chiarimenti-entrate-legge-rilancio

Ecco i chiarimenti delle Entrate sulle misure della legge Rilancio

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Dall’Agenzia le risposte ai quesiti pervenuti su alcune misure della legge Rilancio: dai contributi a fondo perduto al credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro

Con la circolare n. 25/E del 20 agosto 2020, l’Agenzia delle Entrate risponde ai quesiti posti dalle associazioni di categoria, dagli operatori e dai contribuenti, su alcune misure contenute nel decreto Rilancio n. 34/2020, convertito con modificazioni, dalla legge n. 77/2020.

Il contenuto della circolare

La circolare si appresta al chiarimento di alcuni quesiti posti in ambito applicativo in materia di:

  1. sostegno alle imprese e all’economia:
    • versamento IRAP;
    • contributi a fondo perduto;
    • credito d’imposta canoni di locazione;
  2. altre misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali:
    • bonus professionisti;
  3. misure fiscali:
    • credito d’imposta detrazioni fiscali in edilizia;
    • credito d’imposta sanificazione ambienti di lavoro;
    • cumulabilità della sospensione dei termini processuali e della sospensione nel procedimento di accertamento con adesione;
    • proroga dei termini di ripresa della riscossione per i soggetti di cui agli articoli 61 e 62 del dl CuraItalia;
    • sospensione del versamento degli importi richiesti a seguito del controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni;
    • sospensione della compensazione tra credito d’imposta e debito iscritto a ruolo;
    • sospensione dei versamenti delle somme dovute a seguito di atti di accertamento con adesione, conciliazione, rettifica e liquidazione, liquidazione e di recupero dei crediti d’imposta;
    • differimento del periodo di sospensione della notifica degli atti e per l’esecuzione dei provvedimenti di sospensione della licenza/autorizzazione amministrativa all’esercizio dell’attività/iscrizione ad albi e ordini professionali;
    • proroga del periodo di sospensione delle attività dell’agente della riscossione;
    • proroga dei termini al fine di favorire la graduale ripresa delle attività economiche e sociali;
  4. misure per l’editoria:
    • credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari.

Bonus professionisti

Particolare interesse riveste il quesito che riguarda le “NUOVE INDENNITÀ PREVISTE PER I LAVORATORI DANNEGGIATI DALL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19 (art. 84)“.

Il decreto prevede, a sostegno dei lavoratori, al comma 2 dell’art. 84 una indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro a favore di liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del decreto, che:

  • siano iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
  • non siano titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 % del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019.

Per la determinazione del reddito sul quale deve essere verificata la riduzione del 33 % prevista, viene stabilito che lo stesso deve essere individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento.

Il quesito

Dall’art. 84, comma 2, si legge che il reddito “è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento“, il contribuente chiede se questo criterio risulti applicabile a prescindere dal regime contabile/fiscale adottato dal professionista, ovvero che sia il regime ordinario, il regime dei minimi o il regime forfetario.

In particolare, considerato che, nell’ambito del regime forfetario di cui alla legge n. 23 dicembre 2014, n. 190, la determinazione del reddito prescinde dalla misurazione dei costi sostenuti, si chiede di confermare che anche ai fini della sussistenza della condizione in esame possa essere mantenuta la stessa semplificazione, in maniera tale che lo scostamento del reddito possa essere misurato applicando ai compensi percepiti nel bimestre interessato la percentuale forfetaria del 78 % prevista dalla predetta norma.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

La risposta delle Entrate è positiva, nel senso che la misurazione dello scostamento del reddito e l’attribuzione della nuova indennità prescinde dal regime contabile adottato dal professionista, sia esso regime ordinario o regime forfetario.

Le Entrate sottolineano che:

Il regime forfettario previsto dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge di stabilità per il 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190) e successive modificazioni, rileva, quindi, su un piano diverso e cioè ai fini della determinazione dell’imposta dovuta dal professionista e delle semplificazioni contabili previste anche ai fini delle imposte dirette.

Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli di BibLus-net:

Credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro

La circolare delle Entrate fa riferimento a due quesiti posti sull’art. 125 del decreto (credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione), in merito alla:

  • certificazione occorrente all’attività di sanificazione;
  • pulizia impianti di condizionamento.

I quesiti

Il contribuente chiede maggiori delucidazioni sulla certificazione redatta da operatori professionisti e sulla base di specifici protocolli regolamentari da presentare relativamente alle attività di sanificazione degli ambienti di lavoro per ridurre o eliminare il rischio di contagio da Covid-19.

Inoltre, ferme restando le linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive che prescrivono in linea generale l’esclusione totale della funzione del ricircolo d’aria degli impianti di condizionamento e la garanzia della pulizia dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati, chiede se le attività di pulizia degli impianti di condizionamento possono rientrare tra le spese sostenute per la sanificazione degli ambienti di lavoro.

Le risposte dell’Agenzia delle Entrate

Le Entrate sottolineano che occorre far riferimento al Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali, i cui contenuti sono trasfusi nell’allegato 12 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 maggio 2020, ovvero in ulteriori protocolli, anche a carattere territoriale, sottoscritti dagli esercenti attività d’impresa e dagli enti territoriali, secondo le indicazioni ivi contenute temporalmente vigenti alla data di esecuzione degli interventi.

Sarà quindi cura delle imprese che svolgono tale attività, rilasciare certificazione che attesti l’avvenuta sanificazione nel rispetto di tale protocollo.

In merito al secondo quesito la risposta è, in via generale, negativa. Le Entrate infatti precisano che l’attività di pulizia dei filtri degli impianti di condizionamento rientra nelle normali attività di manutenzione dell’impianto per cui, in termini generali, tale attività non può rientrare in operazioni di sanificazione di prevenzione anticovid.

Tuttavia l’Agenzia successivamente aggiunge che:

le spese di pulizia degli impianti di condizionamento, diverse da quelle sostenute per le ordinarie prassi di manutenzione degli impianti e dei relativi filtri (ad esempio pulizia/sostituzione stagionale come sopra citata), finalizzate ad aumentare «la capacità filtrante del ricircolo» attraverso, ad esempio, la sostituzione dei «filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate», mantenendo livelli di filtrazione/rimozione adeguati, possono rientrare tra quelle di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 125 del Decreto, rilevanti ai fini della determinazione del credito d’imposta di cui all’articolo 125 del Decreto.

 

Clicca qui per scaricare la circolare n. 25/E dell’Agenzia delle Entrate

 

certus-ldl

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *