Certificazione acustica: cos’è e quando è richiesta
Focus sulla certificazione acustica: in quali casi è un obbligo, chi può rilasciarla, come viene effettuato il collaudo acustico
In un mondo sempre più frenetico e rumoroso nel quale il silenzio è diventato un bene sempre più raro, la certificazione acustica degli edifici rappresenta una garanzia di ambienti abitativi di qualità.
Ma di cosa si tratta esattamente? Lo spieghiamo in questo articolo, dove puoi anche scaricare gratis un esempio di certificato di conformità acustica finale elaborato grazie ad un software isolamento acustico professionale.
Indice
- Certificazione acustica ambientale: cos’è
- Certificazione acustica: quando è obbligatoria
- Certificazione acustica: come viene effettuato il collaudo?
- Certificato di conformità acustica
- Quanto costa la certificazione acustica?
- Gli approfondimenti di BibLus sull'isolamento acustico
- Guide e contributi sull'isolamento acustico
- Isolamento acustico degli edifici: le sentenze di riferimento
Certificazione acustica ambientale: cos’è
La certificazione acustica ambientale è un documento tecnico che attesta il livello e la qualità di isolamento acustico e insonorizzazione di un edificio.
Questa certificazione non si basa sul progetto acustico, ma su valutazioni e misurazioni oggettive e viene rilasciata a lavori conclusi, successivamente al collaudo in opera dei requisiti acustici passivi eseguito attraverso l’impiego di apposita strumentazione.
La certificazione acustica rappresenta una garanzia di rispetto concreto dei limiti imposti dal D.P.C.M. 5/12/1997 e attesta la classe acustica di appartenenza dell’edificio secondo i criteri definiti dalla norma UNI 11367.
Il D.P.C.M. 5/12/1997 è il punto di riferimento normativo per l’acustica in edilizia e specifica i requisiti acustici passivi per gli edifici.
La norma UNI 11367 definisce, in riferimento ad alcuni requisiti acustici prestazionali degli edifici, i criteri per la loro misurazione e valutazione in opera. Su tale base la norma stabilisce inoltre una classificazione acustica per ognuno dei requisiti e una valutazione complessiva per l’intera unità immobiliare.
La classificazione riguarda la prestazione dell’immobile rispetto a:
- Isolamento dai rumori aerei
- Isolamento dai rumori esterni
- Isolamento dai rumori da calpestio
- Isolamento dai rumori di impianti
In sintesi, ogni tipo di rumore ha un determinato descrittore acustico che lo caratterizza. La classe acustica di ogni descrittore si determina mediante misurazioni fonometriche eseguite sull’edificio. La “classe acustica globale” si determina calcolando la media tra loro le singole classi.
La norma UNI 11367 prevede quattro differenti classi di efficienza acustica: la prima indica gli ambienti meno rumorosi, la quarta quelli con l’isolamento più scarso.
Sebbene le tipologie di rumori considerati e i descrittori adottati nella norma UNI 11367 siano gli stessi del D.P.C.M. 5/12/1997, i valori delle classi acustiche non possono essere confrontati direttamente con i limiti del D.P.C.M. 5/12/1997. Mentre questi ultimi sono riferiti ai singoli elementi tecnici, i valori limite delle classi acustiche invece riguardano una “prestazione media” dell’intera unità immobiliare.
E’ da precisare, infatti, che la norma UNI 11367 non ha lo scopo di fissare criteri di accettazione, ma piuttosto quello di fornire uno strumento trasparente di valutazione per incentivare la costruzione di edifici aventi sempre più attenzione alla riduzione della trasmissione sonora.
La norma si applica a tutti i tipi di edifici, con destinazione d’uso diversa da quella agricola, artigianale e industriale. Una specifica appendice definisce i requisiti acustici di ospedali, cliniche, case di cura e scuole.
Certificazione acustica: quando è obbligatoria
La norma tecnica UNI 11367 sulla classificazione acustica degli edifici è obbligatoria negli appalti pubblici, invece nei lavori privati ha ancora oggi un carattere solo volontario, fermo restando per quelli costruiti dopo il 1997 il rispetto dei requisiti previsti dal D.P.C.M. 5/12/1997.
Per quanto concerne gli appalti pubblici, il D.M. 23/06/2022, n. 256 sui “Criteri ambientali minimi” (CAM) riporta nell’Allegato, Punto 2.4.11, i criteri da considerare al fine di perseguire adeguati livelli di comfort acustico negli edifici pubblici.
Per gli edifici privati, dunque, la certificazione acustica non è obbligatoria, ma in caso di contenzioso il rispetto di tali prescrizioni in materia di isolamento acustico sarebbe determinante per evitare spiacevoli conseguenze, per cui ti consiglio un software per la progettazione dell’isolamento acustico in edilizia, la verifica dei requisiti acustici passivi (D.P.C.M. 5/12/1997 e norme UNI 12354) e la classificazione acustica degli edifici secondo la norma UNI 11367.
