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Cessione del credito 2024: come funziona e come è cambiata

Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Vedi aggiornamento (03/04/2024 - Cessione del credito: il blocco del D.L. 39/2024)

Quando la cessione del credito è ancora un’opzione possibile? Come funziona? Quali banche accettano la cessione del credito

La cessione del credito, inserita nel decreto rilancio del 2020, è l’istituto giuridico che prevede la cessione del credito d’imposta derivante dalle detrazioni fiscali a soggetti terzi come intermediari finanziari, banche e ditte appaltatrici.

Si tratta di un accordo attraverso cui puoi trasferire il diritto su un credito di diversa natura a un terzo, autorizzandolo a riscuotere la somma nei confronti del debitore. Nel corso del tempo la normativa sulla cessione del credito ha subito svariate modifiche che bisogna considerare necessariamente per poter continuare a godere dei benefici fiscali previsti. Per gestire le pratiche in maniera corretta senza il rischio di commettere errori che possano seriamente pregiudicare le agevolazioni, puoi usare il software che ti guida “step by step” ai controlli per il visto di conformità e per la cessione del credito.

Cessione del credito: cos’è

Come abbiamo detto, la cessione del credito è un accordo contrattuale attraverso il quale si trasferisce il diritto di credito di un soggetto (definito cedente) ad un acquirente terzo (il cessionario) che lo acquista ad un determinato prezzo, per poi procedere alla riscossione nei confronti del debitore (il ceduto).

Dunque, i soggetti interessati nella cessione del credito sono:

  • il ceduto è il debitore, ossia colui al quale il cessionario chiederà di saldare il credito acquisito;
  • il cedente è colui che ha il diritto su un credito;
  • il cessionario è colui che acquisisce il credito e lo gestisce (solitamente si tratta di una banca).

Cessione del credito: tipologie

La cessione del credito può essere di 2 tipologie:

  • cessione pro soluto: si verifica quando il creditore che cede il credito garantisce al cessionario soltanto la sua esistenza, senza dare garanzie relative al fatto che il debitore ne provveda effettivamente al pagamento. In questo caso, quindi, il rischio dell’inadempimento passa al cessionario;
  • cessione pro solvendo: si verifica quando il creditore cedente deve garantire l’esistenza del credito ceduto ma anche la solvibilità del debitore. Se il debitore ceduto non provvede al pagamento, il cessionario ha diritto di rivalersi sul cedente.

Come funziona la cessione del credito?

La cessione dei crediti consiste nella possibilità in capo al beneficiario di una detrazione fiscale di cedere, dietro opportuno corrispettivo, il credito maturato a seguito del sostenimento di una spesa per lavori edilizi agevolati. In sostanza, il contribuente sostiene una spesa per lavori edilizi e matura un credito Irpef (o Ires in alcuni casi), in una percentuale prestabilita rispetto alla spesa sostenuta.

Il contribuente può utilizzare il credito in maniera diretta, compensando le proprie imposte nei confronti del fisco oppure può scegliere di cedere il suo credito a una terza persona. In questo caso, il contribuente è detto cedente e il soggetto che riceve il credito è detto cessionario.

L’art. 121  del D.L. 34/2020 ha dato la possibilità di cedere il credito a chiunque, anche alle banche o agli istituti di credito. Inizialmente era possibile procedere ad un numero illimitato di cessioni; successivamente, a seguito del D.L. antifrodi del novembre 2021 e della Legge di Bilancio 2022, il numero di cessioni è stato fortemente ridimensionato e sono subentrate anche cessioni qualificate.

Chi effettua la cessione del credito?

Come abbiamo appena descritto nei paragrafi precedenti, la cessione del credito è disciplinato dall’art. 121 del D.L. 34/2020, che è stato sottoposto a numerose modifiche. Si è passati da una cessione libera nei confronti di più cessionari a una cessione limitata fino a un massimo di 5, fino ad arrivare al blocco sostanziale di tale meccanismo dovuto dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 11/2023.

In sostanza, è possibile usufruire della cessione del credito e dello sconto in fattura solo se entro il 16 febbraio 2023 (data di pubblicazione in Gazzetta del del decreto blocca cessioni) risultino presentate la CILA-S e la delibera assembleare. In caso contrario sarà possibile optare solo per la detrazione diretta.

Cessione del credito: il blocco del D.L. 39/2024

Il D.L 39/2024, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 75 del 29 marzo 2024, introduce importanti restrizioni alle agevolazioni fiscali in edilizia e abolisce le poche deroghe ancora concesse in materia di cessione del credito e sconto in fattura.

