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Risarcimento danni per mancato rilascio dei certificati di conformità impianti

Certificato di conformità impianti: danno e risarcimento per mancato rilascio

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

La Cassazione affronta la questione del mancato rilascio del certificato impianti, i criteri per il risarcimento e le implicazioni legali

Un impianto tecnologico realizzato a regola d’arte trova il suo naturale compimento nell’attestazione e nel rilascio finale dei relativi certificati di conformità da chi lo ha messo in opera. Detti certificati di conformità (dichiarazione di conformità impianti nota anche come “DiCo”) possono assumere estrema rilevanza, soprattutto quando si tratta di controversie legali. Un recente verdetto della Corte di Cassazione (ordinanza n. 34785/2023) fornisce una panoramica interessante su come il mancato rilascio di tali certificazioni possa influire sui diritti delle parti coinvolte.

Per evitare eventuali inconvenienze e garantire la corretta redazione di una dichiarazione conforme alle attuali normative, è consigliabile affidarsi a un software specializzato nella compilazione delle dichiarazioni di conformità impianti, in ottemperanza al decreto ministeriale 37/2008.

Grazie a questa soluzione integrata, è possibile ottenere con facilità le dichiarazioni di conformità per diverse tipologie di impianti, tra cui quelli elettrici, idrici, termici, a gas e antincendio. Il processo di compilazione è assistito, con indicazioni dettagliate per prevenire eventuali errori, con controlli automatici sulla conformità dei dati inseriti rispetto alle normative vigenti.

Mancata consegna certificato di conformità impianti. È possibile chiedere un risarcimento danni all’impresa? E in quale misura?

Un’impresa, dopo aver completato i lavori di ristrutturazione, si trovava coinvolta in una controversia legale per il mancato pagamento di 36.000 euro da parte del committente. Il committente dei lavori, a fronte del decreto ingiuntivo per il pagamento avanzato dall’impresa, sollevava un punto interessante: la mancata emissione dei certificati di conformità degli impianti elettrico ed idraulico.

La questione finiva in tribunale con una richiesta di risarcimento da parte del committente di 30mila euro. Ma il giudice di primo grado, se imponeva il pagamento, seppur ridotto, di quanto dovuto all’impresa, condannava l’impresa stessa a versare 17.675 euro al committente.

Certificazioni in ritardo e il processo di appello

L’impresa presentava quindi appello, sostenendo di aver già prodotto le certificazioni. La Corte di Appello riduceva il risarcimento, ma la questione centrale rimaneva: il ritardo nella presentazione della documentazione e la mancanza di prova del danno subito dal committente.

Quest’ultimo ricorreva, infine, in Cassazione.

La decisione della Corte di Cassazione: il risarcimento del danno dovrà essere calcolato in base all’effettivo danno subito

La Corte di Cassazione annulla la sentenza di appello rinviando il tutto a nuovo giudizio per il ricalcolo del danno. Gli ermellini sottolineano l’errore nel basare la decisione su elementi non regolarmente introdotti in giudizio. La pronuncia rivela un punto cruciale: il risarcimento deve essere proporzionato al danno effettivo causato dalla mancata emissione delle certificazioni.

Criteri per il risarcimento

Secondo la Suprema Corte, il risarcimento deve considerare l’effettivo pregiudizio subito a causa del mancato rilascio delle certificazioni. Tre situazioni possono delinearsi:

  • certificazioni rilasciate con ritardo: il risarcimento è limitato al pregiudizio subito per il ritardo;
  • certificazioni non rese disponibili: il risarcimento copre il costo per ottenere le certificazioni da un’altra impresa;
  • impossibilità di ottenere certificazioni (ad es. per non conformità degli impianti): il risarcimento deve essere pari al costo dei lavori solo se gli impianti non possono ottenere le certificazioni.

In conclusione, l’ordinanza offre chiarezza su come affrontare il danno derivante dalla mancata emissione dei certificati di conformità impianti, definendo criteri essenziali per una giusta liquidazione del risarcimento.

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