Certificazione acustica: come viene effettuato il collaudo?
La determinazione del valore di ogni requisito acustico di un’unità immobiliare si fonda sulla verifica acustica eseguita in opera effettuando, per tutti gli elementi tecnici di ambienti verificabili acusticamente, misure in conformità alle norme tecniche applicabili.
Il collaudo acustico è il processo mediante il quale vengono effettuate misure in opera per valutare l’effettiva prestazione di isolamento dai rumori dell’edificio completato, verificare il raggiungimento dei requisiti acustici passivi definiti dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997 ed eventualmente certificare in base ai requisiti prestazionali della norma UNI 11367 la classe acustica dell’edificio.
Il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 richiede che ad opera ultimata i requisiti acustici siano rispettati, ma non impone la realizzazione di misure in opera o la redazione di relazioni di calcolo previsionale.
Tuttavia, molti Comuni e Regioni possono imporre l’obbligo di presentare i calcoli previsionali e misure a fine lavori.
Conformemente alla normativa vigente, le misure fonometriche devono essere eseguite da un tecnico competente in acustica abilitato ed iscritto all’elenco ENTECA secondo il D.Lgs. 42/2017.
Questo garantisce la validità legale delle misurazioni e assicura che vengano seguite le procedure specifiche e le norme tecniche attuali.
Parametri da verificare in opera secondo il D.P.C.M. 5/12/1997 e norme tecniche di riferimento per la loro misura.
| Tipo di collaudo | Prestazione acustica rilevata | Normativa tecnica di riferimento per le misurazioni in opera |
|---|---|---|
| Rumore aereo tra partizioni | R’w | UNI EN ISO 16283-1 |
| Rumore di calpestio | L’n,w | UNI EN ISO 16283-2 |
| Isolamento di facciata | D2m,nT,w | UNI EN ISO 16283-3 |
| Rumorosità degli impianti a funzionamento discontinuo | LAS,max | UNI EN ISO 16032 UNI EN ISO 10052 |
| Rumorosità degli impianti a funzionamento continuo | LAeq | UNI EN ISO 16032 UNI EN ISO 10052 |
Certificato di conformità acustica
Puoi scaricare gratis un esempio di certificato di conformità acustica finale elaborato grazie ad un software isolamento acustico professionale.

Attestato di certificazione acustica SuoNus
Quanto costa la certificazione acustica?
L’impresa che ha eseguito i lavori sull’immobile deve fare richiesta della certificazione acustica. Per quanto riguarda il costo non è possibile stabilire una cifra precisa in quanto esso varia a seconda di una serie di fattori: caratteristiche dell’immobile, superficie, materiali impiegati per i lavori, ecc.
Gli approfondimenti di BibLus sull'isolamento acustico
- DPCM 5/12/1997: i requisiti acustici passivi degli edifici
- Isolamento acustico: concetti di base, norme di riferimento e materiali
- Calcolo dell'isolamento acustico: guida con esempio pratico
- Relazione acustica previsionale (RAP): quando è obbligatoria, come si fa
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- Isolamento acustico della parete confinante: tecniche e materiali
- Isolamento acustico del pavimento: tipologie e vantaggi
- Isolamento acustico del solaio: come e perché farlo?
- Cos’è e come si misura l’isolamento acustico di facciata?
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- Isolamento acustico soffitto: come aumentare il comfort abitativo
- Tempo di riverberazione: cos'è e come si misura
- Materiali fonoassorbenti: quali scegliere per l'isolamento acustico
- Isolamento acustico serramenti, nuova norma UNI 11296:2024
- Previsione delle prestazioni acustiche: le norme UNI 11175:2024
- Requisiti acustici passivi degli edifici: la UNI 11367:2023
Guide e contributi sull'isolamento acustico
Linee guida per l’attività dell’ingegnere in materia di Acustica Forense (CNI, 2026)
Le linee guida del Consiglio Nazionale degli Ingegneri dedicate all’attività dell’ingegnere in materia di acustica forense - approvate con Circolare CNI 438/2026- nascono con l’obiettivo di fornire un riferimento operativo e metodologico ai professionisti chiamati a svolgere consulenze tecniche in ambito giudiziario e stragiudiziale, sia come CTU, Consulenti Tecnici d’Ufficio, sia come CTP, Consulenti Tecnici di Parte.
Le Linee guida raccordano norme civilistiche, legislazione sull’inquinamento acustico, D.P.C.M. 5/12/1997, normativa UNI, CAM edilizia, prassi ministeriali e giurisprudenza e si concentrano su due grandi ambiti di contenzioso: le immissioni acustiche e i requisiti acustici passivi degli edifici.
Sintesi redazionale e approfondimento sulle linee guida CNI per l'Acustica Forense
La guida di BibLus
La redazione di BibLus ha raccolto in una guida i focus sull'isolamento acustico degli edifici.
Isolamento acustico degli edifici: le sentenze di riferimento
Solai non isolati acusticamente: progettista e direttore dei lavori sono sempre responsabili?
