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CIG nuovo codice appalti

CIG 2024: cosa cambia nel nuovo codice appalti

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Vedi aggiornamento (17/03/2024 - Nuove faq Anac su acquisizione CIG)

Cos’è il codice identificativo di gara (CIG) e come cambia dal 2024. Le norme di riferimento e le nuove istruzioni Anac

Il 1° gennaio 2024 è una data importante nel mondo degli appalti pubblici in quanto segna l’inizio della digitalizzazione delle procedure di affidamento.

Se pensi di non essere ancora pronto ad affrontarla, ti propongo una guida e una consulenza secondo il nuovo codice appalti.

Anche il Codice identificativo di gara (CIG) subisce importanti modifiche in seguito alla transizione digitale della PA, a partire dalla modalità di richiesta: dal 1° gennaio 2024 avviene attraverso le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate mediante interoperabilità con i servizi erogati dalla PCP con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).

Scopriamo tutti i dettagli.

CIG appalti: cos’è e quando è obbligatorio?

Il CIG è un codice alfanumerico di 10 cifre che consente di identificare in maniera univoca gare, lotti e contratti e quindi consente di tracciare le movimentazioni finanziarie degli affidamenti di lavori, servizi o forniture.

Secondo quanto riportato nella delibera ANAC n. 261 del 20/06/2023 l’acquisizione del CIG è obbligatoria per tutti i contratti di appalto o di concessione ai fini della tracciabilità, inclusi gli affidamenti diretti, nei settori ordinari e speciali, di qualsiasi importo e a prescindere dalla modalità di affidamento. Per i contratti estranei ed esclusi dall’applicazione del codice si applicano le indicazioni contenute nella Delibera n. 584 del 19/12/2023.

Quando il CIG non è obbligatorio ai fini della tracciabilità?

Sono escluse dall’obbligo di richiesta del codice CIG ai fini della tracciabilità le seguenti fattispecie:

  • i contratti di lavoro conclusi dalle stazioni appaltanti (articolo 56, comma 1, lett. m del D.Lgs. 36/2023);
  • gli appalti di servizi aggiudicati da una stazione appaltante a un ente che sia una stazione appaltante o a un’associazione di stazioni appaltanti in base a un diritto esclusivo di cui esse beneficiano in virtù di disposizioni legislative o regolamentari o di disposizioni amministrative pubblicate che siano compatibili con il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (articolo 56, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 36/2023);
  • gli appalti aggiudicati per l’acquisto di acqua e per la fornitura di energia o di combustibili destinati alla produzione di energia, dei seguenti articoli:
  • il trasferimento di fondi da parte delle amministrazioni dello Stato in favore di soggetti pubblici, se relativi alla copertura di costi per le attività istituzionali espletate dall’ente;
  • l’amministrazione diretta;
  • i risarcimenti corrisposti dalle imprese assicuratrici appaltatrici ai soggetti terzi, estranei al rapporto contrattuale, danneggiati dalle stazioni appaltanti assicurate;
  • gli indennizzi e i risarcimenti corrisposti a seguito di procedure espropriative, poste in essere da stazioni appaltanti o da enti aggiudicatori;
  • gli incarichi di collaborazione ex articolo 7, comma 6, del D.Lgs. 165/2001;
  • le spese effettuate dai cassieri, che utilizzano il fondo economale (solo se tali spese sono state tipizzate dall’amministrazione mediante l’introduzione di un elenco dettagliato all’interno di un proprio regolamento di contabilità ed amministrazione, non sono connesse a contratti d’appalto, sono imprevedibili, indifferibili e finalizzate alla realizzazione di finalità istituzionali dell’Ente);
  • l’erogazione diretta, a titolo individuale, di contributi da parte della pubblica amministrazione a soggetti indigenti o comunque a persone in condizioni di bisogno economico e fragilità personale e sociale, ovvero finalizzati alla realizzazione di progetti educativi;
  • i contratti di associazione che prevedono il pagamento di quote associative;
  • i contratti dell’Autorità giudiziaria non qualificabili come contratti di appalto;
  • le convenzioni in materia di difesa, protezione civile e prevenzione contro i pericoli sottoscritte da organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro, di cui all’art. 56, comma 1, lett. n) del D.Lgs. 36/2023, nel caso in cui questi rivestano carattere non oneroso per l’amministrazione procedente;
  • la sponsorizzazione pura di cui all’art. 134, del D.Lgs. 36/2023;
  • i contratti aventi ad oggetto i servizi forniti da banche centrali di cui all’art. 56, comma 1, lett. i) del D.Lgs. 36/2023.

