Certificazione dei contratti per lavorare in sicurezza: la nota INL

L’Ispettorato nazionale per il lavoro interviene sull’importanza della certificazione dei contratti per garantire la sicurezza sul lavoro in ambienti confinati o sospetti di inquinamento

Nel contesto della vigilanza e sicurezza sul lavoro, emerge una crescente attenzione alle problematiche legate agli ambienti confinati e ai rischi di inquinamento. La Direzione centrale vigilanza e sicurezza del lavoro ha ricevuto richieste di chiarimento riguardo all’obbligatorietà della certificazione dei contratti, in linea con il D.P.R. n. 177/2011, per il personale impiegato in tali settori.

Richieste che sono state prontamente soddisfatte dall’Ispettorato nazionale per il lavoro (INL) con la nota n. 694/2024.

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La nota INL n. 694/2024 sulla certificazione dei contratti per il personale impiegato in ambienti confinati sospetti di inquinamento

Prima di tutto, l’INL sottolinea che il D.P.R. n. 177/2011, recependo disposizioni del d.lgs. n. 81/2008 (testo unico della sicurezza), introduce norme volte a qualificare imprese e lavoratori operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Tale decreto richiede che l’attività lavorativa in tali contesti sia svolta solo da imprese o lavoratori autonomi che soddisfino specifici requisiti di sicurezza.

Tra i requisiti previsti, vi è l’obbligo di avere personale con almeno 3 anni di esperienza relativa a lavori in ambienti confinati o sospetti di inquinamento. Tale esperienza deve essere posseduta dai lavoratori che svolgono funzioni di preposto e deve essere supportata da un contratto di lavoro certificato ai sensi del d.lgs. n. 276/2003.

La citata disposizione impone dunque alle imprese l’obbligo di utilizzo di personale qualificato, stabilendone i requisiti minimi e la tipologia contrattuale, la quale deve essere generalmente di tipo subordinato a tempo indeterminato. Nella nota viene specificato che:

  • qualora l’impresa decida di utilizzare personale con altre tipologie contrattuali, allora l’impresa dovrà procedere alla certificazione del contratto di lavoro ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del d.lgs. n. 276/2003;
  • nel caso in cui l’impiego del personale in questione avvenga in forza di un contratto di appalto, occorrerà certificare i relativi contratti di lavoro del personale utilizzato dall’appaltatore – ancorché siano contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato – ma non certificare anche il contratto “commerciale” di appalto.

L’INL specifica ulteriormente (nota n. 1937/2024) che al fine di non sovraccaricare l’attività delle Commissioni di certificazione, nell’attesa di ulteriori sviluppi, vada adottata  l’interpretazione “letterale” dello stesso D.P.R. n. 177/2011 secondo la quale sono oggetto di certificazione ai sensi del Titolo VII, Capo I – recante “Certificazione dei contratti di lavoro” – del d.lgs. n. 276/2003, esclusivamente i contratti di lavoro c.d. “atipici” e non anche i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Chi emette la certificazione?

La certificazione dei contratti è fondamentale per garantire la qualità e la sicurezza del lavoro svolto. Essa assicura che il personale abbia l’esperienza necessaria e che i contratti rispettino le normative di sicurezza vigenti. Anche nel caso di appalti, la certificazione è obbligatoria per il personale impiegato.

Viene chiarito nella nota che l’organo di certificazione dipende dal luogo in cui viene svolta l’attività. Soggetti competenti come gli Ispettorati del lavoro o gli enti bilaterali regionali possono emettere certificazioni a livello territoriale, mentre le Università o le Fondazioni Universitarie possono certificare a livello nazionale.

Infine, la Commissione di certificazione non si limita a verificare la conformità organizzativa, ma analizza anche le tipologie contrattuali dei lavoratori, il possesso del DURC da parte delle imprese e l’applicazione del CCNL, assicurando una valutazione completa e accurata.

In conclusione, la certificazione dei contratti rappresenta un passo cruciale per garantire la sicurezza e la qualità del lavoro svolto in ambienti a rischio, contribuendo a tutelare la salute dei lavoratori e a prevenire incidenti sul lavoro.

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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