Cassazione - 17135/2026
La Cassazione (Sez. III Civile, n. 17135/2026) ha chiarito come vadano ripartite le responsabilità quando i solai di una nuova costruzione non garantiscono l’isolamento acustico richiesto. Nel caso esaminato, era già stato accertato in primo grado che i solai interpiano non rispettavano i requisiti acustici previsti dalla legge n. 447/1995 e dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997; successivamente l’impresa costruttrice, condannata in quel giudizio, ha chiesto di rivalersi sul progettista e sul direttore dei lavori.
I giudici hanno sottolineato che non è sufficiente il solo difetto di isolamento acustico per affermare la responsabilità professionale: chi agisce contro i tecnici deve dimostrare con precisione quale errore concreto sia stato commesso e come questo abbia causato il vizio. Nel processo l’impresa sostenne che progettista e direttore lavori avevano consentito la posa di solai non idonei; il Tribunale l’aveva accolta, la Corte d’Appello invece aveva escluso la loro responsabilità, ritenendo che i professionisti avessero fatto legittimo affidamento sulle schede tecniche del produttore, che inizialmente non prescrivevano l’uso del tappetino fonoassorbente.
La Cassazione ha confermato la sentenza d’appello: il ricorso dell’impresa è stato giudicato inammissibile per difetto di specificità, perché non indicava quali parti del progetto, del capitolato o delle prescrizioni tecniche imponessero una diversa condotta dei professionisti né quale fosse l’inadempimento concreto loro addebitabile. La Corte ha inoltre precisato che la decisione d’appello non si limitava a valorizzare una diligenza formale, ma si basava su valutazioni di fatto (consulenza tecnica e contenuto delle schede tecniche). Poiché questa motivazione autonoma reggeva al controllo di legittimità, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato l’impresa al pagamento delle spese processuali.
Leggi qui per una trattazione più approfondita dell'ordinanza della Corte di Cassazione
Movida rumorosa: il Comune può ignorare le proteste dei residenti?
Il Tar di Napoli (sentenza n. 6556/2025) ha affrontato il problema dell’inquinamento acustico causato dalla movida nelle aree urbane, sottolineando la responsabilità del Comune nel tutelare la salute e il diritto al riposo dei residenti. L’aumento del turismo e delle attività notturne ha reso questo fenomeno sempre più rilevante, con rumori e schiamazzi che disturbano la vita quotidiana degli abitanti.
In un caso specifico, i residenti di un centro storico hanno chiesto al Comune misure urgenti per contenere il rumore derivante dalla movida, ma di fronte all’assenza di risposte hanno fatto ricorso al Tar. I cittadini hanno denunciato l’inerzia dell’amministrazione, considerandola un illecito omissivo e hanno chiesto che venga riconosciuto il silenzio-rifiuto del Comune, con l’obbligo di adottare provvedimenti per riportare il rumore entro i limiti di legge, anche attraverso ordinanze o la revoca di licenze.
Il Comune ha ammesso la complessità della situazione e ha giustificato il ritardo per la necessità di coordinamento con le autorità di pubblica sicurezza, mentre la Prefettura ha escluso la sua competenza, rimandando la regolazione acustica ai Comuni.
Il Tar ha confermato la propria competenza, riconoscendo il diritto dei residenti a un ambiente salubre e tranquillo. Ha ribadito che il silenzio dell’amministrazione equivale a un rifiuto implicito e che il Comune deve necessariamente intervenire, secondo le norme sulla tutela acustica, adottando regolamenti, controlli e, se necessario, ordinanze urgenti. In particolare, il potere d’intervento spetta ai sindaci come misura ordinaria per fronteggiare il disturbo acustico.
Dato che il Comune non ha ancora concluso l’istruttoria e persiste nell’inerzia, il Tar ha accolto il ricorso, dichiarando illegittimo il silenzio e ordinando l’adozione di un provvedimento motivato entro 30 giorni, prevedendo la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriori ritardi.
Leggi qui per una trattazione più approfondita della sentenza del Tar Campania
Altre sentenze sull'acustica in archivio
Ti riporto di seguito alcune sentenze relative all'isolamento acustico degli edifici, trattate in articoli dedicati di BibLus:
- "Isolamento acustico pareti interne: no nella stessa unità immobiliare";
- "Insufficiente isolamento acustico: può costituire grave difetto d’opera?";
- "Isolamento acustico inadeguato: può essere considerato un grave difetto costruttivo?";
- "Inquinamento acustico da impianto di riscaldamento rumoroso, è previsto il risarcimento danni?";
- "Mancato isolamento acustico terrazzo: chi paga?";
- "Isolamento acustico, aggiornata la norma UNI 11296"

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/certificazione-acustica-cos-e-e-quando-e-obbligatoria/



Argomento di grande attualità, molto importante mettere in evidenza la necessità di formare e abilitare tecnici per eseguire controlli e certificare edifici.