CIG si o no? Ecco la tabella che chiarisce ogni dubbio

CIG si o no? Questo è il dilemma!

Per fugare ogni dubbio possiamo far riferimento alla tabella chiarificatrice tratta dalla delibera ANAC n. 584 del 19 dicembre 2023.

Riferimento normativo D.Lgs. 36/2023DescrizioneCIGContributo ANAC
Art. 7 comma 4Accordo fra due o più amministrazioni aggiudicatriciNONO
Art. 13 comma 3Procedura ad evidenza pubblica per la scelta del socio privato della società mista alla quale affidare il contratto di appalto o di concessione oggetto esclusivo dell’attività della società mistaSISI
Art. 142 comma 1, lett a) e b)Appalti e concessioni aggiudicati ad una joint venture o ad un ente aggiudicatore facente parte di una joint ventureSINO
Art. 142 comma 2, lett. a) e b)Appalti e concessioni aggiudicati ad un’impresa collegataSINO
Art. 56, comma 1, lett. a (appalti)
Art. 181 comma 2 e art 10 par. 1 Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Appalti e concessioni di servizi aggiudicati da una stazione appaltante/ente concedente a un ente che sia una stazione appaltante/ente concedente o a un’associazione di stazioni appaltanti/enti concedenti in base a un diritto esclusivo di cui esse/i beneficiano in virtù di disposizioni legislative o regolamentari o di disposizioni amministrative pubblicate che siano compatibili con il TFUENONO
Art. 146 comma 3 e art 148 comma 4Appalti e concessioni aggiudicati da particolari stazioni appaltanti/enti concedenti per l’acquisto di acqua e per la fornitura di energia o di combustibili destinati alla produzione di energiaSISI
Art. 148 commi 5 e 6
Art. 181 comma 2 e art. 12 par. 1 Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Esclusioni specifiche per le concessioni nel settore idricoSISI
Art. 144Appalti nei settori speciali aggiudicati a scopo di rivendita o di locazione a terziSISI
Art. 145
Art 46 e art. 19 Dir. 2014/25/UE
(concorsi di progettazione)
Appalti e concorsi di progettazione aggiudicati o organizzati per fini diversi dal perseguimento di un’attività in un Paese terzoSINO
Art. 56, comma 1, lett. b),
Art 46 e art. 8 Dir. 2014/24/UE (concorsi di progettazione)
Art. 181 comma 2 e art. 11 Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Contratti nei settori delle comunicazioni elettronicheSISI
Art. 56, comma 1, lett. c) e d)
Art 46 e art. 9 Dir. 2014/24/UE (concorsi di progettazione)
Art 20 Dir. 2014/25/UE
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 4 Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Contratti e concorsi di progettazione aggiudicati o organizzati in base a norme internazionaliSINO
Art. 56, comma 1, lett. e)
Art 21 Dir. 2014/25/UE
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 8 lett. a) Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Acquisto o locazione di beni immobiliSINO
Art. 56 comma 1, lett. f)
Art 21 lett. i) Dir. 2014/25/UE
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 8 lett. b) Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Contratti nei settori media audiovisivi o radiofoniciSISI
Art. 56, comma 1, lett. g
Art 21 lett. b) Dir. 2014/25/UE
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 8 lett. c) Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Servizi di arbitrato e conciliazioneSISI
Art. 56 comma 1 lett. h)
Art 21 lett. c) Dir. 2014/25/UE
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 8 lett. d) Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Servizi legali esclusi dall’applicazione del codiceSISI
Art.56 comma 1 lett. i)
Art 21 lett. d) Dir. 2014/25/UE
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 8 lett. e) Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Acquisto titoli e strumenti finanziariNONO
Art. 56 comma 1 lett. l)
Art 21 lett. e) Dir. 2014/25/UE
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 8 lett. f) Dir. 2014/23/UE (concessioni)
PrestitiSISI
Art. 56 comma 1 lett. n)
Art 21 lett. h) Dir. 2014/25/UE
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 8 lett. g) Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Servizi di difesa e protezione civile forniti da organizzazioni e associazioni senza scopo di lucroSISI
Art. 56, comma 1, let. o)
Art 149 comma 3
Servizi di trasporto pubblico di passeggeri per ferrovia o metropolitanaSISI
Art. 56 comma 1 lett. p)
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 8 lett. h) Dir. 2014/23/UE (concessioni)
Servizi connessi a campagne politiche aggiudicati da un partito politico nel contesto di una campagna elettoraleSISI
Art. 56, comma 1 lett q)Appalti per l’acquisto di prodotti agricoli e alimentari fino a € 20.000 annui da parte di imprese agricole situate nei comuni individuati dal codiceSINO
Art. 149 comma 4 e Art. 181 comma 2 e art. 10 par 3 Dir. 2014/23/UE (concessioni)Concessioni di servizi di trasporto aereo a norma del Reg CE 1008/2008 del Parlamento europeo e concessioni di servizi di trasporto pubblico di passeggeri ai sensi del Reg CE 1370/2007SISI
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 9 Dir. 2014/23/UE (concessioni)Concessioni di servizi di lotteria aggiudicate ad un operatore economico sulla base di un diritto esclusivoSISI
Art. 181 comma 2 e art. 10 par 10 Dir. 2014/23/UEConcessioni aggiudicate dagli enti aggiudicatori per l’esercizio delle loro attività in un paese terzo in circostanze che non comportino lo sfruttamento materiale di una rete o di un’area geografica all’interno dell’unione europeaSINO
Art. 56, comma 2Opera pubblica realizzata a spese del privatoSISI
Art. 134 comma 4Contratti di sponsorizzazione tecnicaSISI
Art. 13 comma 7 e allegato I.12, art. 5Opere di urbanizzazione primaria di importo inferiore alla soglia funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorioSISI
Art. 135 comma 2Appalti pre-commercialiSISI
Art. 136 comma 1 lett. a) e lett. b)Contratti disciplinati dal decreto legislativo n. 208/2011 e contratti ai quali non si applica neanche il decreto legislativo n. 208/2011, in virtù dell’art. 6 del medesimo decretoSINO
Art. 136 comma 2Appalti pubblici e concorsi di progettazione che richiedono particolari misure per la tutela degli interessi essenziali di sicurezza dello StatoSINO
Art. 139Contratti secretatiSINO

