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Come chiudere un balcone: idee e permessi necessari

Tempo di lettura stimato: 8 minuti

Perché chiudere un balcone e come farlo? Dai permessi necessari alle idee migliori, ecco tutto ciò che devi sapere per un intervento informato e consapevole

La chiusura di un balcone rappresenta una soluzione versatile per migliorare l’isolamento termico e acustico, espandere lo spazio abitativo o semplicemente creare un ambiente più protetto e confortevole, adatto a essere utilizzato in qualsiasi stagione.

Esistono diverse modalità per chiudere un balcone, ciascuna delle quali va valutata in base alle normative locali vigenti e alle proprie esigenze estetiche e funzionali. A seconda della scelta adottata e dell’utilizzo previsto, potrebbe essere necessario ottenere un titolo abilitativo.

Dalle vetrate scorrevoli alle verande chiuse, scopri vantaggi, permessi e fattori da considerare per trasformare il tuo balcone in uno spazio funzionale e piacevole da vivere.

Per facilitare la progettazione di qualsiasi intervento, ti suggerisco inoltre di utilizzare il software per la progettazione edilizia, che ti consente di disegnare in pianta o in 3D, modellare con oggetti parametrici BIM e di produrre render professionali per ottenere immagini iperrealistiche. Con il software per la gestione progettuale avrai sotto controllo qualsiasi fase dell’iter progettuale.

Cos’è un balcone?

Un balcone è una struttura sporgente dalla facciata di un edificio, dotata di ringhiera o parapetto per scopi di protezione e sicurezza.

Le sue caratteristiche principali comprendono la sua natura esterna all’immobile, la possibilità di essere calpestabile e solitamente di forma allungata, l’offerta di un punto di affaccio panoramico.

Il balcone non solo arricchisce esteticamente l’edificio, ma può assumere varie forme, come la balconata, che è più ampia del normale, o il balcone a loggia, parzialmente incassato nella facciata.

Gli elementi strutturali fondamentali comprendono la soletta, che costituisce il piano calpestabile del balcone, e il parapetto con la relativa ringhiera, che assicurano la sicurezza e definiscono lo stile dell’elemento architettonico.

Differenza tra balcone e terrazzo

Un balcone si differenzia dal terrazzo per diverse caratteristiche fondamentali:

  • il balcone sporge all’esterno della facciata dell’edificio, con dimensioni limitate soprattutto in profondità;
  • il terrazzo, invece, è uno spazio esterno all’appartamento ma incassato all’interno della struttura dell’edificio, senza sporgere dalla facciata.

Inoltre, il terrazzo è solitamente più ampio e vivibile rispetto al balcone, può infatti essere meglio arredato e utilizzato come spazio esterno aggiuntivo. Il balcone invece ha una funzione principalmente di affaccio e decorativa.

Perché chiudere un balcone?

I balconi sono spazi preziosi che possono aggiungere valore e funzionalità all’immobile e ci sono diverse ragioni per cui potrebbe essere vantaggioso chiuderlo.

Ecco i principali vantaggi funzionali di chiudere un balcone:

  • migliorare l’isolamento termico e acustico: le vetrate scorrevoli e le verande chiuse possono aiutare a ridurre la perdita di calore e diminuire il rumore esterno, creando un ambiente più confortevole e silenzioso;
  • aumentare lo spazio abitativo: un balcone chiuso può essere trasformato in uno spazio abitativo aggiuntivo, per ingrandire una camera da letto, un ufficio o un salotto;
  • creare un’area protetta e confortevole: chiudere un balcone può aiutare a creare uno spazio più protetto e confortevole a differenza dei balconi aperti che possono essere esposti a venti, piogge e temperature estreme, rendendoli poco accoglienti;
  • migliorare la sicurezza: le vetrate scorrevoli e le verande chiuse possono aiutare a prevenire l’accesso non autorizzato al balcone e a ridurre il rischio di incidenti;
  • aumentare il valore dell’immobile: una bella terrazza vetrata può aumentare il valore dell’immobile, specialmente se il progetto è ben integrato con l’architettura esterna. Per progettare rispettando i requisiti tecnici e in piena armonia con le linee architettoniche esistenti, ti suggerisco di utilizzare il software per la progettazione edilizia che ti consente di disegnare in pianta o in 3D e di produrre render per ottenere immagini iperrealistiche del nuovo spazio.

Soluzioni per chiudere un balcone

Una delle soluzioni più apprezzate per chiudere un balcone è l’uso delle vetrate scorrevoli, ideali per la loro versatilità e capacità di mantenere la luminosità dell’ambiente. Queste vetrate possono essere temperate, laminate o isolanti.

Il PVC rappresenta un’altra scelta valida ed economica, resistente agli agenti atmosferici e disponibile in diverse forme come avvolgibili, tende e pergole.

Le tende a chiusura ermetica, invece, sono un’opzione economica che protegge dagli agenti atmosferici senza necessitare di permessi per l’installazione.