Queste le misure previste:

  • stop dal 30 marzo allo sconto in fattura e alla cessione del credito anche per barriere architettoniche, case popolari (Iacp), cooperative di abitazioni, onlus (salvi solo i lavori già avviati e gli interventi in zone colpite dal sisma);
  • stop alla remissione in bonis (termine ultimo per la comunicazione dell’opzione della cessione del credito fissato al 4 aprile 2024).

Cessione del credito: quando è ammessa

Superbonus 110% e rafforzato in zone sismiche

Il D.L. 39/2024 salva dal blocco dello sconto in fattura e della cessione del credito gli interventi realizzati su immobili danneggiati da eventi sismici verificatisi il 6 aprile 2009 e da quelli accaduti a partire dal 24 agosto 2016 nei comuni dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

L’agevolazione, in questo caso, viene mantenuta fino a esaurimento dei fondi disponibili pari a 400 milioni di euro per l’anno 2024, dei quali, 70 milioni per gli eventi sismici verificatisi il 6 aprile 2009.

Tutto sul Superbonus rafforzato

Bonus barriere architettoniche

Il D.L. 39/2024 ha bloccato le opzioni della cessione del credito e dello sconto in fattura per il bonus barriere architettoniche che possono essere utilizzate solo per le spese sostenute fino al 30 marzo 2024.

Per capire come muoversi è utile un breve “recap” delle disposizioni normative emanate negli ultimi mesi.

Come abbiamo appena visto, il D.L. 212/2023 ha imposto delle restrizioni sia sugli interventi che possono essere agevolati, sia sulle condizioni per ottenere sconti in fattura e cedere il credito.

Infatti, dal primo gennaio 2024 non è più possibile ottenere sconti in fattura né procedere alla cessione del credito, ad eccezione degli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche per i quali, prima dell’entrata in vigore del D.L. 212/2023 (29 dicembre 2023), sia stata presentata la seguente documentazione:

  • risulti presentata la richiesta del titolo abilitativo, ove necessario
  • siano già iniziati i lavori oppure, nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia già stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo, se per gli interventi non è prevista la presentazione di un titolo abilitativo.

L’art. 3, comma 2, del D.L. 212/2023, che modifica l’art. 2 comma 1-bis D.L. 11/2023, stabilisce che possono usufruire per il tutto 2024 dello sconto in fattura e della cessione del credito i seguenti soggetti

  • condòmini, in relazione a interventi su parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa;
  • persone fisiche, in relazione a interventi su edifici unifamiliari o unità abitative site in edifici plurifamiliari, a condizione che il contribuente:
    • sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare;
    • abbia adibito la stessa unità immobiliare ad abitazione principale;
    • abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. Tale requisito reddituale non si applica se nel nucleo familiare del contribuente è presente un soggetto in condizioni di disabilità accertata.

Arriviamo al D.L. 39/2024, che all’art. 1 comma 4 riconosce l’agevolazione – alle stesse condizioni previste dal D.L. 212/2023 – solo fino al 29 marzo 2024,

Per le spese sostenute dopo il 30 marzo 2024, sono “salvi” gli stessi interventi per i quali entro il 29 marzo 2024, salvi i requisiti già previsti dal D.L. 212/2023:

  • risulti presentata la richiesta del titolo abilitativo, ove necessario
  • siano già iniziati i lavori oppure, nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia già stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo, se per gli interventi non è prevista la presentazione di un titolo abilitativo.

IACP e ONLUS: regime transitorio

Per IACP, le cooperative e le organizzazioni non lucrative di utilità sociale vale il regime transitorio previsto dal comma 2 dell’art. 1 del D.L. 39/2024 che consente l’applicazione delle disposizioni previgenti più favorevoli, fissate dell’articolo 2, commi 3-bis e 3-quater, del citato Dl n. 11/2023, in caso di spese sostenute in relazione a interventi per i quali, entro il 29 marzo 2024:

  1. risulti presentata la comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), in caso di lavori per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico, effettuati non da condomini
  2. risulti adottata la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori e risulti presentata la stessa Cila, in caso di lavori per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico, effettuati da condomini
  3. risulti presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo, in caso di lavori per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico, in caso di demolizione e ricostruzione di edifici
  4. risulti presentata la richiesta del titolo abilitativo, ove necessario, se gli interventi non riguardano l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico
  5. siano già iniziati i lavori, oppure, nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo, se gli interventi non riguardano l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e per quali non è prevista la presentazione di un titolo abilitativo.

Tale deroga si applica anche alle spese sostenute per interventi effettuati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, nella misura del 110%, nonché per immobili danneggiati dagli eventi meteorologici verificatisi a partire dal 15 settembre 2022, per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza con le deliberazioni del Consiglio dei ministri 16 settembre 2022 e 19 ottobre 2022, situati nei territori della regione Marche, per i quali, entro il 30 marzo 2024, sia stata presentata la documentazione oppure istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo.