A cosa serve il CIG?

Secondo la normativa di riferimento (Legge 136/2010) il codice identificativo di gara svolge 3 funzioni principali:

  • la prima collegata agli obblighi di comunicazione delle informazioni alla Banca Dati Nazionale dei Contratti pubblici gestita dall’ANAC , per consentire l’identificazione univoca delle gare, dei loro lotti e dei contratti;
  • la seconda legata al sistema di contribuzione posto a carico dei soggetti pubblici e privati sottoposti alla vigilanza dell’Autorità, derivante dal sistema di finanziamento dettato dall’articolo 1, comma 67, della Legge 266/2005, richiamato dall’art. 222, comma 12, del codice dei contratti pubblici;
  • la terza attribuita dalla Legge 136/2010 che affida al codice CIG il compito di individuare univocamente (tracciare) le movimentazioni finanziarie degli affidamenti di lavori, servizi o forniture, indipendentemente dalla procedura di scelta del contraente adottata, e dall’importo dell’affidamento stesso.

In linea con la Legge 136/2010 comma 5:

Ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari, gli strumenti di pagamento devono riportare, in relazione a ciascuna transazione posta in essere dalla stazione appaltante e dagli altri soggetti di cui al comma 1, il codice identificativo di gara (CIG), attribuito dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture su richiesta della stazione appaltante e, ove obbligatorio ai sensi dell’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, il codice unico di progetto (CUP).

Acquisizione CIG dal 1 gennaio 2024: cosa è cambiato

Dal 1° gennaio 2024 l’acquisizione del CIG viene effettuata direttamente dalle piattaforme di approvvigionamento digitale certificate che gestiscono il ciclo di vita del contratto, mediante lo scambio di dati e informazioni con la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP).

Il CIG non deve più essere acquisito inserendo dati in un sistema separato (come accadeva prima con SIMOG/SmartCIG). Non esiste più lo SmartCIG, ora tutti i contratti sono gestiti mediante acquisizione del CIG. Il sistema SmartCIG rimane attivo solo per consentire la visualizzazione degli smartCIG già acquisiti.

La gestione del contratto sulla piattaforma di approvvigionamento digitale certificata consente di acquisire immediatamente il CIG, al momento della gestione della specifica fase del contratto che lo richiede, mediante scambio di dati in modalità interoperabile tra la BDNCP e la piattaforma.

