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CIG fattura elettronica

CIG fattura elettronica: dove si indica?

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Il CIG e il CUP sono due codici alfanumerici da indicare nelle fatture elettroniche emesse verso la Pubblica Amministrazione ai fini della tracciabilità dei pagamenti

Quando si intrattengono relazioni economiche con la Pubblica Amministrazione, specialmente quando coinvolgono l’impiego di fondi pubblici, è essenziale garantire l’identificabilità e la registrazione accurata delle operazioni, sia per motivi fiscali che per mitigare il rischio di attività illecite.

A tale scopo, per facilitare una collaborazione corretta con gli enti pubblici, vengono impiegati codici univoci che assicurano la visibilità e la trasparenza delle operazioni in ogni fase: i codici CIG e CUP.

La mancata o non corretta indicazione del CIG/CUP attribuisce all’ente destinatario il diritto di rifiutare la fattura elettronica. Per inserire correttamente il CIG e CUP all’interno della fattura elettronica puoi usare gratuitamente per 6 mesi il software per la fatturazione elettronica in grado di guidarti in tutti i passi della fatturazione elettronica: dall’emissione al controllo di conformità fino all’archiviazione e conservazione della fattura emessa.

Analizziamo nel dettaglio cosa sono, a cosa servono e dove devono essere inseriti.

CIG fattura elettronica

CIG CUP fattura elettronica – FacTus

Cos’è la fattura elettronica?

La fattura elettronica è un documento informatico, in formato strutturato, trasmesso in modalità telematica al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate e recapitato tramite lo stesso mezzo al soggetto ricevente. Le caratteristiche principali della fattura elettronica sono:

  • integrità: il destinatario deve essere assolutamente certo che il contenuto non sia stato alterato in fase di emissione e trasmissione dei dati;
  • autenticità: il destinatario deve essere assolutamente certo che la fattura provenga da chi l’ha emessa;
  • leggibilità: il documento deve essere disponibile e visualizzabile, anche tramite un processo di conversione del formato, in forma leggibile per l’uomo su di uno schermo;
  • reperibilità: il documento deve essere facilmente reperibile e accessibile per la consultazione;
  • affidabilità: il documento deve essere al sicuro da eventuali danni tecnologici.

CIG e CUP: cosa sono

Al fine di assicurare l’effettiva tracciabilità dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, le fatture elettroniche emesse verso le stesse amministrazioni devono riportare (tranne i casi di esclusione):

  • CIG: codice identificativo di gara;
  • CUP: codice unico di progetto.

Il CIG è un codice attribuito dall’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici. Si tratta di una sequenza alfanumerica con una lunghezza massima di 10 caratteri.

Il CUP, invece, è un codice gestito dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) e caratterizza ogni progetto di investimento pubblico. Ha formato alfanumerico e lunghezza massima di 15 caratteri.

I suddetti codici sono inseriti a cura della stazione appaltante nei contratti relativi a lavori, servizi e forniture sottoscritti con gli appaltatori. Le pubbliche amministrazioni non possono procedere al pagamento delle fatture elettroniche che non riportano i codici CIG e CUP. Il principale riferimento normativo è l’art. 25 del dl 66/2014. 

Dove inserire il codice CIG nella fattura elettronica?

I codici CIG e/o CUP si inseriscono nella sezione dati commessa/convenzione della procedura di emissione della fattura elettronica. Nel video sottostante puoi vedere come è semplice inserire, con il software per la fatturazione elettronica, i codici CIG e CUP.

Come sanare una fattura senza CIG?

L’omissione in fattura di elementi che non pregiudicano la validità fiscale della stessa (codice CIG errato o mancante) può essere sanata mediante l’invio di un nuovo documento utile ad integrare i dati mancanti nel documento originario.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 436/2019, ha precisato che la Pubblica Amministrazione non può procedere al pagamento di una fattura elettronica in cui il cedente/prestatore ha omesso di indicare il codice CIG o ha fornito un codice errato.

Nonostante il CIG non sia elencato tra gli elementi previsti dall’art. 21 del dpr 633/72, l’obbligo di riportare tale codice nella fattura elettronica emessa alla PA è stabilito dall’art. 25 al comma 2 del dl 66/2014. Questo articolo sottolinea che al fine di garantire la tracciabilità dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, le fatture elettroniche emesse nei loro confronti devono riportare il codice CIG, salvo i casi di esclusione stabiliti dalla determinazione dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture del 7 luglio 2011, n. 4 e le situazioni escluse dall’obbligo di tracciabilità secondo la legge 13 agosto 2010, n. 136.

Inoltre, il comma 3 dell’art. 25 stabilisce che le pubbliche amministrazioni non possono procedere al pagamento delle fatture elettroniche prive dei codici CIG e CUP ai sensi del comma 2. In sintesi, le fatture elettroniche emesse alla PA devono contenere il CIG. Nel caso in cui il cedente/prestatore abbia omesso di indicarlo o ne abbia fornito uno errato, la PA può emettere una notifica di rifiuto. Tuttavia, è sempre possibile correggere l’omissione o l’errore inviando un documento che integri o rettifichi i dati mancanti nella fattura elettronica.

 

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