sblocco cessione dei crediti

Ok alla cessione nei confronti di correntisti con partita Iva

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Presentato un emendamento al decreto Aiuti: ok alla cessione da parte degli istituti di credito nei confronti dei correntisti in possesso di partita Iva

Le modifiche alla disciplina della cessione dei crediti fiscali (art. 121, comma 1 DL 34/2020) legati alle detrazioni per lavori edili continuano (vedi articolo: Il Superbonus compie 2 anni: lo stato dei fatti e la possibile ripresa).

La proposta sarebbe quella di consentire già dal 16 luglio agli istituti di credito la cessione dei crediti fiscali nei confronti dei correntisti in possesso di partita Iva e non più solo ai clienti che hanno la qualifica di clienti professionali privati.

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Cessione del credito e decreto aiuti

Tra le ultime modifiche che ha subito il meccanismo della cessione dei crediti c’è quella inserita nel decreto aiuti (art. 14, dl n. 50/2022) che introduce la possibilità per gli intermediari finanziari di cedere i crediti acquisiti ai propri correntisti, “professionali privati”, senza dover attendere le due cessioni possibili nell’ambito degli stessi intermediari finanziari (vedi articolo precedente di BibLus: Quarta cessione: l’identikit del beneficiario).

Nel dettaglio, due sono le modifiche che il decreto Aiuti apporta:

  • consente agli intermediari finanziari di cedere i crediti acquistati dalle imprese o dai privati a un soggetto fuori dal circuito bancario senza dover effettuare obbligatoriamente i due passaggi previsti nell’ambito degli stessi intermediari finanziari;
  • la cessione dei crediti fuori dal circuito bancario può essere effettuata solamente ai correntisti “professionali privati” che riduce, quindi, la platea dei soggetti a cui gli intermediari finanziari possono cedere i crediti acquistati dal 1° maggio 2022.

Ricordiamo, infatti, che queste novità previste dal dl Aiuti sono in vigore esclusivamente per le prime cessioni dei crediti effettuate a decorrere dal 1° maggio 2022.

La situazione attuale

Le norme attualmente in vigore prevedono:

  • prima cessione sempre libera, ossia possibile nei confronti di qualunque soggetto interessato, sia da parte dei committenti sia da parte dei fornitori che hanno applicato lo sconto in fattura;
  • seconda cessione da parte di chi ha acquistato il credito da un committente o da un fornitore solo all’interno del sistema degli operatori qualificati, vale a dire banche e intermediari finanziari iscritti all’albo, società appartenenti a un gruppo bancario, imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia, con possibilità di una ulteriore cessione sempre nei confronti degli operatori “qualificati”;
  • terza cessione solo nei confronti degli operatori qualificati, senza possibilità di ulteriori cessioni;
  • cessione “libera” per le banche e le società appartenenti ad un gruppo bancario, che possono cedere in qualunque momento i crediti a propri correntisti clienti professionali privati, obbligati però ad utilizzare il credito solo in compensazione.

quarta cessione del credito

 

Una soluzione prospettata per riaprire le operazioni di acquisto di crediti da committenti e fornitori sarebbe quella di ampliare la platea degli acquirenti dei crediti ai clienti delle banche titolari di partita Iva.

quarta cessione del credito

Emendamento al decreto Aiuti

In Commissioni riunite V-VI in sede referente alla Camera dei Deputati sono stati presentati, infatti, degli emendamenti all’art. 14 del decreto aiuti in materia di Superbonus 110%.

In particolare, il Governo ha depositato un emendamento, approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, che riscrive ancora una volta le norme sulla cessione del credito. Per sbloccare il settore e permettere di cedere i crediti a tutti i soggetti professionali e le partite Iva, non solo i privati, arriva la modifica all’art. 121, comma 1, lettere a) e b) del decreto Rilancio, sostituendo le parole «a favore dei clienti professionali privati di cui all’articolo 6, comma 2-quinquies, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58» con le seguenti «a favore di soggetti diversi dai consumatori o utenti di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206».

In pratica, la maggioranza ha chiesto al Governo di ampliare la platea dei soggetti ai quali le banche potranno cedere i crediti, non più solo ai clienti che hanno la qualifica di clienti professionali privati, ossia imprese di grandi dimensioni.

Con l’emendamento approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, le banche e le società appartenenti a gruppi bancari potranno cedere sempre i crediti d’imposta derivanti dai bonus edilizi, a soggetti non rientranti nella definizione di consumatori o utenti retail, che abbiano stipulato un contratto di conto corrente con la stessa banca cedente ovvero la banca capogruppo.

Dovrebbero essere confermate, infatti, le altre condizioni introdotte dal decreto Aiuti, quali:

  • i cessionari devono aver stipulato un contratto di conto corrente con la banca cedente o con la banca capogruppo;
  • i cessionari non hanno facoltà di operare ulteriori cessioni.

In questo modo le banche avranno la possibilità di sbloccare i crediti tuttora in sospeso (circa 5 miliardi secondo i dati comunicati dalle Entrate) e acquistarne dei nuovi.

 

In allegato la guida dell’Agenzia delle Entrate sul funzionamento della Piattaforma (vedi articolo: Cessione del credito: ecco come funziona la Piattaforma per la comunicazione).

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