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Cespiti aziendali

Cespiti aziendali: cosa sono e come si gestiscono

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Cosa sono i cespiti aziendali, come avviene la gestione e cos’è il registro dei beni ammortizzabili obbligatorio per legge

I cespiti aziendali, conosciuti anche come immobilizzazioni (o beni strumentali), costituiscono una parte significativa del patrimonio aziendale e rivestono un ruolo fondamentale nella produzione e nell’erogazione dei servizi. La gestione dei cespiti, pertanto, non si limita alla semplice registrazione contabile, ma include una serie di pratiche complesse e articolate che spaziano dall’acquisizione alla manutenzione, fino alla dismissione dei beni. Scopriamo tutti i dettagli.

Cespiti aziendali: cosa sono?

Qual è il significato di “cespiti aziendali”? In ambito economico si riferisce a qualsiasi bene, sia materiale che immateriale, che contribuisce ai profitti di un’azienda e alla creazione di valore. I cespiti hanno una vita utile di più anni e non sono destinati al normale ciclo della vendita. Sono beni ammortizzabili utilizzati dall’azienda nel processo produttivo. In inglese, i cespiti aziendali sono chiamati “assets“, un termine che è diventato familiare e ampiamente utilizzato negli ultimi anni. Volendo fare degli esempi di cespiti in riferimento ad una azienda, essi possono essere: macchinari, stampanti, immobili, terreni, software, strumentazione tecnica, ecc.

Gestione dei cespiti aziendali

La corretta gestione dei cespiti aziendali è fondamentale per l’efficacia e la sostenibilità di un’azienda. Questa gestione include:

  • valutazione: necessaria per determinare il loro valore e la loro utilità per l’azienda;
  • conservazione: è importante per mantenere la loro utilità e valore;
  • utilizzo: deve essere efficiente ed efficace per raggiungere gli obiettivi aziendali;
  • ripristino: è necessario in caso di perdita o deterioramento per mantenere la loro utilità e valore.

Puoi gestire facilmente i cespiti aziendali grazie al software contabilità di cantiere.

I vantaggi di una gestione performante dei cespiti

Una gestione accurata di ciascun cespite aziendale offre numerosi vantaggi significativi. Innanzitutto, consente di conoscere con precisione, in qualsiasi momento, la posizione esatta di un determinato asset aziendale. Questo livello di tracciamento dettagliato è fondamentale per evitare sanzioni dovute a mancata o falsa fatturazione e per prevenire il rischio di furti.

Inoltre, una gestione precisa dei cespiti facilita un ammortamento accurato, permettendo all’azienda di recuperare integralmente le somme ammortizzabili. Ciò significa che l’azienda può massimizzare i benefici fiscali e finanziari derivanti dall’ammortamento, ottimizzando così le risorse disponibili.

Un altro vantaggio fondamentale di una gestione attenta dei cespiti è la possibilità di estendere la vita utile dei beni. Questo è particolarmente importante per macchinari, veicoli, edifici e altri asset simili, poiché una gestione oculata consente di registrare e programmare in modo efficiente gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. La manutenzione regolare e tempestiva non solo mantiene i beni in condizioni ottimali, ma previene anche costosi guasti e interruzioni operative, contribuendo a migliorare la produttività e la redditività dell’azienda nel lungo termine.

Libro dei cespiti: quando il registro dei beni ammortizzabili è obbligatorio

Per tener sempre sotto controllo i cespiti aziendali è necessario monitorare tutte le operazioni connesse al singolo cespite e annotarle poi in un registro obbligatorio: il libro dei cespiti. Le società, gli enti e gli imprenditori commerciali devono compilare il registro dei beni ammortizzabili (libro dei cespiti) entro il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione. In questo documento obbligatorio, che potremmo anche definire come un inventario dei cespiti aziendali, devono essere annotate tutte le immobilizzazioni materiali e immateriali dell’azienda.

Nel registro devono essere indicati, per ciascun immobile e per ciascuno dei beni iscritti in pubblici registri:

  • l’anno di acquisizione;
  • il costo originario;
  • le rivalutazioni;
  • le svalutazioni;
  • il fondo di ammortamento nella misura raggiunta al termine del periodo d’imposta precedente;
  • il coefficiente di ammortamento effettivamente praticato nel periodo d’imposta;
  • la quota annuale di ammortamento;
  • le eliminazioni dal processo produttivo.

Ammortamento cespiti immobiliari

Secondo l’articolo 2426 del codice civile:

Il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione. Eventuali modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella nota integrativa.

Secondo l’articolo 102 del TUIR le quote di ammortamento del costo dei beni materiali strumentali per l’esercizio dell’impresa sono deducibili a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene. La deduzione è ammessa in misura non superiore a quella risultante dall’applicazione al costo dei beni dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ridotti alla metà per il primo esercizio. I coefficienti sono stabiliti per categorie di beni omogenei in base al normale periodo di deperimento e consumo nei vari settori produttivi. Per i beni che non superano 516,46 € per il costo unitario è consentita la deduzione integrale delle spese nell’anno in cui sono state sostenute.

Per quanto riguarda, invece, l’ammortamento dei beni immateriali dobbiamo far riferimento all’articolo 103 del TUIR. Le quote di ammortamento del costo dei diritti di utilizzazione di opere dell’ingegno, dei brevetti industriali, dei processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico sono deducibili in misura non superiore al 50% del costo; quelle relative al costo dei marchi d’impresa sono deducibili in misura non superiore ad un diciottesimo del costo. Le quote di ammortamento del costo dei diritti di concessione e degli altri diritti iscritti nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge. Le quote di ammortamento del valore di avviamento iscritto nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura non superiore a un diciottesimo del valore stesso.

I coefficienti di ammortamento

I coefficienti di ammortamento o aliquote di ammortamento si determinano in base alla vita utile del bene e rappresentano la percentuale da applicare al valore iniziale dei beni pluriennali per poter calcolare la quota di costo di competenza di un singolo esercizio. I coefficienti di ammortamento sono definiti dal D.M. del 31/12/1988.

 

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