Ecco alcuni dei metodi più popolari per chiudere un balcone:

  • vetrate panoramiche amovibili (VEPA):
  • strutture in PVC;
  • pergole bioclimatiche;
  • serre bioclimatiche;
  • tende e pergotende;
  • vetrate a fisarmonica;
  • pergolati e gazebo.

Chiudere un balcone con vetrate panoramiche amovibili (VEPA)

Le VePA, acronimo di vetrate panoramiche amovibili, rappresentano soluzioni avanzate utilizzate in progetti di riqualificazione edilizia e valorizzazione urbana. Queste vetrate offrono spazio abitativo aggiuntivo senza alterare la volumetria esistente, contribuendo al risparmio energetico e alla riduzione dell’uso del suolo e del cemento nelle aree urbane.

Realizzate con pannelli di vetro completamente trasparenti e senza infissi visibili, le VePA mantengono un impatto visivo leggero e discreto. I pannelli possono essere disposti a pacchetto o a libro, permettendo di ripiegarli durante la stagione estiva.

Le VePA non alterano le linee architettoniche dell’edificio né aggiungono volume supplementare, ma forniscono una protezione efficace dal freddo, dalla pioggia e dall’inquinamento acustico, oltre a contribuire al risparmio energetico. Grazie alla significativa riduzione della trasmittanza termica, durante il giorno catturano il calore sfruttando l’effetto serra delle vetrate e lo mantengono durante la notte, migliorando l’efficienza energetica complessiva dell’abitazione.

Chiudere un balcone a veranda

Una possibilità interessante per ampliare e migliorare la vivibilità di un balcone è trasformarlo in una veranda. La veranda è struttura chiusa e coperta che trasforma un semplice balcone in uno spazio esterno vivibile e protetto dagli agenti atmosferici, consentendo così di ampliare la superficie abitabile della casa e migliorando l’isolamento termico.

Queste strutture possono essere realizzate con finestre scorrevoli o a battente, ideali per ottimizzare gli spazi anche su balconi di dimensioni ridotte. I materiali più comuni per la costruzione delle verande includono l’alluminio, sia a taglio freddo che termico, e il PVC, entrambi scelti per la loro durabilità e resistenza agli agenti esterni. Arredare una veranda offre la possibilità di utilizzare mobili da giardino o da salotto, selezionando soluzioni adatte all’ambiente esterno.

Trasformare un balcone in veranda: sentenza di riferimento

Secondo la giurisprudenza recente, la trasformazione di un balcone in veranda richiede il rilascio di un permesso di costruire, in quanto comporta una variazione significativa della volumetria e dell’aspetto architettonico dell’immobile. La sentenza n. 2318/2019 del Tar Campania ha chiarito che la realizzazione di una veranda non può essere considerata una mera pertinenza o un intervento di manutenzione, ma costituisce una ristrutturazione che altera i prospetti e la sagoma dell’edificio.

Un caso specifico riportato nella sentenza riguarda la costruzione di una veranda in alluminio anodizzato e vetro su un balcone senza il relativo permesso. Il Comune ha ordinato la demolizione della struttura e il ripristino dello stato originale, contestato dai proprietari che avevano sostenuto la pertinenza dell’intervento e la necessità di una SCIA anziché un permesso di costruire.

In un caso specifico citato nella sentenza, i vigili urbani hanno constatato la realizzazione di una veranda in alluminio anodizzato e vetro su un balcone senza l’adeguato permesso edilizio. Di conseguenza, il Comune ha ordinato la demolizione e il ripristino dello stato originale. I proprietari hanno contestato questa decisione, sostenendo che si trattasse di opere manutentive e pertinenziali, soggette solo alla DIA (ora SCIA).

Tuttavia, il Tar ha stabilito che la trasformazione costituiva una ristrutturazione che richiedeva il permesso di costruire, poiché creava un nuovo volume e modificava i prospetti e la sagoma dell’edificio. Inoltre, il Tar ha precisato che le verande non possono essere considerate pertinenze ai fini urbanistici, poiché assumono una funzione autonoma rispetto all’edificio principale, rappresentando un intervento significativo che deve essere regolamentato adeguatamente dalle norme edilizie locali.

Scopri quando è possibile installare una veranda senza permessi.

Chiudere un balcone con legno

Chiudere un balcone utilizzando il legno rappresenta un’opzione elegante e funzionale per ottimizzare l’utilizzo dello spazio esterno in ogni stagione.

La progettazione di una struttura in legno per la chiusura può prevedere soluzioni complete o parziali, integrando eventualmente vetrate per garantire la luminosità dell’ambiente.

Il legno lamellare si configura come materiale ideale per la struttura portante grazie alla sua resistenza e stabilità nel tempo. Per le parti trasparenti, come finestre o vetrate, il vetro temperato o vetro camera rappresenta una scelta ottimale per migliorare l’isolamento termico e acustico dell’ambiente interno. È essenziale trattare il legno con vernici o impregnanti specifici per esterni, che proteggano il materiale dagli agenti atmosferici e dai raggi UV, preservandone la durabilità nel tempo.