Stop retroattivo per chi non ha ancora avviato i lavori e sostenuto alcuna spesa entro il 30 marzo

Il D.L. 39/2024 esclude dall’opzione della cessione del credito i contribuenti che non hanno iniziato i lavori agevolati con i bonus edilizi pur avendo presentato CILAS, titolo abilitativo o delibera assembleare entro il 16 febbraio 2023 così come previsto dal D.L 11/2023.

Per usufruire di una delle 2 opzioni alternative (cessione del credito o sconto in fattura), è necessario documentare i lavori già effettuati con fattura entro il 30 marzo 2024. In sostanza, pur avendo avviato una pratica CILAS entro la data sopra indicata, se non si dispone di regolare fattura di pagamento dei lavori si perde automaticamente l’accesso alla cessione del credito con l’unica possibilità di poter usufruire della detrazione decennale del credito d’imposta.

In pratica, il D.L. 39/2024 salva le opzioni previste dall’art.121 del D.L. 34/2020 qualora, alla data del 29 marzo 2024 (pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 39/2024), siano rispettate le seguenti condizioni:

  • pagamento della spesa sostenuta collegato ad una fattura;
  • realizzazione dell’intervento.

Cessione del credito: responsabilità solidale

Si parla di responsabilità solidale quando più soggetti risultano debitori nei confronti di un creditore, che può esigere l’intero pagamento sia da qualsiasi debitore, indifferentemente e secondo la propria volontà. La legge 38/2023 di conversione del D.L. 11/2023 introduce una serie di documenti per l’esonero della responsabilità dei cessionari.

In particolare, l’art. 1 comma 1 lett. b) prevede che il concorso nella violazione e la conseguente responsabilità in solido sono in ogni caso escluse per i cessionari che siano in possesso dei seguenti 11 documenti:

I soggetti cessionari dei crediti d’imposta e delle detrazioni per interventi edilizi possono utilizzare la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate. Devono accedere tramite area autenticata del sito e nello specifico accedere alla piattaforma “Cessione crediti“.

In questa sezione dedicata possono visualizzare i crediti ricevuti, accettarli o rifiutarli ed effettuare le operazioni consentite dalle disposizioni vigenti. Accedere alla piattaforma è semplice, basta autenticarsi e seguire il percorso “Servizi – Agevolazioni” e cliccare sul collegamento Piattaforma Cessione Crediti.

Gli istituti di credito che, prima della fine del 2023, avevano deciso di mantenere tra i loro servizi anche quelli della cessione del credito o di riattivarlo (anche dopo le limitazioni poste a febbraio 2023 con il decreto blocca cessioni) sono:

  • BPER Banca: il valore stanziato ammonta a 630 milioni di euro destinato al processo di recupero dei crediti fiscali associati al Superbonus e ad altre iniziative di riqualificazione energetica;
  • Intesa Sanpaolo: dopo una fase di sospensione dovuta al completamento delle pratiche dell’anno precedente, la piattaforma Deloitte è stata nuovamente aperta per le richieste. Attualmente, sono disponibili due opzioni: cessione del credito (in relazione all’avanzamento dei lavori edili) e liquidità (per il completamento delle attività edilizie). I crediti d’imposta accettati riguardano il Superbonus, l’ecobonus al 65% e il bonus ristrutturazioni;
  • Poste Italiane (da ottobre 2023): è attivo per i beneficiari originari del credito d’imposta (noti come prime cessioni) e si riferisce alle quote annuali a partire dal 2024 per crediti maturati nel 2023 o rate residue di spese sostenute in anni precedenti. L’importo massimo cedibile è di 50.000 euro per cliente con un limite complessivo di 150.000 euro, considerando tutte le cessioni effettuate con Poste Italiane a partire dal settembre 2020;
  • Sparkasse: accetta la cessione del credito stanziando oltre 20 milioni di euro a maggio per finanziare crediti d’imposta maturati attraverso il Superbonus e altri incentivi edilizi. È possibile aderire alla cessione del credito per importi da 10.000 € a 500.000 €, previa condizione di essere correntisti con una storia creditizia consolidata presso la banca;
  • Unicredit: ha comunicato anticipatamente ai suoi correntisti l’apertura per il 2023 della cessione del credito attraverso la società EBS Finance. Questa iniziativa consente di recuperare gli investimenti e i crediti fiscali legati a lavori già eseguiti. La cessione del credito è disponibile per i clienti che hanno crediti da sconto in fattura, spese del 2022 e investimenti tra 10.000 euro e 600.000 euro, inclusi Superbonus, bonus casa, eco-sismabonus e altre iniziative di riqualificazione energetica.

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