L’acquisizione del CIG è obbligatoria non solo per tutti i contratti pubblici che sono sottoposti alla disciplina del codice, ma anche per diversi tipi di contratti esclusi dal codice, nonché per tutte quelle fattispecie sottoposte agli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari di cui all’articolo 3 della Legge 136/2010 (piano straordinario contro le mafie).

Per gli affidamenti relativi alla sola tracciabilità è prevista una duplice possibilità per acquisire il CIG:

  • ricorrere alle piattaforme certificate: il Registro Piattaforme Certificate (RPC) contiene l’elenco delle piattaforme di approvvigionamento digitale che hanno ottenuto la certificazione per una specifica fase del ciclo di vita dei contratti pubblici, consultabile sul sito ANAC, sezione Registro Piattaforme Certificate;
  • utilizzare un’interfaccia web messa a disposizione dalla Piattaforma contratti pubblici – PCP (sezione della BDNCP), la nuova piattaforma gestita da ANAC che abilita la digitalizzazione del ciclo di vita dei Contratti Pubblici, in conformità a quanto previsto dal D.Lgs. 36/2023.

Le modalità alternative di acquisizione del CIG sono valide fino al 30 giugno 2024, salvo diversa comunicazione.

Smart CIG ANAC 2024

Cosa accade con lo SmartCIG dal 1 gennaio 2024? Come abbiamo accennato a partire dal 1° gennaio 2024, con la piena efficacia della disciplina del D.L.gs 36/2023 e la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dei contratti pubbliciil servizio è attivo solo per la visualizzazione degli SmartCIG già acquisiti, ma non la modifica o la creazione di nuovi.

Come richiedere il CIG dal 1 gennaio 2024?

La richiesta di CIG per procedure assoggettate al D.Lgs. 36/2023, pubblicate a partire dal 01/01/2024, avviene attraverso le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate mediante interoperabilità con i servizi erogati dalla PCP attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).

Resta consentita, fino a nuova comunicazione, l’acquisizione del CIG attraverso il sistema Simog per le procedure i cui bandi o avvisi siano stati pubblicati o le cui lettere di invito sono state inviate entro il 31 dicembre 2023: il sistema Simog consente solo il perfezionamento dei suddetti CIG se la data di pubblicazione del bando o della spedizione della lettera di invito è antecedente il 01/01/2024; i CIG acquisiti successivamente a tale data saranno automaticamente eliminati entro 48 ore se non riferiti a procedure pubblicate entro il 31 dicembre 2023.

CIG e interfaccia web della Piattaforma Contratti Pubblici

Fino al 30 giugno 2024 e solo in alcuni casi, anche al fine dell’assolvimento degli obblighi di comunicazione nei confronti della BDNCP, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono utilizzare l’interfaccia web messa a disposizione mediante la PCP per l’acquisizione del CIG. I casi sono i seguenti:

  • ai soli fini della tracciabilità, per le ipotesi individuate nell’aggiornamento alla determina n. 4/2011 sulla tracciabilità dei flussi finanziari, per le quali era previsa l’acquisizione dello SmartCIG senza limiti di importo;
  • fattispecie previste dalla delibera 214/2022 e successivi aggiornamenti;
  • adesione ad accordi quadro e convenzioni i cui bandi siano stati pubblicati entro il 31.12.2023 con o senza successivo confronto competitivo;
  • ripetizione di lavori o servizi analoghi ai sensi dell’articolo 76, comma 6, del Codice previste dalla documentazione di gara originaria relativa a procedure pubblicate prima del 31.12.2023.

Per poter accedere all’interfaccia web è necessario:

  • essere registrati come utenti dei servizi dell’Autorità;
  • richiedere il profilo di “Responsabile Unico del Progetto” associato al soggetto rappresentato “Stazione appaltante” dalla pagina di creazione profili;
  • attivare il profilo secondo le modalità operative descritte nel manuale richiesta cig 2024 per la registrazione e la profilazione degli utenti;
  • accedere al servizio (eseguire il login con delle credenziali ANAC).

CIG sotto i 5000 euro: 2024

L’acquisizione del CIG è obbligatoria per qualunque procedura di affidamento nei settori ordinari e speciali disciplinata dal codice, inclusi gli affidamenti diretti di importo inferiore ai 5000 €, per i quali prima bastava richiedere lo SmartCIG.