È sempre importante verificare se è necessario ottenere un permesso edilizio dal Comune per la chiusura permanente di un balcone, poiché questa operazione spesso comporta un aumento della volumetria dell’edificio, soggetto quindi a regolamenti urbanistici specifici.

Chiudere un balcone in alluminio

Una soluzione alternativa al legno è l’alluminio, una scelta eccellente per migliorare estetica, funzionalità e il risparmio energetico.

L’alluminio si caratterizza per la sua resistenza e proprietà isolanti. È disponibile in diverse varianti come standard, a taglio termico e combinati con legno per un effetto più caldo.

Anche in questo caso è possibile integrare la struttura con vetri temperati o stratificati, ideali per garantire sicurezza e isolamento acustico, o con vetrate scorrevoli che offrono versatilità e facilità d’uso.

Chiudere un balcone: quali permessi?

Chiudere un balcone può comportare la necessità di ottenere un permesso edilizio a seconda del tipo di intervento prescelto.

Per la chiusura con strutture permanenti, come verande fisse, è generalmente richiesto un titolo abilitativo. Questi interventi infatti influiscono sulla volumetria e sulla sagoma dell’edificio, pertanto potrebbe essere necessaria la presentazione di una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) o il rilascio di un vero e proprio permesso di costruire.

Al contrario, esistono alcune soluzioni che non richiedono permessi specifici poiché rientrano in edilizia libera. Questo è il caso delle strutture amovibili e non permanenti, come pergole, gazebo, tende a pergola e pergotende, che devono essere facilmente rimovibili senza alterare permanentemente la struttura dell’edificio.

Prima di avviare qualsiasi lavoro, è inoltre fondamentale verificare le normative locali in materia antisismica, antincendio, igienico-sanitaria, di efficienza energetica, e di tutela paesaggistica e culturale. Per edifici soggetti a vincolo paesaggistico o ambientale, potrebbe essere richiesto un parere dalla Sovrintendenza.

Chiudere un balcone senza i necessari permessi costituisce un abuso edilizio, con conseguente obbligo di rimozione della struttura e possibili sanzioni amministrative o penali. Per non incorrere in sanzioni, ti suggerisco di utilizzare il software per i titoli abilitativi che, con uno specifico wizard, ti aiuta ad individuare i titoli abilitativi in funzione dell’intervento e con cui disponi di tutti i modelli per l’edilizia unificati, standardizzati e aggiornati.

Come chiudere un balcone senza permessi

Se si desidera chiudere un balcone senza dover ottenere permessi, è necessario utilizzare strutture amovibili e non permanenti, che non aggiungono volumetria o modificano le linee architettoniche dell’edificio.

Alcune tra le principali soluzioni:

  • le pergole e i gazebo: strutture leggere e facilmente rimovibili che non richiedono permessi, a patto che non siano ancorate stabilmente al suolo;
  • le tende a pergola (pergotende): una protezione temporanea dagli agenti atmosferici;
  • vetrate amovibili (VEPA): strutture impacchettate e rimosse facilmente.

Si può chiudere un balcone in condominio?

Per chiudere un balcone in condominio, è fondamentale consultare il regolamento condominiale per verificare eventuali restrizioni riguardanti modifiche e lavori privati su facciata condominiale.

Inoltre, è sempre una buona prassi informare l’amministratore del condominio e ottenere il consenso dell’assemblea condominiale per evitare contestazioni future, assicurandosi che le modifiche non compromettano la stabilità, la sicurezza e l’estetica dell’edificio.

Sentenze di riferimento

Di seguito si propongono una serie di casi della giurisprudenza che approfondiscono degli aspetti fondamentali per la chiusura di balconi, verande ed altre strutture.

Ampliamento del balcone: quale titolo edilizio occorre?

Nella sentenza n. 7406/2021, il Tar Campania ha chiarito che l’ampliamento di un balcone richiede sempre il permesso di costruire seppur originariamente pertinenziale.

Il caso riguardava un balcone esistente modificato con l’aggiunta di una copertura in legno lamellare, senza il necessario titolo edilizio. Il Comune aveva emesso un’ordinanza di demolizione per ripristinare lo stato originario, ritenendo l’intervento soggetto a permesso di costruire. Il Tar ha respinto il ricorso della proprietaria, confermando che l’ampliamento comportava modifiche rilevanti all’edificio che ne giustificavano la necessità del permesso edilizio. Inoltre, ha precisato che la presentazione di un’istanza di accertamento di conformità non sospende automaticamente l’ordine di demolizione, salvo per specifiche condizioni di sanatoria previste dalla legge 47/1985, non applicabili in questo contesto. Di conseguenza, il ricorso della proprietaria è stato respinto.

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