità anche nel caso in cui il bonus sia utilizzato come detrazione in dichiarazione; NON più, quindi, solo solo nelle ipotesi in cui il contribuente intendeva avvalersi dell’opzione per la cessione del credito o lo sconto in fattura in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante in sede di dichiarazione dei redditi.

Tale novità, precisa il Fisco, si applica SOLO alle fatture emesse ed ai relativi pagamenti successivi al 12 novembre 2021, data di entrata in vigore di decreto anti-frodi, e vale per:

  • le persone fisiche (compresi gli esercenti arti e professioni) e gli enti non commerciali cui si applica il criterio di cassa;
  • per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali cui si applica il criterio di competenza.

Tuttavia, tale obbligo viene meno nel caso in cui la dichiarazione sia presentata direttamente dal contribuente, attraverso l’utilizzo della dichiarazione precompilata predisposta dall’Agenzia delle Entrate o tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale.

Inoltre:

  • nessun visto di conformità riferito esclusivamente al Superbonus quando sussiste il visto di conformità sull’intera dichiarazione (ossia già richiesto in altre circostanze);
  • le spese sostenute per l’apposizione del visto sono detraibili anche nel caso in cui il contribuente fruisca del Superbonus direttamente nella propria dichiarazione dei redditi.

Altri bonus e asseverazione della congruità delle spese

Il Fisco chiarisce che per tutti gli altri bonus, diversi dal Superbonus, l’asseverazione della congruità delle spese sostenute in considerazione della tipologia dei lavori (ossia il rispetto dei costi massimi) è necessaria SOLO in caso di cessione del credito o di sconto in fattura.

Inoltre, tale attestazione deve riferirsi a lavori che siano almeno iniziati.

Anche quest’obbligo, di attestazione della congruità delle spese, si applica alle comunicazioni trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate a partire dal 12 novembre 2021.

In definitiva, l’obbligo di apposizione del visto di conformità e dell’asseverazione non si applica ai contribuenti che prima del 12 novembre 2021, data di entrata in vigore del decreto legge n. 157/2021:

  • hanno inviato le comunicazioni delle opzioni e per le quali l’Agenzia ha rilasciato regolare ricevuta di accoglimento;
  • hanno già pagato le fatture a proprio carico ed esercitato l’opzione per la cessione del credito mediante la stipula di accordi con il cessionario o per lo sconto in fattura mediante annotazione.

I controlli

Entro 5 giorni lavorativi dall’invio delle comunicazioni delle opzioni (per lo sconto o per le cessioni dei crediti), l’Agenzia delle Entrate può sospendere gli effetti di queste comunicazioni se emerge un determinato profilo di rischio massimo per 30 giorni. Pertanto, il termine di scadenza previsto per l’utilizzo del credito è prorogato per un periodo pari a quello di sospensione degli effetti della comunicazione stessa (massimo di 30 giorni).

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate effettuerà controlli ed accertamenti a posteriori.

 

Clicca qui per scaricare la circolare 16/E

 

 

Francesca Ressa

Francesca lavora in ACCA dal 2008. Si è occupata nel corso degli anni di aspetti tecnici e commerciali. E’ autrice di BibLus dal 2012, seguendo tematiche legate alla sicurezza cantieri e opere edili.

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