L’ANAC, per consentire alle amministrazioni di adeguarsi ai nuovi sistemi che prevedono l’utilizzo di piattaforme certificate e garantire una transizione efficace verso il digitale, chiarisce che allo scopo di consentire lo svolgimento delle ordinarie attività di approvvigionamento in coerenza con gli obiettivi della digitalizzazione, l’utilizzo dell’interfaccia web messa a disposizione dalla Piattaforma contratti pubblici – PCP, sarà disponibile anche per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro fino al 30 settembre 2024. Tale strumento rappresenta una modalità suppletiva che può essere utilizzata in caso di impossibilità o difficoltà di ricorso alle piattaforme di approvvigionamento certificate, per il primo periodo di operatività della digitalizzazione.

A decorrere dal 1° ottobre 2024, anche per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro sarà obbligatorio il ricorso alle piattaforme certificate.

Acquisizione CIG: le faq dell’ANAC

Sì. Per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro si applicano le indicazioni  contenute nel Comunicato del Presidente dell’ANAC del 10/01/2024 che prevede, fino al 30/9/2024, la possibilità di acquisire il CIG utilizzando, oltre alle piattaforme di approvvigionamento digitale, anche l’interfaccia web messa a disposizione dalla PCP. Per gli affidamenti diretti di importo pari o superiore a 5.000 euro e inferiore a 40.000 euro è necessaria l’acquisizione del CIG attraverso le piattaforme digitali di approvvigionamento certificate.

No, non è più previsto il rilascio di SmartCIG. Per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro si applicano le indicazioni  contenute nel Comunicato del Presidente dell’ANAC del 10/01/2024 che prevede, fino al 30/09/2024, la possibilità di acquisire il CIG utilizzando, oltre alle piattaforme di approvvigionamento digitale, anche l’interfaccia web messa a disposizione dalla PCP. Per gli affidamenti diretti di importo pari o superiore a 5.000 euro e inferiore a 40.000 euro è necessaria l’acquisizione del CIG attraverso le piattaforme digitali di approvvigionamento certificate.

Gli affidamenti dei contratti nel settore della difesa e sicurezza, ai sensi del d.lgs. n.208/2011 sono sottoposti all’obbligo di acquisizione del CIG e all’obbligo comunicativo dei dati alla BDNCP secondo quanto stabilito dalla Delibera n. 584 del 19/12/2023. Nel caso in cui si debba procedere alla pubblicazione sul TED e in ambito nazionale, è necessario ricorrere ad una piattaforma di approvvigionamento digitale certificata che trasmette alla BDNCP le apposite schede, dedicate agli appalti di cui al d.lgs. 208/11.

La norma richiamata, precedente alle disposizioni contenute nel nuovo Codice, non esenta le stazioni appaltanti dall’utilizzo delle piattaforme digitali. Per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro si applicano, dunque, le indicazioni contenute nel Comunicato del Presidente dell’ANAC del 10/01/2024 che prevede, fino al 30/09/2024, la possibilità di acquisire il CIG utilizzando l’interfaccia web messa a disposizione dalla PCP, oltre alle piattaforme digitali.

La stazione appaltante delegata è quella che deve avviare la procedura di affidamento e, quindi, acquisire il CIG che rimane di sua competenza fino al completamento della funzione delegata, e pagare il contributo se dovuto. Solo successivamente alla conclusione della fase delegata il CIG acquisito diventa di competenza dell’amministrazione delegante che, fino a quel momento, potrà soltanto esercitare la visione su di esso.

La fattispecie è assoggettata all’acquisizione del CIG ma non al pagamento del contributo (cfr. Delibera n. 584 del 19/12/2023). La trasmissione dei dati di questa casistica, segue il percorso definito dei contratti esclusi e sottoposti esclusivamente alla tracciabilità dei flussi finanziari.

Si ricorda che il CIG è un codice alfanumerico che consente:

  • l’identificazione univoca di una procedura di affidamento ed il suo monitoraggio, garantendo pubblicità e trasparenza;
  • la tracciabilità dei flussi finanziari collegati ad affidamenti di lavori, servizi o forniture, indipendentemente dalla procedura di scelta del contraente adottata e dall’importo dell’affidamento stesso;
  • l’adempimento degli obblighi contributivi.

Come chiarito nella determinazione n. 4/2011, aggiornata da ultimo con delibera n. 585 del 19 dicembre 2023, gli affidamenti in-house non sono sottoposti agli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari. Restano però valide le ulteriori due cause per l’acquisizione del CIG.

 

BIM Codice Appalti

 

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